giovedì, gennaio 15, 2009

UN CIDI PIENO DI PAROLE SILENZIOSE


Allora c'era questo regalo qui, a Natale, che quatto quatto stava sotto l'albero per tutti i comunetary: una selezione di "nuove" canzoni da imparare, testi  e musica, per cantarle poi tutti insieme. 
C'è dentro Celestini con qualche pezzo fra i suoi più belli, c'è Angel Parra che ancora pochi comunetary conoscono, c'è Sergio Endrigo e c'è Bertelli (con la stupenda Aqua) e ci sono dei classiconi come "Buttiamo a mare le basi americane". Il KGgB lo ha reso ricco, il suo dono, e piacevole anche perchè il genere dei pezzi è vario: e molto ci sarebbe da dire sul fatto che canzoni di ormai quarant'anni fa sono ancora tragicamente attuali, come "Da questo autunno giorno per giorno" che dice:
"Si muore soltanto per lo sfruttamento
che diventa ogni giorno più pesante: 
se con impianti vecchi hai ritmi più duri
non sono incidenti sono delitti."

Ma queste tante cose da dire rischierebbero di essere tristi e un po' retoriche, perciò mi piace di più, passata la confusione delle feste, raccogliere il messaggio implicito del regalo del KGgB e sottolinearlo. 
Proprio perchè in questo periodo la comune-ty è un po' dispersa e monca, confusa e spaventata, stanca e presa da mille impegni. Forse ha anche bisogno di rinnovarsi, di aprirsi un pochino con chi abbia voglia di seguirne non le regole, no, ma i giochi, e che però non si appiattisca sulle frasi divertenti, ma superficiali e tutto sommato povere, di facciabuco. 
Forse, ma è solo il dubbio di un'idea, è il momento di essere più generosi, fra noi e con chi ancora non è comune-ty, che magari ci possa e ci voglia entrare. E' il momento dei progetti e delle cose, ma è il momento della leggerezza, insieme. 
Sono idee un po' confuse, le mie, che forse vanno contro il movimento spontaneo della vita, che in questo periodo porta alla distanza e alla frammentazione: ma io penso che in questo momento abbiamo anche tutti tanto bisogno degli altri e magari sarebbe meglio lasciare in un cantone le divergenze e le perplessità sulle scelte di ognuno, quando le abbiamo. E parlare fitto fitto appena si riesce, e buttar fuori le tristezze e le ubbìe, e ridere, e fare cose sceme, e cantare insieme cose serie e belle.

3 commenti:

puntoggi ha detto...

mai stato più d'accordo, gufozzo...

kiri ha detto...

la cosa bella, di questi tempi così cupi - e, sì, proprio ieri altri amici sono rimasti senza lavoro, e che gli dici? - è che si riscopre il valore delle cose. Proprio quello, che per anni tutti abbiamo perduto, chi più, chi meno. E si moltiplicano per esempio i gruppi, di ogni genere, per darsi una mano. Così ho scoperto un mercatino bio, del riuso e dell'autoproduzione: non lo conosco, ci vado domani. Ma anche solo sapere che c'è mi fa sentire meglio - e mi viene pure voglia di cantare, un po'

e. ha detto...

Aaaaaaaaaaaaaahhhh...capito il senso del commento di ieri.
Cheddire, io c'è.