lunedì, febbraio 28, 2011

PORTONI

La camminata di oggi è stata nel centro storico domenicale, che è diverso da quello feriale perchè parecchi negozi sono aperti comunque, ma la gente in giro è soprattutto indigena, cioè immigrati delle più varie nazionalità. Un paesone, insomma, in cui il bambino (ecudoriano? arabo?) che va in giro sulla sua fortissima macchina di Paperino - con retromarcia, stica - riceve complimenti e rimbrotti in tutte le lingue, ma soprattutto un'indifferenza internazionale. L'occasione per vedere questo centro strorico nella sua veste più domestica è stato il trasloco di un'amica: nel palazzo in cui va ad abitare, dotato di prezioso ascensore e struttura moderna, campeggia l'avviso che vedete qui accanto. Benchè non desti stupore, mi pare un bellissimo segno dei tempi. Quando anch'io abitavo in un palazzo sulle cui scale sedevano i tossici, col cavolo che qualcuno si sarebbe premurato di avvisarci, e in quattro lingue..

sabato, febbraio 26, 2011

INTERNAZIONALISMO, BEN TORNATO.

... ma forse ci sono teste pensanti da cui non è mai andato via e che, a dispetto delle sgangherate filosofie bersaniane, non cedono al terrorismo della Lega. Sul massacro nelle piazze libiche non si perdono in considerazioni pretestuose e opportuniste, ma rivedicano analoghe lotte a sostegno di altri popoli, in momenti storici in cui la solidarietà non era un delitto o, peggio, un reato.
La lettera a Peacereporter degli operai della ex-Breda è in sussulto di indignazione e di orgoglio operaio: ha il sapore della nostalgia, è vero, che è comunque ben più gradevole del puzzo di carogne attuale.
Il supplemento domenicale del post è quindi il copincolla della lettera, che merita si arrivi fino in fondo.

Ex operai della Breda Fucine di Sesto San Giovanni denunciano: sono anche italiane le armi che sparano sugli insorti libici

Le centinaia di morti, operai, lavoratori, disoccupati, studenti, casalinghe, nei paesi arabi e in Libia sono il frutto (anche) dei "buoni" rapporti dei governi italiani con i dittatori del mondo arabo che, insieme, hanno fatto affari d'oro. I soldi provenienti dal petrolio hanno finanziato le spese militari dei paesi amici, Algeria, Egitto, Tunisia, Marocco, Israele e - in particolare - Libia. Gheddafi, dopo essere stato considerato nel 1970 un terrorista, capo di uno "stato canaglia" per aver espulso dal paese le aziende e le compagnie petrolifere americane, ha fatto affari con le industrie italiane: ENI, SNAM, Fiat, Finmeccanica, ecc.
Si calcola che circa il 35/40% del petrolio libico arrivi direttamente in Italia e più del 40% sono le importazioni libiche dall'Italia.
Dal 2004 - per accordi fra il governo Berlusconi e
Gheddafi - insieme ad un incremento degli affari sono stati dati alla Libia nuove armi e miliardi di euro per creare una barriera anti-immigrati. Gli immigrati espulsi dall'Italia vengono scaricati sul suolo libico, ripagando profumatamente Gheddafi per il suo sporco lavoro di controllo e detenzione, di gendarme e secondino; il tutto nel tentativo di difendere gli interessi imperialisti Italiani nell'area.
Non possiamo dimenticare comunque che tutti i governi succedutisi negli ultimi decenni, nonostante l'embargo imposto dall'ONU, hanno mantenuto ottimi rapporti di cooperazione militare fornendo alla Libia e ai paesi dell'area armi e istruttori.
Anche la Breda Fucine di Sesto San Giovanni di proprietà del
governo italiano fino alla privatizzazione che l'ha portata alla chiusura - tramite la Oto Melara, la Breda Meccanica Bresciana, l'Agusta - ha fornito armi, bombe, cannoni e mitragliatrici per le navi e gli aerei (e le contraeree) che oggi sparano sugli insorti.
Noi operai ci siamo sempre battuti contro le guerre imperialiste. Già nel 1991, allo scoppio della guerra in Iraq, insieme agli operai di altre fabbriche organizzammo dal basso
uno sciopero generale contro la guerra che portò in piazza a Milano oltre 20.000 lavoratori.
Successivamente abbiamo ostacolato in ogni modo la produzione di armi usando ogni pretesto per fare scioperi.
Allora, insieme a decine di nostri compagni di lavoro, per dimostrare la nostra opposizione alla guerra che vedeva anche l'Italia fra gli aggressori di un paese sovrano, attaccammo sulla tuta da lavoro in modo ben visibile un adesivo con la scritta: "CONTRO LA GUERRA DEI PADRONI SOLIDARIETÀ FRA I LAVORATORI E I POPOLI SFRUTTATI DI TUTTO IL MONDO".
Nel 1992 in centinaia fummo espulsi dalla fabbrica e messi in cassa integrazione.
Per tutto questo non possiamo stare in silenzio di fronte agli ipocriti appelli contro la violenza, a favore della transizione pacifica che si levano in questi giorni: diciamo no alle lacrime di coccodrillo versate da politici e industriali corresponsabili di questa carneficina, della morte di centinaia di persone.

