venerdì, novembre 28, 2008

COSì COM'E'


Un giorno aiutai una tipa a portare delle pentole. State attenti, che sembra un po' una favola africana.
Io uscivo da yoga, lei trascinava - letteralmente- quattro sacconi. "Vuoi una mano?" "Oh, grazie, non speravo più che qualcuno me lo chiedesse...." I quattro sacconi contenevano, appunto, pentole.
Pentole in pietra, bellissime. Non le portammo lontano, ma in due era comunque un'altra cosa.

A distanza di un annetto e attraverso giri improbabili che comprendono un contadino biologico molto ordinato - svizzero, potrebbe essere: porta tutto bel pulito, ben allineato, il bigliettino del conto che prenderebbe un "bravo! " dalla maestra - la mia fatica muscolare viene ripagata con consigli su come sfruttare al massimo le proprietà vitamiche e antiossidanti dei vegetali, inispecie ovviamente biologici.
Chè io ne so, di biologico, ma sulla pratica sono scarsina e mi limito a mangiare, preferibilmente crudo. E, soprattutto d'inverno, crudo è ben più difficile.
Così, la Tipa delle Pentole - lo so
, il nick non è carino ma immediatamente comprensibile - mi ha suggerito di fare centrifughe con ogni sorta di vegetali, come insalata e mela, pies. E fin lì, ok, magari ci potevo arrivare.
Poi mi ha insegnato a cuocere a vapore - tanto vapore caldissimo, la verdura dentro coperta, due o tre sbollentate e stop: così dovrebbe mantenere tutte le proprietà.
Poi mi ha detto che, sempre pies, se unisco una verdura tipo bietoline tagliate fini fini fini al riso quando è quasi cotto, loro si cuociono subito e il riso viene più buono. Ma mi ha anche detto che il miglio rinforza ben più del riso (ma questo lo sapevo) e il miglio fresco ancor più.
E, infine, mi ha dato i consigli "per osmosi": rideva anche lei, chè aveva paura la prendessi un po' in giro, ma mi ha detto che lei prova ogni sorta di impacchi con le verdure ridotte in poltiglia su viso e capelli. Prima fa le prove, e poi vede quelle che vanno meglio.
E, ha aggiunto, dopo le cure micidiali perchè non ti fai un bel bagno nel cavolo? Che i cavoli, tutti, abbiano proprietà fortemente depurative e risananti anche per contatto - venivano usati per asciugare le piaghe - è tesi sostenuta da millenni e da tutti i naturopati. Secondo la Tipa, io potrei tritare fine fine una grossa verza, buttarla nell'acqua del bagno molto calda e lasciare che là esprima tutta se stessa prima di buttarmici anch'io. E, già che ci sono, usare la polpa sparsa nell'acqua come uno scrub delicato.
E perchè no, dopotutto? Lush senza l'intervento di Lush, in fondo.
E senza, giurin giurella, mascheroni o formule rituali.
Vi farò sapere com'è andata, promesso.

giovedì, novembre 27, 2008

TAR-PATO IL POSTEGGIO!


L'Acquasola, per ora, ha vinto. Il Tar ha accolto il ricorso contro la costruzione del parcheggio, sostenuta anche con pernottamenti sotto le tende, soprattutto da Legambiente genovese in alleanza con Verdi e ambientalisti. Non che proprio ci ho voglia di raccontarvi l'intera storia, ma insomma è bello che almeno un parcheggio - per di più abbastanza inutile anche in una logica perversa - sia stato bloccato. Chè già oggi, solo perchè stavano asfaltando due pezzi di strada lontanissimi fra loro, c'erano due corrispondenti code lunghissime. C'ero dentro anch'io, sì - non succede spesso, ma oggi ero in macchina - ma ciò non mi impedisce di deprecare e detestare le quantità di auto in circolazione. Car sharing, bici, piste ciclabili e buone, vecchie soluzioni come le funicolari e gli ascensori sono senza dubbio migliori, e non richiedono di buttare all'aria parchi.
Banalità le mie, certo: ma per quanta gente non lo sono ancora, o per niente affatto?

MANIMAN...


E va bene, lasciatemela raccontare. Non vi sembri vanagloria, chè se posso essere un pochino giustamente orgogliosa del riconoscimento, il contesto è abbastanza assurdo da farlo passare in secondo piano.
Perchè io, lui, l'ho sempre difeso. Non l'ho sempre letto - ma non leggo sempre nessuno che scriva sui giornali, anzi - ma solo poche volte ho trovato sbagliato ciò che scrive. In mezzo a una spiccata aria di commiserazione, ero sempre l'unica a sostenere che è giustissimo occuparsi, e indignarsi quando è il caso, delle suonerie becere e fastidiose dei cellulari, della buona educazione dei funzionari pubblici, della mala educazione di conversazioni intime urlate ai quattro venti. O dei semafori che non funzionano come dovrebbero, o degli uffici in cui si sprecano stupidamente soldi pubblici e via andare di questo passo. Quasi tutti mi facevano notare, increduli e derisori quel tanto, che ci sono problemi più seri di cui occuparsi. Come no? Ma se c'è qualcuno che si occupa anche di questi non mi pare insensato, chè la vita quotidiana da poco non è.

Così, forse per una gratitudine che ha seguito misteriose vie, il commento di PieroOttone, incontrato sulle csale dall'uomobarbuto e da lui ragguagliato sul motivo della propria espressione bastonata, è stato il seguente: " Tua moglie me la ricovdo, è una che scrive bene. E , sì, c'è un'alta incidenza di questa malattia fra i giovnalisti che scrivono bene. E, pvopvio per quello, c' è un dio apposta per lovo."
Non credo al dio di Ottone come a nessun altro, ma se proprio mi venisse la tentazione di contare su qualcuno, un dio della buona scrittura non sarebbe male, no?

mercoledì, novembre 26, 2008

UN BIECO BOOOMERANG


Certo che sono anche, oltretutto, davvero idioti.
Chè non ci vuol molto a capire che negare le cure mediche a chi vive accanto a noi significa far correre maggiori rischi a tutti, e questo a prescindere da ogni considerazione di minima umanità. Ma pare che la Lega Nord non arrivi neanche fin lì e perciò ha presentato una legge per abolire le prestazioni sanitarie agli stranieri, in più con l'obbligo di denunciarli se non sono in regola.

Firmate l'appello dei Pediatri e diffondetelo, che qua tocca fare gli stopper in servizio permanente; e ci arrivate anche da Prospettiva Ranocchio che da lì io l'ho imparato.

lunedì, novembre 24, 2008

BELL'IDEA

Se vi piacciono le illusioni ottiche, le trasformazioni o anche solo l'arte figurativa, merita:

DOMENICA


Lavorato. Tanto. Stanca. Influenza. Amici arrivati con sacco di film assurdi e  libro atipicamente molto invogliante. Amici carini molto, cane perfino evitato  trappole per topi. Cane più attento del brother, che ieri non ha evitato trappole. Cane più attento di me quando pulisco pavimento, appiccico scopa su trappola, sempre la stessa. Sarà ora di togliere trappole, speriamo. E quasi ora di fare casetta di pandizenzero natalizia, altro dono di amica carina molto. Non proprio ora, però c'è albero già illuminato in casa qui intorno. 

