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venerdì, gennaio 06, 2012

QUACCHECCOSA DI NUOVO

Toro 20 aprile – 20 maggio
“Siamo tutti dei geni, ma se un pesce viene giudicato in base alla sua capacità di arrampicarsi su un albero, si sentirà uno stupido per tutta la vita”. Corre voce che questa acuta osservazione sia stata pronunciata da Albert Einstein. Te lo racconto, Toro, perché faresti bene a tenerla a mente per tutto il 2012. Secondo la mia analisi degli astri, avrai un’ottima opportunità di individuare, affinare ed esprimere il tuo genio. Perciò è fondamentale che ti liberi da qualsiasi tendenza a vederti come un pesce che deve arrampicarsi su un albero.

Be', così non vale mica tanto, caro Brezsny: chi non è un Toro, in questo modo? Ma  metto lo stessoil tuo oroscopo, prima di tutto perchè mi ci ritrovo (La maestra di seconda elementare: " Ah, e quello sarebbe un serpente? A me sembra la collana che ho trovato nell'uovo di Pasqua! E ricordatevi, bambini, che chi cancella con la gomma prende un brutto voto, zac, all'istante. ) e poi perchè ho appena saputo che questo gradevole ed efficace metodo educativo e didattico viene impiegato ancora oggi, in forme  appena appena più velate.
Quindi lo dedico a tutti noi Torelli frustrati e masticati e mortificati e  perfino un po' vilipesi, sperando che lungo l'arco di tutto l'anno si avveri la profezia finale e che si concluda con una linguaccia. Dopodic, si comincia a ragionare, neh?
Buon anno.

lunedì, settembre 12, 2011

lunedì, giugno 20, 2011

STUPIDITA' SENZA CONFINI

... che è un po' l'opposto di tutte quelle belle cose che ormai, per definirsi, si fanno chiamare Senza Frontiere, e ci sono i medici come gli insegnanti e come perfino gli ingegneri (vispi). 
La stupidità di solito invece le crea, le frontiere e i confini, ma al tempo stesso è sostanza gassosa capace di espandersi nei luoghi e nei modi più impensati. A volte può sembrare opinabile: io, ad esempio, ritengo che sia sommamente idiota portarsi d'abitudine un cane in borsa, declassandolo da animale a futile oggetto con il prestesto di non farlo stancare. D'altronde, trovo ancora più idiota le mamme (di solito minute e gracili, o obese e affaticate) che si caricano gli zaini scolastici dei figli, e se i figli sono due le mamme portano due zaini.
Ma, vabbe', la Stupidità regna sovrana un po' sempre, in fatto di educazione dei fanciulli, e non sparerò sulla croce rossa. 

Mi piace però segnalare questo post della brava Cristina Nadotti, blogger di Republikit che si occupa di animali & dintorni, perchè si tratta di una stupidità apparentemente innocua: chi si fa un piercing io credo possa pensare che anche il suo animale troverà gradevole l'esperienza, come pare abbiano fatto in molti. 
E io che non sono una fanatica animalista ("li ammazzerei tutti" - no  grazie: una bestia è una bestia e un uomo un uomo, se ammazzare il secondo fosse il modo giusto e sensato per salvare il primo dovremmo suicidarci tutti) mi imbufalisco appunto più per la mancanza di pensiero intelligente che per il "male" fatto allo sciagurato Pet.  
Se il suo padrone arriva al punto di fargli fare i piercing c'è da supporre che il torto maggiore che gli fa sia non tanto il piercing quanto il rifiuto della sua animalità e la costrizione in un universo di valori del tutto umani, senza rispetto per la diversità. Ma forse esagero e sopravvaluto, perchè chi nella gara di stupidità arriva secondo più probabilmente si comporterà un giorno in un modo e l'altro nell'altro, semplicemente per capriccio e convenienza, già. 
In ogni caso, e sperando che gli animalisti non vogliano linciare anche a me, ribadisco che la mia indignazione è più per l'uomo che si fa bestia che per la bestia costretta a essere uomo. 
Anche perchè il primo aspetto della questione fa danno anche quando teoricamente vuol essere "positivo": gira ad esempio sul web una lunga sequenza di fotografie in cui si vedono campesinos sudamericani raccogliere in grandi sacchi uova di testuggine. Le scritte (anonime, of course) che accompagnano le foto gridano "Vergogna in Costarica! Si rubano le uova delle tartarughe! E poi dicono che questa specie si sta estinguendo per il cambiamento climatico!" 

Il messaggio è un capolavoro, riesce a negare i danni fatti dal cambiamento del clima insinuando che tutto è colpa dei soliti bastardi, un po' come i baristi che non tengono puliti i bagni danno la colpa alla gente "che non si sa comportare". E ovviamente pare che il messaggio  sia falso come i molti suoi colleghi che viaggiano sul web: la raccolta delle uova è assolutamente autorizzata, dato che si raccolgono solo quelle da cui non nascerebbero comunque piccoli.
E, in ogni caso, la nostra presunzione occidentale mi fa ribollire il sangue: ben vengano programmi, aiuti e interventi per dare alle popolazioni locale alternative a tradizioni e necessità che oggi fanno a pugni con la conservazione della natura, ma additare alla vergogna della povera gente che scava a mani nude sulla spiaggia... ma quale amore per gli animali può giustificare un simile disprezzo per le persone?
Ma c'è anche un'altra versione della spiegazione della raccolta: la popolazione locale starebbe collaborando a un piano di un Parco Nazionale costaricano, spostando le uova da un luogo all'altro proprio per dare alle uova maggiori probabilità di schiudersi. Lo testimonia, fra l'altro, questo blogger che racconta per bene come stanno le cose.
Eppure nessuno  riprende la seconda versione, anche se la bufala gira da anni sul web ed è facile verificarla, e in questo caso la stupidità è anche masochista: cosa ci spinge a preferire il pensare che l'umanità sia bieca e cattiva, invece che buona e collaborativa?

giovedì, marzo 31, 2011

SVENDESI

Ho fatto a meno di vedere lo show del nanomalefico. Vedere (pochissimi) video sul web invece che in TV ti permette di scegliere: di solito scelgo niente del tutto, ma oggi mi sono guardata Franceschini (voto 8, se anche evita di accodarsi a chi agita lo spettro dello violenza sessuale è meglio, neh? ma se tutto fa, gli passiamo anche questa) e Bersani (voto 6, sbaglia tutte le conclusioni, gli ha mai detto nessuno che sono incomprensibili?). 

