domenica, giugno 29, 2008

TERZA CLASSE

Io ero Angiulina Mangini, classe 1888, che andava a far fortuna viaggiando in compagnia della sorella e del cognato. Nessie, invece, era Desolina: fin dal controllo del passaporto ancora in Italia, si capisce che è un po' una testa matta, se ne va lasciando qui due figli e un marito. KGgB invece ha tre figli e arrivano tutti quanti (che era già una fortuna) ma perdono i bagagli chè la signora Sciacchitano, da Girgenti, non sa nè scrivere nè leggere e perciò non può metterci sopra un cartello per distinguerli. Ma è stato l'Amicodelcuore a ricevere la nostra invidia, chè lui era nientemeno che Nicola Sacco: come ha detto lui, sai che culo. Per Sacco, infatti, non c'era bisogno di andare a leggere in fondo alla mostra com'era finito: eppure, leggendo della sua condanna insieme a Vanzetti, ci si incazza ancora.
Proprio bella questa mostra permanente La Merica, che gioca sull'identificazione: si viene scrutati dal funzionario dei passaporti, si risponde ai test di ingresso ("Sei anarchico?" "Hai malattie gravi?"), sdraiati sulle cuccette si ascoltano le storie degli altri e solo alla fine si apprende quale è stato il proprio destino. Angiulina non fu molto fortunata: trova lavoro, ma poi si becca la tisi e torna a casa, in Italia, per morire a 33 anni. Desolina, invece, va a finire diritta diritta dentro "Furore" di Steinbeck, a fare la contadina in California durante la crisi del '29.
Dalle pareti ci guardano loro, la vera Angiulina e il vero Nicola Sacco, insieme ai millemila altri senza nome che attraversarono l'Oceano e furono schedati ad Ellis Island ("Razza: Italiano del nord, Italiano del sud o Anglosassone?"), ma c'è anche Eleonora Duse che banchetta nel salone fra tovaglie e argenti a tutta parete, in un contrasto feroce.
E Nessie fa notare che i casi dubbi, sebbene i rifiuti fossero irrevocabili e irremovibili - chi non poteva entrare veniva rispedito a casa, spesso con la stessa nave su cui era arrivato - rimanevano ad Ellis Island al massimo una decina di giorni: mentre oggi gli immigrati in attesa di accertamenti rimangono nei Cpt sessanta giorni, e questo governo vuole allungare ulteriormente quella che è, a tutti gli effetti, una prigionia ingiustificata.


venerdì, giugno 27, 2008

BE', NON SI PUO' DIRE...


....che la Terra non si stia vendicando del brutale sfruttamento cinese, neh? Dopo il terremoto, le alghe: e le Olimpiadi non sono ancora iniziate.

giovedì, giugno 26, 2008

GITA AL MARE


Quest'anno sono perfino abbronzata - be', per ora un po' aragosta con vistosi segni da costume, a dire il vero - e chi mi conosce può valuatre l'impatto della notizia, dopo anni di ostinato biancume.
Eppure, perfino l'abboronzatura retrocede al rango di misero gossip di fronte al come me la sono procurata: chè, non ci crederete, ma per ottenerla mi sono alzata alle 7.30, di domenica. Ma, no, non sono stata colta da follia, chè la motivazione e l'occasione erano più nobili e divertenti del mero prendere il sole: ho infatti partecipato alla gita dell'Acquario per vedere i delfini. Gran bella cosa, devo dire, a partire dalla spiegazione con foto delle genti presenti nel Santuario dei Cetacei, qui nel Mar Ligure. Che c'è lo zifio con la pelle che non produce più melanina della sua dotazione iniziale così se si fa un graffio rimane una bella striscia, il grampo di cui si sa poco o niente, la stenella striata che abbiamo visto in gran numero, il capodoglio che ha i denti perciò non mangia krill ma calamari, la balenottera che non è affatto piccola, il delfino e il tursiope. E, appunto, un branco di stenelle ci ha trovato e si è messo a giocare intorno a noi, sotto la motonave e saltando intorno: ed è stato bello vederli, più di quanto si riesca a raccontare. Forse le foto rendono di più l'idea anche se, com'è ovvio, per riprendere i salti fuori dall'acqua ci vuole molta più abilità o un po' di fortuna: e quest'ultima mi scarseggia a tal punto che nel momento del salto sincronizzato di due stenelle, a portata di braccio, la fotocamera si era appena spenta per il risparmio energetico. Groan. 

