giovedì, giugno 30, 2011

EHHH, BELIN....


Be', non posso astenermi. Devo assolutamente farvi partecipi di questo spaccato di mentalità genovese, che come al solito mi è stata illustrata da un tassista, categoria di cui molti esponenti andrebbero portati sulle scene di peso, salvo che forse perderebbero tutta la loro vis comica. Perchè loro, ovviamente, non la immaginano tale: decaduto il ruolo dei marinai e dei commentatori di strada, è rimasto il tassista a provare un intimo godimento nell'arte locale del rinomato Mugugno, e ognuno la esercita a modo suo. 
C'è chi racconta vicende familiari e poco importa che siano la moglie o il fratello la causa del mugugno - che, per quanto si appunti su vicende anche drammatiche, bada bene a non alzarsi mai di tono e a non scostarsi dalla tradizionale cantilena - e c'è chi invece preferisce la vita sociale e politica, e sono i più. In una dimensione quasi sempre rigorosamente locale, ovviamente, che noi dei foresti ce ne battiamo il belino, neveero?
E così, conversando, di gradino scivoloso in gradino scivoloso si arriva a concordare che in questa città non succede mai niente: solo i voli da Mosca portano qualche cliente - una corsa al mese, forse fino a Ventimiglia, chi è fortunato la prende. ma poi, inutile si fa a giro, ciù de tantu neanche dai voli da Mosca ne sciorte, o belin. 
E non succede mai niente neanche di fatti delittuosi, aggiunge imprudentissimamente lo gnomo della vita mia, lo sanno bene al giornale dove non hanno di che riempire la pagina di cronaca nera. Poi, per evitare di essere frainteso, commenta con sollievo e favore questo fatto. 
Il tassista si schiarisce la voce, meditabondo. Che, eehhh, per carità, certo che è bello che in città non ci siano più delitti, ma... Ma? 
Ecco, prendiamo gli scippi, ad esempio: manco più uno scippo, c'è. E perchè? Ma perchè lo sanno, no, che ci aveva una catenina ormai l'ha portata all'Aurum, no? E' la crisi, ecco quello che è. Che, ce lo dico io, c'è un segnale per capire la crisi: le donne di strada. 
Dice così, educatamente, in evidente omaggio alla mia presenza, ma poi non demorde:" Donne di strada non ce n'è più, in città. E quando sono sparite le donne di strada, ce lo dico io, mi sono detto: è la crisi, è il momento di andarsene. Eh, sì, proprio così."
Scuotendo la testa, rimpiange il momento perduto. Ma io non ci credo, che se ne sarebbe andato: in quale altro posto del mondo si può capovolgere così la realtà per trarne motivo di godurioso dispiacere?
E, mi raccomando, che qualcuno avvisi la sindaco: altro che campagne moralizzatrici, noi "le donne di strada" le vogliamo in giro, le vogliamo dappertutto. Per sentirci ricchi e, casomai, brontolare che non si può andare così, con 'ste puttane a ogni angolo, neveeero?

lunedì, giugno 27, 2011

ANIMALIA

Che non sembri che mi disinteressi dei NoTav, delle cariche e di come buttano le lotte presenti e future, chè non è proprio così. Ma ho visto solo Turi che va incontro alle ruspe, e scusatemi se dopo dieci anni non ho voglia di vedere altri manganelli, lacrimogeni e fughe e scontri, sia pure in video. Aspetto di saperne un po' di più, che magari mi viene in mente qualcosa oltre alle ovvie banalità.

