lunedì, novembre 17, 2008

STORMIR DI GENTE


Una volta avevo scritto una cosa - be', se volete una definizione era un romanzo per ragazzi - che era poi tornata indietro da un paio di posti con le classiche letterine di rifiuto con cui non so più che autore si tappezzava la stanza. Ma a me piaceva abbastanza, perchè in quella cosa lì gli alberi parlavano e raccontavano se stessi e il mondo dal loro punto di vista di alberi: immagino sia esattamente per quello che me lo hanno rimandato indietro, ma continuo a pensare che era una bella cosa da scrivere, e pazienza se forse non lo era da leggere.

Che per me gli alberi, da tutta la vita, sono presenze vere, non accessorie: sono "gente". E poi ci sono, naturalmente, tutta una serie di metafore positive sugli alberi - e l'Amicaritrovata ne ha coniato una fantastica, con dentro una putenza come la sequoia - che non possono che farmi bene. Così ho pensato che in questo periodo, quando scrivere mi diventa magari difficile, potrei postare foto di alberi, mie o altrui.
E comincio con un involontario ma bel confronto della stessa Amicaritrovata: la prima è la foresta di bamboo a Sagano, Kioto, la seconda l'entroterra di Ponente.

4 commenti:

e. ha detto...

Io ne ho qualcuno bellissimo da passarti :-)

kiri ha detto...

i pellerossa (o nativi americani?, queste espressioni politically correct, quanto sono ipocrite) dicono che gli alberi sorreggono il cielo, perché non ci cada sulla testa... ma gli alberi non servono solo a questo..: ti manderò la foto di un albero "accogliente"...

lanessie ha detto...

ma che belle che sono

Monna ha detto...

Grazie per aver dato vita alle mie immagini con le tue parole, o grande Sequoia.