Post telegrafico, nel caso vi chiedeste cosacazzo.  

sabato, novembre 22, 2008

SALDA LEGGEREZZA






Sabato di famiglia e amici, uno più bello dell'altro, con giri in vespa e godurie gastronomiche e discorsi intelligenti e risate
. Perciò rimane giusto il tempo per postare quest'albero, visto nelle sue belle, salde, ma anche aeree radici: come tutte le radici dovrebbero essere.

QUANDO LO STRANIERO ERA BIONDA


Be', gli spot erano costituiti da infermiere gentili e carine che venivano a portarmi il tè con i biscotti o cambiarmi la flebo, ma certo non glielo potevo dire che non s'interrompe un'emozione.  
Chè lo so che siete tutti pronti a prendermi in giro per le mie recensioni in tempo reale, ma il primo film della cineforumterapia inventata da ness e sponsorizzata dal gipunto era davvero avvincente: "Testimone d'accusa", tratto da una piece teatrale di Agata Christie e sceneggiato da Billy Wilder e Herry Kurnitz. Credo sia famoso, se non altro perchè ne hanno fatto un remake -  pare bruttarello - ma famoso per chi e quanti non lo so mai, quindi ne parlo come se l'avessimo visto solo io e l'uomobarbuto seduto lì sulla sedia a farmi compagnia. 

E' in bianco e nero, of course, con uno straordinario protagonista - Charles Laughton - e i due coprotagonisti che sono il bello per definizione Tyrone Power (che se lo guardi negli occhi, al di là del personaggio, capisci perchè gli è venuta fuori una figlia come Romina: belli sì, ma questo è tutto) e l'algidissima Marlene Dietrich. Bellissima anche lei, non si può negare, seben che le si veda una sola gamba per circa trenta secondi e in tutto il resto del film sia castigastissima in tailleur anni'50. 
Perchè, appunto, il film è del '52: ed è un bel giallo giudiziario con un buon dosaggio tra suspence e battute divertenti e spesso caustiche, una trama che regge anche se il finale, per noi smaliziati di mezzo secolo dopo, si capisce un po' prima del dovuto. Ma l'aspetto straordinario, per chi ha voglia di vedercelo, è il suo giocare in doppia e tripla battuta sui pregiudizi contro gli stranieri. La Dietrich è infatti la sposa tedesca di un inglese: si sono conosciuti nell'immediato dopoguerra in Germania dove lui era di stanza, lui l'ha sposata e portata via da un paese distrutto, dalla miseria e dall'abbruttimento. 
Lei è l'unica testimone a favore del marito in un caso di omicidio: solo lei, infatti, può testimoniare che lui era con lei. Entrambi dichiarano alla polizia di amarsi, e lei racconta perbene come e quando il marito era con lei all'ora in cui un' "anziana signora" (56 anni, n.d.r.) che il marito frequentava da un po' "per farle compagnia, era una persona molto sola" è stata uccisa. 
L'avvocato che deve difendere Tyrone Power, nel sentire che la moglie dell'accusato è straniera, ordina al suo assistente di preparare i sali, di tenere a portata di mano una poltrona, di non scandalizzarsi o spaventarsi di fronte a scene emotive. E viene interrotto in queste raccomandazioni dalla Dietrich in persona, che appare sulla porta in tutta la sua fredda compostezza. Primo luogo comune messo in ridicolo, tanto più che quando lei se ne va, dopo aver seminato abilmente dubbi sul suo amore per il marito senza tuttavia affermare nulla di preciso, è l'avvocato a lasciarsi andare a un crisi di nervi. 
Nel colloquio, però, la Dietrich ha fatto in tempo a sottolineare come la polizia non abbia creduto alla sua testimonianza: "forse l'ho detto nel modo sbagliato, forse è perchè sono straniera." E anche allo spettatore appare evidente che una sana ragazzona inglese, magari con la faccia un po' equina e i sentimenti un po' più in evidenza, avrebbe ricevuto migliore accoglienza della raffinata e composta bionda tedesca. 
Da quel momento, tutto si gioca su quest'elemento, che la trama sfrutta abilmente: anche se il film è del '52 non mi par bello lo stesso raccontare trama e finale, ma la sostanza è che il pregiudizio contro gli stranieri (e ancora più contro le mogli straniere che, come fa notare l'infermiera, vengono qui a portare via gli uomini alle ragazze inglesi, come se ce ne fossero poche!) viene abilmente sfruttato proprio per condizionare la "sana e patriottica" mentalità autoctona. La straniera è la fonte di ogni guaio, o almeno così appare, e la sua freddezza è l'elemento che più gioca a suo sfavore.  Ma infine, quando pur viene rivelato il gioco e avvocato e spettatore non possono che ammirare la donna anche in virtù di quella stessa odiosa freddezza e capacità di sfruttare l'ingenuità umana, ecco che che è lei a rivelarsi non meno ingenua e tutt'altro che fredda: sconvolgendo così, una volta di più, i pregiudizi.  E con la piena assoluzione nella battuta finale. 
Ecco, non c'è bisogno di aggiungere nessun pistolotto su quanto ci sarebbe bisogno anche ora di film come questi, ma chissà se poi sono io a voler pensare che a volte i messaggi sottili rodono dentro di più di quelli smaccati (bel dibattito, se volete). Ma, insomma, la cineforumterapia ha dato un buon risultato, e questo è ciò che conta.  

Tra parentesi, nessuno dei temuti effetti negativi si è finora verificato, come appare ovvio dal fatto che ho scritto il post.  

venerdì, novembre 21, 2008

L'ALBERO DI OGGI



Così, solo per quel suo giallo luminoso lassù.

