giovedì, novembre 08, 2007

BUON ANNIVERSARIO ?


Ecco, la verità è che non ci ho tanta voglia di discutere. E perciò forse ho fatto male a inserire il post sul nucleare che ha scatenato quanto meno i due fisici della comune-ty, il che mi porta a replicare almeno un po'.
E lo faccio, giusto quel po', prendendo spunto da uno sciaìni che dice "suole di cuoio scivolare".

Sì, ricordo di aver parlato della suole in gomma, e di come non si possa chiedere un paio di scarpe con suola in cuoio senza sentirsi magnificare i vantaggi della suola in gomma, escogitata a tutela della nostra sicurezza e del nostro confort.
Ora, io penso che i venditori di scarpe sia "gente che ne sa", di scarpe. Però, da quando imperversano le suole in gomma (che fino a una quindicina di anni fa erano riservate alle scarpe sportive, e basta) non si sente più nessun venditore di scarpe ammettere i vantaggi della suola in cuoio: che non vuol dire negarne gli svantaggi, ma semplicemente ammettere che la suola in gomma non è una panacea. E, nonostante la sapienza in materia, non mi è mai più capitato di sentire dire che alcuni degli svantaggi delle suole in cuoio sono facilmente superabili, e come ( per il lettore dello sciaìni lo dico io: i maggiori rischi si evitano grattando con un po' di carta vetrata le suole prima di indossare le scarpe per la prima volta).

Io non credo che tutti i venditori di scarpe siano perversi mentitori: alcuni forse non capiranno e non sapranno davvero più in là di così dal loro naso - che la sempre più estrema e superficiale frammentazione del sapere è uno dei guai del nostro tempo - altri si saranno dimenticati ciò che pur sapevano, altri ancora troveranno inutile parlarne, o controproducente ammettere i vantaggi di ciò che ormai è merce rara. Insomma, io credo che semplicemente facciano il loro mestiere. Però loro mi guardano lo stesso con fastidio: come oso mettere in dubbio la suola di gomma? E perchè? E quando faccio notare che ci sono pavimentazioni, anche stradali, su cui si scivola molto di più con la gomma che con il cuoio vedo comparire lo sguardo vacuo che si riserva ai rompicoglioni.

Non c'è dubbio che i fisici e ogni altra categoria di gente coinvolta, nella pratica o nella teoria, nel nucleare per uso civile
ne sappia "di più" di un profano. Ma, sulle centrali come su mille altri aspetti, il problema è quello della neutralità della scienza e dei dati: se è vero che nell'acqua minerale c'è più radioattività che nell'uranio impoverito, com'è che i militari venuti in contatto con quest'ultimo sono morti? O forse sono morti anche i bevitori di quell'acqua minerale e nessuno lo sa? Ma, se è così, perchè nessuno lo sa? E, se anche fosse vero, sostenere questo argomento non è come dichiarare che chi abita nel Ponente cittadino, notoriamente più a rischio inquinamento del Levante, tanto vale che si scoppi venti Lucky Strike al giorno? Qual è la pagliuzza che viene rimproverata agli antinucleari e qual è la trave?


Purtroppo è vero, e non riguarda solo le fonti energetiche ma il cibo, l'acqua, l'aria, il tempo libero ecc., che viviamo in un mondo in cui è sempre più difficile fare scelte in cui la nostra salute sia non tanto "tutelata" quanto garantita contro chi se ne strafotte in nome del profitto. Che, se vi piace di più, si può chiamare "libero mercato", "progresso", "sviluppo", "concorrenza" ecc.

Ed è talmente difficile che si è sempre più tentati di credere agli "esperti", dimenticando che ciò che ci ha portato a questo punto è esattamente la combinazione tra un sapere specialistico incapace di valutare l'ampio raggio delle azioni e chi ha voluto e saputo sfruttare a proprio vantaggio questo sapere monco.

Io penso che sia difficile, oggi, anche fare un qualsiasi mestiere senza dimenticare di avere una coscienza: dal fisico al giornalista, dalla maestra all'impiegato, "nuovi" problemi morali ci aspettano spesso al varco di un'etica ancora in buona parte da costruire. E a volte ci tocca vendere scarpe fingendo di ignorare l'esistenza del cuoio. Però credo che almeno un lusso dobbiamo concedercelo, ed è quello di rifiutarci di credere, acriticamente, a quelle "verità" che ci mettono a posto la coscienza laddove non siamo del tutto certi che a posto possa esserlo. Concediamoci il lusso di pensare, di approfondire, di ipotizzare che possiamo avere torto. Di non nasconderci dietro a paroloni, chè oggi è La Scienza come ieri era La Patria. Di chiederci se avremmo voglia, per esempio, di sentirci corresponsabili di un'altra Chernobyl: chè, per quanto si parli di travi e pagliuzze, nessuno può dire - ovviamente - che un'altra Chernobyl sia impossibile. E se oggi è facile dire "bof, colpa dei russi...", vuoi mettere come sarebbe ancor più facile, domani, dire "bof, colpa dei soliti italiani..."?

E penso che almeno nelle grandi questioni non si possa prescindere da un ragionamento critico che nella sua semplicità è pur sempre valido: dati due schieramenti contrapposti, qual è quello che ci guadagna di più in caso di sconfitta dell'altro? Dove, naturalmente, per guadagno si intendono i banali, sonanti dobloni. Ecco, se fra le due parti ce n'è una che guadagnerebbe di più in modo consistente io, perdonate questo ragionare con la zappa, tenderei a diffidare di quello lì. Il che non vuol dire che lì per forza stia il torto, ma insomma se si parla di pagliuzze e di travi, non dimenticherei il cammello e l'ago.

In ogni caso,
qui chi ne ha voglia può trovare le argomentazioni sulla non convenienza economica del nucleare civile.


Oggi, anniversario del referendum che portò l'Italia a de-nuclearizzarsi, un sit-in davant a Montecitorio ha protestato contro gli investimenti italiani nel nucleare nell'Europa dell'Est: "Un sit in promosso dalla Campagna Stacca la spina per ricordare tale ricorrenza e per dire no agli investimenti dell’ENEL nel nucleare in Bulgaria e Slovacchia. Investimenti pericolosi, che ammontano a circa nove miliardi di euro, e che sono destinati alla costruzione di impianti nucleari basati su una tecnologia sovietica, a forte rischio per la popolazione e per l’ambiente.
Il nucleare non può essere una soluzione, per questo gli attivisti chiederanno al governo (che possiede il 30% dell’ENEL) e alla stessa ENEL di convertire gli investimenti dal nucleare alla ricerca e allo sfruttamento delle energie rinnovabili, per cui attualmente sono previsti fondi nettamente inferiori a quelli programmati per il nucleare."
Chi vuol firmare l'appello contro gli investimenti Enel può farlo
qui.

3 commenti:

paolino ha detto...

Un commento lo stavo facendo. Poi è venuto troppo lungo e allora è diventato un post dame.

paolino ha detto...

Ah, a proposito, grazie per la personalizzazione postuma del post, sui rischi di vivere a ponente ;) :P

e.talpa ha detto...

ahi ahi, strega!
nn ci avevo nessuna intenzione di partecipare al dibattito, ma a ridacchiare in seconda fila mi diverto così tanto, che son andato a farlo da paolino ;P