Ma se vi ho convinto e volete sapere tutto e  prenotare, andate qui o chiamate l'Acquario

mercoledì, giugno 25, 2008

SE NON LO GUARDI, MAGARI SPARISCE


"L'Universo si sta espandendo", mormora il ragazzino. La madre gli ciocca una sberla "E sono fatti che ti riguardano? Eh? "
Il film è "Io e Annie", e l'atteggiamento della madre sembra quello della stampa e della politica di fronte al disastro ambientale: la notizia che il Polo Nord potrà rimanere senza ghiacci già da quest'estate ha avuto l'onore della pole position per neppure mezza giornata. Oggi è già scivolata verso il basso e buttata fuori, anche se lo scioglimento dei ghiacci ai Poli era dato come uno dei segni di catastrofe ancora l'anno scorso.
Ah, com'è fine l'understatement, invece di un titolone angosciato a tutta pagina...

domenica, giugno 22, 2008

ANTIRAZZISMO IN PASSERELLA




Oddio, non credo che ai Rom ci faccia proprio un favore: raramente ho visto qualcosa di più repellente, diciamolo.

Ma se la provocazione ha avuto almeno l'effetto di far masticare un po' di bile alla tizianamaiolo, passata dall'essere paladina dei diritti umani al definire "carognette" i piccoli rom , sostenendo che è legittimo rapirli per salvarli dalla loro stesse famiglie, ecco, ben venga Vivienne Westwood e la sua collezione ispirata ai Rom.



Che, certo è facile pensare che ci speculi su, ma Vivienne Westwood i diritti umani non li ha ancora buttati nel cesso: e di questi tempi è già parecchio. Se non si può fare niente di più, anche uno sberleffo fa bene all'anima.






venerdì, giugno 20, 2008

POST TRANSFUGA


Accolgo questo post dall'altro mio blog  e lo schiaffo qua così com'è: là o qui, l'idea del Giardinaggio Abusivo è bellina, no?

C'è una forma di illegalità che mi piace un casino (per ora solo in teoria, però), anche se prevede perfino l'utilizzo di "bombe": è il Critical Garden e le bombe, meglio dirlo subito, sono di semi.
Ma illegale è illegale, sicuro. Così, se l'estate mette voglia di trasgressione, eccone una che almeno fa bene e che, soprattutto in buona compagnia, promette di essere divertente.
Si tratta di provare a rinverdire i piccoli spazi abbandonati della città: zappette, sacchi di plastica, semi e talee, o piantine già bell'e pronte, sono le armi del guerrigliero -pollice verde.
Importante è scegliere luoghi in cui si possa tornare con una cadenza più e meno regolare per curare il giardino che spunterà, e anche piante che non abbiano bisogno di troppe cure.
Si può agire con il favore delle tenebre, se siete numerosi e silenziosi oppure, com'è scritto nella pagina di istruzioni per un'iniziativa di Critical Gardening "scegliete un giorno in cui spioni e ficcanaso pronti a creare problemi non siano in vista"

Il "Giardinaggio Abusivo" (ma la traduzione, benchè corretta, è bruttarella, no?) è praticato in diversi Paesi del mondo già da tempo, ma da noi è ancora poco diffuso, nonostante la presenza di aree dismesse un po' dappertutto: non occorrono infatti grandi spazi, chè anzi la dimensione "aiuola" è la più facile da creare e mantenere.
Il sito ufficiale del Critical Garden è qui: , ma c'è anche una tabella delle indicazioni da seguire per un'azione di giardinaggio abusivo
Nella foto a corredo di questo post, le tovagliette -collage, che sono state realizzate da Raffaella Nencini per far conoscere il Critical Garden: si possono comprare e usare come spunto per convincere gli amici a partecipare a un'iniziativa di giardinaggio abusivo, se non sapete come dar avvio alla cosa. Si può scrivere direttamente a Raffaella (raps22@libero.it) per saperne di più o per comprarle.

E le bombe di semi cui accennavo all'inizio? Sono semplicemente palloncini pieni di acqua, fertilizzante e semi, da lanciare dove si ritiene possa esserci un terreno favorevole ma irraggiungibile: l'idea mi sembra bella anche se ferocemente estemporanea, però propongo di sostituire il palloncino con un involucro più biodegradabile - il solito sacchetto del pane, se riempito un attimo prima del lancio va benissimo - di non aggiungere fertilizzante chimico e di scegliere semi di piante "nostrane" e robuste
Se qualcuno ha voglia di provare, che poi racconti: rispetterò l'anonimato, ovviamente. Se però la trasgressione non vi attira, si può prendersi cura ugualmente del verde cittadino: ci sono un sacco di spazi pubblici che languono tristanzuoli e qualche accordo con il Consiglio di Circoscrizione sarà facile da trovare se il vostro lavoro sarà volontario e gratuito.

giovedì, giugno 19, 2008

SPERIAMO CI SIA UN BOSCO ANCHE LA'


Autunno 1953:
"Oggetto: Avventizio di 3° Cat.Signor Rigoni Mario - Assenza dal servizio. Si segnala che in data odierna il nominato in oggetto non si è presentato in Ufficio perchè si è recato a Viareggio per ricevere un premio letterario.Tanto si comunica per i provvedimenti del caso. Con osservanza."
e mi levarono una giornata di paga e una di ferie.