Però lo schifo di quel buffone che va a parlare di ville e casinò mentre la gente muore sui barconi, no, non lo posso reggere. E credo che ci faccia vergogna, a noi tutti, che lui pensi di poter condire via - come si dice dalle mie parti, il significato è intuitivo  - la gente di Lampedusa in questo modo, facendo baluginare ancora una volta dollarones, lussi, promesse di notorietà.
Quella stessa gente che, per quello che se ne sa quassù, fino a oggi era stata ammirevole, evitando di riversare su altri poveracci una rabbia che pure sarebbe stata giusta perchè, come disse una donna del sud all'epoca della rabbia indirizzata contro i rom "noi qua stiamo già una chiavica, se ci vengono pure loro..." . 
Eppure no, la gente di Lampedusa ha anche fatto un monumento ai migranti, una grande porta aperta sul mare, e li ha aiutati sfidando leggi inique: e forse anche per questo, il governo di malfattori che abbiamo li ha puniti lasciando che sull'isola la situazione diventasse esplosiva, per gli abitanti e i rifugiati. Ma non meritano comunque di essere insultati con promesse di soldi facili, di arricchimento servile. 

Se il nano può farlo e lo fa, è perchè questa sciagurata nazione è risultata troppo spesso pronta a vendersi, a lasciarsi attrarre dal gatto e la volpe che promettono monete sotto l'albero, senza porsi problemi morali, come la vergognosissima farsa della finta terremotata in Tv ha dimostrato. 
E questo è quello che va facendo, con metodo e determinazione, questo governo che ormai non finge neanche più la democrazia, se non nei suoi discorsi piagnoni e rivendicativi: sta svendendo tutto, coscientemente. Il disegno di fare dell'Italia esattamente la chiavica dell'Europa è sempre più chiaro: le centrali nucleari che gli altri dismettono, i trasporti ferroviari distrutti e vilipesi  quando gli altri li potenziano, la cultura azzerata, il turismo riportato a quando eravamo così poveri, così ignoranti, così pittoreschi, che gli altri venivano a vederci. 
I giochi sono quasi fatti, non ci vuole ancora molto per trasformare il Bel Paese nel paradiso di finanziare e multinazionali, i "nuovi agrari" del nuovo millennio, che come allora sostengono il fascismo. Un fascismo in linea coi tempi che, come succede nelle strade dei centri storici svenduti, tiene il nome dei vecchi e onesti negozi e ci mette dentro l'orpellume firmato.
Ma perchè c'era solo il popolo viola fuori Monetcitorio? Perchè nessuno ha lanciato una mobilitazione immediata? Perchè il Pd pensa che possa bastare, ridicolmente, la voce e la protesta di due suoi esponenti, invece di quelle delle migliaia che sarebbero disposti a farla sentire? Dove sono le Fabbriche di Sel, le genti di Rifonda, dove sono i democratici sinceri? Cosa possiamo fare?

Scusate lo sfogo: in una giornata in cui il mio animo potrebbe e dovrebbe essere sollevato per i fatti miei, i fatti di tutti mi disgustano e non riesco a non raccontarvi la mia rabbia, che comprende quella di ieri. Con i manifesti della Moratti ovunque in giro, a Milano, il suo sorriso falso come le loro promesse in un dispendio di soldi che balza agli occhi, con i mendicanti che non stanno fermi ma elemosinano mentre camminano e perfino loro sono aggressivi, con il venditore di incensi con cui due fanno prima gli amiconi e poi, tirando fuori un tesserino:"Facci vedere i documenti, bastardo". 
Con la voce monotona che nelle stazioni annuncia ritardi di venti, quaranta minuti in treni che partono trenta chilometri più in là, e treni "soppressi" , che tu debba andare a lavorare oppure a Zurigo, e lo sai solo all'ultimo momento.  Con le facce tese e le scarpe scalcagnate di immigrati tristi, in giro da soli nelle zone più brutte di brutti paesi. Con la paura che anche qui, nell' "oasi felice" come la definiscono tutti tranne gli stessi genovesi, stiano arrivando, siano già arrivati, a imporre questo schifo di modo di vivere, dove la paura è l'alleato fedele dei padroni.
 

lunedì, marzo 21, 2011

UN LOWCOST DI VITE UMANE


Dice: ma guarda che, in fondo, mica è successo niente alla centrale. Anzi, tanto niente è successo che adesso nessuno ci pensa neppure più, al rischio nucleare, e tutti pensano alla guerra. Dice: ma hai visto che in fondo forse stanno facendo bene a far la guerra, se Gheddafi - bastardo lui e la sua progenie, non proprio come Saddam che torturava i gatti fin da piccolo ma insomma pazzo e paranoico che forse prima non si poteva dire ma ora sì, che l'abbiamo semper saputo ma si faceva finta di niente, neh?  - sì, insomma, Gheddafi forse si ritira.. a meno che sia un bluff, oh ma che bluff, tanto qui non ci arriva e mica siamo in guerra, l'ha detto anche Napolitano, cos'è, non ti fidi neanche più di Napolitano, adesso?
 
Nonnò, mi fido, mi fido. Uh, se mi fido. Però mi piacerebbe che qualcuno, magari un'Opposizione, mi parlasse, invece che di un'astratta "guerra per il petrolio" - che è formula chiara, sì, ma evidentemente non abbastanza - o di un'ancora più astratto "rischio nucleare", di quello che significano, sulla nostra vita, queste formule. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse: guarda, di fatto tu hai a disposizione 100 chili, litri, megatoni, secchi, manciate di energia, adesso, che viene presa un po' da tutto il mondo. Quello che ci fai con i tuoi 100 robi nessuno ci mette il becco: puoi farti tutti i vikènd in aereo, se ti va, sennò in automobile, o magari anche passerteli sulla tua moto d'acqua che è così utile, e in più fare tutto quello che consideri "normale", che per noi è davvero "normale". Tu te ne strafotti se per far andare il tuo bel lowcost oggi abbiamo ammazzato tre bambini e quattro donne incinte, senza contare i loro fratelli? Te ne strafotti se una quarantina di persone - cosa vuoi che sia, una quarantina? - tra dieci anni gli andrà in vacca la tiroide, o se qualcuno si incazza ancor più di adesso e pensa che sia giusto e santo vendicare i morti mettendo un'autobomba che farà, bof, una ventina di morti forse neanche? No, lo so che non te ne strafotti: è solo che ti sembra inevitabile, che pensi che se non lo farai tu lo farà qualcun altro. E mica ci hai tutti i torti, forse.
Forse.