Luigi Consonni, Orio Castagnoli, Silvestro Capelli, Michele Michelino, Sandro Tansini, ex operai della Breda Fucine di Sesto San Giovanni

Sesto S. G., 23 febbraio 2011

venerdì, febbraio 25, 2011

E ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO

Dice lo sciaini che voi lettori del venerdì siete più pochini, anche se più numerosi di quelli del sabato, per non parlar della domenica. Per consolarvi, vi regalo una ricetta, e se mi chiedete Perchè? vi rispondo Perchè no? 
Dunque, prendete una verza. Una bella verza, grossa e biologica - io non riesco più a mangiare frutta e verdura non bio, chè la differenza di sapore è enorme: ma non sto parlando del bio dei supermercati "normali", neh? - e tagliatela fine fine con un coletello affilato: è un bel lavoro, che dà soddisfazione anche estetica, con quella montagna di riccioli bianchi e verdi e verdini che si ammucchia man mano. 
Intanto fate rosolare in una padella fonda due cipolle medie in pochissimo grasso - quello che vi piace di più. E quando sono più o meno dorate, buttate dentro anche la montagnola di riccioli, mescolando bene. Lasciate stufare, rimestando da sotto a sopra di tanto in tanto. Quando il tutto si sarà asciugato, spruzzate con un po' di vino bianco, quindi aggiungete dei funghi (secchi, se vi siete ricordati di farli ammollare prima, oppure surgelati, ma comunque tagliati a listarelle) e anche delle acciughe sott'olio, se vi va. Oppure togliete i funghi e mettete acciughe e pinoli E una buona manciata di semi di finocchio, fondamentale. Dopo una decina di minuti circa, la verza dovrebbe essere cotta ma croccante e i funghi cotti e molli com'è nella loro natura di funghi cotti.  Con un colpo di genio, a questo punto butterete in padella un miscuglio fatto di: yogurth o panna, un tuorlo d'uovo, un cucchiaio di farina, sale e pepe - o zenzero. Girate per amalgamare, finito.
Se vi piacciono i cibi cremosi, questo è buonissimo: ma, insisto, la verza dev'essere buona, così piacerà anche a chi non la sopporta in altre forme.

La passeggiata, invece, mi avrebbe regalato una bellissima fotometafora, con quell'omino bianco che si spenzolava rischiosamente in mezzo al rosso e al verde, simbolo di assoluta precarietà. Sovraespozione e zoom hanno congiurato per renderla... be', un po' maffa, giaggià, ma ve la posto lo stesso, lo so che avete immaginazione da vendere e saprete vederla ugualmente.

giovedì, febbraio 24, 2011

SENTIRE E FARSI SENTIRE

Ho qualche difficoltà, in questi giorni, a postare le mie foto di militante della passeggiata. Intanto perchè non ne ho fatte - nè foto nè passeggiate, già - perchè è incredibile quanto arretrato possa lasciarsi dietro un vikènd fuori casa. 
Ma soprattutto perchè, come già altre volte, non riesco a leggere "diecimila morti" e parlare ugualmente di quanto è buffo il droghiere all'angolo. Mi ha rovinato Quasimodo (o Saba? ci ho sempre il dubbio) con le sue bibliche arpe appese ai salici, e il risultato è il silenzio. 
E penso, spero, che il silenzio assordante di tutti sia come il mio, pieno di sgomento e di incredulità. 
Il silenzio di chi fa fatica ad accettare che una cosa del genere stia accadendo, che a pochi chilometri da noi sia risorto Bava Beccaris con i suoi cannoni trasformati in bombe e missili. 
Nel 1898, a Milano, i mille morti - 80 nella versione ufficiale -  caddero sotto i colpi di cannone durante una sola manifestazione. Oggi la violenza scatenata dal folle non solo pare aver già provocato un numero di vittime dieci volte superiore, ma si esercita con la più assoluta crudeltà e indifferenza: colpire chiunque giri per strada è senz'altro un lucido escamotage da paranoico per eliminare ogni rischio di ribellione. 
Che io mi ricordi, non c'è mi stata una repressione così: le più brutali reazioni a movimenti di protesta hanno sempre riguardato chi protestava, chi era radunato in una piazza, chi era iscritto ai partiti di opposizione... non mi viene in mente nessun altro caso in cui il capo di un governo abbia assoldato mercenari per uccidere in modo indiscriminato il proprio popolo. 

Eppure, nei blog e in generale sul web non vedo gli accenti indignati e le manifestazioni di orrore che hanno accompagnato passo per passo la penosa vicenda di sarahscazzi, tanto per dire. Nessuno che dica "lo voglio veder morto", nessuno che si commuova come pure è successo, per esempio, per le vittime dello tsunami. Lo so, non è la stessa cosa: da che mondo è mondo, morire nelle rivolte è considerato "normale", mentre non lo è essere assassinati dai parenti (nonostante sia sempre più frequente) o che interi paesi siano spazzati via da un'ondata. 

La nostra percezione della normalità è senza dubbio curiosa, eppure in qualche modo generalizzata: forse per questo stentiamo a renderci conto che ciò che sta succedendo al di là del mare non è la "solita" rivolta, non è la "solita" repressione. La recente storia italiana ce lo ha insegnato: quando si superano i limiti, scritti e non scritti, del comune sentire e agire, si rompe un argine che è difficilissimo ricostruire. Quando si vuole vedere e far vedere "normalità" laddove non ce n'è più neanche un briciolo, non si fa altro che aprire la strada ad altre anomalie, alla futura applicazione di aberrazioni ancora peggiori. 
Poco importa, in fondo, se i morti siano mille o diecimila: come dice Marcegaglia con involontaria e cinica ironia: "bisognerà valutare se fare ancora affari con lui, non si può ammazzare la gente in questo modo."
Perchè, ecco, anche se penso che il silenzio sia in gran parte dovuto allo sconcerto, allo sgomento, non posso tuttavia sottovalutare l'influenza del doppio messaggio che arriva dalle istituzioni e in parte anche dai media: che invece di cavalcare il grand-guignol come sono bravissimi a fare in altri casi, non mancano di accennare più o meno esplicitamente alle conseguenze che 'sto casino può avere per noi. Commesse mancate, milaeuro persi, niente gas, petrolio in crisi: senza che nessuno lo dica esplicitamente, sembra quasi un'autorizzazione a pensare che le vittime dei bombardamenti sulla folla siano un po' meno vittime, guarda un po' che casino hanno combinato...