Nell'intanto, spero di regalarvi un sorriso con queste tre foto tratte dalle gallerie del National Geografic, una delle quali illustra un paziente lavoro del WWF che ha permesso di scoprire oltre mille specie ignote in Nuova Guinea. E' una di queste ultime il bellissimo varano blu che sembra stare alla finestra e la lumaca multicolor, mentre il povero tarsio così simpatico rischia l'estinzione. Anche se la buona notizia per chi da piccolo giocava a "Viaggio nel mondo degli animali" (o ne esisteva una sola copia, la nostra?)  è che l'Orice bianco l'ha scampata, e ora è solo una specie "vulnerabile"
Di tarsi, si potrebbe portarne un po' qui alla Rocca, sarebbero carini assai... e, a proposito, non ho più visto il riccio - sarà stato un turista, solo di passaggio? o dovrò andare in giro nelle notti di pioggia sperando di rivederlo? - ma in compenso un'altra famiglia di gabbiani, dopo quella di Vito,  sta evidentemente covando e curando la futura prole: giuro che questa volta non mi metterò in ansia per stupidi adolescenti che zampettano sui cornicioni, però sarebbe bello se mamma e papà gabbiano mi lasciassero uscire sul mio balcone senza volteggiarmi intorno con minacciose picchiate. 
E, parlando di gabbiani, avete visto il video girato dal gabbiano che ruba la videocamera?  Bellissimo, con tanto di cammeo finale del regista, alla Hitchcok. Questo sì, si può vedere senza angoscia nè rabbia.

domenica, giugno 26, 2011

MI RIGO I DISCHI E RIDO

Sono la donna bionica: da qualche giorno potrei sfoggiare - se solo avessi il coraggio di togliermi i cerottoni - un bell'aggeggino in plastica che ora fa parte di me, un po' come il polipetto di Matrix ma bene in vista sul décolleté,  ora che avevo snobbato le camicie a favore delle magliette scollate. Ah, proprio vero che nessun traguardo si conquista per sempre, neh?
Guarda il pensiero razionale, ad esempio, e ancora più quello sociale che si interessa dei propri simili: basta un niente, come una bella botta di sedativo, per farlo sparire per un paio di giorni se non di più. E poi fa fatica a tornare, nonostante ci si sforzi di compilare diligentemente le bifrontali senza schema della Settimana Enigmistica e perfino di capire il perverso oroscopo di Brezsny sull'Internazionale, tremando al pensiero di cosa può voler dire che ora sono" pronta per affrontare un tipo di divertimento meno stressante e più gioioso."
Potrebbe invece essere la volta buona per raccontarvi le mie Città d'Acqua, che aumentano con discrezione nello scaffale che le accoglie, profittando di questa quiescenza intellettuale che lascia più libera la creatività manuale e immaginativa: ma non sono ancora pronta per fotografarle, e raccontare di cartoline graffiate e di legnetti corrosi dall'acqua che si riempiono di piccole foto di finestre non credo che renda molto l'idea benchè io sia molto felice ogni volta che ne finisco una.

Così, dài, per questa volta vi racconto soltanto che fra un sonnellino e l'altro ho letto "Tartarughe divine" di Terry Pratchett, uno dei circa quattrocentoventitre romanzi di questo autore che ancora aspettavano di essere tradotti. E aspettare non gli ha fatto tanto bene: vent'anni fa, all'epoca della sua uscita in lingua originale, Small Gods era probabilmente un misto del feroce divertimento di cui solo Pratchett è capace e di una bella riflessione sul fanatismo nel mondo, presente, passato e futuro. Ora il suo contenuto "serio" appare pur sempre attuale - sarebbe bello che non fosse così, ma ovviamente lo è - e però più ovvio e scontato. Ciononon, non delude le aspettative, specialmente se i vostri studi sono stati di tipo scientifico o filosofico: il bizzarro Mondo Disco non manca mai il suo effetto deformante, che ci fa ghignare con (o anche senza) un senso. 
Cosa che tendo a trovare sempre più impagabile.


lunedì, giugno 20, 2011

STUPIDITA' SENZA CONFINI

... che è un po' l'opposto di tutte quelle belle cose che ormai, per definirsi, si fanno chiamare Senza Frontiere, e ci sono i medici come gli insegnanti e come perfino gli ingegneri (vispi). 
La stupidità di solito invece le crea, le frontiere e i confini, ma al tempo stesso è sostanza gassosa capace di espandersi nei luoghi e nei modi più impensati. A volte può sembrare opinabile: io, ad esempio, ritengo che sia sommamente idiota portarsi d'abitudine un cane in borsa, declassandolo da animale a futile oggetto con il prestesto di non farlo stancare. D'altronde, trovo ancora più idiota le mamme (di solito minute e gracili, o obese e affaticate) che si caricano gli zaini scolastici dei figli, e se i figli sono due le mamme portano due zaini.
Ma, vabbe', la Stupidità regna sovrana un po' sempre, in fatto di educazione dei fanciulli, e non sparerò sulla croce rossa. 