Ma lasciatemi sognare un po'. Lasciatemi pensare che una volta qualcuno, non necessariamente in Italia, dica a tutti: guarda, rinunciamo tutti a 20 dei nostri robi. Facciamo un gesto dimostrativo, portiamo,  invece che l'oro alla patria, la ferraglia all'ammasso. Portiamoci la seconda macchina o magari anche la prima, portiamoci quelle robe malefiche che sono le asciugabiancheria (in Italia!), i lampadari a dieci lampadine, l'asciugasmalto e il puliscigioielli e il pettinagatto e l'illuminasassidagiardino, la luce del corridoio che rimane sempre accesa e la vecchia 500 che è bellina, sì, ma ormai consuma come un Suv. E naturalmente portiamoci i Suv, e il motorino di quel cretinetti che va avanti e indietro sgasando, e le quattro piscine riscaldate dove stiamo a mollo per rilassarci, perchè nessuno di noi è senza peccato ma le nostre pietre finiscono  sempre addosso agli altri.
Ecco, chissà, magari quel gesto funziona. Magari funziona di più che mettere il tricolore alla finestre, magari un'Opposizione che si Oppone potrebbe perfino avere la forza di farlo funzionare, di farne un gesto davvero dimostrativo. Significativo, addirittura: "io non ci sto". Non ci sto a farmi un bagno in piscina se questo vuol dire, come vuol dire già da un po', che della gente muore perchè io lo possa fare. Perchè questo è. Non da oggi, ma oggi ancor più e, man mano che le risorse andranno a scarseggiare in misura sempre maggiore, i morti aumenteranno.
Fuor da retorica, io credo che il problema dovremmo porcelo, un po' più seriamente di quanto anche i più sensibili e più intelligenti fra noi stiano facendo.
Anche se, duole notarlo ancora una volta, un'Opposizione che organizzi un pur semplice gesto non si vede traccia neanche in questa occasione.

mercoledì, marzo 02, 2011

MA LE GAMBE, MA LE GAMBE...

Dato sì che sono giornate senza storia, è il momento giusto per raccontarvi quella dell'uomo che non voleva le gambe.  


E' una storia vera che, con grande senso della notizia,  riporta Susie Orbach nel suo saggetto "Corpi", tanto di smilza lettura quanto di complesso tema: tento di riassumerla in poche righe anche se, lo ri-dico subito , "Corpi" è proprio da leggere. Allora, questo tipo aveva "il complesso delle gambe": così come si ha quello del naso se è troppo lungo o gibboso, così come si ha dei fianchi larghi o del culo grosso, con la differenza che lui non aveva bisogno di nessun aggettivo per non sopportare le sue gambe. Voleva essere senza, si "vedeva" senza, non poteva accettare di vivere in quel corpo che lui percepiva mostruoso perchè dotato di gambe. Naturalmente, tutti i medici a cui si rivolse lo mandarono via, naturalmente tentò, o tentarono, di curare prima il cervello, ma tutto fu inutile: si chiuse le gambe in un cilindro congelatore, le lasciò andare in cancrena e dovettero amputargliele. Dopodic visse felice. 

Quando avete smesso di rabbrividire, la domanda è: perchè un naso, le tette, la pancia, i piedi, le cosce, i capelli, la pelle... sì, e le gambe no? Vero, nessuno sceglie di farsi amputare il naso (per ora), ma ha fatto parlare la tipa che si è fatta togliere il seno per sconfiggere la predisposizione genetica al tumore mammario: e ha trovato chi ha eseguito l'astuta operazione, ovviamente. 
Be', la risposta alla domanda è intuitiva più che logica, coinvolge quella che sembra essere una soglia condivisibile senza bisogno (nè possibilità) di spiegarla razionalmente: ma apre molti interrogativi, che Orbach esplora attraverso aneddoti e riflessioni professionali. 

Non tutto è condivisibile, del libro, ma la portata delle problematiche è molto ampia: siamo la prima generazione, dice Orbach, per cui il corpo non è un dono nè una casualità, nè tanmeno un prezioso attrezzo da lavoro, ma una "costruzione" di cui scegliere misure, forme, aspetto e sostanza. Ed è paradossale che mentre il corpo ci serve sempre meno venga sempre di più esibito, anche in modi paradossali come il wrestling o l'ipersessualizzazione. 
Ai ragazzi non viene insegnato a usare il loro corpo in modo utile a se stessi e agli altri, ma a "mantenerlo in forma" per un'operazione formalmente rivolta alla salute o al successo, ma in realtà del tutto fine a se stessa. La vanità sciocca, così ben presa in giro dagli scrittori del passato, è oggi un segno di "impegno", di forza di carattere, di determinazione: sir Walter Elliot di Jane Austen, capolavoro del ritratto della futilità, oggi sarebbe un eroe. O, più facilmente, il capo del nostro governo.

Ma soprattutto, ci fa notare Orbach, questo utilizzo e costruzione dei corpi è uno dei bottini della globalizzazione, che minaccia la biodiversità anche nelle forme del viso e degli occhi, nel colore della pelle e dei capelli. Le rivolte nel Mediterraneo, che pure portano con sè venti di libertà e di sperabile maggior giustizia, se non cadono preda del fanatismo religioso apriranno nuovi mercati anche da questo punto di vista, come già è accaduto nei Paesi dell'Est europeo e soprattutto in Asia. 
La razza ariana ha infine trovato metodi di selezione più raffinati ed efficaci: viene "scelta" con l'apparenza del libero arbitrio.
E noi, che proprio ariani non siamo ma insomma, e che dobbiamo "solo" combattere con seni cascanti, pieghine di ciccia, rotolini sui fianchi, stomaci sporgenti (per non parlare di rughe, mancanza di capelli e alluci valghi) ovviamente possiamo ricorrere ai "ritocchini", magari preventivi: pare sia ormai usanza regalarme almeno uno per il diciottesimo. 
O, in alternativa, a quelli che negli anni '50 venivano definiti reggiseni- corazza e che oggi, chissà perchè, sono considerati sexy, a cui si sono aggiunti oggi ogni sorta di indumenti contenitivi. La Rinascente ne ha tutta una serie ammiccante, con disegni di rotolini resi invisibili, taglie sparite, tette rialzate (con lo scotch che tira da sopra,  davvero!), culi rientrati o sporti, cosce modellate. "Oh, to' - ho detto al KGgB, scorgendo quello che quand'ero ragazza veniva chiamato "bustino" e di sexy non aveva proprio nulla - guarda, c'erano già quarant'anni fa!" E lei (quanto adoro le mie figlie, a volte) mi ha risposto, truce: " Già, e voi li avete bruciati."
Poi ci ho pensato: bentornati, bustini. Sarà più facile, almeno, bruciare di nuovo voi che due tette finte.