REXIST TO EXIST


Pare che si chiami "sindrome di Munchausen" quella in cui uno provoca casini per poi avere il gusto e il merito di risolverli. Mi sembra ingiusto, o perlomeno dovrebbe esserci anche una contrapposta "dote di Munchausen", che prevede il riuscire a non precipitare tenendosi su per il bavero della giacca. E' quello che mi è toccato fare in questi giorni, ma a dire il vero non l'ho fatto da sola - anche se la sensazione di star sospesi finchè la legge di gravità non se ne accorge è forte. Mi sono state dette, e dimostrate con coccole reali, telefoniche e scritte, tutta una serie di frasi geniali che mi hanno aiutato a riacchiappare il bavero, momentaneamente sfuggito dalle dita: una è il titolo di questo post, e sta nel nuovo blog dell'Amicaritrovata. Certo, la si è vista anche qua, ma quale momento migliore di adesso per ricordarmela? Altre sarebbero lunghe da citare o incomprensibili senza l'episodio ad esse collegato, ma va menzionato almeno il brother. Il quale mi ha fatto un'utilissima divulgazia medica al cellulare, esortandomi a riorganizzare qupì una vita normale e anzi più divertente e varia possibile, e così ha concluso: "Se fai il finto morto e poi muori, sei morto prima del tuo tempo; se invece non muori hai buttato via un anno." Geniale.
E dato sì che una vita più varia rientrava fra i miei progetti anche del "prima" la sfida mi pare affascinante, anche se la si dovrà conciliare con doveri tipici e atipici: e ci si prova, neh?

martedì, novembre 18, 2008

FANGO DA FONTE FANGOSA


Pomeriggio in autogestione nella scuola del KGgB, un bravo prof di inglese si occupa, a nostro vantaggio, di poesia e ribellione. Mi piacerebbe intervenire, qua e là, ma questa voce più che rauca mi penalizza, e non posso aggiungere neppure un paio di nanetti di quelli che piacciono a me. Ma, com'è ovvio, sono lì soprattutto per ascoltare e quindi non me la prendo più tanto, è già bello sentir parlare di poeti e di storia, di miserie e rivolte, in modo informale e appassionato come piace a me.
E, così senza tanto parere, il prof butta lì "England in 1819" di Percy Bysshe Shelley - peraltro sottolineando che la scrisse quando era, più o meno in esilio, in Italia: chè in patria avrebbe avuto i suoi guai.
S
e è già bella l'invettiva contro il re e la sua genìa, è il pezzo centrale che colpisce: anche a voi ricorda qualcosa?

An old, mad, blind, despised, and dying king,--
Princes, the dregs of their dull race, who flow
Through public scorn,--mud from a muddy spring,--
Rulers who neither see, nor feel, nor know,
But leech-like to their fainting country cling,
Till they drop, blind in blood, without a blow,--
A people starved and stabbed in the untilled field,--
An army, which liberticide and prey
Makes as a two-edged sword to all who wield,--
Golden and sanguine laws which tempt and slay;
Religion Christless, Godless--a book sealed;
A Senate,--Time's worst statute unrepealed,--
Are graves, from which a glorious Phantom may
Burst, to illumine our tempestous day.



se qualcuno vuole aggiungere una traduzione, gliene sarò grata: io ho controllato quella scelta oggi in autogestione con l'unica onlain e le ho trovate parzialmente diverse. il senso non cambia e quella sul web non mi sembra azzeccata - oltre a mancare degli ultimi versi - ma non so così bene l'inglese da sbilanciarmi e sono andata in palla. qualcuno rimedia?

Due giorni dopo, eccola arrivata da kiri, la trovate anche nei commenti ma è più comodo leggerla qui. grazie, kiri!

Un re vecchio, pazzo, cieco, disprezzato, morente
Principi, la feccia della loro razza ottusa, che fuggono
Nel pubblico ludibrio – fango dalla loro fonte fangosa
Governanti che non vedono, non sentono, non sanno
Ma si aggrappano come sanguisughe al loro paese esangue
Finché cadono, accecati nel sangue, senza un colpo
Un popolo affamato e ferito in un campo lasciato incolto
Un esercito, che uccide la libertà e devasta
È come una spada affilata per coloro che la brandiscono
Leggi dorate e sanguinose che tentano e uccidono
Religione senza Cristo, senza Dio – un libro sigillato
Un Senato –il peggiore irrevocato statuto del mondo –
Sono tombe, da cui un glorioso fantasma potrebbe
Esplodere, per illuminare il nostro giorno tempestoso

lunedì, novembre 17, 2008

ONDA SU ONDA


L'Amicodelcuore segnala una pregevole opera degli studenti universitari
Cliccate sui link - in particolare quello al "sito gemello" - per divertirvi (be', la Settimana Enigmistica le chiamerebbe "Risate a denti stretti", ma l'ironia è tanta) e per aggionarvi, nel caso vi foste persi qualcosa.

METTI, UN GIORNO DI SOLE


Una giornata di sole fra molo e scogli, quel paio d'ore che in tutta la nostra vita saremo riusciti a strappare sì e no quattro volte a incombenze e doveri veri e immaginari. Bambini che giocano in canottiera e mutandine, la vecchietta in maglietta e costume, la barca che passa e dà un passaggio a due ragazze purchè accettino di bagnarsi i piedi. Un bimbo così piccolo che un piccolissimo calzino sarebbe più adatto del piccolissimo cappello che lo copre quasi fino al naso. Due ragazzi che scopano, nella spiaggetta più riparata, dietro altri scogli. O almeno così pare a uno sguardo frettoloso, chè subito pudicamente ce ne torniamo nella zona famiglie: così invece non fanno i bambini in canottiera, che vanno e vengono dalla spiaggetta, non si capisce se per malizia o se per la completa assenza della stessa. E poi arrivano un ragazzo nero - americano, pare - con una ragazza italiana vestita come se stesse per andare in discoteca, e pranzano sul muretto con cibi comprati al basko. e arriva l'amica della vecchia in maglietta, e due amiche per conto loro con i cani, che discutono pregi e difetti di "Santa", signora mia, è bellissima ma..., accidenti, il difetto non l'ho capito, si è alzato un po' di vento a portarsi via le parole. Ce ne andiamo anche noi, in un tramonto color ocra e oro. E ce ne fottiamo di trarne una morale, del resto troppo facile, neh?

STORMIR DI GENTE


Una volta avevo scritto una cosa - be', se volete una definizione era un romanzo per ragazzi - che era poi tornata indietro da un paio di posti con le classiche letterine di rifiuto con cui non so più che autore si tappezzava la stanza. Ma a me piaceva abbastanza, perchè in quella cosa lì gli alberi parlavano e raccontavano se stessi e il mondo dal loro punto di vista di alberi: immagino sia esattamente per quello che me lo hanno rimandato indietro, ma continuo a pensare che era una bella cosa da scrivere, e pazienza se forse non lo era da leggere.