"Quando l'inchiostro gelava" - Storie dall'Altopiano - Meridiani Mondadori

La foto è scattata a Genova durante la Lectio sull'emigrazione, al conferimento della laurea honoris causa in Scienze Politiche,

martedì, giugno 17, 2008

A PRESCINDERE...


... dal post precedente, guardate qui.
E, se volete, siete invitati alla prova santommaso - con cena, perfino - in una delle sere della prossima settimana, quando ci sarà anche il mio amicodelcuore.

lunedì, giugno 16, 2008

SILENZIOSI SILENZI



Ecco, che volete farci. Non è tanto tempo ma sembrano già anni, e quanto cupi, che mi vedo passare sotto il naso pogrom e soldati, reati che svaniscono se chi li ha fatti è (anche) lui, veltroni che frignano - se fai così non gioco più con te! e par di sentire, netto, lo sghignazzochisenefotte - e una stampa "democratica" che manco più dà notizia delle manifestazioni - qualcuno ha saputo qualcosa di quella che c'è stata a milano per l'ambiente? o a roma contro la xenofobia? - e produce titoli alemanneschi pur di vendere qualche copia in più. O, forse, perchè tenere il piede in due scarpe è una specialità che agli itagliani ci riesce sempre bene, tanto più se le due scarpe si assomigliano pure.
Non sono la sola ad allarmarmi e neanche a prendermela con la stampa - Manifesto e altri pochi volenterosi a parte, naturalmente - come si può vedere
qui e come è logico che sia: immagino che tutta la comune-ty e, spero, molti altri la pensino esattamente come me.
Ma non sembra, chè anche se urliamo nessuno ci fila, ottenendo così un silenzio che si sostituisce alle nostre urla: e intanto ci tocca subire e sopportare e, stanchi ed intristiti da fin troppe discussioni fra noi, non abbiamo neanche voglia di buttar là un inutile "l'avevamo detto" a chi ha creduto e forse crede ancora che forma e sostanza coincidano. Come se un solo pogrom non punito e neppure stigmatizzato - ma "incoraggiato" è la parola - non ne autorizzasse altri mille, come se far passare il liberismo a suon di contrattazioni o a suon di xenofobia fosse la stessa cosa.


Ma ormai anche questo è un discorso del tutto inutile, chè vista
la protervia e i ritmi con cui questo governo è già riuscito a distruggere e stravolgere più di un aspetto della vita sociale e politica, vien da pensare che anche in caso di vittoria della "sinistra" non c'era nessuna possibilità di reggere in sella. Bush e il papa hanno del resto dato il loro plauso e il loro appoggio, e anche qui nessuno che faccia notare come lo schieramento così netto di un papa sia anomalo e pericoloso.
Insomma, siam qui: e finchè non riusciremo a trovare altre forme, altri linguaggi, ci toccherà solo tenere la testa fuor dall'ondata di merda.

E però abbiamo paura di dircelo, abbiamo paura di ammettere e confessare la nostra impotenza e la nostra umana riluttanza a votarci a martìri inutili, chè scoppiarsi diciotto ore di pullmann - un esempio fra tutti - per partecipare ad una manifestazione di cui si saprà poco o nulla, ecco, forse ci ripensiamo perfino noi. E ci barcameniamo, tra una battaglia locale o settoriale e una lotta sotterranea,tra impegno sociale e ricerca culturale, tra un impegno di informazione, quando e come si può, e l'andare lo stesso quando proprio sembra il caso.
Cerchiamo di rimanere fedeli a noi stessi, ed è già tanto, quando tira quest'aria. Cerchiamo forse di inventarci qualcosa, ed è già tantissimo.


Chi si chiedeva come, e perchè, dopo gli anni '70 fosse arrivato il riflusso ora può viverlo vivo-live: come scriveva a botta calda Giorgio Bocca (cito a memoria ma il finale è preciso), pensare di aver fatto il partigiano e di aver continuato a lottare per la democrazia e la giustizia tutti questi anni, e poi assistere all'avvento di un'altra onda lunga reazionaria... roba da spararsi. Lui potrebbe anche farlo, a 88 anni, ma noi no.