giovedì, febbraio 24, 2011

SENTIRE E FARSI SENTIRE

Ho qualche difficoltà, in questi giorni, a postare le mie foto di militante della passeggiata. Intanto perchè non ne ho fatte - nè foto nè passeggiate, già - perchè è incredibile quanto arretrato possa lasciarsi dietro un vikènd fuori casa. 
Ma soprattutto perchè, come già altre volte, non riesco a leggere "diecimila morti" e parlare ugualmente di quanto è buffo il droghiere all'angolo. Mi ha rovinato Quasimodo (o Saba? ci ho sempre il dubbio) con le sue bibliche arpe appese ai salici, e il risultato è il silenzio. 
E penso, spero, che il silenzio assordante di tutti sia come il mio, pieno di sgomento e di incredulità. 
Il silenzio di chi fa fatica ad accettare che una cosa del genere stia accadendo, che a pochi chilometri da noi sia risorto Bava Beccaris con i suoi cannoni trasformati in bombe e missili. 
Nel 1898, a Milano, i mille morti - 80 nella versione ufficiale -  caddero sotto i colpi di cannone durante una sola manifestazione. Oggi la violenza scatenata dal folle non solo pare aver già provocato un numero di vittime dieci volte superiore, ma si esercita con la più assoluta crudeltà e indifferenza: colpire chiunque giri per strada è senz'altro un lucido escamotage da paranoico per eliminare ogni rischio di ribellione. 
Che io mi ricordi, non c'è mi stata una repressione così: le più brutali reazioni a movimenti di protesta hanno sempre riguardato chi protestava, chi era radunato in una piazza, chi era iscritto ai partiti di opposizione... non mi viene in mente nessun altro caso in cui il capo di un governo abbia assoldato mercenari per uccidere in modo indiscriminato il proprio popolo. 

Eppure, nei blog e in generale sul web non vedo gli accenti indignati e le manifestazioni di orrore che hanno accompagnato passo per passo la penosa vicenda di sarahscazzi, tanto per dire. Nessuno che dica "lo voglio veder morto", nessuno che si commuova come pure è successo, per esempio, per le vittime dello tsunami. Lo so, non è la stessa cosa: da che mondo è mondo, morire nelle rivolte è considerato "normale", mentre non lo è essere assassinati dai parenti (nonostante sia sempre più frequente) o che interi paesi siano spazzati via da un'ondata. 

La nostra percezione della normalità è senza dubbio curiosa, eppure in qualche modo generalizzata: forse per questo stentiamo a renderci conto che ciò che sta succedendo al di là del mare non è la "solita" rivolta, non è la "solita" repressione. La recente storia italiana ce lo ha insegnato: quando si superano i limiti, scritti e non scritti, del comune sentire e agire, si rompe un argine che è difficilissimo ricostruire. Quando si vuole vedere e far vedere "normalità" laddove non ce n'è più neanche un briciolo, non si fa altro che aprire la strada ad altre anomalie, alla futura applicazione di aberrazioni ancora peggiori. 
Poco importa, in fondo, se i morti siano mille o diecimila: come dice Marcegaglia con involontaria e cinica ironia: "bisognerà valutare se fare ancora affari con lui, non si può ammazzare la gente in questo modo."
Perchè, ecco, anche se penso che il silenzio sia in gran parte dovuto allo sconcerto, allo sgomento, non posso tuttavia sottovalutare l'influenza del doppio messaggio che arriva dalle istituzioni e in parte anche dai media: che invece di cavalcare il grand-guignol come sono bravissimi a fare in altri casi, non mancano di accennare più o meno esplicitamente alle conseguenze che 'sto casino può avere per noi. Commesse mancate, milaeuro persi, niente gas, petrolio in crisi: senza che nessuno lo dica esplicitamente, sembra quasi un'autorizzazione a pensare che le vittime dei bombardamenti sulla folla siano un po' meno vittime, guarda un po' che casino hanno combinato...

Al contrario, viene da pensare che le conseguenze su di noi possono invece essere ben peggiori se silenzio e immobilismo perdurano, se solo pochi (firmate l'appello, a proposito, tanto per cominciare) si indignano e provano a intervenire, se gli interessi economici (che, non so voi, ma io già non ne ho, neh?) prevalgono sul sentimento umano: se, insomma, diventa "normale" bombardare la gente che scende in piazza.

mercoledì, gennaio 19, 2011

EGGIA'

 Come i lettori di questo blog sicuramente sanno, è iniziata la campagna sui media a favore del nucleare, con interventi più o meno, ma soprattutto più, subdoli. 
Greenpeace risponde ironicamente. Chi è contro il nucleare riprenda questo video e lo faccia girare, chè questa è una delle cose che probabilmente non si fermeranno, ormai, con la semplice caduta del governo - ammesso che ci si arrivi.


http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/nucleare-il-contro-spot-di-greenpeace-usa-l-ironia/60087?video


martedì, gennaio 18, 2011

ADDIO, E GRAZIE PER TUTTO IL PESCE ?

Ecco, anche oggi niente foto di passi e passeggiate, ma domani torna. 
Nell'intanto, mi aggiorno un po' su fatti e fatterelli, sempre più disgustantemente e incredulmente come direbbe Cetto La Qualunque - il quale è arrivato a sfondare perfino il mio isolamento televisivo. 
Ma, insomma almeno le vergognose vergogne del premier (no, non "nostro", che mio non è mai stato) hanno avuto il relativo vantaggio di farmi leggere un bell'articolo della grande Natalia Aspesi, che riesce a mettere un sorriso nella squallida vicenda.  Disgustantemente, ma sorriso. 
E, non bastasse, ho appurato che le norme che puniscono la sosfisticazione, adulterazione ecc. alimentare si sono salvate: per il rotto della cuffia, diceva l'articolo, ma insomma ci sono ancora. 
Ah, be', un sorriso e un sollievo... non male, no?  Ma poi sono arrivata su Facebook: dove, tra video sbeffeggianti e commenti alle note vicende, ce n'è anche una meno nota: ve la riporto da qui, a voi che non avete o anche avete il facciabuco ove tutto scorre:

"L’assessore alla cultura della provincia di Venezia, l’ex-missino-oggi-berlusconiano Speranzon, ha accolto il suggerimento di un suo collega di partito e intimerà alle biblioteche del veneziano di:
1) rimuovere dagli scaffali i libri di tutti gli autori che nel 2004 firmarono un appello dove si chiedeva la scarcerazione di Cesare Battisti;
2) rinunciare a organizzare iniziative con tali scrittori (vanno dichiarati “persone sgradite”, dice).
Il bibliotecario che non accetterà il diktat “se ne assumerà la responsabilità”.
Si allude forse al congelamento di fondi, al mancato patrocinio delle iniziative, al mobbing, a campagne stampa ostili?
La proposta ha avuto il plauso del COISP, un sindacato di polizia. Così il bibliotecario ci pensa due volte, prima di mettersi contro l’ente locale e le forze dell’ordine.
Una cricca di “sinceri democratici” si sta già muovendo per estendere la cosa a tutto il Veneto, ed è probabile che l’iniziativa venga emulata oltre i confini regionali."