Che per me gli alberi, da tutta la vita, sono presenze vere, non accessorie: sono "gente". E poi ci sono, naturalmente, tutta una serie di metafore positive sugli alberi - e l'Amicaritrovata ne ha coniato una fantastica, con dentro una putenza come la sequoia - che non possono che farmi bene. Così ho pensato che in questo periodo, quando scrivere mi diventa magari difficile, potrei postare foto di alberi, mie o altrui.
E comincio con un involontario ma bel confronto della stessa Amicaritrovata: la prima è la foresta di bamboo a Sagano, Kioto, la seconda l'entroterra di Ponente.

domenica, novembre 16, 2008

PAROLE SANTE


Dire le cose giuste è quasi sempre difficile. Dire le cose giuste nel modo giusto è essere intelligenti. Dire le cose giuste nel modo giusto, ma nel momento "sbagliato" è avere coraggio.
Questo fa Ascanio Celestini, e io ho sempre ammirato quel particolare tipo di coraggio: quello di chi, da solo su un palco, non ha paura di dire - oggi - "la rivoluzione non è un pranzo di gala". Riuscendo a dirlo senza retorica e senza sciocchi rimpianti, con quel tanto di ironia e amarezza che fanno sì che il colpo arrivi a fondo, dove deve arrivare. A ricordarci che il momento è brutto e forse peggio, ma che ci siamo: anche se siamo in teatro e non in piazza, come ha detto lui stesso ascanio.
Raccontare lo spettacolo è ovviamente impossibile: le storie di celestini sfiorano il surreale e rimangono in bilico sull'assurdo finchè non tornano bruscamente a terra e lui, con i suoi piedi tenuti storti e il suo pizzetto sempre più strambo, è bravissimo ad affidare tutto alla voce, al racconto.
Immobile dietro il leggio, con quell'uso fantastico della ripetizione, del tormentone, degli incisi a cui riesce a dare l'esatto valore, a me fa sempre venire in mente un personaggio medioevale: un menestrello fra i più sfigati, che come apre bocca conquista l'intera corte.
E che infine, sorridendo appena, si avvia verso l'uscita ripetendo che il re è nudo e la tigre è di carta: e al suo passaggio molti nascondono il piatto di lenticchie dietro la schiena.

sabato, novembre 15, 2008

ORPO...


Ho fatto la mia, e scusate se anche questa volta sono un po' monotematica. Ma fatto sta che mi ha telefonato la dottoressa per farmi scegliere la gradevole cura - sì, quella che immaginate, of course, in cui ci sono più cocktails possibili - e mi ha detto che il tempo di somministrazione si misura in ore. Mai più l'avrei pensato, e una sola domanda mi è venuta alle labbra:"Ma si può leggere?" La tipa è rimasta tanto sconcertata che ho dovuto spiegarle il senso della question: sa, i libri, quelle cose lì. Quando ha capito è scoppiata a ridere, ma certo che si può. Solo dopo aver messo giù il telefono mi sono venute in mente le domande peggiori e forse più classiche, ma ormai era andata. Immagino di aver aggiunto un'altra figura da alieno alla mia collezione.

E, in ogni caso, la Nessie ha avuto un'idea migliore: quella del cineforum privato, come quelli che l'amicae. si faceva nel suo lavoro solingo. ma io solinga non sarò, mi si dice con mio grande conforto, però il mio povero accompagnatore dovrà sorbirsi i miei gusti perversi in fatto di cinema: commedie anni'40, film in costume tratti dai classici (Jane Austen è il top, ma li ho visti tutti), qualche punta di demenziale, e il comico quando fa ridere davvero. Senza escludere un po' di trash, ma a vedere quello non riesco mai a convincere nessuno - "Donne amazzoni sulla luna"giace da anni lì sullo scaffale. Insomma, si aspettano proposte e prestiti, direi. e in cambio avrete piccole recensioni, se riesco.

venerdì, novembre 14, 2008

MONSONI E DEGRADO


Anche se fossi dell'umore, avevo già smesso nel Prima di commentare l'incommentabile , e francamente ora non ho voglia di altre tristezze da voltastomaco.
Però, siccome non si può parlare sempre della stessa cosa, dopo i topi la Natura ha offerto un altro diversivo a questo blog: mentre io e l'uomobarbuto stavamo qui bel belli nel mio studio silenzioso, come una coppia vittoriana che lui legge e lei si dedica alla corrispondenza, un rombo cupo ha rotto il silenzio.
E ci sarebbe da chiedersi perchè l'abbiamo riconosciuto subito come rumor di frana, noi e i vicini, visto che credo che pochi di noi abbiano mai sentito una frana, ma fatto sta che avevamo ragione. La collina di fronte, brooumm, si è sgretolata via di tutto un pezzo per la pioggia di questi giorni: e tutti noi lì a guardare, e a tirare un sospiro di sollievo perchè non era il nostro tetto.
Sempre più, questi "quartieri alti" assomigliano ai rioni di cui denunciavo i problemi quando facevo il collaboratore di cronaca minuta: "Via hamelin invasa dai topi", "Crollano massi in via franetti".
Poi, vista di giorno, la frana non sembra neppure granchè -nè risultano interventi in proposito, devo dire - ma se io fossi nella case sulla collina tanto tranquillo non sarei.

Però tanto tranquilla non sono neanche così, perciò chi sono io per giudicare? Il verdetto di possibile cura si precisa sempre di più, e dato sì che piacevole non è le lacrime scorrono abbundanti e vengono interrotte dal benedetto umorismo macabro (ma anche da abbracci, o poesie o dolcezze).
Gli amici, in compenso, ormai non si contano più: sono ben due le amiche ritrovate dopo anni di silenzio reciproco, ed entrambe preziose. Il topopalla manda commenti genialmente nonsense e quiz che occupano la mente, la talpa belle immagini di mostre (il palloncino dice di più di mille parole, sì) e gidibì mi lascia libri aperti a canzoni importanti e commenti una volta tanto senza ironia; e poi c'è la polemica su tolkien, e aleks, e l'amicae. e compagnamber che si preoccupano di fare commenti intelligenti: bacchettate, ragazze, non riuscireste a esere stupide neanche volendo. Ecco, non so, forse è noioso, per chi legge, ogni volta questo elenco: ma non ho altro modo per dirvi che vi voglio un sacco di bene. e che la collina frani pure, se deve, voi siete ben più importanti

lunedì, novembre 10, 2008

GRIFONDORO


Se il Bastardo è uno, è un Occulto. Una roba da Harry Potter, insomma, e già mi era venuto in mente sul post dell'amicae. che col cavolo abbiamo come patronus la Fata Smemorina, anche se sembrerebbe di sì: la nostra è Hermione. Hermione un po' supponente, un po' secchiona, un po' tutto quello che volete, ma ben tosta, neh? e che ragiona, ma non solo con la testa.

La mia "stranezza", di cui io non ho mai capito nè origine nè connotati ("strana, io? perchè?" e mi guardano come se fossi strana..) viene fuori anche ora, vien fuori perfino qui, da dati che non concordano ed esami che non esamano: e pazienza se magari è peggio, almeno so di essere ancora io.
Ma non proprio di ciò volevo parlare, anche se l'idea di scovare l'Expelliamus giusto mi affascina: però sto tirando in lungo per non scrivere un post lacrimevole.

Perchè io sono - ero - una Figlia di Mezzo: e se il più grande e il più piccolo dei figli ci hanno i loro problemi non da poco, i Figli di Mezzo sono una categoria che peggio non si può. Anche nelle storie di Topolino, infatti, è Paperino a beccarsi tutte le sfighe: "zio paperone è troppo vecchio, quiquoqua sono troppo giovani, vieni tu, papero: tocca a te buttarti dalla rupe/saltar nel pentolone/farti spiumare/eccetera eccetera." Ma non è che uno si lamenti per le sfighe, in fondo: è che cresce convinto di essere invisibile, salvo materializzarsi quando c'è bisogno un capro o una cavia.