Mi piace però segnalare questo post della brava Cristina Nadotti, blogger di Republikit che si occupa di animali & dintorni, perchè si tratta di una stupidità apparentemente innocua: chi si fa un piercing io credo possa pensare che anche il suo animale troverà gradevole l'esperienza, come pare abbiano fatto in molti. 
E io che non sono una fanatica animalista ("li ammazzerei tutti" - no  grazie: una bestia è una bestia e un uomo un uomo, se ammazzare il secondo fosse il modo giusto e sensato per salvare il primo dovremmo suicidarci tutti) mi imbufalisco appunto più per la mancanza di pensiero intelligente che per il "male" fatto allo sciagurato Pet.  
Se il suo padrone arriva al punto di fargli fare i piercing c'è da supporre che il torto maggiore che gli fa sia non tanto il piercing quanto il rifiuto della sua animalità e la costrizione in un universo di valori del tutto umani, senza rispetto per la diversità. Ma forse esagero e sopravvaluto, perchè chi nella gara di stupidità arriva secondo più probabilmente si comporterà un giorno in un modo e l'altro nell'altro, semplicemente per capriccio e convenienza, già. 
In ogni caso, e sperando che gli animalisti non vogliano linciare anche a me, ribadisco che la mia indignazione è più per l'uomo che si fa bestia che per la bestia costretta a essere uomo. 
Anche perchè il primo aspetto della questione fa danno anche quando teoricamente vuol essere "positivo": gira ad esempio sul web una lunga sequenza di fotografie in cui si vedono campesinos sudamericani raccogliere in grandi sacchi uova di testuggine. Le scritte (anonime, of course) che accompagnano le foto gridano "Vergogna in Costarica! Si rubano le uova delle tartarughe! E poi dicono che questa specie si sta estinguendo per il cambiamento climatico!" 

Il messaggio è un capolavoro, riesce a negare i danni fatti dal cambiamento del clima insinuando che tutto è colpa dei soliti bastardi, un po' come i baristi che non tengono puliti i bagni danno la colpa alla gente "che non si sa comportare". E ovviamente pare che il messaggio  sia falso come i molti suoi colleghi che viaggiano sul web: la raccolta delle uova è assolutamente autorizzata, dato che si raccolgono solo quelle da cui non nascerebbero comunque piccoli.
E, in ogni caso, la nostra presunzione occidentale mi fa ribollire il sangue: ben vengano programmi, aiuti e interventi per dare alle popolazioni locale alternative a tradizioni e necessità che oggi fanno a pugni con la conservazione della natura, ma additare alla vergogna della povera gente che scava a mani nude sulla spiaggia... ma quale amore per gli animali può giustificare un simile disprezzo per le persone?
Ma c'è anche un'altra versione della spiegazione della raccolta: la popolazione locale starebbe collaborando a un piano di un Parco Nazionale costaricano, spostando le uova da un luogo all'altro proprio per dare alle uova maggiori probabilità di schiudersi. Lo testimonia, fra l'altro, questo blogger che racconta per bene come stanno le cose.
Eppure nessuno  riprende la seconda versione, anche se la bufala gira da anni sul web ed è facile verificarla, e in questo caso la stupidità è anche masochista: cosa ci spinge a preferire il pensare che l'umanità sia bieca e cattiva, invece che buona e collaborativa?