Al contrario, viene da pensare che le conseguenze su di noi possono invece essere ben peggiori se silenzio e immobilismo perdurano, se solo pochi (firmate l'appello, a proposito, tanto per cominciare) si indignano e provano a intervenire, se gli interessi economici (che, non so voi, ma io già non ne ho, neh?) prevalgono sul sentimento umano: se, insomma, diventa "normale" bombardare la gente che scende in piazza.

martedì, febbraio 22, 2011

SI STA COME D'AUTUNNO ECC.



 Stanchezza cosmica, questa sera, e non è il caso di affrontare uno dei tanti temi serissimi che girano per l'aere, dall'angosciosa repressione della rivolta libica (che dimostra quanto sia pericoloso sottovalutare la pazzia quand'anche appaia folcloristica e clownesca), all'appello per far fermare il Parlamento fino ad ottenere le dimissioni dello psiconano. Anche la storia minima scarseggia, che il personale sarà sempre politico ma a volte è noioso lo stesso, e quindi eccovi un po' di Animalia, di quelle che piacciono a me: pescate non so più dove, meritano un'altra occhiata anche se magari le avete già viste. E non vi lesino neppure la morale, manco fossi Fedro o La Fontaine.


 
 

lunedì, febbraio 21, 2011

PISCINE E VINERIE



Se io dico:
sauna finlandese
idromassaggio, 
piscine, 
doccia aromatica,
bagno turco
ok, sì, giusto: il vikènd ci ha portato in un centro benessere - e c'era perfino la Grotta della Neve a - 15° dove ho resistito ben mezzo minuto, credo. 
Per la prima volta nella mia vita  ho provato la discutibile emozione di essere in un vero non-luogo, come chi va alle Maldive o nel mezzo del Sahara e non mette piede fuori dal villaggio vacanze. Aeroporti e parchi di divertimento non possono competere: per quanto artificiali, la loro stessa complessità fa sì che siano influenzati dal luogo reale i cui sono collocati. Sul villaggio vacanze, in cui non sono mai stata, potrei anche sbagliarmi, ma nel nostro caso il Nulla era quasi assoluto anche se si trattava solo della campagna veneta. Tutta spianata e lisciata ancor più di quello che sarebbe, con finti selciati di pietra, finti marmi, finti mosaici, finti dipinti di Pompei, finto globo terrracqueo medievale (?) dipinto sopra la piscina.
Ma, come avrebbero detto in romanzo inglese di inizio secolo, i letti erano comodi,  il desinare eccellente,  gli indigeni accoglienti (e anche l'offerta termale e acquea in genere è più che buona)  quindi, cosa volere di più? Be', ecco è vero: sono state due buone e rilassanti giornate e, anche se la family mi ha turlupinato e praticamente costretto a vedere la finale di Sanremo (tutta, fino in fondo!), non sono mancate risate e tranches de vie. 
Però, insomma:  è vero che noi ci siamo andati con l'offerta Groupon o Groupalia che sia, è vero che in piscina c'erano perfino due agitatori con la cuffia della Uisp, è vero che, signora mia, ormai non si sa più cosa ti può andare a capitare, ma quell'avviso, in targa dorata su legno, che potete leggere nella foto... ecco, secondo me solo in Italia, neh? Un Paese di caccari e, come dimostrano ben altre vicende, ci teniamo a farlo sapere. 
Per fortuna, è anche un Paese in cui resiste, senza troppe concessioni, un posto che si chiama Osteria La Mandorla , in cui fin dagli anni '30 si beve il Marsala Mandorlato che arriva dalla Sicilia e che ha entusiasmato alcuni di noi. Panini onesti, simpatia, un sincero gusto per gli oggetti quotidiani d'epoca e colonna sonora di Fred Buscaglione hanno quasi riscattato il finto tutto precedente, e reso piacevole anche l'attesa dell'orario per andare in stazione.

venerdì, febbraio 18, 2011

SANTI IN CIRCOLO

Serate Giochi Senza Frontiera al Circolo dell'Anima, e questo ormai vuol dire che io e il KGgB il pomeriggio - nonchè svariati altri momenti - lo passiamo a tagliare, pensare, cercare, disegnare, organizzare. Ovviamente ci piace un sacco, e ci piace quando il risultato sono giochi che funzionano sui molti partecipanti: noi ci divertiamo per prime, ma consideriamo riuscito un gioco quando è ad alto tasso di risate senza per questo rinunciare a qualche riflessione. 
Un pezzo della squadra vincitrice, con apposito cappello.
"Scherza con i Santi", che abbiamo chiamato così in onore del mese di San Valentino e di Sanremo, ha funzionato bene: il KGgB è riuscita ad escogitare un meccanismo complesso eppur scorrevole, con tre giochi che si incastravano uno dentro l'altro per formarne uno unico. 
La parte più divertente è stata ovviamente quella a quiz sui Santi, dove le risposte giuste erano sempre quelle più surreali o apparentemente esagerate. 
Vi giro uno dei quiz, potete partecipare anche se non siete venuti al Circolo dell'Anima, purtroppo per voi:

Ambrogio Traversari, erudito umanista, decise di intraprendere un viaggio per visitare i conventi dell'Ordine dei Camaldolesi, e rimase tremendamente colpito dalla mondanizzazione e corruzione della Chiesa. In particolare, ciò che più sconvolse Ambrogio fu...
a) la costruzione di una caserma collegata direttamente con un convento femminile
b) la costruzione di un bordello a pochi passi dal luogo in cui era morto san Romualdo, fondatore dell'Ordine
c) la costruzione di un bagno pubblico proprio di fronte alla Chiesa della Natività.

Però c'erano anche santa Domitilla, sant'Uberto, san Biagio, san Rocco e altri ancora, con le loro allegre vite, più o meno leggendarie. Meritava, eh sì. 

giovedì, febbraio 17, 2011

FOTO LETTERARIE


C'è "Questi cavalli americani conoscono le siepi come il palmo della loro mano", pronunciata da un fantino, ma c'è anche " Voi giornalisti continuate a scrivere bombardardamenti, bombardamenti, bombardamenti. Non sono bombardamenti. Sono supporti aerei", come da dichiarazione di un colonnello americano durante la guerra del Vietnam.
  
