martedì, luglio 10, 2007

PASSATA E' LA TEMPESTA


Ecco, è andata che il vikend non è stato proprio un successone, fra me e l'uomo barbuto. e poi, vabbe', è passata, non senza aver scomodato gli avi fino alla millesima generazione nonchè gli emuli di herrdoktorfroid che sono stati accusati di incapacità lampante nel non rinchiuderci, a turno. Chè quaggiù quando si scazza si scazza perbene, anche se mai tiriamo le teglie giù dalla finestra che abbiamo paura, tutti e due, della Terribile Signora Venezia.
Ma oggi guardavo il libro di Marlowe che il KGgB ha in programma fra le sue letture estive e fra noi si commentava la solita storia di scekspir ricopione, al che ho detto che certe cose del william erano comunque geniali, chiunque le abbia scritte. E guarda caso, fra tante me n'è venuta in mente una, anche se non la ricordo bene: è un tipo che dice a un altro "sei tutto pieno di rumore e di vento (...) " per dirgli che è talmente arrabbiato che non gli si può parlare. C'è qualcuno che se la ricorda giusta? e magari che anche dov'è, e chi la dice? Ma tutto sommato, non importa, che anche così serve per dire come mi sentivo in questi giorni. E, d'altra parte, è sempre lui, lo scekspir, che dice "Date parole al vostro dolore; il dolore che non parla sussurra al cuore troppo gonfio e lo invita a spezzarsi" (e questa l'ho trovata giusta e non a memoria) perciò, ecco, va bene anche così. tanto più che, come dicevo, è passata, fors'anche un pochino risolta. o almeno ci si prova.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

PER FARE IL RITRATTO DI UN UCCELLO
Per prima cosa dipingere una gabbia
che abbia la porta aperta
quindi dipingere
qualcosa di grazioso
qualcosa che sia semplice
qualcosa che sia bello
qualcosa di utile
per l’uccello
mettere poi la tela contro un albero
in un giardino
in un bosco
o in una foresta
nascondersi dietro quell’albero
senza dir niente
e senza muoversi…
talvolta l’uccello arriva svelto
ma può anche metterci anni e anni
prima che si decida.
Non scoraggiarsi
aspettare
aspettare se occorre anche per anni
la rapidità o la lentezza d’arrivo dell’uccello
non ha nulla a che fare
con la riuscita del quadro.
Quando l’uccello arriva
se arriva
osservare il silenzio più assoluto
aspettare che l’uccello entri nella gabbia
e quando l’avrà fatto
richiudere dolcemente la porta col pennello
e poi
cancellare una per una tutte le sbarre
avendo cura di non toccare le piume dell’uccello.
Fare a questo punto il ritratto dell’albero
scegliendo il suo ramo più bello
per l’uccello
dipingere allora il fogliame verde e la freschezza del vento
il pulviscolo del sole
il rumore degli insetti nascosti nell’erba della calura estiva
poi aspettare che l’uccello abbia voglia di mettersi a cantare.
Ma se non canta
è un gran brutto segno
è segno che il quadro è venuto male
ma se canta invece è un buon segno
segno che il lavoro va firmato.
E qui voi strapperete con gran dolcezza
a quell’uccello una sua piuma e scriverete
il vostro nome in un angolo del quadro.
(J. Prevert)

lastreganocciola ha detto...

:-) perchè non c'è uno smile intenerito.