mercoledì, giugno 15, 2011

NUMERI E PERSONE


 
E così, abbiamo festeggiato, e con che gioia e sollievo. 
Se avete in mente l'allegro casino dei video dei festeggi romani, be', qui nella Città del Mugugno ci si è invece rallegrati in questo modo: in piazza, ma pochi per volta. Che alle 15 si lavora ancora, alle 16 qualcuno fa merenda, alle 17 forse arrivano tutti, alle 18 che gioia che gioia, alle 18.15 mi tocca di andare, alle 19 chi si fa l'aperitivo? 
Rigorosamente banditi strumenti e oggetti atti a produrre o amplificare rumore: c'è un furgoncino con le casse, ma la musica disturba il Festival di Poesia - che fa, a sua volta, musica per i fatti suoi dentro al palazzo. 
Un coro o due osano un canto, nessuno si unisce. 
Una ragazza urla "Abbiamo vinto, abbiamo vinto!", nessuno si unisce. 
Gira  focaccia in un cartoccio, un po' di sangria già finita alle 17, e non arriva altro.
Chi ha portato il pennarello per fare il proprio cartello ha dimenticato lo scotch e se lo appende sbilenco alla tracolla, così che si faccia fatica a leggerlo, non fosse mai che veniamo meno alla "giusta misura"; chi lancia timidi slogan presto s'azzittisce sotto le occhiate, partecipi ma mute, degli altri. 

Però ci si abbraccia, e si fotografa, e si ride e ci si congratula. E insomma alla fine va bene anche così, siam mica foresti con le loro usanze barbare e caciarose. 
E se ci fosse una nuvoletta dei pensieri come nei fumetti, su tutta la piazza campeggerebbe un gigantesco "Speriamo..." Speriamo che sia finita davvero, che il vento cambi sul serio, che sia solo la seconda vittoria su tante future, che non riescano a imbrogliare di nuovo le carte, che noi stessi o chi per noi non roviniamo tutto. Speriamo.

Ma per l'intanto, anche se i festeggi sono mosci, lasciamoceli godere ancora un po'. Magari raccogliendo le storie del poi, quelle che rimarranno nella memoria colletiva e quelle che spariranno fra poco in virtù del loro stesso grande numero. Come quelle di chi ha accompagnato a votare un vicino disabile, la vecchietta del piano sopra, il vecchio zio non-vedente, un genitore svanito: contento e orgoglioso di contribuire così alla battaglia, e al tempo stesso mortificato di dover "usare" chi avrebbe fatto a meno di muoversi. 
O le storie dei timidi che di colpo si sono fatti audaci per convincere il negoziante, il passeggero dell'autobus, il terribile parente. O chi, alla risposta via sms "Chi cazzo sei per dirmi cosa devo fare?" all'invito ad andare a votare, ha risposto "Ma come, hai perso il mio numero? sono Giovanni!". E ci piace pensare che il tipo sia ancora lì a chiedersi quale Giovanni si sia rivelato uno sporco comunista, ma ancora di più ci piace pensare che abbia creduto che a invitarlo al voto fosse un suo collega di qualche bieco partito, pronto a saltare sul carro dei vincitori.
Perchè la creatività, la fantasia e il divertimento sono stati la chiave di volta della costruzione di questa opposizione che sembrava persa e annichilita, e che si è ritrovata: ma questo lo stanno già dicendo tutti.
Quello che non dicono è che, vicino ai fantasiosi e alle loro goduriose creazioni sul web, c'è stato un altro sacco di gente che si è mobilitata in sordina, senza troppo parere: come l'ufficio postale che si è adoperato perchè il certificato elettorale di una mia amica, spedito da casa il giorno prima, le arrivasse in tempo per votare.
Io ho pensato alla "zona grigia" della Resistenza, la definizione con cui una parte della storiografia pur di sinistra definisce il pezzo di popolazione che mantenne la propria indifferenza verso ciò che stava accadendo. La zona grigia fu per un certo periodo oggetto di accese discussioni in casa nostra, non chiedetemi perchè: e io, che sostenevo la masochistica parzialità delle definizione, dicevo che probabilmente molte persone avevano fatto piccole cose che non erano mai apparse da nessuna parte , altro che indifferenza. Gli uffici postali, gli accompagnatori, i condividi di facebook... chi li ricorderà domani? 
Dentro a una percentuale le storie non ci sono.

sabato, giugno 11, 2011

ARRIVO, NEH?