E così siamo qui, con i nostri blog improvvisamente mutili,
chè ogni indignazione è senza sbocco, ogni tristezza senza più parole. La sterile indignazione non ci piace e la retorica la lasciamo agli altri, quando non si può far altro che esecrare.
Ci si racconta, e sul resto si tace per pudore, quasi fossimo noi a doverci vergognare.
Ci si chiude nel privato, chè per molti di noi è poi anche ora di pensarci, e di ciò ci si vergogna un po' sul serio.

Eppure, davvero, sembra non esserci altro da fare, per ora: e anche un "buon privato", coerente ed attento, qualcosa per il mondo alla lunga vuol dire.


Non c'è una conclusione per questo post, chè nessuno può dire quando e come riusciremo a metabolizzare il congresso di Vienna del capitale, quando e come riusciremo a reagire con costrutto. E io non credo sia giusto e sensato reagire comunque, non ora- anche se ciò non mi fa star meglio quando taccio. E, insomma, magari estendo alla comune-ty e ad altri sentimenti e difficoltà che sono solo mie: ma in dieci giorni di malura c'è un sacco di tempo per pensare e se ciò va finire anche in un riflessione sugli scarni contenuti dei nostri blog forse qualcosa vuol dire. Ma se sbaglio corigeme.

sabato, giugno 07, 2008

GENIALE


nel relax uikendàle, date un'occhiata al resto del profolio, qui
Merita, fidatevi, e non solo per il materiale impiegato che è , assai curiosamente, il feltro.

venerdì, giugno 06, 2008

ACC...


... che alla Marcia per il Clima e contro i rinnovati progetti di nuclare civile, che ci sarà domani a Milano, mi sa che non sarò in grado di andare.
Almeno la segnalo qui: parte alle 15 da San Babila, le info si possono chiedere qui: 06/86268304, marcia.clima@legambiente.eu

E, a parziale ammenda, voglio segnalare anche su questo blog - chè ne parlo anche sul bioblog di mentelocale, già - il Critical Garden, la guerrilla verde che si fa andando in giro di nottte con zappette e piantine, colonizzando gli spazi incolti e lanciando le bombe di semi. Qui ci sono le istruzioni, fra cui un pregevole appunto che dice "Scegliete un giorno in cui spioni e ficcanaso pronti a creare problemi non siano in vista e segnatelo sulla vostra agenda ", che mi sembra un accorgimento fondamentale.
Insomma, non sto a riscrivere tutto qui, però fra tante iniziative ecologiste questa appare fra le più divertenti - a parte, ovviamente, le arrampicate di Greenpeace, ma non siamo tutti così sportivoni - e varrebbe la pena di pensarci sul serio, che la prossima estate qualche obiettivo dovrà pur averlo, no?


Colonna silenziosa:
Imperialismi, Eric J.Hobsbawm, Rizzoli. Ne ho già parlato, sì, per citarne un pezzetto. Il libro è un bignanimo - ce n'è anche un altro più recente -dell'
Hobsbawm-pensiero sull'argomento che gli dà il titolo. Ed è lucido - anche se, ecco, la forma condensata non è che permetta proprio una comprensione profonda, ma insomma va bene - e quasi confortante, se non altro perchè ci si rende conto che Hobsbawm ha ragione quando dice che nella sua vita ha visto nascere e crollare un sacco di imperi. Lui ha 91 anni, si definisce l'unico storico che si dichiara ancora comunista, e della politica di Bush dice che non è "particolarmente sensata", con understatement tutto inglese visto che poi si capisce benissimo come la pensa. Merita i suoi 9 euri se non conoscete Hobsbawm, o anche se lo volete ripassare velocemente.

martedì, giugno 03, 2008

BRAVI, RAGAZZI!


