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martedì, ottobre 20, 2009

LEGGETE E DIFFONDETE

Antefatto: nei traslochi fatti finora (in numero di 8) ci siamo sempre divertiti
Fatto: fra poco più di un mesetto faremo un altro trasloco

Fattibile: ci piacerebbe divertirci anche questa volta, con tutti i nostri amici


E quindi, tanto per cominciare, eccoci ad annunciare i Vikènd in Scatola.
La maison ne organizza tre (7-8 , 14-15, 21-22 novembre), ma diciamo subito che è graditissima la partecipazione estemporanea in altre giornate, feriali o festive.


Scopo precipuo dei Vikènd sarà la paziente realizzazione del Grande Inscatolamento, ma non saranno esclusi altri compiti fondamentali come lo Smontaggio, lo Spostaggio, lo Scartaggio ecc.

La partecipazione - assolutamente gratuita, n.b.! - ai Vikend o ad altri momenti di collaborazione darà diritto a:
biglietti della Grandiosa Lotteria del Tanksgiving, Ripescaggi culturali (dall'apposito cestone di libri a cui doneremo man mano la libertà) e Mostrine da sfoggiare nelle occasioni sociali.


Ogni Vikènd sarà caratterizzato da un tema suggerito dalle ricorrenze, come si va ad illustrare


7-8 novembre: il Bigiorno Rosso, anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, che vedrà:
Colonna sonora a cura del DJ KGgB, canti rivoluzionari e cori
Sul Mengaschermo, a ripetizione: "Ottobre" e "Tamara, la figlia della steppa"
Sulla tavola borscht, cetrioli, vodka. E Zedda Piras in onore di Gramsci

Interazioni sul tema "Che fare?"

Mostrina in dono ai partecipanti di colore Rosso


14-15 novembre: l'English week- end in quanto compleanno di Carlo, eterno principe di Galles.
Colonna sonora: i Beatles, of course.
Sul Mengaschermo l'intera serie televisiva dei Monty Python
Sulla tavola Tea and High Tea - trad. "sbrano casuale accompagnato da diversi tipi di tè". E da Zedda Piras in onore di Jack Daniel

Conversazioni sul tempo, gara di improvvisazione limericks, fotografie con bombetta ed ombrello

Mostrina ai partecipanti: Tartan



21-22 novembre: Facimme ammuina in quanto compleanno di Carlo, l'amicodelcuore partenopeo.
Non si sa se lui sarà assente, presente o entrambe le cose, ma comunque. Colonna sonora: Toni Tammaro, NCCP, Musicanova
Sul Mengaschermo: Eduardo, tutto quello che volete

Sulla tavola: pizza e spaghetti, non c'è scampo, e birra, vino novello o acqua fresca. E Zedda Piras, che finalmente forse sarà giunto alla fine.
Conversazioni ad alto tasso di gestualità,
gara di suoni prodotti da appositi e numerosi "rumoriferi"
Mostrina ai partecipanti: effigie del sole


Nei prossimi giorni o puntate o post che dir si voglia, ulteriori particolari sui Vikènd, sul trasloco, sulla lotteria del Ringraziamento, sui premi e sui cotiglioni.


Nel frattempo, sono aperte le iscrizioni alla Caccia allo Scatolo e al Misuratutto, che danno anch'essi diritto a biglietti della Lotteria.
Le iscrizioni si raccolgono qui o per mail o per telefoni.

sabato, dicembre 27, 2008

SOTTO L'ALBERO


un pinguino finto ma morto, un coccodrillo su ruote che apre e chiude la bocca, un tappo da vasca con  barchetta, una bottiglia di gazzosa anni'50, una zip che diventa astuccio o viceversa, un cd il cui pezzo forte è Il proclama di Camillo Torres, un robot con riccioli di latta rosa (be', si chiama Venus) e un fa-ghiaccio a forma di dentiera ("nessuno scambierà il vostro bicchiere con il suo").  E sono certa di essermene dimenticata qualcuno. Anche quest'anno è un po' difficile rispondere con serietà alla domanda "e allora, cosa vi siete regalati a natale?"

venerdì, novembre 14, 2008

MONSONI E DEGRADO


Anche se fossi dell'umore, avevo già smesso nel Prima di commentare l'incommentabile , e francamente ora non ho voglia di altre tristezze da voltastomaco.
Però, siccome non si può parlare sempre della stessa cosa, dopo i topi la Natura ha offerto un altro diversivo a questo blog: mentre io e l'uomobarbuto stavamo qui bel belli nel mio studio silenzioso, come una coppia vittoriana che lui legge e lei si dedica alla corrispondenza, un rombo cupo ha rotto il silenzio.
E ci sarebbe da chiedersi perchè l'abbiamo riconosciuto subito come rumor di frana, noi e i vicini, visto che credo che pochi di noi abbiano mai sentito una frana, ma fatto sta che avevamo ragione. La collina di fronte, brooumm, si è sgretolata via di tutto un pezzo per la pioggia di questi giorni: e tutti noi lì a guardare, e a tirare un sospiro di sollievo perchè non era il nostro tetto.
Sempre più, questi "quartieri alti" assomigliano ai rioni di cui denunciavo i problemi quando facevo il collaboratore di cronaca minuta: "Via hamelin invasa dai topi", "Crollano massi in via franetti".
Poi, vista di giorno, la frana non sembra neppure granchè -nè risultano interventi in proposito, devo dire - ma se io fossi nella case sulla collina tanto tranquillo non sarei.