Ci si chiede, come già altri prima di noi: Che fare? oltre a sperare che abbia ragione il taxista, sconfortantemente.

Ma senza, in verità, metterci su il cuore. Perchè, se avete voglia di guardare ancora un dato, andate a vedervi i commenti a questo articolo  di Rossanda su Fiat e dintorni. 
Se non ne avete voglia, ve lo riassumo così: Rossanda dice, prevedibilmente, che alla Fiat non abbiamo perso, nonostante i numeri. E' una tesi che si può sostenere, tanto più se conclude:
"Salutiamo con rispetto, noi che non riusciamo a fare granché, quel 46% di Cipputi che a Torino, dopo Pomigliano, permette di dire che non proprio tutto il paese è nella merda."
 Insomma, Rossanda scrive sul Manifesto, non sul Sole 24ore, no?
No: nei commenti uno su due le dà addosso, in un modo o nell'altro. Allora uno (io) pensa: ma mettici anche i soliti troll che scrivono per dare fastidio, mettici il consueto squilibrato che non manca mai... ma gli altri? Che non è che scrivono al Manifesto per dire "compagna Rossanda, evviva gli operai ma secondo me ti sbagli su questo e quest'altro..." No, scrivono per dire che c'ha ragione Marchionne, o almeno il 54%, o che comunque va rispettato, bandiera molla capitalismo trionferà. 
Mi chiedo: ma chi sono, ma perchè? Compagni che sbagliano? Margheriti residuali lasciati in secca sulle rive del Manifesto? Elettori di destra che non c'hanno un tubo da fare tutto il giorno?
Vien  da pensare, però, che siano tanti piccoli Fassini. Ed è l'ipotesi peggiore.

Soprattutto se ha ragione il guru degli oroscopi di sinistra, che per questa settimana prevede che ai Tori verrà fatto lo scherzetto di fargli passare sotto il naso qualcosa che non si aspettano mentre sono concentrati su qualcos'altro. Se il video in cui viene illustrato il borghezipensiero  è verace e veritiero, per esempio... mmmm, forse in Italia siamo nati tutti sotto il segno del Toro, eh?


venerdì, dicembre 17, 2010

FASHION VICTIMS

Ma non posso andarmene così: anche se torno prima di natale, c'è il rischio che le cose abbandonate mi tendano l'agguato della vigilia e finsicano per avere ragione di me. 
Perciò ecco ben due post, ché unire le due cose nello stesso mi provocherebbe quel tanto di schifìo.  Comincio quindi da una grandiosa manifestazione di intelligenza e buon gusto, trovata in rete cercando  immagini dell'albero di natale.
 Leggete bene, che merita.

L’anno scorso in America era una delle maggiori tendenze in fatto di addobbi natalizi. Quest’anno la moda si riconferma tale e quale. Dopo l’albero di Natale nero, molto fashion, anche quello capovolto è assolutamente trendy. In pratica, si tratta di un normalissimo albero di Natale, solo che al posto di essere ben piantato per terra, viene attaccato al soffitto. Un’idea assolutamente originale e molto stiloso. Se poi combinate questo tipo di albero e quello nero, farete un successone.


Dati gli intonaci nostrani, c'è solo da sperare che nessuno segua il consiglio, onde evitare piccole stragi natalizie.


giovedì, dicembre 16, 2010

EFFICACE MESSAGGIO

 
Ora che possiamo smettere di tormentarci per capire cosa sta succedendo, avendo appurato che più o meno è il vecchio copione con l'aggiunta di un tot di rabbia verace, rubiamo questa sintesi geniale al marinaio che l'ha postato sul facciabuco. Altro non c'è, da dire.

martedì, novembre 16, 2010

IL RELATIVO


Si parla dell'Italia, e si parla ovviamente del nanomalefico, con un ospite arrivato da Israele. Convinto, dal canto suo, che non ci sia nulla di peggio della corruzione che esiste oggi, più a livello politico che finanziario, nel suo Paese. Nel dir così vede le nostre facce scettiche, ma sorride mentre noi commentiamo che quanto a corruzione nessuno può batterci,  hai visto che figure di merda ci fa fare il gerontonano nel mondo?

Uff, storie, ribatte lui in un buffo ma efficace italiano: a voi sembra che il vostro capo di stato sia il peggio del peggio, ma non è così. "Noi abbiamo pezzettino di telegiornale con notizie osè dal mondo, berlusconi ha angolo tutto suo, lì, tutti i giorni. Forse vero che in Europa lui è peggio di tutti altri, però questo è concetto relativo. Nel mondo c'è peggio... tanti Paesi di Africa, per esempio."

Non lo dice per confortarci. Anzi, c'è una qual certa soddisfazione nel rimetterci al nostro posto, come se noi, in mancanza di meglio, ci potessimo vantare del negativo: anche nelle storiazze del pornogoverno, anche nel ridicolo... be', è importante ricordarsi che ormai la scala è una sola per tutto il mondo, dice.

E' bellissimo raccogliere i pareri degli stranieri sull'Italia, come già ebbi occasione di dire...

giovedì, settembre 09, 2010

VERGOGNA

Non ho mai amato più di tanto i centri sociali. Molti fra quelli che li frequentano mi sono anche simpatici - per conoscerli di persona o solo per l'impressione che mi fanno - ma di solito le azioni dei centri sociali sono sciocche e perniciose, quando non arrivano a essere del tutto provocazioni strumentali al potere. Credo che da sempre - remember Kossiga, che non diventa buono neppure da morto? - siano proprio i centri sociali le sedi privilegiate per gli infiltrati che probabilmente sono talmente tanti lì dentro che, come nei libri di spie, finiscono per infiltrarsi l'uno con l'altro.

Detto ciò, e aggiunto che se c'è una cosa che odio al mondo sono i fumogeni, i ragazzi dei centri sociali sono stati, da sempre, trattati come fratellini stupidotti e gentilmente ( o meno gentilmente) invitati ad allontanarsi se facevano troppo casino. O meglio, un attimo prima che facessero troppo casino, possibilmente. Senza polizia nè questori nè manganelli: un servizio d'ordine efficiente è sempre stato un ottimo baluardo contro le stupidate e le pensate che fanno tnato comodo a chi vuole demonizzare l'opposizione.