Volevo tornare al blog contando di ricci nella Rocca - avvistato uno, subito scomparso - di volantinaggi al pubblico della lirica che risponde convinto" oh, grazie, ma sono già deciso per il sì", di un romanzo scovato per caso fra gli e-book gratuiti che si rivela scritto all'inizio del '900 da una donna con pseudonimo maschile e che finisce con i protagonisti che intonano l'Internazionale, di bellissime tempeste normanne arrivate a interrompere questo caldo precoce. Ma la chimicaglia si agita dentro di me, e speriamo che abbia buoni effetti oltre a quelli contingenti un po' noiosi, così vi regalo questa lettera antinuclearista - be', non fosse mai che ci sia ancora qualcuno da convincere -  e tre foto con l'obiettivo pieno di salino.

 


"Ho lavorato una vita nel nucleare
vi spiego perché voterò sì al referendum"

(di Alberto Barocas)

Dopo essere stato allibito per l'incoscienza delle dichiarazioni di uno scienziato, il professor Battaglia (la pubblicazione di una sua opera scientifica con la prefazione di Silvio Berlusconi parla da sé), su un tema così importante per la sorte dell'umanità, mi sento costretto ad intervenire avendo dedicato tutta la mia vita professionale alla ricerca e sviluppo del nucleare ed essendo stato per lungo tempo "abbastanza" a favore dell'energia nucleare.

Dopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima.

Durante l'intera attività ero giunto alla conclusione che le precauzioni utilizzate negli impianti nucleari fossero tali da rendere praticamente impossibile un grosso incidente nucleare. Proprio  il Giappone si presentava ai miei occhi come il modello per eccellenza di organizzazione, di perfezione, di attenzione al più piccolo dettaglio: l'energia nucleare o doveva essere realizzata così o non doveva esistere. Ed invece... Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima... tre catastrofi in meno di 30 anni.

Oggi sono completamente convinto che i rischi dell'energia nucleari siano tali da consigliarne l'utilizzo solo se non ci fossero sulla Terra altre fonti di energia o dopo una guerra nucleare. Voterò quindi SI al referendum per le seguenti ragioni:

a) la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell'Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell'impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l'energia nucleare è un'industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;

b) gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L'energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti "classici" causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni...

c) il blocco dell'energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell'impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l'impauperamento di una cultura "nucleare": non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all'uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;

d) la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c'è trasparenza, ogni dato viene negato all'opinione pubblica. Anche agli ispettori dell'AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell'accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!

e) in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell'immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D'altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?

f) l'Italia è un paese sismico, dove l'ospedale e la casa dello studente dell'Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?

g) ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l'opinione pubblica!

Per tutte queste ragioni penso che in Italia l'uso dell'energia nucleare non sia raccomandabile, perlomeno in questa fase della nostra storia, ed invece un miscuglio di diverse fonti di energia (eolica, solare, idrica, gas, geotermica) potrà sopperire ai nostri bisogni, accompagnato da una maggiore ricerca scientifica ed un diverso modello di vita con maggiore eliminazione degli sprechi. Io voto sì.
(10 giugno 2011)

giovedì, giugno 09, 2011

quattrosineperdirenone

VOLATA FINALE

Ultimissimi giorni per il referendum: se anche voi, come noi qui, volete dare il contributo finale , ecco qui due volantini senza riferimenti partitici. Non sono molto belli, è vero, ma tutto fa: ingrandite, stampate e diffondete, dài.
 In fondo, la locandina da mettere nel portone, nella vetrina di un negozio amico, in ufficio o insomma dove vi viene in mente per accompagnare qualcuno che vuole votare ma ha difficoltà a spostarsi (è l'occasione per conoscere simpatiche vecchiette che vi riempiranno per sempre di biscotti fatti in casa)











mercoledì, giugno 08, 2011

UN AUTOREVOLE INTERVENTO

Ecco, mancava ancora la voce di un poeta : è un grande, guardatevi il sito e comprate i suoi libri, anche se sembrano (sono) per bambini, se non lo conoscete ancora. E se volete, stampatelo come volantino, chè ci ho aggiunto l'indicazione di voto, e distribuitelo a gente giocosa.