Gliel'hanno vietato, e loro l'hanno fatto lo stesso. Lo striscione al Circo Massimo, davanti al vertice della FAO sulla fame nel mondo, è lungo 200 metri. Un metro per ogni morto per fame che rischia di aggiungersi ai quasi 900 milioni attuali. Sedicimila bambini al giorno, uno ogni 5 secondi.
La maggior parte di loro vive in Paesi che producono cibo: ma è cibo per noi. O, peggio, quello che per loro sarebbe cibo e che invece per noi diventa energia: i tanto strombazzati biocarburanti, quelli che dovrebbero contribuire a risolvere - secondo chi li produce con la volpe sotto l'ascella - il problema dei cambiamenti climatici. E, ovviamente, non è e non sarà così chè, anzi, i disastri legati al clima sono la terza concausa della "carestia", mentre la seconda sono le speculazioni finanziarie e le liberalizzazioni selvagge.
ActionAid ha organizzato un controvertice rispetto a quello di Roma proprio per denunciare una semplice verità: il cibo c'è per tutti, basterebbe cambiare alcune scelte politiche e smetterla di favorire le multinazionali per fermare questa vergognosa ecatombe.
La denuncia non basterà, ma a mio parere è davvero significativo che un'organizzazione nata con obiettivi soprattutto assistenziali abbia nel tempo precisato la propria azione, arrivando a prese di posizione che sono politiche nel senso migliore del termine, e laiche. Con la scelta di svolgere oggi la dimostrazione nonostante il veto del governo, ActionAid sembra sottolineare ancora di più quella che non è una scelta di schieramento, ma una scelta di campo: e credo che anche per noi sfiduciati questo sia un segnale interessante.
Qui, e consiglio vivamente di leggerlo chè è chiaro e fin sintetico, il dossier di ActionAid della campagna HungerFree.

OGNI GIORNO E' UN' AVVENTURA


Ecco, succede che io non ci vado dai vampiri. e neanche dai vulcani. e neanche in canoa sui fiumi. non che mi lamenti, chè insomma fra tutt'e tre non saprei cosa scegliere, neh? ma sta di fatto che sono qui, in compagnia di un uomo barbuto con Terribilissimo Raffreddore Probabilmente Letale e di un KGgB all'ultima settimana di scuola. Ma soprattutto in compagnia di una me stessa ferocemente scoglionata da mesi e mesi di Incomprensibili Dolori, chè insomma quando Stakanov ribadiva scandalizzato " ma non ha i piedi!" parlando ovviamente di Pistorius a me mi veniva da rispondergli " e chiamalo scemo."
Chè forse forse i piedi quasi me li terrei, o almeno uno, ma per un buon numero di altre parti la donna bionica mi pare un'ottima soluzione. So che anche il mio medico la approverebbe. Con un sospiro di sollievo.

Ma non dico tutto ciò per lasciarmi andare al vittimismo più nero, ohimè sigh e sob, ma per farmi perdonare i silenzi: chè anche in questo blog l'eccessiva specializzazione ha compromesso una più ricca visione olistica. Le robe femministe adesso vanno
qui, e quelle ecologiste qui, mentre le ricette (che , insomma, già non sono proprio il mio argomento, lo ammetto prima che me lo si faccia notare) mi sento in colpa se non le posto qui. Chin'chiinscì era rimasta la politica, ma prendetemi sul serio se vi dico che ora nel pensare a un post politico ora mi prende una qual certa nausea.
Se va avanti così, quindi, mi toccherà procurarmi l' orrore dei bloggers. Un Gatto, già. E vi riempirò di foto, prometto: il Gatto Che si Lecca la Zampina, il Gatto che Acchiappa la Farfalla, il Gatto che Dorme, il Gatto che Sbadiglia...
Forse così mi ucciderete, ponendo Pietosa Fine alle Mie Sofferenze.

venerdì, maggio 30, 2008

E' MICA ESTATE ?



Mezza comune-ty in vacanza, settimana prossima. E mi piacerebbe anche a me: potessi scegliere, andrei in vacanza nel corpo di qualcun altro, preferibilmente single.

mercoledì, maggio 28, 2008

GUFI DI BIBLIOTECA


Non è bellissimo? E' un assiolo, un gufo di piccole dimensioni, trovato per terra nel cortile di una scuola materna. ci dice il Corriere delle Alpi, e "salvato" da bambini e genitori. Che l'hanno rimesso su un ramo e via, non troppo felice della sua esperienza in mezzo agli umani, almeno a giudicare dalla faccia.

Notiziona, eh? Ma era troppo carino l'assiolo per non postarlo, chè qui coi gufi, si
sa, c'è tutta una simpatia.

E approfitto dei gufini per far tornare la colonna silenziosa di cui mi ero ovviamente dimenticata.
L'estate di San Martino, William D. Howells (ed. Fazi): va bene, solo a me può venire in mente di comprarlo, tanto più che sul risguardo c'è pure scritto, che l'autore era nato nel 1837. Voi lasciate stare, neh? che c'è una ragione (come minimo, ma son di più) se, nonostante abbia scritto una quarantina di romanzi e un sacco di altra roba, di Howells non ne sa più nulla nessuno.