Così dovrebbe essere ancora adesso: anzi, tanto più adesso. Ma il richiamo alle vaste alleanze contro il nano funziona a senso unico, evidentemente, e non è il senso che ci piace.
In omaggio, appunto, a quel senso unico, alla festa del pd (che non è più, a dispetto delle parole di Bersani, "una grande festa popolare", nonnò, basta guardare come e quanto sono diminuti i volontari negli stand, e gli stand stessi) sono stati invitati i peggio individui: l'avesse fatto qualcun altro, di dar
e la parola a personaggi così invisi e discussi, si sarebbe parlato di "provocazione".

Il pd non è nuovo a queste pensate geniali nel nome della democrazia: qualche anno fa, quando la festa era ancora dell'Unità, invitò
Scajola. Qui, a Genova. Dopo il G8.
Tre quarti della festa, nonchè di tutti i potenziali elettori, dissero ai vertici pd:"Ma ci siete o ci fate?"

Dopo tre giorni di
consultazioni, Scajola ebbe un improvviso impegno e non partecipò. A Torino invece, evidentemente, se pure qualcuno ha protestato non è stato ascoltato.

E fin qui, si può notare il progressivo peggioramento di chi dovrebbe rappresentare l'alternativa al nano e che, invece, gli assomiglia sempre di più: come quei coniugi che litigano tutta la vita ma quando uno dei due muore l'altro assume proprio tutte le sue abitudini più irritanti.
Ma pazienza. Dove la pazienza non basta più è su ciò che dicono i massimi esponenti di questo conigliesco partito.
Chi si fosse perso le parole esatte, le trova qui e anche qui sotto, in piccolo: a parte l'epiteto di "squadristi" (a qualcuno lo si deve pur dire, ora che i fasci sono diventati intoccabili...) credo che sia inconcepibile che quello che dovrebbe essere il partito in cui si riconosce la sinistra, sia pur moderata, chieda quali sono state le misure poliziesche "preventive e repressive", accusando la polizia di non essere intervenuta per impedire le contestazioni. La polizia di Maroni, quella che sistematicamente, ormai, attacca qualsiasi dimostrazione di dissenso.
Certo, a Bersani sembrerà un'ingiustizia che solo a lui tocchi il dissenso senza che partano le manganellate, ma a chi si ricorda il pci - che pure già tanti difetti aveva - le sue parole suonano vergognose, oltre che controproducenti. Il suo servizio d'ordine non è che mai sia stato tanto simpatico neanche lui, nè di larghe vedute, ma tra quello e l'intervento poliziesco c'era una bella differenza, prima di tutto politica. Ammettere di non essere più grado di avere e gestire un servizio d'ordine come si deve dovrebbe già essere motivo di vergogna per bersani stesso, ma ancor più dovrebbe esserlo il rendersi conto di essere ormai così lontani dalla gente da dover invocare la polizia per proteggersi.
Certo, si può sempre raccontarsi che i centri sociali non sono "la gente": ma lo è forse chi ha svenduto le lotte operaie?

Nel pd tutti sono convinti che se si va alle elezioni uh, che casino, le perdiamo sicuro: e se sono riusciti perfino a demotivare me dal votare - decisa come sono a votare chiunque non sia berlusca senza essere fini - direi che, una volta tanto, ci hanno proprio raggione.


E poi basta pippotti politici, lo so. ma ci sono volte in cui invece di sprofondare è meglio scrivere.


Da Repubblica.it
Durissima la reazione anche del segretario Pd Bersani, che ha chiamato il leader Cisl per dargli la sua solidarietà. "Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista. E' inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della città, possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere dal ministero dell'Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere".
Dal Corriere.it:
In coda alla vicenda da segnalare anche uan polemica tra Enrico Letta e il questore di Torino. Letta, accusato dal questore di aver espresso critiche frettolose alla gestione dell'ordine pubblico ha risposto: «Per il questore sono frettolose le mie critiche alla gestione dell'ordine a Torino oggi? I fatti sono che oggi per un'ora intera, dalle 17 alle 18, la festa del PD è stata presa in ostaggio da un gruppo di violenti l'hanno occupata minacciando e picchiando gli altri partecipanti» ha dichiarato il vicesegretario del Partito Democratico. «Bonanni è stato colpito dal lancio di un bengala acceso che solo per un caso non ha trasformato il tutto in dramma. Perchè tornasse l'agibilità della festa si è dovuto aspettare che il gruppo di violenti dei centri sociali se ne andasse spontaneamente. Mi spiace, con il massimo rispetto per le forze di polizia e per il loro lavoro, questi fatti dimostrano che l'ordine pubblico oggi non è stato garantito a Torino» ha concluso Letta.

domenica, agosto 22, 2010

LA SVIZZERA LA SVIZZERA



A volte il mio citarandom qui a fianco ci prende quasi come l'oroscopo dell'Internazionale - che anche questa settimana mi propina un ottimo consiglio senza alcuna indicazione su come fare a seguirlo, come se il problema fosse il sapere le cose e non il riuscire a farle - e si intromette nei miei pensieri fregandosene della privacy.
Oggi, pies, mi stuzzica con questa massima, nientepopodimeno a firma Adorno:

"La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta." e mi coglie sul fatto, che proprio di ciò vado pensando da qualche tempo, e soprattutto oggi che torno dalla Svizzera.
Ora, lo so che quasi nessuno dei miei lettori ama granchè questo paese e proprio perciò non ne scrivo volentieri, di solito, se per citare il dato indiscutibile della bellezza dei paesaggi. Anche se bisogna ammettere che anche prati e montagne vengono spesso definiti, da quei sublimi esteti che sono gli italiani che vivono circondati da eternit e cartelloni pubblicitari, "noiosi, troppo ordinati". Ma, insomma, come diceva qualcuno da piccola "uno ha i sui gusti" e non starò ad impelagarmi in polemiche inutili o in una difesa ancora più sciocca della Svizzera in quanto tale.

Quando si è lì, però, non si può fare a meno di notare quante cose gli svizzeri tengono all'aperto, o comunque incustodite, senza nessuna protezione: divani con tanto di cuscini asportabili, ogni tipo di giocattoli e mezzi di trasporto per bambini, sculture e sculturine, vasi con piante comuni e vasi con piante rare, attrezzi, opere d'arte e pezzi da collezione.
Le tengono all'aperto, o in musei senza custodi, perchè in genere non vengono rubate.
Sì, lo so, l'osservazione è banale, ma si presta ugualmente a un pensiero, una fantasia: pensa a quanto tempo, soldi, fatica risparmierei se potessi lasciare incustodite le mie cose. E non parlo di gioielli - che non ho, anche se non lo dico alla mia vicina che afferma "uh, tanto quelli li teniamo tutti in cassetta, vero?" E come no? - e neppure di cose obiettivamente preziose. Parlo della faccia della portinaia che, piena di solerzia, ci ha avvisato che la nostra cassetta postale era aperta: " sì, la lasciamo così", abbiamo spiegato sorridendo, e lei non ci poteva credere. La cassetta della posta, nell'era di Internet, in un palazzo che ha portinai e cancelli oltre al portone! "Contenti voi..." ci ha detto, quasi offesa.