Per la maggior parte del tempo, nisba: se impara una poesia a memoria e il più piccolo ne sa due versi in croce, il prodigio è il più piccolo; se ce la mette tutta a fare un lavoro difficile, il più grande l'avrà sicuramente fatto meglio di lui. Non insisto sul concetto: forse sembra assurdo a chi Figlio di Mezzo non è, ma è nel destino dei numeri più ancora che nella (mancanza di) pedagogia.

E non è una sensazione che uno riesca a togliersi mai del tutto, e su quella poi si stratificano altri difetti, ubbìe, mancanze, rabbie, orgogli.
Così, la mia paura di restare sola, di trovarmi sotto il mantello dell'invisibilità senza aver deciso di indossarlo, ha radici ben lontane e ormai incarognite, difficili da scalzare.
Però, se qualcosa può riuscirci, è la sfilza di commenti che avete lasciato al mio post precedente: vorrei rispondere ad ognuno di voi, alla compagnamber che dimostra coraggio e intelligenza, all'anonimo che mi incuriosisce ( e va bene così), al pastore che le parole non mi sono troppe nè ora nè mai, alla gìa che posso dirle solo grazie chè la riluttanza nordica la so anch'io, alla burbera giuli che fa il tifo e alla tenera sire che mi legge da lontano, alla talpa che eccheccazzo, alla simona (sei tu?) che mi fa coraggio, alla figlia lombarda e a quella che trova una magnifica foto, alla casa sul monte, ai macelli e anche al vicolio ancora intero.

E poi ci sono gli altri amici, naturalmente. E sono tanti, sono intelligenti e mi dicono cose bellissime ("la malattia è un condizione che può fare un bene incredibile") e mi accompagnano in clinica, e mi scrivono cazzate per farmi ridere, e mi chiamano e richiamano anche alle ore più improbabili.
A tutti vorrei dire anche più di così, perchè d'ora in poi le mie giornate saranno una scianca tra le cose positive e quelle negative, e quelle positive sono soprattutto queste, compreso - ma fa perfino stupido dirlo, per chi lo conosce - l'uomo barbuto che ha addirittura stravolto i suoi orari kantiani (!) per me, e il mio fratellino che so quanto è dura per lui.
E ancora l'elenco non è completo, nè ve lo faccio tutto:
ma svegliarsi al mattino sapendo che ci sarete, così, semplicemente ci sarete senza obbligo di essere profondi, intelligenti, confortanti o null'altro, è già un buon motivo per svegliarsi.
M
a sappiate che per una Figlia di Mezzo tutto ciò è incredibile. è grandioso. è strabiliante. è un pezzo - grandissimo - dell' incantesimo giusto.

sabato, novembre 08, 2008

GIA'.

Ci sono cose che capitano solo agli altri, e questa volta gli altri sono io.
Jodorowsky non ha funzionato: i topi continuano ad essere una presenza misteriosa, che forse c'è e forse non c'è, ma nel frattempo il Male che avrebbero dovuto incarnare e portarsi via si è palesato dentro di me, e questo è un fatto. Non lo nomino non perchè mi comporti con lui come con Voldemort, ma perchè non voglio essere trovata con quella chiave di ricerca, mi ci manca: e del resto, può anche darsi che praticamente tutti i miei lettori sappiano già la notizia, chè non mi va e non sarei capace di tenerla nascosta perciò stasera gli amici l'hanno già saputa più o meno in diretta.
Ciononostante, questo il post più difficile da quando ho aperto il blog, anche perchè non so bene cosa scrivere, oltre alla notizia pura e semplice. Dovrei metterci tutte quelle cose che fanno capire che ho uno spirito pugnace e un ottimismo a tutta prova, ma di ciò posso solo dire che spero mi vengano nei prossimi giorni, ora è troppo presto per qualsiasi reazione perche la niù è recentissima.
Forse, semplicemente, non sarei capace di scrivere altri post a prescindere da questa realtà, che indubbiamente cambierà la mia prospettiva nonchè, almeno in parte, anche la mia vita: meglio quindi, per gli aff.ssimi lettori, informare che c'è una sorta di spartiacque, un "prima" e un "dopo".
E approfittarne per un bieco ricatto morale, chè gli umani quando stanno male hanno bisogno di sentirsi al centro dell'attenzione: un'attenzione discreta, che immagino ci saranno volte in cui non sarò in grado di rispondere alle attenzioni altrui con il consueto grado di affetto e civiltà, ma quale attenzione discreta migliore di un commento sul blog? So che molti hanno remore a lasciarne, in assoluto, ma se potete superatele, le vostre remore: anche una frase stupida non è mai stupida, chè mi fa sentire di non esser sola. e questa credo sia la cosa più importante, adesso.

martedì, novembre 04, 2008

SUBLIMINALE



Sembra un banale reportage fotografico, ma è probabilmente una campagna di trenitalia per farvi pensare, o pendolari incontentabili, a quanto potreste stare peggio, neh?

lunedì, novembre 03, 2008

PICCOLE RESISTENZE



Non ho tempo nè testa per fare molto altro, però questo posso copincollarlo:

Aggiornamento da Giornalisti contro il razzismo (www.giornalismi.info/mediarom)


E' salito a 93 (più sedici promotori) il numero dei firmatari dell'appello-impegno "Mettiamo al bando la parola clandestino (e non solo quella)". L'obiettivo è spingere i media a un linguaggio più corretto ed obiettivo negli articoli riguardanti i migranti, il popolo rom, le minoranze.

Questa campagna è nata dall'iniziale appello
(maggio 2008) titolato "I media rispettino il popolo rom". Il "razzismo quotidiano" si sta diffondendo nella società e i grandi media fanno ben poco per contrastare questo fenomeno, spesso anzi lo alimentano.

Chi lavora nei media ne è consapevole? E' forse d'accordo?
O magari siamo che noi ci sbagliamo? In ogni caso è urgente discuterne. Sul sito sono disponibili nuovi materiali.