La risata del '68, (ed. nottetempo): ecco, a questo invece i suoi otto euri dateglieli volentieri. Che mette insieme qualche paginetta di protagonisti di quegli anni, senza rigore nè scientificità nè altro nesso fra loro: ma proprio per quello la raccoltina che ne esce è fresca, spesso divertente e, soprattutto, in grado di restituirci almeno un pezzetto della straordinaria e allegramente confusa molteplicità di quel periodo.

Il mondo è un teatro, Bill Bryson (ed. Guanda). Bryson è un bravissimo scrittore di resoconti di viaggi, uno dei pochissimi che si lancino in descrizione comiche degli avvenimenti, e gioca soprattutto sulla propria autoironia. Non tutti i suoi libri sono allo stesso livello, anzi, e ce n'è anche uno insopportabilmente serio che si chiama Breve storia di (quasi) tutto: alla decima pagina l'ho restituito, mi è parso di una noia mortale. Insomma, a me Bryson mi ha sempre dato l'idea di uno che, avendo imbroccato una due-tre cose buone poi cerca di mantenere il proprio livello economico e la propria presenza senza andar troppo per il sottile. Magari mi sbaglio, però... Chè anche quest'ultimo titolo è davvero godibile fino a che si avverte il divertimento dello stesso Bryson, poi si comincia a pensare che qualche pagina in meno non avrebbe fatto male. Non che sia davvero noioso, no, è che sono 246 pagine per dire che di Shakespeare non si sa nulla di certo. Però, nel complesso, è un libro che si legge bene, pieno di notizie sul mondo in cui visse il Bardo e soprattutto sul teatro. Chi ne ha la passione non dovrebbe perderselo.

Avanti pop '68 , Riccardo Bertoncelli (ed Rizzoli, Bur). Citato da Guccini, mi si dice, è l'autore e il libro ha un cd allegato di canzoni politiche. Non io lo sto leggendo, come potrà immaginare chi mi conosce, ma l'uomobarbuto: e ogni tanto mi chiede se voglio sapere perchè Franco IV e Franco I si chiamavano così, oppure mi racconta della mitraglietta di Jimmy Fontana (giuro!) Insomma, ha le schede di sessantotto canzonette - senza offesa, neh? - ed è pieno di notizie assurde e totalmente inutili, una goduria per i veri appassionati. Anche se, diciamolo, il libro non manca di segnare un territorio generazionale: chè chi non gli scatta "col bene che ti voglio" alla parola "luglio" se lo gode un po' meno, già.

lunedì, maggio 26, 2008

MIO CUCCINO MIO CUCCINO


Mi è piaciuto un sacco, "Be kind rewind" che abbiamo visto l'altra sera, e spero che qualche altro comune-tario presente ne faccia la recensione, (chè ogni tanto si può anche parlare bene di qualcosa, neh, comune-ty?), chè io lo cito solo perchè uno dei due protagonisti va in giro con un colapasta sulla testa. Come i classici matti, già: infatti è convinto che "loro" ci stiano condizionando il pensiero attraverso le microonde e che si debba almeno provare a schermarle, per resistere alla pressione omologante che esercitano su di noi.

"(...) Queste considerazioni ci offrono una chiave di lettura per comprendere lacrescente pressione esercitata sui media: proprio perchè riveste una così grande importanza, l'opinione pubblica è infatti sottoposta a enormi manipolazioni. Durante la prima Guerra del Golfo (1990-91) si tentò di evitare che si ripetesse la situazione del Vietnam, impedendo ai media di avvicinarsi alle zone d'azione. Questi sforzi non ebbero però successo (...) La volontà di controllare i giornalisti non ha funzionato neppure durante l'ultima guerra in Iraq, così che in futuro la tendenza sarà probabilmente quella di trovare metodi più efficaci, che potrebbero assumere la forma di una supervisione diretta, magari ricorrendo anche, come ultima risorsa, a strumenti di controllo tecnologico; ma, in ogni caso, l'alleanza fra i governi e i proprietari di di grandi network verrà sfruttata ancora più a fondo di quanto non accada con Fox News negli Stati Uniti o con Silvio Berlusconi in Italia."
E questo è Eric J. Hobsbawm, l'unico storico - come dice lui stesso con una certa ironia - ancora comunista, scrivendo nel 2003.