MARCETTA DEGLI GNOMI AL VOTO

Io sono uno
Ma sono tanti
Sono qualcuno che ti troverai davanti
Quando arriverà il momento
Tutti in fila           
Io sono uno, qualcuno e centomila                                
E io ci conto                                                                   
Perché io conto                                                 
Se c’è da farsi contare, sono pronto   
Qui dove abito
Come mi chiamo
Son solo un numero, però numero primo
Perché ora è il tempo
Arrivano gli gnomi
Saremo tutti in fila ma saremo tutti primi
Gli gnomi del risveglio
Nel tuo giardino vuoto                   
Io vado e voglio
Io vado e voto

(Bruno Tognolini)


VOTA 4 Sì  
per l'energia pulita, contro il nucleare 
per l'acqua bene comune, contro la privatizzazione 
per la legge uguale per tutti, contro il legittimo impedimento        

lunedì, giugno 06, 2011

sabato, giugno 04, 2011

OGGI...

.... è una giornata che starei così


venerdì, giugno 03, 2011

IL MONDO E' BELLO PERCHE' eccetera

Ma non ho potuto fare a meno di pensare come sia strano e  profondamente umano che qualcuno possa ricercare coscientemente una situazione che, quando viene imposta dal destino (perfino in modo metaforico) non risulta per niente divertente.

Milano: vince Pisapia - Le prime immagini

giovedì, giugno 02, 2011

VOTATE VOTATE VOTATE

Un blog è un meccanismo imperfetto, ogni tanto si inceppa come un vecchio orologio. E quando si inceppa ci mette un bel po' a ripartire: per non so qual perversione mentale, dopo un silenzio il blog si rifiuta di accogliere con la stessa disinvoltura di prima le osservazioni sui gabbiani e le riflessioni sulla sinistra, le foto di fiori sforiti e i racconti da autobus, le spiagge sotto la pioggia e gli spunti di vita vissuta. Improvvisamente, tutto si fa sciocco e inutile, ci sembra di immaginarci i nostri lettori - divenuti nel frattempo tre da sette che erano, chi ha voglia di leggere un blog fermo? - arrivare fino in fondo al nostro ritrovato entusiasmo per i post solo per pronunciare a mezza bocca un bel  classico ecchisenfrega. 
Ciò scoraggia, indubbiamente, dal raccontare che oggi l'upupa mi aspettava ferma sul paletto vicino al viale, immobile anche mentre io mi avvicinavo: lo sapeva, la stronza, che avevo appena tolto dalla borsa la macchina fotografica. 
E, giusto per dovere nei confronti degli aficionados, tocca comunque aggiungere che il gabbiano pirla - ormai noto come Vito, e non chiedeteci perchè - è vivo e svolacchia: o, almeno, così si pensa visto che è dall'altra parte del cornicione. 
Ma non si osa andare oltre, anche se sotto le finestre è da giorni all'opra un curioso transformer con piedi di lame rotanti, e se ovviamente siamo strafelici della vittoria di pisapia - e questo non c'è neppure bisogno di dirlo.

 Vabbe', domani magari il blog si ripiglia, ma nell'intanto guardatevi nei due post precedenti gli spot dei referendum, soprattutto voi che non siete sul facciabuco, e ancor più voi che magari capitate qui per caso in questi giorni e, toc, il mio blog vi tocca sulla via di damasco e dopo aver visto i filmati votate sì a tutti e 4 i referendum. 
Che dopo le porcate di questo governo, e dopo che perfino l'ente dell'atomo ha ammesso che in Giappone "hanno sottovalutato l'emergenza tsunami" ( e si sa già che l'hanno sottovalutata perchè senno la centrale sarebbe costata troppissimo), direi che questi dati si possono sommare come un facile 2+2: e quindi penso che anche sul nucleare, qui e ora, non si dovrebbero avere tanti dubbi.
Ma, in ogni caso, la cosa più importante è raggiungere il quorum, perciò andate anche voi che pensate un No, per esempio.Facciamogli vedere che non c'entra Annozero, che non hanno scuse: che la democrazia - per quello che è e per quello che vale, ma - non sono riusciti a scipparcela, nonostante.

REFERENDUM - Siamo tutti indispensabili

2 Sì per l'Acqua Bene Comune - Spot referendum