- Un articolo del giornalista israeliano Yonatan Mandel, pubblicato
sul settimanale Internazionale col titolo "Le parole per non dirlo". Mandel fa notare come i media israeliani adottino un linguaggio ad hoc per descrivere le azioni dell'esercito israeliano, in modo da proteggerne la reputazione. La condotta opposta viene seguita a proposito dei palestinesi. Il tutto, secondo Mandel, avviene "spontaneamente" http://www.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_1233.html

- Un articolo di John Foot, pubblicato su Internazionale, a proposito di un caso di "zingaro che ruba i bambini" a Catania. Sui giornali sono state pubblicate notizie false, ma rese "credibili" dalla nota leggenda (sulla quale si può leggere un libro appena uscito di Sabrina Tosi Cambini, La zingara rapitrice. Racconti, denunce, sentenze (1986-2007), editore Cisu 2008 http://www.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_1231.html

- Un intervento che spiega come gli allievi della scuola di giornalismo di Catania hanno smascherato la bufala. http://www.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_1232.html

Il 27 novembre 2008 a Mantova parteciperemo al convegno "Perché un Osservatorio sulle discriminazioni? Problemi, soggetti e pratiche", con un intervento sul tema "Come le parole possono escludere: linguaggio e media". http://www.rintracciarti.org/edizione-2008/giovedi-27-novembre/

PER SOTTOSCRIVERE L'APPELLO
http://www.giornalismi.info/campagne/index.php?id=3&id_topic=10
Giornalisti contro il razzismo, novembre 2008

domenica, novembre 02, 2008

ESORCISMI LAICI


Ci sarebbe Jodorowsky.
Non il padre, il figlio che fa psicomagia, o comunque si chiami la cosa che fa.
Il KGgB, appena è da un parrucchiere o simili, si fionda a cercare la rivista su cui Jodorowsky jr. risponde ai lettori, prescrivendo cure suggestive per i problemi psicologici: banalizzando assai, egli prescrive cose tipo che se sei una persona molto rigida e strutturata, per un mese intero devi girare nudo - per casa o per strada, dipende da quanto è ispirato in quel momento Jodorowsky stesso, secondo me.

E quindi, senza voler sbeffeggiare nessuno, potrebbe essere lui l' orchestratore di una così perfetta proiezione del Male, dall'interno all'esterno.
Chè in contemporanea con l'intensificarsi di quei simpatici accertamenti (una parola che, usata in qualsiasi contesto - giudiziario, fiscale, medico ecc. - non è affatto neutra come sembra, ma apre le porte alle fantasie più angosciose) che dilettano la mia vita da un tre mesi o giù di lì, ecco comparire infatti I Topi.
Non uno, come pareva per comunque improbabile coincidenza - datpo il piano quarto - ma due. Finora.

Matato anche il secondo. Finora.
Ma egli ha scorazzato in giro, lasciando ampie tracce: in un lavacro molto più prosaico che simbolico, l'intera cucina è stata ripulita da me e dall'uomo barbuto, chè la colf, ricorderete, continua a non esserci. Eppur nonostante, anche ora viviamo asserragliati, chiusi ogni volta nelle stanze in cui siamo, con le finestre aperte solo se noi siamo dentro e tutta una serie di bizzarre manovre tese ad evitare paranoie peggiori, cioè il sospetto o la comparsa di nuovi topi.
Accertamenti, si potrebbero chiamare.
E con questo, se il mondo funzionasse secondo una psicomagologica, dovrei aver risolto tutti i miei problemi, dando loro baffi e coda per poi ucciderli.

E poi basta esser certi di averli uccisi tutti, neh?

giovedì, ottobre 30, 2008

UTILITY


Può darsi che ormai sia già arrivata a tutti, che sta girando su internet da qualche giorno. A me è arrivata per la prima volta dalla Talpa , ma dopo le aggressioni di oggi, con la versione raffinatamente mediatica della tesi degli opposti estremismi, forse val la pena di diffondere questa intervista a Kossiga il più possibile.
A noi ragazzi del '99 non fa notizia - che abbIano ucciso gli anni '70 a suon di manganelli e provocazioni non ci giunge nuovo, e neppure che l'ex presidente, allora ministro agli interni, si sia guadagnato la sua K appunto per quello di cui, dopo anni, ha il coraggio di vantarsi - ma a chi si chiede cosa sta succedendo, perchè i fascisti sono in piazza con slogan e spranghe, forse fa bene leggerla. Quindi, nel caso, fate un bel copincolla e mandatela
in giro.

INTERVISTA A COSSIGA
«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA
PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».
Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti».
Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?«In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica:spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.
E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E` dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

martedì, ottobre 28, 2008

AUGURI, NESSIE!

Un giardino pieno di rose, fiorite e da fiorire.

e anche una piccola zonta, va'.
 

domenica, ottobre 26, 2008

A ZENA L'INQUINAMENTO VINTAGE


Il mio papà - sì, sempre lui - quando ero piccola mi portava a visitare le navi: immagino che per lui, emigrante lombardo, una nave vista da sopra fosse uno spettacolo degno di nota, e pazienza se spesso quelle visitabili erano militari. A me, d'altronde, piacevano un sacco le scalette di corda.

Così, quando mi è arrivato l'invito per visitare il rompighiaccio di Greenpeace, ormeggiato al Porto Antico durante questo scorso uikènd ho subito coinvolto il KGgB: "Ci andiamo, dài, ci andiamo?"
E lei, sempre carina e gentile, non mi ha deluso. Solo che il mio concetto del tempo è sempre stato un po' labile: per me in un pomeriggio dovrebbero starci le attività di quattro giorni. E del resto non trovavo più, fra le mail, l'invito che specificava luogo ed orari. Ma non importa, in qualche modo avremmo risolto.

Già: arrivate al Porto Antico con il buio siamo riuscite ad individuare la nave dopo una galoppata di quelle che fanno maledire Renzo Piano e, com'era abbastanza ovvio, abbiamo scoperto che l'orario per le visite scadeva due ore prima.

Ci siamo sedute su una panchina, a guardare da giù l'arcobaleno dipinto sulla fiancata (a poppa, a prua, a manca? chissà...): il suo fascino ce l'ha, l'Artic Sunrise, anche senza i ricordi infantili; e le genti che andavano avanti e indietro tra passerella e biciclette, i volontari di Greenpeace, ci sono sembrate belle.


Oggi, quelle persone lì hanno fatto una tripla azione a Genova, contro la centrale a carbone Enel sotto la Lanterna, in piano centro, in piena funzione inquinatrice fin dagli anni '20.
Qui trovate la galleria fotografica genovese, e qui sotto il video blog.


>Lo so, a Greenpeace e a questa iniziativa ho già dedicato tanti post: ma non è un caso. Appoggio ed approvo, e un po' magari mi gaserei anche, se potessi partecipare di più, il movimento delle scuole, fondamentale per riaffermare il valore della scuola pubblica. Non mi è dispiaciuta la manifestazione della sinistra, non mi fa schifo neanche quella di Uolteroni - anche se, groan, tutto quel bianco-rosso-verde in corteo dà addosso mica poco, neh?

Ma penso che la sinistra, rosa, rossa o arancionella che sia, stia davvero perdendo l'appuntamento con la Storia se non capisce e non fa sua l'importanza della battaglia ambientale.