E c'è: "La protesta fisica vera e propria - andare in corteo con i cartelli - era reputata ridicola. Tranne che nel Giorno dell'Adunata, quando tutti uscivano in strada per feste in maschera, gare per lo striscione migliore, tiro alla fune di quartiere e barbecue gratuiti."

Qui invece ci sono i dati:"E'stato calcolato che da noi il costo medio annuo è 182 euro, contro i 161 della Germania, i 100 della Francia e i 40 ei 34 euro che servono per gestire annualmente un conto rispettivamente in  Gran Bretagna e in Olanda, beati loro." 


E anche qui: "In totale, sulla Cambogia vennero sganciate 2.756 tonnellate di bombe: una volta e mezzo quelle lanciate dagli alleati in tutta la Seconda Guerra Mondiale, comprese le atomiche su Hiroshima e Nagasaki. (...) Centottantatre bombe di Hiroshima in quattro anni, su un paese grande la metà della Svezia, due terzi dell'Italia." 


E poi:"Per tenere lontani i topi, si possono mettere feci secche di serpente negli angoli dei locali (fuori dalla portata dei bambini). Prendetene un po' in un rettilario o in negozio di animali domestici. "

 Quindi abbiamo: "Secondo la medicina cinese, il corpo ha oltre 360 punti di agopuntura, di cui più di 60 localizzati sulla pianta dei piedi. I cerotti da applicare in questa zona contengono una miscela di polveri minerali e argilla che aiuta a eliminare le tossine attraverso la pianta dei piedi, diminuendo il lavoro di fegato, reni e altri organi." 

E un grande: "Anche se l'obiettività è l'espressione più stupida della malafede, bisogna tentare di mettersi anche dalla parte di lui. Infilarsi nei suoi panni, o per meglio dire nella sua industriosa eppur fallimentare nudità: provare un minimo di comprensione, di solidarietà per questa persona (uomo, ma in fin dei conti anche persona) che ha deciso di affrontare l'impresa disperata: far godere una donna."

Ma anche: "Per la salsa al croccante, sciogliete la melassa, il burro e lo zucchero in un pentolino e fate sobbollire per tre minuti, mescolando fino a ottenere una miscela uniforme", preceduto fra l'altro da "Tagliate l'halloumi in cubetti di 2 cm di lato, infilateli in 4 spiedini di legno già bagnati nell'acqua e spennellateli con il condimento."  

E infine: "La gente dice apertamente che è un avventuriero e un truffatore. Nessuno finge di considerarlo un gentiluomo. Chiunque parli di lui sa che accumula denaro non commerciando onestamente ma con trucchi segreti, alla maniera di un baro. E' un individuo che non faremmo entrare in cucina e tanto meno accoglieremmo alla nostra tavola, in base ai suoi meriti. Ma siccome ha imparato l'arte di far denaro non soltanto lo tolleriamo ma ci appollaiamo sulla sua carcassa, come tanti uccelli da preda."

Eh, sì, oggi pioveva e pioveva e pioveva, così la passeggiata quotidiana si è svolta soprattutto dentro la libreria - provvista di scale, così che noi topi di biblioteca possiamo pensare di fare anche esercizio fisico.  Nel post avete perciò trovato le istantanee del bottino con cui siamo tornati a casa, una foto per ogni libro. 
Quale migliore fotografia della varietà umana, del resto, che quella offerta dal contenuto di una libreria?
(A proposito, se vi impegnate a non psicanalizzare le mie scelte e i miei collegamenti mentali, qui sotto vi dò i titoli dei libri da cui provengono le foto letterarie, nell'ordine:
"Panda non riesce ad accoppiarsi. E' ora il turno del veterinario." - Matteo Molinari
"Dopo il crash" - Fay Weldon
"Come risparmiare su tutto" - Vittorio Collini
"Il sorriso di Pol Pot" - Peter Froberg Ilding
"Pulizie lampo" - Lush, Fleming
"La dieta disintossicante in 48 ore" - Gill Paul
"Lui visto da lei" - Natalia Aspesi (d'epoca!)
"Facile e veloce"  - ricettario fotografico
"La vita oggi" - Anthony Trollope)




martedì, febbraio 15, 2011

POST E POST-IT


L'uomobarbuto è a casa, così abbiamo inventato un gioco: abbiamo riempito di post-it colorati il pezzo destro della cornice dello specchio, in bagno, e su ogni post-it c'è una cosa da fare. Quando viene fatta, il post-it è traslocato sulla parte sinistra della cornice. 
Inutile dire che l'uomobarbuto è molto più bravo di me, in questo gioco: se gli viene in mente una cosa prima di tutto la scrive, di solito mentre io ne faccio un'altra non contemplata dai post-it, così poi può spostare un'immensa quantità di cose che ha fatto lui. 
Si è allenato per lungo tempo, in questa sua particolare versione della tenzone, ma solo adesso che finalmente abbiamo capito che è tutto un gioco ci divertiamo entrambi invece di stressarci. 
Tutto ciò era solo per dire che è già molto tardi - presa com'ero dai post-it, nonchè dall'organizzazione del Gioco Senza Frontiera al Circolo dell'Anima - ma ci sono foto sparse che vorrei postare. 

Due le ha mandate l'Amicadelcuore da Roma, di ieri, eccole:


e le teniamo lì per la prossima volta, chè come succede nelle discussioni le battute migliori ci stanno venendo in mente dopo. Ma non credo che mancherà un'altra occasione.



Le altre tre foto vengono da Republikit/National Geographic: sono una più bella dell'altra, compresa quella dei pulcinella di mare che sembra "banale" e invece è tutta nel gioco di sguardi e di postura. Dei due allocchi appena nati è inutile dire, così come dei due aironi azzurri.