Tenere aperta la cassetta della posta ci regala alcune libertà: quella di non avere la chiave, quella di poter chiedere a chiunque venga su di ritirarcela, quella di risparmiare ogni volta quei due o tre minuti necessari per trovare la chiave, aprire, richiudere. E, forse più di tutto, ci regala la libertà di poterci fidare degli altri, visto che non è mai sparito niente: e la libertà di fidarsi produce a sua volta altre piccole libertà.

Allora, senza chiedere scusa a chi crede che il rispetto delle regole sia il contrario della fantasia, io sono arrivata a pensare che vivere in un contesto in cui le regole sono rispettate permette a chi ha la fantasia di poterla esprimere: per esempio, utilizzando il tempo risparmiato in una vita che scorre senza mille difficoltà e imprevisti per creare, che siano orsi di peluches o quadri o pasticcini. E permette che questa creatività venga resa nota, fatta magari fruttare o comunque sottoposta a un benefico confronto: se posso lasciare le mie sculture in un giardino visibile e accessibile dalla strada, se posso vendere i miei dolci, se posso partecipare alla Fiera degli orsi di
peluche, indubbiamente riceverò più stimoli a continuare a creare che non se dovessi tenere tutto sotto chiave o sottopormi a quei mille balzelli e burocrazie che cercano di escludere (?) la possibilità di "fare i furbi".
Si può obiettare che se il rispetto delle regole è interiorizzato, di per sè ci rende meno liberi: mah, io credo che l'obiezione sia vera soprattutto se intorno a noi tutti si comportano in modo diverso. Se sono l'unico legalitario in una compagna di furbi, è vero, apparirò noioso e sembrerà che siano gli altri a divertirsi, a essere pimpanti e innovativi, autonomi e perfino geniali.
Ma se il giorno dopo, poniamo, il risultato delle loro genialate sarà un cancello di più, un altro divieto insulso, un ulteriore balzello che andranno a colpire indistintamente tutti, quale potrà essere il divertimento?
Mi troverò, prima o poi, a dover scegliere tra il bianco e il nero, tra l'adeguarmi a norme stupide e inutili o il provare ad aggirarle: e infatti così viviamo sempre, noi italiani, cercando la "giusta misura" di compromesso, quel malcostume che non è neppure considerato tale, quell'onestà che se poi a vai a vedere non è mai del tutto onesta. E, diciamolo, non si può fare altrimenti, qui.

Ci siamo abituati a considerare virtù ciò che in buona parte del mondo - e non solo in quello occidentale - è considerato un difetto e un obbrobrio, una necessità da poveracci, un'ipocrisia senza senso: e sopportiamo al governo da ormai troppi anni chi questa "virtù" la rappresenta benissimo. E pazienza, chè questo è solo un post. Ma, ecco, forse libertà e fantasia sono un po' un'altra cosa, no?

mercoledì, luglio 07, 2010

EVVAI CON LA PARANOIA


Caldo, vaghezza. Vado in giro pigramente pel web e mi imbatto nella notizia che Greenpeace prende, ohibò, i soldi da Rockfeller. Cioè dai suoi eredi. Cioè dalla multinazionale del petrolio.
Visto che Greenpeace prende anche i miei, di soldi - be', non proprio gli stessi che potrebbe dare Rockfeller, forse neppure il famoso caffè al giorno, ma insomma... - linko il sito indicato come fonte. Che a sua volta ne linka un altro, spagnolo, dove scopro che, ecco, tutto è possibile al mondo, ma guarda caso la fonte originaria della notizia risulta essere la "prensa de extrema derecha": e infatti qualche commento dopo, ecco la precisazione di Greenpeace, che smonta tutta la cosa.
Nel frattempo, però, un giro sul blog da cui proviene la notizia mi ha fatto scoprire un interessante filmato, in cui si annuncia che nel 2010 la Ue approverà una cosa chiamata Codex Alimentarium, che ci obbligherà a ingoiare le peggiori schifezze in fatto di alimenti, togliendoci contemporaneamente gli integratori e le vitamine.
Ecco, io non ne so nulla di un "Codex" ed essendo che di solito sono attenta alle notizie che riguardano il cibo, la prima reazione che ho è quella di andare ad approfondire.
Ma poi arriva il resto del video, in cui si annuncia che il Codex è l'ultima arma sfoderata per diminure drasticamente il tasso di popolazione, portandolo da sei miliardi a cinque milioni : a riprova, si dice che è la stessa proporzione in cui furono decimati i nativi americani.
Le ormai famosissime scie chimiche e i farmaci contro il cancro, nonchè i vaccini e l'aspartame, sono altre due armi usate per questo scopo, anche se non viene mai detto da chi, se non per un accenno iniziale alle "diaboliche multinazionali".
Aaaaah, ecco, già, ora ho capito, e come no? La cabala, lo spauracchio della scienza, la politica vista come strumento di morte sono un condimento perfetto per notizie il cui nucleo originario è spesso fondato o comunque meritevole di approfondimenti, che vengono mischiate ad altre di cui più volte è stata dimostrata l'inconsistenza.
Non faccio esempi e neanche linko il blog su cui c'è il video, tanto i miei lettori ne fanno a meno: ma noto ugualmente che questo metodo è ben più raffinato di quello di attribuire a Greenpeace fondi sporchi.
Una volta notata l'inconsistenza dell'accusa globale o di una delle "armi" citate, infatti, viene spontaneo (perfino a me!) credere che nessuna, fra le cose citate, sia davvero così pericolosa come vorrebbe il video. Che invece, in mezzo a tante castronerie, dice una cosa giustissima e cioè che ciò che viene citato - in primis l'alimentazione poco sana da cui tutto prende spunto - indebolisce il sistema immunitario delle persone. (A proposito, pare che abbiano dimostato un "effetto droga" del cibo industriale, neh? ) . Di lì a voler far credere che ci sia un complotto razionale e finalizzato ad eliminare il 92% della popolazione mondiale ce ne passa, ed è proprio perciò che il messaggio funziona, indebolendo tutti quelli sensati che toccano gli stessi argomenti.
C'è comunque un sacco di gente, anche insospettabile quanto a superficialità o scarsa comprensione, che si lascia trascinare dal bieco gioco emotivo che questi appelli alla paranoia scatenano: non ci credo del tutto, però, magari, chissà...