Se per caso vi capitasse di sentire un piddì che ha già condannato gli inquisiti di questi giorni senza distinzioni di sorta, o un amico di sinistra che ammette che con tutti questi stranieri la sicurezza è un vero problema, una dolce e tenera amica che in nome delle teorie non vede l'incremento delle azioni enel dopo l'annuncio del governo a favore delle costruzione delle centrali nucleari, un compagno preoccupato perchè la crisi alimentare è colpa dei cinesi-che-accidenti-se-vogliono-mangiare-tutti-come-noi e non delle multinazionali, un ecologista che si convince che, quindi, l'unica soluzione sono gli OGM che salveranno il pianeta dalla fame, un giornale considerato "liberal" che sostiene l'assoluta non-politicizzazione del raid nazi al Pigneto... Se ti scopri tu stesso a pensare che, in fondo, 'ste discariche di riffa o di raffa si dovranno pur fare, che i mendicanti in fondo, diciamolo, è vero che danno fastidio, che i rom potrebbero comunque lavarsi
ecco, mi raccomando: che lo scolapasta sia robusto, e tienilo su anche la notte.

Che questo è solo l'inizio.

sabato, maggio 24, 2008

FINALMENTE


....e speriamo che almeno un po' sia utile:
I MEDIA RISPETTINO IL POPOLO ROM Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d'informazione riguardante il tema dell'immigrazione. Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali - come popolo - sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società. Purtroppo l'enfasi e le distorsioni di questo ultimo periodo sono solo l'epilogo di un processo che va avanti da anni, con il mondo dell'informazione e la politica inclini a offrire un caprio espiatorio al malessere italiano. Singoli episodi di cronaca nera sono stati enfatizzati e attribuiti a un intero popolo; vecchi e assurdi stereotipi sono stati riproposti senza alcuno spirito critico e senza un'analisi reale dei fatti. Il popolo rom è storicamente soggetto, in tutta Europa, a discriminazione ed emarginazione, e il nostro paese è stato più volte criticato dagli organismi internazionali per la sua incapacità di tutelare la minoranza rom e di garantire a tutti i diritti civili sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Siamo molto preoccupati, perché i mezzi di informazione rischiano di svolgere un ruolo attivo nel fomentare diffidenza e xenofobia sia verso i rom sia verso gli stranieri residenti nel nostro paese. Alcuni lo stanno già facendo, a volte con modalità inquietanti che evocano le prime pagine dei quotidiani italiani degli anni Trenta, quando si costruiva il "nemico" - ebrei, zingari, dissidenti - preparando il terreno culturale che ha permesso le leggi razziali del 1938 e l'uccisione di centinaia di migliaia di rom nei campi di sterminio nazisti. Invitiamo i colleghi giornalisti allo scrupoloso rispetto delle regole deontologiche e alla massima attenzione affinché non si ripetano episodi di discriminazione. Chiediamo all'Ordine dei giornalisti di rivolgere un analogo invito a tutta la categoria. Ai cittadini ricordiamo l'opportunità di segnalare alle redazioni e all'Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all'odio razziale riscontrato nei media. 22 maggio 2008 (per aderire: http://www.giornalismi.info/mediarom/) Promotori: Lorenzo Guadagnucci, giornalista Firenze (3803906573) Beatrice Montini, giornalista Firenze (3391618039) Zenone Sovilla, giornalista Trento (3479305530)


Guadagnucci, come si sa, è il giornalista picchiato alla Diaz durante il G8 di Genova: il suo blog, dove ci si occupa di diritti umani e civili e quindi delle avvilenti e bieche misure che stanno passando in questi giorni, è qui
Quanto all'appello, nel testo che invita all'adesione si specifica che è rivolto principalmente ai giornalisti, e mi sembra giusto: anche il contarsi e l'esporsi di questi tempi hanno senso.
Nella mail che accompagnava la diffusione dell'appello, l'invito all'aedsione è esteso a tutti, ma a me sembra che sia forse più importante aderire all'invito di "segnalare senza indugio alle redazioni e all'Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all'odio razziale riscontrato nei media."
Fatelo, fatelo davvero: i numeri delle sedi cittadine dell'Ordine dei Giornalisti sono sull'elenco, e può essere utile.



martedì, maggio 20, 2008

MI MODERO DA ME...


... e non vi infliggo il replay del mio post odierno sul blog di www.mentelocale.it.  Però lo segnalo, chè una volta tanto non parla di tisane o riciclaggio, ma affronta il tema dell'ambientalismo di destra. Be', ecco, su questo blog ne avrei scritto in termini e linguaggio diversi, ma anche lì quello che conta c'è. E mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano sia la Comune-ty sia la discretissima compagine dei miei silenziosi lettori. Perciò, se volete, è qua.

lunedì, maggio 19, 2008

MACKIE MESSER O' GUAGLIONE


Seguo la traccia lasciata dall'amicaE. verso il suo nuovo guru, e leggo così un po' di post che meritano assai, per tono e contenuti, sul tema dell'ondata xenofoba e delle sue cause vere e presunte.