Infine, e non senza vergogna per il confronto, le foto frutto della mia passeggiata di oggi: due maschere nel semidiscount vicino casa, buttate alla rinfusa nello scaffale più in basso, a euro 5,99 cad. Una si chiama "Maschera Gianfranco", l'altra invece non si azzarda, a rischio di  sembrare omertosa. Per rapine più che per Carnevale, non vi pare?
E l'altra foto, padroni di crederci or not, è casuale: volevo ritrarre i pregevoli pezzi d'arredo del negozio di cui vi ho già parlato, che essendo lunedì era però chiuso e buio.  Così ho provato a illuminare l'interno con il flash e solo quando ho l'ho scaricata ho visto....la perfetta foto di Svalentino. Bello, no?

lunedì, febbraio 14, 2011

IL MONDO SALVATO DAI RAGAZZINI?

 



Be', la mia passeggiata di oggi è stata condivisa da milioni di persone in tutto il mondo, c'è di che montarsi la testa. 

Partescherzi, Se non ora quando è stato un grande successo, sono stati avvistati compagni mai più visti da quarant'anni a questa parte e perfino altri abitanti della Rocca oltre a noi. Il candidato delle destre di qualche elezione locale fa ha firmato ieri contro lo psiconano: come si diceva con un compagno di corteo, quello che è bello di questa gente è il coraggio, neh? Ma, si diceva anche, che c'importa se scappano quando la neve affonda? In questo momento anche i topi servono, purchè si stia attenti a non fargli rosicchiare tutti i canotti d'emergenza. 
Perchè adesso, è ovvio, nasce il problema del cosa vogliamo, del cosa facciamo, del chi e del come. E speriamo che esca qualche buona idea e tanta buona volontà. 
Per l'intanto, ci siamo goduti i ragazzini: con mamme e papà ma anche senza, autorganizzati con pentolini e striscioni, a scandire slogan e canzoni evidentemente pensati e provati in anticipo. Ordinati, contenti, coraggiosi, picchiando su pentolini ridotti ormai ad ammassi informi.  Ma anche con solo due vocine che arrivano dal basso: nel mezzo del corteo che stenta a passare due nani di meno di dieci anni scandiscono "berlusca maiale, per te finisce male". Come sintetizza l'amicadelcuore del KGgB, vogliamo il voto a 12 anni. O anche prima.
Quanto al tema della giornata, la rivendicazione della dignità femminile (e maschile) offesa e calpestata dalla mercificazione insistita e ostentata di corpi e prestazioni, la piazza ha dimostrato di essere ben lontana dai sottili quanto snobistici distinguo che si sono sentiti in questi ultimi giorni. C'è poco da distinguere, poco da discutere: si può non essere d'accordo con l'impostazione semplicistica della questione, però è proprio questo che la gente sente: una sana, semplice e finalmente esplosiva indignazione. 
Ci fa schifo. Ci fa schifo lui, quello che fa e tutto quello che ha fatto finora: e se sono le donne a sentirsi offese e a muoversi, se sono le donne a dire Basta! se sono le donne a far sì che anche i maschi si sentano finalmente ridicolizzati  dai comportamenti cavernicoli e buzzurri... bene così, il dato non è da sottovalutare. Anzi.   





venerdì, febbraio 11, 2011

NON SEGUE DIBATTITO

Questo è un post difficilissimo. Anche per voi, lettori, chè corto dubito che riesca a essere. 
Ma adesso siete avvisati, quindi procedo.

Step one: Ieri, in piazza De Ferrari - la piazza principale della città - c'era per terra un intero panettone a grandi pezzi e un buon mezzo chilo di granaglie: intorno, trenta o quaranta piccioni. Fra loro e il loro cibo, occupavano tutto il marciapiede fino ad arrivare al gradino della banca, su cui sedeva una barbona in condizioni miserrime, evidentemente responsabile della sporcizia e dell'amore verso gli animali così mal riposto nei piccioni, che non hanno certo bisogno di incoraggiamento.
Step two: La manifestazione di domani, dopo le accuse di "strumentalizzazione delle donne" e "divisione moralistica" fra donne perbene e donne non altrettanto, è stata costretta a precisarsi: la manifestazione non è di destra nè di sinistra, hanno "dovuto" dichiarare gli organizzatori, e si chiede per tutte il rispetto della dignità delle donne. 
Step three: in Germania.  Merkel introduce e auspica la flessibilità degli orari di lavoro a salvaguardia degli impegni familiari in primo luogo ma, giocoforza, anche personali. Da noi c'è Brunetta, e ho detto tutto. 
Step four: in questa Stalingrado d'Italia, che manifesta già segni di cedimento, desta scalpore e ribrezzo la decisione della Sindaco di inglobare nella Giunta comunale un consigliere ex-pdl. Ex perchè si è dimesso la mattina stessa dal partito dell'amour e persona, diciamo così, non esattamente nota per la sua intelligenza e correttezza politica.
Step five: Come se non bastasse, la Sindaco ha appena annunciato un giro di vite sulla movida nel centro storico: i locali chiuderanno alle due. E anche: le prostitute saranno multate se non oesserveranno un abbigliamentro decoroso (o qualcosa di simile), mendicare sarà vietato in certe zone e situazioni, stendere i panni su bellezze architettoniche pure.
Step six: Nell'episodio "Il Puffissimo", nome con cui si fa chiamare un puffo che si è montato la testa e ha conquistato il potere con metodi discutibili,  un gruppo di puffi ribelli nascosti nel bosco ne cattura un altro, lo benda immediatamente e gli chiede di pronunciarsi gridando "Viva il Puffissimo " o "Abbasso il Puffissimo". Gocce di sudore imperlano la fronte azzurra, non ci sono elementi per giudicare e il rischio è alto. (naturalmente, se volete sapere come finisce, il puffo grida "abbasso" e viene accolto fra i partigiani. In barba a qualsiasi sana vigilanza).
Step seven: In Egitto, fra i rivoltosi (che invece loro non si sa come è finita, finora) circolava soprattutto un appello, quello all'unità. E sì che non dev'essere facile, neh?