E dire che non c'è nessun bisogno di immaginare complotti e armi misteriose e una scienza asservita totalmente a un potere ancor più misterioso, per capire l'andazzo del mondo: basterebbero i dati sul divario fra poveri e ricchi, che sta ancora aumentando. Perchè mai qualcuno dovrebbe studiare sistemi appositi per uccidere i poveri, quando lo stesso risultato si può ottenere come semplice ricaduta del sistema economico e sociale?


(be', comunque cosa è il Codex ora me lo andrò a vedere, che sospetto che il video dica anche su quello cose giuste nel modo sbagliato)

sabato, maggio 22, 2010

ERA ORA...


... che qualcuno ne parlasse: anche se non so chi è, anche se gira su Facebook come migliaia di altre cose senza importanza, mentre questa dovrebbe averne. Sì che abbiamo parecchio da pensare per conrto nostro, ma come si diceva un tempo "ogni lotta aiuta un'altra lotta": se non altro perchè è evidente che la strada imboccata dal governo greco è lì dietro l'angolo anche per noi.

C’era un tempo in cui sindacati, partiti di sinistra, o più semplicemente democratici, non mancavano mai di esprimere una solidarietà, sia pure solo verbale, con le lotte dei popoli di Paesi lontani, fossero gli operai polacchi di Solidarnosc o i sindacati del Cile in lotta contro la dittatura.

Sembra un millennio fa.

Oggi, se la Grecia brucia, l’auspicio condiviso è che qualcuno spenga l’incendio prima che bruci anche casa nostra. La campana suona sempre per gli altri, non suona mai anche per noi. Insieme alla solidarietà è sparita però anche ogni ricerca della verità e del senso degli eventi. Cosa altro vogliono i Greci, si dice, dopo il maxiprestito avuto?

Ma questo è il punto. Forse i Greci vogliono semplicemente la cosa che dovremmo volere anche noi. Vogliono mostrare la loro dignità. La grande attrice Irene Papas ha spiegato sinteticamente il senso di questo: Credevamo che qualcuno avesse rubato qualcosa. In realtà si erano presi tutto.

I Greci ricordano ai politici del mondo ( le Borse, o gli “speculatori”come si ama dire oggi, in modo sovietico, invece lo sanno da soli) che non basta imporre i sacrifici ai popoli, bisogna anche imporre ai governi le leggi che vincolino il loro operato per rendere difficili se non impossibili i futuri abusi del pubblico denaro.

Ricordano ai signori di Bruxelles e ai governi nazionali che non ci può essere potere senza responsabilità o responsabilità senza potere. Ricordano che l’ Europa “a geometria variabile”- in cui ognuno usa ciò che più gli fa comodo delle regole comuni- non ha nulla a che vedere con gli Stati Uniti d’Europa di Schuman, Monnet e Spinelli. E’ solo una versione aggiornata del Sacro Romano Impero germanico nella sua fase declinante. Quello che nel quindicesimo secolo in Italia serviva soltanto a legittimare- dietro pagamento- il potere dei vari tirannelli regionali. Ma non a garantire la pace. La sovranità dell’ UE non è oggi ancora la sovranità di un Parlamento rappresentativo- che svolge una secondaria funzione di controllo e di codecisione- ma è la sovranità a più teste di organismi come i Consigli europei e i Consigli dei Ministri- che non sono mai chiamati a rispondere di fronte all’ elettorato europeo. In questo modo la sovranità governante dei singoli Stati, grandi o piccoli, dopo aver dissestato le proprie finanze, può imporre ai propri cittadini il peso dei sacrifici per rientrare dal debito, avvalendosi della legittimazione “europea”, mentre nessuna sovranità comune europea può imporre ai governi ,oltre ai sacrifici, anche le strategie innovative che sono necessarie per promuovere l’economia dinamica e la società della conoscenza che lo stesso Consiglio Europeo ( Lisbona 2000) aveva stabilito.

I Greci, senza volerlo, senza rendersene conto, stanno combattendo questa anti- Europa dei finti europeisti. Sono i soli che oggi possono salvare il futuro possibile dell’ Europa politica, che non è la salvezza dell’euro,ma il superamento del deficit democratico.

Per questo mi sento dalla parte del popolo greco. Come cittadino italiano ma soprattutto come cittadino europeo.

Fonte: http://susannaambivero.blogspot.com/2010/05/io-sto-col-popolo-greco.html


Qualcosa, per la verità, c'è stato e non è giusto negarlo: c'è la già la censura a farci pensare che nessuno si muova, nessuno faccia niente.
Ma sarebbe anche sciocco negare che purtroppo, la censura in primis, più l'ignavia del PD e la scarsa capacità di comunicazione e mobilitazione della sinistra residua, hanno fatto sì che l'impressione generale sia quella del nulla. Su questo tema come su tutti gli altri.




martedì, maggio 11, 2010

MARCHETTE


Oggi abbiamo fatto shopping:
*numero due catini di plastica al mercato: "Quanto costano?" "Un euro e mezzo" "Ah, ok, ne prendo due: Anzi, una così e una un po' più grande." "Ma questa costa due euro, signora" Ce la posso fare.
*numero tre paia di slip di puro cotone, cinque euri per tutt'e tre.
*numero tre zanzariere da sfigati, cinque euro l'una. Ma la lunghezza di due e metri e mezzo basterà? Prendiamole da tre, è meglio. "Quelle da tre metri costano sette euro l'una".
Bastavano da due e mezzo, ovviamente. Magari torniamo a cambiarle, vuoi mica buttar via sei euro, neh?
*due piante di limoncina, due euro l'una.
*un vaso grande, di plastica, per metterle a dimora: "quanto costa?" "Tre euro e mezzo".
Crepi l'avarizia, compro anche il terriccio.

Nel pomeriggio, ancora in preda a questa esaltazione spendereccia, è stata la volta della spesa di alimentari: un centinaio di euri - anche se è una spesa nè carne nè pesce, tranne un pacchetto di filetti di merluzzo - per comprare ciò che, mi dicono, mi aiuterà a non ammalarmi (di più). Che è un altro modo per dire che il resto, invece, qualche probabilità di farti ammalare (di più) ce l'ha, chimicamente parlando.

Così, solo in serata apprendiamo che la sciura Veronica ha ottenuto solo trecentomila euro al mese: pora dòna, sennò ci toccava di rinunciare alla villa che ci è così affezionata.
Sono ancora qui che provo a calcolare quanti catini l'anno mi compro, con trecentomila euro al mese.


(sì, lo so, non è un argomento originale: ma ci sono notizie che hanno il pregio di rendere immediatamente visibili i dati pur noti, per esempio il divario che aumenta continuamente fra i ricchi e il resto del mondo.)