Se ne era già parlato, con accenti e argomenti diversi, sui blog della Comune-ty e io mi ero astenuta volentieri: registrare quanto sia cambiato l'atteggiamento mentale nei confronti dello "straniero" (inteso genericamente ma sempre declinato nello specifico: non sono razzista ma i cinesi, ma gli extracomunitari, ma soprattutto i rom e i rumeni, che ormai fanno tutt'uno contro ogni verità storica e geografica) anche da parte di persone insospettabili, è triste.
Vecchi - in senso anagrafico e politico - militanti di sinistra che si accodano convinti alla dichiarazione "non se ne può più" ce n'è per così, mentre i loro giovani eredi spesso non si pongono neppure il problema di ragionare in modo diverso. E ciò che a me fa più impressione non è tanto la caduta verticale di una cultura di solidarietà e accoglienza - che, comunque, non è che ci sia stata mai tantissimo: è di ieri lo stesso razzismo verso i meridionali, non dimentichiamolo - quanto una diffusa incapacità di andare oltre la superficie delle cose. Anche da parte di chi, lo ripeto, su altri aspetti della vita sociale e politica è ancora disposto a cercare ragioni e motivi.

Qui prevale invece la peggiore e la più subdola delle voci della destra, quella che recita "siamo stati troppo buoni": e noi, o almeno molti di noi, ci crediamo e lo ripetiamo. Poi, basta pensarci un attimo, fare un paio di domande, e si scopre, per esempio che il problema non è se a commettere un reato sia stato un italiano o un venusiano: il problema è che chi lo ha commesso, giudicato colpevole e condannato, è di nuovo in giro.
Senza nessuna struttura d'appoggio, senza efficaci controlli, senza che nessuno ne sappia niente e/o possa prevenire altri reati. Com'è noto, la certezza del diritto in Italia è una bella frase, che fa gridare al miracolo quando per caso riveste un contenuto: chè in genere, infatti, non è così.
E allora, forse, almeno una parte del problema è questa - si tenta di ragionare con chi ragionare non vuole più. Ma lasciarsi andare a credere che siamo stati troppo buoni gratifica sul passato e assolve sul presente.

Come già ampiamente dimostrato in altri casi, nessuno è più bravo della sinistra a martellarsi i suoi stessi denti: e che in questo caso ci vadano di mezzo anche altri non induce i bravi compagni a cambiare metodo. Siamo stati troppo buoni, già: e poi si scopre - santa UE - che siamo così buoni che in nessun altro paese europeo i nomadi (che nomadi non sono più, ma semplice minoranza etnica) stanno peggio che da noi.
E se me la prendo con queste persone - che forse non sono la maggioranza assoluta, ma per esempio qui sono tante, troppe - invece che con la destra che cavalca questi temi in modo ben peggiore, è perchè mi pare che forse quello che tocca a chi mantiene la lucidità sia proprio di provare ad arginare questo autolesionismo del popolo di sinistra. Anche, e soprattutto, quello che ha appena dato il voto alla Lega.
Per fare questo abbiamo bisogno di dati ed argomenti: oltre a quelli raccolti dal guru di cui sopra, non perdetevi il rapporto fatto dalla tosta Vittoria Mohacsi, l'eurodeputato rom che è venuta a visitare gli accampamenti e che denuncerà a Bruxelles la troppa bontà degli italiani: bambini rom spariti nel nulla - i loro bambini, non i "nostri" - pestaggi da parte dei poliziotti e altre amenità.
Senza contare, e ditelo a tutti appena vi capita, 250 milioni di euro (!) che sono stati ottenuti già da altri paesi per progetti di integrazione dei rom, e che l'Italia non ha mai richiesto.
Ma capire il perchè non è difficile: chi glielo dice alla donna napoletana del filmato? No, non quella grassa e manesca, un'altra: che dà, come ragione per cacciare via i nomadi, questa: "Facciamo già schifo noi, se ce stanno pure loro...." "Insomma, una guerra tra poveri" fa notare la cronista. "Eh, sì, 'na guerra tra poveri!" Come dire, brava che hai azzeccato la definizione, ma che c'è di strano?
Puro Brecht. Ma il sangue non è succo di pomodoro.

TIE'


non per fare la scianca, neh, ma in corteo a Milano, per difendere la 194 e dintorni, eravamo 100.000.