"Ma sono fatti che ti riguardano?" potreste chiedermi, come i genitori di Woody Allen. Massì, dài. 
Che in questa settimana sono passata dalla gioia di vedere, finalmente, una reazione condivisa contro questo marciume berlusconiano, all'incazzo per i distinguo e gli snobismi di sinistra che sono partiti immediatamente. Che la mendicante coi suoi piccioni mi ha fatto proprio schifo e non ho vergogna di dirlo, mentre mi vergogno, sì, davanti ai turisti che devono schivare piccioni, panettoni e cacche di cane. E che magari si trovano a fotografare mutande invece che le facciate del '600 che ci sono dietro.
Perchè, ecco, la parte dell'indiano alcolizzato oh, so pittorescou, isn't it? non la sento mia. E penso che un turismo come si deve farebbe un gran bene alla città. 
E se detesto e aborrisco tette e culi in tivvù - che infatti non guardo - perchè mai devo difenderne l'esposizione sulle strade? I bar non hanno più bisogno di esporre le botti per far capire che lì si beve e non è che le prostitute siano irriconoscibili, vestite or not. Anzi, non equivale a un marchio, quell'esporre senza limiti? Non è come far vedere i denti del cavallo? Se il compratore compra, perdio, che almeno accetti che una donna si presenti come tale, e non come la schiava sulla piazza della tratta dei negri.
Eppure al tempo stesso, lo ammetto, rabbrividisco quando si parla di "decoro": virtù borghese, desueta già quarant'anni fa, superficiale. E mi fa effetto sentirla in bocca a "gente di sinistra". Ma è andata così: è andata che ci troviamo a rivendicare perfino il decoro, e la bandiera italiana, e il posto fisso, e il diritto di accudire i figli. E non sappiamo più, a essere onesti, cosa vuol dire "gente di sinistra". 
Per carità, ci proviamo e ci riproviamo, a fondarci e rifondarci, come in una partita di Acquire, e a volte proviamo perfino a fonderci. 
Provamo a ridefinirci, a narrarci, a contarci e ad allargarci, a chiamarci a coorte ma non siam pronti alla morte, anzi ci vuole tutta se decidiamo di manifestare una domenica pomeriggio. Però siamo pronti a criticare, ancora e sempre, con ferocia e livore chi, pur stando  da un parte riconoscibile anche se magari non del tutto "nostra", prende provvedimenti a noi sgraditi. 


Non sono roba di sinistra, si dice. E magari è anche vero. Ma magari no.
Per esempio, la Merkel parla perchè è contro l'alienazione marxiana portata al massimo dal liberismo, o perchè se crolla la famiglia deve intervenire il welfare? E ci interessa davvero saperlo, o ben venga la possibilità di avere una vita più umana, almeno quella, almeno per adesso? 
E ogni banda giovanile, soprattutto se composta da ragazzi immigrati, non è forse la causa diretta di altri voti alla detsra, oltre ad essere di per sè portatrice di disvalori? E allora cosa vogliamo fare? Solo capire e compatire, e affidarci a un lavoro di lunga durata che la destra che avanza affosserà q.p.? O non è meglio anche cercare di contenere, contemporaneamente all'agire sensato e solidale e allo sdrammatizzare ciò che altri vogliono cavalcare?
Io non credo che ci sia "gente di sinistra" capace di non sbagliare: la sinistra ha sbagliato, e neanche poco, quando cose e idee erano nette, precise, io di qua e tu di là. Figuriamoci se non sbaglia ora che è tutta una marmellata. Se ci ha deluso Obama, possiamo pretendere che invece la Sindaco possa non deluderci? 
Ma perchè nessuno, che io sappia, ha studiato modi in cui si sostenere, consigliare, criticare costruttivamente, i rappresentanti che ha eletto o votato? Modi nuovi, che diventi difficile ignorare: ma che non siano una diversa declinazione di quel Nimby che ci piace tanto, dove se io abito sopra al bar e tu ci vai solo a bere invece di litigare fra noi per trovare una soluzione ce la prendiamo entrambi con la Sindaco. 
Oddio, certo, tocca a lei risolvere i problemi della città: ma forse tocca a noi non vedere in ogni cosa un problema. O, almeno, vedere i problemi in una giusta scala e proporzione: e imparare a vedere, e a ricordarci, anche le cose buone che vengono fatte. Non per giustificare le altre: ma per uscire da questo sterile moralismo mugugnone, che trova sempre e solo da ridire: quello che, a starlo a sentire, non si va in piazza neanche dopodomani. 
E invece, ovviamente, si ha da andarci, non fosse altro che per vergognarsi un po' meno.  Non fosse altro che per capire, che ci piaccia o no, la capacità di mobilitazione che ha il PD quando ci si mette. E riflettere sulla presunzione di volerne fare a meno. Che chi mi legge lo sa quanto mi sta simpatico il PD, eppure.
Ma soprattutto c'è da andare in piazza perchè non si può essere più stolti degli egiziani, anche se speriamo di essere più fortunati: e forse di questa manifestazione si può fare anche l'occasione per cominciare a riflettere, da soli e collettivamente, su quanto pretestuose siano spesso le nostre divisioni, i nostri scontenti, le nostre critiche. 
Su quanto, a volte e con molta sana diffidenza, si possa parlare e collaborare con persone che si considerano "di destra" e che pure condividono parte dei nostri valori. 
Riflettere sul quanto la politica partecipata, quella famosa "dal basso" che sembra che l'abbiano inventata i Viola e non è ovviamente vero, debba differenziarsi da quella rappresentativa, ma su come quest'ultima possa fare il suo mestiere anche con equlibrismi discutibili, ma spesso utili. Eh, lo so, che il patto Ribbentrop-Molotov ce l'abbiamo ancora sul gozzo, ma senza saremmo qui a discuterne?
Non difendo la Sindaco - anche se mi vien voglia di farlo proprio perchè tutti le danno addosso - non lapidatemi: ma credo che tutte queste questioni meritino riflessioni migliori, più ampie e discusse e meditate di quelle che stiamo facendo. 
Che a gridare "abbasso il puffissimo" con gli occhi bendati, solo sperando di imbroccarla, è divertente ma non troppo saggio.

