
... una volta tanto lo costruissimo noi, un muro? Ci chiudiamo dentro qui, quatti quatti, senza dir niente a nessuno.
Ci chiudiamo dentro anche con la Marta, che d'ora in poi fare gli schizzinosi diventa più difficile e nell'isolamento sarà più facile per l'amicae. darle qualche consiglio in fatto di camicie e capelli. Ci chiudiamo dentro anche con chi, qui, ha votato lega: che la maggior parte, qui, sono confusi nella mente e mica poco, ma forse con un bel muro intorno riusciamo a salvarli dal peggio.
All'inizio, sì, all'inizio magari possiamo chiuderci dentro con tutti quanti, facciamo che siamo zeneizi e basta, nè sampdoriani nè rifonda, così ci cascano tutti: mugugnando, ma ci cascano. Chè se qualcosa dà fastidio ai genovesi sono i foresti, si sa. Qualcuno che ci piace, gli amicici nostri di provata fede, li facciamo entrare di straforo e ci organizziamo così, magari con qualche sortita ogni tanto, ma discreta, senza dirlo a nessuno.
E poi, pian piano, quando i zeneizi si saranno abituati - e non ci vorrà molto, la chiusura ce l'hanno nel dna - casualmente qualcuno rotolerà fuori dal muro: il genialebeppegrillo, per dire uno degli artefici nascosti di questo gran successone politico. Il cardinaldellavergogna, per dirne un altro idem.
E scommetto che se ci mettiamo in casa della nessie con ognuno un

E voglio vedere chi riuscirebbe a rientrare, a farsi aprire la porta dalla famosa ospitalità genovese.
Ecco, ognuno può immaginarsi il particolare che gli piace di più: gli sberleffi dall'alto delle mura, la porticina segreta per accogliere i fuoriusciti romani, i tunnel nascosti di comunicazione con i resistenti di altre città... E noi dentro che pensiamo alle aiuole, a trasformare il Carmine in Montmartre, che cantiamo Bella ciao al ponte monumentale, che compriamo gli aromi arabi nella più vecchia drogheria dei vicoli. La Stalingrado d'Italia: un po' acciaccata anche lei, già, ma - come dicono quelli che i muri gli piacciono - con un bel muro si limitano i danni, no?