Però tanto tranquilla non sono neanche così, perciò chi sono io per giudicare? Il verdetto di possibile cura si precisa sempre di più, e dato sì che piacevole non è le lacrime scorrono abbundanti e vengono interrotte dal benedetto umorismo macabro (ma anche da abbracci, o poesie o dolcezze).
Gli amici, in compenso, ormai non si contano più: sono ben due le amiche ritrovate dopo anni di silenzio reciproco, ed entrambe preziose. Il topopalla manda commenti genialmente nonsense e quiz che occupano la mente, la talpa belle immagini di mostre (il palloncino dice di più di mille parole, sì) e gidibì mi lascia libri aperti a canzoni importanti e commenti una volta tanto senza ironia; e poi c'è la polemica su tolkien, e aleks, e l'amicae. e compagnamber che si preoccupano di fare commenti intelligenti: bacchettate, ragazze, non riuscireste a esere stupide neanche volendo. Ecco, non so, forse è noioso, per chi legge, ogni volta questo elenco: ma non ho altro modo per dirvi che vi voglio un sacco di bene. e che la collina frani pure, se deve, voi siete ben più importanti

lunedì, novembre 10, 2008

GRIFONDORO


Se il Bastardo è uno, è un Occulto. Una roba da Harry Potter, insomma, e già mi era venuto in mente sul post dell'amicae. che col cavolo abbiamo come patronus la Fata Smemorina, anche se sembrerebbe di sì: la nostra è Hermione. Hermione un po' supponente, un po' secchiona, un po' tutto quello che volete, ma ben tosta, neh? e che ragiona, ma non solo con la testa.

La mia "stranezza", di cui io non ho mai capito nè origine nè connotati ("strana, io? perchè?" e mi guardano come se fossi strana..) viene fuori anche ora, vien fuori perfino qui, da dati che non concordano ed esami che non esamano: e pazienza se magari è peggio, almeno so di essere ancora io.
Ma non proprio di ciò volevo parlare, anche se l'idea di scovare l'Expelliamus giusto mi affascina: però sto tirando in lungo per non scrivere un post lacrimevole.

Perchè io sono - ero - una Figlia di Mezzo: e se il più grande e il più piccolo dei figli ci hanno i loro problemi non da poco, i Figli di Mezzo sono una categoria che peggio non si può. Anche nelle storie di Topolino, infatti, è Paperino a beccarsi tutte le sfighe: "zio paperone è troppo vecchio, quiquoqua sono troppo giovani, vieni tu, papero: tocca a te buttarti dalla rupe/saltar nel pentolone/farti spiumare/eccetera eccetera." Ma non è che uno si lamenti per le sfighe, in fondo: è che cresce convinto di essere invisibile, salvo materializzarsi quando c'è bisogno un capro o una cavia.

Per la maggior parte del tempo, nisba: se impara una poesia a memoria e il più piccolo ne sa due versi in croce, il prodigio è il più piccolo; se ce la mette tutta a fare un lavoro difficile, il più grande l'avrà sicuramente fatto meglio di lui. Non insisto sul concetto: forse sembra assurdo a chi Figlio di Mezzo non è, ma è nel destino dei numeri più ancora che nella (mancanza di) pedagogia.

E non è una sensazione che uno riesca a togliersi mai del tutto, e su quella poi si stratificano altri difetti, ubbìe, mancanze, rabbie, orgogli.
Così, la mia paura di restare sola, di trovarmi sotto il mantello dell'invisibilità senza aver deciso di indossarlo, ha radici ben lontane e ormai incarognite, difficili da scalzare.
Però, se qualcosa può riuscirci, è la sfilza di commenti che avete lasciato al mio post precedente: vorrei rispondere ad ognuno di voi, alla compagnamber che dimostra coraggio e intelligenza, all'anonimo che mi incuriosisce ( e va bene così), al pastore che le parole non mi sono troppe nè ora nè mai, alla gìa che posso dirle solo grazie chè la riluttanza nordica la so anch'io, alla burbera giuli che fa il tifo e alla tenera sire che mi legge da lontano, alla talpa che eccheccazzo, alla simona (sei tu?) che mi fa coraggio, alla figlia lombarda e a quella che trova una magnifica foto, alla casa sul monte, ai macelli e anche al vicolio ancora intero.

E poi ci sono gli altri amici, naturalmente. E sono tanti, sono intelligenti e mi dicono cose bellissime ("la malattia è un condizione che può fare un bene incredibile") e mi accompagnano in clinica, e mi scrivono cazzate per farmi ridere, e mi chiamano e richiamano anche alle ore più improbabili.
A tutti vorrei dire anche più di così, perchè d'ora in poi le mie giornate saranno una scianca tra le cose positive e quelle negative, e quelle positive sono soprattutto queste, compreso - ma fa perfino stupido dirlo, per chi lo conosce - l'uomo barbuto che ha addirittura stravolto i suoi orari kantiani (!) per me, e il mio fratellino che so quanto è dura per lui.
E ancora l'elenco non è completo, nè ve lo faccio tutto:
ma svegliarsi al mattino sapendo che ci sarete, così, semplicemente ci sarete senza obbligo di essere profondi, intelligenti, confortanti o null'altro, è già un buon motivo per svegliarsi.
M
a sappiate che per una Figlia di Mezzo tutto ciò è incredibile. è grandioso. è strabiliante. è un pezzo - grandissimo - dell' incantesimo giusto.

martedì, ottobre 28, 2008

AUGURI, NESSIE!

Un giardino pieno di rose, fiorite e da fiorire.

e anche una piccola zonta, va'.
 

martedì, agosto 05, 2008

CASA
















e
poi ogni volta mi tocca tornare qua, e non c'è neanche un telefono.

(dicono che casa è dove c'è la gente che ci vuoi bene, ma secondo me no: è dove vorresti stare con tutta la gente che ci vuoi bene.)




lunedì, luglio 21, 2008

MA PRIMA DI TUTTO...



GRAZIE



sapere che ci siete, tutti, è... bof, non fatemi diventar melensa