giovedì, febbraio 10, 2011

TEMPUS FUGIT, COME SEMPRE

E anche per oggi solo una foto dal Bronx del mio quartiere: improbabile scoperta - è giusto dietro l'angolo, uno di quegli angoli che non c'è nessuna ragione di girare - completata da un bellissimo negozio di Arredamenti per pied-a terre, anche se si chiama Design qualcosa. Ma quello lo fotograferò appena sarà possibile farlo con un po' di discrezione. Nell'intanto, ecco la mia suggestione hopperiana.

mercoledì, febbraio 09, 2011

SPARSE NOTE NOTTURNE



Riunione, la prima, del Gruppo Comunicazione del Circolo dell'Anima, ovvero il gruppo "Prima pagina", che si è portata via la serata. 
Ma non prima che io facessi in tempo a fare una proficua passeggiatina nei dintorni che ha prodotto:
due foto magrittiane: sono quasi uguali fra loro ma non sapevo decidermi così ve le beccate entrambe
una bottiglietta di petrolio bianco, prodotto di cui fino a un mese ignoravo totalmente l'esistenza e che mi dicono invece indispensabile per pulire i tappeti. Che dopo la pulitura finiranno in garage: per fortuna, dato il gradevole aroma del petrolio.
le gocce di cioccolato per fare i biscotti,  ora che il KGgB ha per il momento concluso gloriosamente i suoi esami
l'acquisto dello Svitol, che le nostre porte fanno concorrenza agli zirli dei merli e alle strida dei pappagalli che sono giù in giardino: e se non tubano come i piccioni è solo perchè il tubare non risuona abbastanza nella notte.
E, a proposito di notte, volevo spendere qualche parola sulla manifestazione del 13 ma sarà forse per domani che ora è appunto tardi: per ora mi limito a esortarvi a partecipare, tutti. Non so che dirvi per sottolineare che merita esserci, se non che... be', ecco, andandoci sarà più facile rispondere a chi ci chiederà "ma voi dov'eravate, quando c'era il premier pedofilo?" Che prima o poi succederà, no? che se ne parli al passato....

martedì, febbraio 08, 2011

FIERAMENTE

Una delle cose belle di questo mio blog, e una delle più importanti ragioni per cui continuo a scriverci su, sono i miei Lettori Silenti. 
Confortata dagli scarsi ma fondamentali commenti dei due, a volte perfino tre, Lettori Meno Timidi, posso proseguire questa mia solipsistica attività sapendo che prima o poi, per telefono o sul facciabuco, di persona o dicendolo ad altri, qualcuno confesserà di essere un Indefesso Lettore Silente, che segue con attenzione ciò che faccio e penso, pur senza mai profferir verbo nell'apposito spazio dei commenti, visibilmente  disdegnato dai più. 
Ma ogni volta che qualcuno mi si rivela mi sento contenta e, come si dice, grata dell'attenzione: mal ve ne incoglie, quindi, Lettori Silenti e Commentanti, chè ora vi tocca sapere che domenica sono andata alla Fiera di Sant'Agata. E' un tradizionale appuntamento dei genovesi - una fiera di fine inverno come ci sono quasi ovunque, ma qui un po' prima - che ancora oggi fendono la folla brandendo la piantina di limone o il vasetto di aromatiche.
In origine dedicata proprio alle piante e al piccolo artigianato, oggi la Fiera si è snaturata come tutte, e il gigantesco krapfen al posto del gigantesco doughnut è concepito per esaltare la somiglianza e non la differenza. 
Così si ragionava, fra uno spintone e un bambino giustamente frignante, sulla globalizzazione che colpisce più massicciamente in alto e in basso: che non ci sono solo i centri storici e le vie del lusso pieni di bulgari e prade, ma anche i mercatini di tutta Europa pieni delle stesse statuine, stessi vestiti, stessi calzini. E, in qualche modo, questo secondo fenomeno riesce ad essere quasi più triste del primo. 

Ma, dice, tu vai alla Fiera per fare le analisi sociologiche? Be', in verità lo scopo era quello di cercare strumenti musicali da bambini, per esempio tamburelli o trombette, per la manifestazione del 13 che si preannuncia piena di gente e di allegra rabbia - e quest'ultima non sembri un ossimoro. 
Al momento abbiamo messo insieme, da prestare anche ad amici e parenti, due campanelle, due raganelle e tre fischietti. Io mi porto il verso del gufo e quello delle balene, ma volendo c'è anche il fischio del treno, il muggito delle mucche svizzere e il refrain della pantera rosa. Alla fiera, dopo tanto vagare, abbiamo infine trovato un sonaglio con molti campanelli, una cosa carina in legno che non sfigurerà fra i nostri Rumoriferi, una volta tornati a casa. Però non c'era altro: su... mah, trecento banchetti, solo tre erano di giocattoli. Hai voglia, poi, a non fare analisi sociologiche...

giovedì, febbraio 03, 2011

RANDOM

 
Succede, con i buoni propositi. Il destino li boicotta e poi gli calpesta pure gli occhiali, tiè e tiè. Insomma, sono quattro giorni che sto in casa, in preda a mini-depressioni, subdoli virus (forse, ma mica per niente son subdoli) e, dulcis in fundo, vertigini da cervicale. Che sono una cosa che la prima volta che ti vengono ti spaventi a morte, le altre sei solo incazzato come una biscia, soprattutto se ti 
 fanno saltare la degustazione delle birre. Perciò, visto che se continuo su questo tono finisco per parlare dei gatti che non ho o per dire cose scontate sull'egitto - che casino, neh?  e vien da sperare che non sia premonitore - questa sera posto qualche immagine non mia: ne ho una cartellina piena e non c'è mai occasione per farlo. Ma chi dice che ci debba essere un'occasione?

però questa sembra fatta apposta per la nuova frase di apertura di questo blog, no?

mercoledì, febbraio 02, 2011

DEDICATO AI PAZIENTI

 Pazienti anche nel leggermi: il post è lungo e potrebbe esserlo ben di più, a voler essere più documentati e precisi. Ma spero che il successo riscosso da La neve e la rose  - merito della storia, e sono contentissima che sia piaciuta - si lasci dietro qualche lettore che ha voglia di seguirmi in queste elucubrazioni su un tema che mi affascina e mi sta a cuore.