Ieri, sotto la Lanterna, la sinistra avrebbe dovuto esserci, per sostenere le richieste di Greenpeace, che a sua volta sostiene la politica regionale - di "sinistra", finora, sia pur con virgolette - in favore dell'eolico.
E' roba minima, in confronto a ciò che si sta muovendo nel mondo intero contro la globalizzazione globale, dalle richieste e proposte in campo economico alle lotte durissime contro la privatizzazione dell'acqua: ma dai gesti minimi si potrebbe ricominciare a innescare un circolo virtuoso, io credo, andando a smuovere quelle che ormai appaiono posizioni cristalizzate che si muovono su piani diversi. Quando invece la lotta, come hanno capito benissimo i nostri avversari, è una sola.

giovedì, ottobre 23, 2008

GLI SQUALLORS


Be', certo, come non preoccuparsi, Pacefortissima, visto che l'ultima scuola in cui è entrata la polizia è stata la Diaz? Ma, per fortuna, oggi il cavabana si smentisce da sè: "Chi, io? mai detto, mai pensato." Un gioco vecchio, la cui forza sta nel non avere senso: come discutere una menzogna? Non si può, se ci pensate: non a caso innumerevoli giochini di logica si basano su strane popolazioni o individui che mentono sempre.
Perchè la menzogna alimenta se stessa e se ne strafotte della figura che fa,
l'importante è che serva a quel che deve servire, che qualcuno ci creda.
Il panorama è così squallido che anche il post su questo argomento si arena qui: alla democrazia difesa da La Russa e Alemanno non ci crediamo - sarà pensar male, ma viene il sospetto che il "diritto" di cui parlano lo rivendichino soprattutto per quei bravi guaglioni di destra che ultimamente hanno riscoperto la goduria dell'esserci, a spese altrui - e sprecare altre parole su Gelmini e i suoi riformini pare insensato.


Più bello, invece, far notare che non sono più solo quei pazzi degli ecologisti a sostenere che la riconversione energetica sulle fonti rinnovabili e i non sprechi fa bene anche all'economia, oltre che a noi tutti.
Da republikit, infatti:

"Secondo uno studio realizzato dall'Università di Berkeley, le politiche di efficienza energetica intraprese dalla California all'indomani dello shock petrolifero del 1977 nel giro di un trentennio hanno creato circa un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro a fronte dei 25mila persi. (...) In California una politica attenta che ha imposto standard di efficienza per edifici ed elettrodomestici tra i più alti del mondo, il livello dei consumi elettrici pro capite nell'ultimo trentennio è rimasto stabile, mentre nel resto degli Stati Uniti aumentava del 50%. Si calcola invece che se il consumo unitario avesse seguito la crescita media nazionale, la California avrebbe avuto bisogno di 24 nuove centrali di media potenza (500 MW). Avendo la possibilità di spendere meno in energia - si legge nella ricerca - i consumatori hanno destinato questi soldi alla domanda di beni diversi (...)"

Il modello economico che ne consegue non è rivoluzionario e forse neppure quel che si dice alternativo: si limita, di fatto, a creare nuove possibilità di lavoro e di spesa in un mondo altrimenti intasato.
Non è il modello che ci piace di più, certo che no: ma è un modello che può piacere perfino ai politici. Almeno a quelli in buona fede, che si vanno invece convincendo che "ohiohioohi, ormai abbiamo bisogno di nuove centrali."

E, come è successo al muraglione sotto casa mia, che hanno sbancato di alberi e popolazione animale per poi lasciarlo nelle stesse identiche condizioni di prima, ma senza l' equilibrio che invece si era creato nel tempo (e sono ricresciuti arbusti, erbacce e rumenta, ma ci nidificano pappagalli invece che passeri, e gazze e piccioni invece che merli - e topi, chè forse prima c'erano civette a tenerli a bada), il rischio concreto che tutte le manovre per le nuove centrali prendano il via senza produrre alcunchè se non i soldi che girano per gli appalti, pare sfuggire a molti.

mercoledì, ottobre 22, 2008

MORTO

Se ne dà l'annuncio ufficialmente, ringraziando per la sentita partecipazione al post che ne parlava: il topo è morto. 
Al tranquillante non ci abbiamo pensato, no - ma temo che avrebbe avuto comunque un effetto Marilyn, chi sa i dosaggi per un topo??? - e perciò gli abbiamo messo il formaggio e una trappola. E' morto dopo un abbondante ultimo pasto, come da tradizione, di più non potevamo fare. 

martedì, ottobre 21, 2008

E OLTRETUTTO...


...tocca fare il tifo per Sarkozy e per quel già discutibile accordo - che prevede, pies, anche di aumentare la quota di biocarburanti, uno dei fattori della crisi alimentare e del rincaro dei prezzi del cibo - che va approvato in sede europea. Ma l'accordo contiene cose di buon senso e dall'altra parte ci sono, oltre a un tot di Stati sfigati della Ue, la prestagiacomo e il cavbanana, a piangersi addosso e a dire che noi ci abbiamo la crisi. E la prestagiacomo, che forse con i numeri piccolissimi delle pari opportunità poteva ancora cavarsela ma se si tratta di far due conti realistici no, ha la faccia marcia di sostenere che l'accordo non è stato discusso, mentre il cavbanana rivela il suo pensiero sulla visione del mondo dichiarando che "noi" non possiamo "fare i donchisciotte". Improvvisamente, la crisi finanziaria da cui l'Italia fino a ieri era pressochè risparmiata (grazie all'arretratezza dei suoi sistemi, anche se questo non lo diceva nessuno, e ben venga essere arretrati, di questi tempi) diventa pesantissima per l'industria italiana in particolare, che sostiene di non essere in grado di sostenere i costi per dimunire i rischi del cambiamento climatico. E questo in un Paese, come il nostro, che dove non è costa franosa è slavine e smottamenti, dove non è palude risanata è terra strappata al mare, dove non è siccità è alluvione e via di questo passo, in miliardi di contributi erogati per calamità "naturali" di ogni tipo: e ciò non solo per le caratteristiche fisiche dell' Italia, ma soprattutto per la politica di incuria e distruzione dei governi. Governi che, ribadiamolo per chi si confonde, sono stati democristiani per trent'anni- trenta. e ci sembravano già il peggio, e non erano.

In questo momento, l'ho già detto, gli attivisti di Greenpeace si stanno impegnando nella campagna contro il ritorno alle fonti energetiche non rinnovabili e fortemente inquinanti, come il carbone: fa piacere sapere che la loro azione in Sardegna è stata interrotta in seguito agli impegni presi dall'Assessore Regionale all'Ambiente, che ha dichiarato di voler allineare la Regione esattamente a quell'accordo UE osteggiato dal governo. Incrociamo le dita e segniamo questa vittoria vicino a quella ottenuta in Slovacchia, dove il Ministro dell'Ambiente ha richiesto la valutazione di impatto ambientale per la centrale nucleare - obsoleta e pericolosa - che vorrebbe costruire l'Enel: sempre quell'Enel lì, quella che ci dicono di comprare le azioni. Tanto, a noi checci frega dei slovacchi, siam mica donchisciotte...

