mercoledì, gennaio 05, 2011

CACCIATORI E CACCIATI

Nella città ferragostana, vuota di genti e brillante di sole, gennaio pareva solo uno scherzo, finchè quel bastardo refolo di tramontana non passava via a morderti le orecchie. 
Niente camminata oggi, nè spiaggetta: la Befana è entrata in azione, pur mentre la malura influenzale imperversa e colpisce anche la Nessie e il KGgB. Conciliare la caccia alla calza con quella al cibo ha richiesto, ahimè, la macchina.



In compenso, ci fa buon sangue la giusta rivincita di Greenpeace su altri tipi di cacciatori: quelli di balene, fin più bastardi della tramontana. Che, si è scoperto, corrompevano i 
funzionari giapponesi chiamati a certificare lo "scopo scientifico" della caccia, con tagli di carne di balena del valore di circa 3000 dollari. Questo articolo apparso sulla Stampa illustra bene tutta la questione e le perplessità sollevate dall'insistenza del Giappone sulla caccia alle balene: ma se è vero che ormai nessuno ne mangia più la carne, perchè vale ancora così tanto? 
Non è l'unico dubbio paradossale su merci e risorse: senza sforzarmi troppo, per esempio mi viene in mente
- se il petrolio scarseggia e costa sempre di più, perchè mai aumentano a dismisura i vestiti in fibra sintetica?
- se la lana è stata brutalmente deprezzata - e i pastori sardi ne sanno qualcosa - perchè non si trova più neppure un maglione di lana?
- se l'acqua sta diventando un bene prezioso, com'è che non c'è più un centro estetico senza il suo bell'hammam?


E via di seguito. Ma per adesso contentiamoci di sapere che Greenpeace ha vinto una battaglia.

1 commento:

Tommi ha detto...

...quello della lana e del poliestere è un bel mistero davvero... Non ci avevo mai fatto caso...