Gira sul web, probabilmente già da un po', un appello per fermare le cattive intenzioni della UE a proposito delle terapie cosiddette "alternative": erboristeria e omeopatia, in particolare, sarebbero condannate a severe restrizioni. Se le leggi che si stanno preparando a livello europeo passassero, dice l'appello, sarebbero addirittura proibiti i libri che contengono indicazioni e ricette fitoterapiche, e chiuse le scuole di omeopatia e terapie naturali. Controllando, pare che l'appello possa essere una mezza bufala: nel senso che ci sono già una serie di controlli e forse ne verranno introdotti altri, senza che però il quadro sia così fosco. 
Eppure, nonostante i toni (o forse proprio per quello) l'appello è credibile: si sa infatti chi sostiene la scientificità della scienza, e della medicina in particolare, è convinto che principi e risultati si debbano valutare alla luce di criteri "oggettivi" e che con una rigida regolamentazione si possa (e si debba) evitare che pazienti sprovveduti - ma il paziente è sprovveduto per definizione, come sa chiunque provi a chiedere informazioni approfondite a un medico - vadano a finire nelle mani di ciarlatani. Che esistono, sicuro, e che proprio da questa rigidità traggono la forza e la possibilità di proporsi come miracolose speranze.

Molti fra quelli che sostengono "la scienza" o la scientificità o il rigore logico e deontologico o comunque lo si voglia definire e chiamare,  sono persone in ottima fede e, se sono amici come spesso capita, si evita l'argomento per non litigarci su, chè comunque ognuno rimane convinto delle proprie idee. 
Già da tempo, però, mi chiedo come si possa sostenere a spada tratta l'assoluta non credibilità dell'omeopatia - i cui risultati non sono misurabili con i consueti standard poichè le terapie sono ad personam, per banalizzare la questione riducendola al nocciolo - quando ormai il mantra preferito dagli oncologi  di fronte agli andamenti bizzarri della malattia, sempre più frequenti, è: "Ogni caso è un caso a sè". E con ciò escludono la possibilità di prevedibilità e di standard. 
"Il farmaco dovrebbe funzionare così, la malattia dovrebbe evolversi così..." Il condizionale è d'obbligo, e sempre più spesso è applicato non solo in oncologia ma in molte patologie, anche banali, che non si comportano più "come dovrebbero": basti guardare quella che un tempo era l'Influenza invernale e che oggi è diventata un'affezione virale che prende in modi diversi, con andamenti diversi e reagisce a cure differenti. Ognuno si fa la sua peste, diceva Camus (me lo citò un dermatologo antipaticissimo ma colto) e mai più di oggi fu vero, a quanto pare.

Eppure, nonostante studi appunto scientifici stiano cominciando a scoprire le delicate e impreviste connessioni tra il sistema immunitario o quello neurovegetativo e attività quali la meditazione ( per non parlare del cibo e dell'ambiente e del tipo di vita), omeopatia e terapie diverse da quelle ufficiali vengono ancora condannate e osteggiate. Quando, in realtà, non si capisce perchè non debba essere possibile una collaborazione, una sinergia di metodiche diverse: da entrambe le parti c'è chi le considera incompatibili e in questo caso tra i due litiganti il terzo soffre.

E leggo sul Venerdì che una trasmissione del National Geographic tratterà una bellissima storia, che riassumo: nelle fosse comuni dei morti di peste del 1600 o giù di lì, alcune salme avevano un mattone in bocca. A lungo si è pensato a forme di punizione omertosa, ma ora un antropologo ha forse ricostruito la vera motivazione: nella disperata impossibilità di fermare o limitare il contagio, fra le cause possibili fu indicata una curiosa attitudine di alcuni cadaveri che, masticando il proprio sudario, si sarebbero fatti diffusori anche post mortem dei terribili "miasmi".
Gli stessi, suppongo, che secondo la medicina ufficiale del tempo avvelenavano l'aria rendendola appunto "pestilenziale". Per ovviare a questo impressionante vamprismo al contrario, alle salme che recavano segni dei denti sul sudario fu messo giustappunto un mattone in bocca, in modo che non potessero più nuocere. Del resto, ai vivi veniva prescritto di non lavarsi e di fasciarsi strettamente in vestiti di stoffa liscia e scivolosa ( impossibili da lavare anche loro), in modo che l'aria carica di miasmi non potesse raggiungere il corpo. 
Un bellissimo libretto di Carlo M.Cipolla  racconta appunto di questa intuizione fumosa che precedette la scoperta di germi e virus, e di come da presupposti giusti e sensati si possa arrivare a conclusioni  drammaticamente opposte.
Cipolla non ne parla, ma sarebbe interessante se qualcuno, a partire dalla tesi ormai accettata secondo cui le streghe erano anche o soprattutto donne che praticavano la medicina popolare, andasse ad appurare la connessione fra uno sviluppo così tragicamente illogico (ai nostri occhi) della medicina ufficiale del tempo e la scomparsa - con il rogo e la criminalizzazione di tutto ciò che appariva "streghesco" - di quel buon senso immaginifico ma pragmatico che era patrimonio di terapie antiche e condivise.
Più modestamente, io non posso fare a meno di immaginare i medici del '600, con le loro maschere e uncini e unguenti profumati, che discutono seriamente di umori corrotti e arie guaste, rischiando magari la propria vita e mettendocela tutta a chiudere fuori i miasmi, convintissimi di avere in mano l'unica vera scienza. Ogni somiglianza è puramente casuale, ovvio.