IL TOPO STROPPIA


E così c'è anche il topo. Un topino di campagna, e il primo che dice "poverino" farà, se posso decidere io, la fine appunto del topo.
Perchè io, i topini sto a guardarli volentieri se sono dentro un cartone animato, ma anche se sono dentro un bosco, un fosso, un campo.
A casa mia, no.
Sono territoriale, lo ammetto, e magari sul balcone ci si poteva mettere d'accordo, è una specie di terra di nessuno: ma lui no, il cretino. Non so per certo da dove sia entrato, ma sicuro è scivolato via tenendosi raso sotto la mascherina del frigorifero, come un fante della Grande Guerra a filo delle trincee: lo so perchè ho trovato gran mucchietti di polvere annosa agli angoli, che già che c'era poteva almeno ripassare per bene e toglierne di più.
Così forse il frigo riprendeva a funzionare senza consumare una quantità di energia pari a quella del Kenia.
Perchè il frigo è in quelle condizioni lì, la lavatrice ha bisogno il colpo d'anca - chi si ricorda i flipper sa di cosa parlo - per chiudere il coperchio scardinato chè quando me lo dimentico lei non parte, il forno invece l'hanno appena aggiustato ma si è rotto di nuovo, si aspettano i soccorsi .

E' così: qui imperversa la Crisi del Settimo Anno che ormai si è trascinata nell'ottavo, altrimenti detta Crisi del Locatario: si presenta puntuale quando sta per scadere anche il rinnovo del contratto, come sta succedendo qui. E nell'incertezza - si va, si sta? - le robe muiono, i muri piangono, i topi ballano.
Perchè fosse necessario anche il topo, francamente non so: forse solo perchè io, in questo periodo così rassicurante riguardo la mia salute, possa dire: "Ah, finchè le sfighe son queste...!" e sentirmi enormemente confortata, giaggià.

venerdì, ottobre 17, 2008

OTTOBRE ROSSO?

Bello, eh, il volantino?
Finalmente, anche se temporaneamente, fuori dal mio universo privato di sfighe, torno a rendermi conto che l'universo pubblico quanto a sfighe sta quasi peggio di me.
Però mi guardo le gallerie di foto della protesta della scuola di republikit e mi piacciono: e che la protesta altrove sia un po' montata dai media o che sia invece genova ad essere un po' "molla" come piazza, l'insieme appare c0munque combattivo e convinto, tanto da far venire voglia di andare a Roma il 30.
Continuo a pensare che questo governo non si fermerà per le proteste, e che le proteste in troppi casi manchino di contenuti convincenti: ma sulla scuola piace sperare che possa essere diverso, che l'ignoranza e la strafottenza contenute in questa riforma peggiore di ogni altra siano bloccate.

Su altri versanti, invece, le cose sembrano andare molto peggio: il cosiddetto "premier" ha violato ogni regola di correttezza raccomandando di comprare azioni Enel, da lui indicate come "sicure".
E doveva ben saperlo, visto che in sede Ue ha rifiutato di aderire al piano per ridurre le emissioni, che prende tra l'altro l'incentivare l'utilizzo delle risorse rinnovabili: e quest'ultimo, si sa, ha il difetto di non prevedere grossi
appalti nè giri di soldi successivi, mentre il carbone e il nucleare sono lì, belli pronti a rimpinguare tasche.

La protesta, in questo caso, è affidata a
Greenpeace. che sta andando in giro per il Mediterraneo con le sue navi per denunciare la folle criminalità del ritorno al carbone come fonte energetica: la centrale di Civitavecchia, dove si è appena svolta l'azione di Greenpeace contro la sua recente conversione al carbone, immetterà nell'atmosfera una quantità di CO2 pari a quella di 2 milioni di SUV che percorressero 25milakm. annui.
Bell'idea, vero? Quando invece il settore delle energie rinnovabili è quello che in questo momento "tira", anche dal punto di vista economico, e produce ricchezza e creatività diffuse in quei Paesi in cui l'interesse pubblico è ancora un'espressione con un senso.
Greenpeace, comunque, ha lanciato una cyberazione, anche in vista in vista della Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite che si terrà a Poznan in Polonia il prossimo dicembre.
Firmate, conviene a tutti.

domenica, ottobre 12, 2008

SEGNALAZIONE

Mi è arrivata per mail e io la giro alla Comune-ty, che già parlò di economia e della crisi attuale, ma ovviamente anche a chiunque voglia capire cosa sta succedendo ora, anche provando a guardare da un'angolazione diversa dal solito.

La finanziarizzazione dell'economia e la sua crisi AA.VV. 144 pp, Euro 12 Articoli di M. Husson, S. George, A. Baranes, M. Bersani, G. Cremaschi, D. Danna, S. Lucarelli, A. Santoro, E. Screpanti, V. Sodano, T. Vitale "L’odierna crisi dei muti subprime statunitensi, ma anche l’aumento dell’instabilità dell’economia mondiale negli anni Ottanta e Novanta, è il frutto del processo di finanziarizzazione dell’economia, caratterizzato da una rinnovata ed accresciuta importanza del capitale finanziario. Questo testo analizza le origini, lo sviluppo e le cause della finanziarizzazione, esaminandone gli effetti sul modello sociale europeo, sulle relazioni sociali delle comunità, sui beni pubblici e sulle disparità di genere. Per provare a costruire risposte orientate all’azione nei movimenti."

Il volume è in libreria da oggi, ma si può anche richiedere per mail a segreteria@attac.org. e o
rdinando 5 copie non si pagano le spese di spedizione. Io penso che chi ha voglia di approfondire davvero questi temi se l'abbia ad accatta', 'sto libro, chè così legge e rilegge e torna su quello che non ha capito e se lo studia ben bene e poi magari ci fa una divulgazia o un post ancor piuù ottimista.
Per chi non ce n'ha voglia di cacciare i dodici euri - chepperò, mica solo il Manifesto ci ha bisogno di fondi, neh? - sul
sito di Attac si possono leggere gli interventi, anche se forse non tutti, raccolti nel volume
.

venerdì, ottobre 10, 2008

LUNA PIENA E TASCHE VUOTE


C'è una luna da licantropi, stanotte, bellissima anche dalla mia finestra, dietro l'ombra scura dell'albero. Mi gira un po' la testa, forse il nuovo antidolorifico, forse il sonno arretrato, e non ho un motivo per scrivere questo post, se non che mi dispiace quando anche il mio blog rimane in arretrato, come il sonno. 
Tutta la comune-ty è impegnata e fors'anche gasata della ManiFesta, e io mi unisco alla divulgazia della notizia, che il popolo accorra in gran copia e sottoscriva ancor più. Ecco che un motivo per questo post è stato alfine trovato senza troppo sforzo: ed è perfino un motivo socialmente utile, to'.