sabato, marzo 27, 2010

APPELLO



Vorrei, a volte, vivere in un Paese normale. A dir la verità, quasi sempre. Ma a volte di più.
Un Paese dove, per esempio, si possa organizzare la domenica contemplando l'ipotesi di non andare a votare: se facciamo tardi tornando, se abbiamo voglia di dormire, se stiamo in vacanza un giorno di più, ecco, vabbe', magari non ci andiamo. Non è tanto una bella cosa ma, via, si può fare.
Vorrei vivere in un Paese in cui andare a votare è un gesto di normale democrazia, non il gesto che può fare la differenza per la democrazia.
Vorrei vivere in un Paese in cui "emergenza democratica" sia un termine sconosciuto, incomprensibile.
Vorrei vivere in un Paese in cui perfino i peggiori xenofobi, polizieschi e corrotti reazionari rispettano le strutture della democrazia - che, non dimentichiamolo, è la "loro" democrazia, non quella che piacerebbe a noi, ma almeno...
Vorrei vivere in un Paese in cui le bombe prima delle elezioni sono una preoccupante anomalia.
Vorrei vivere in un Paese in cui far politica possa essere una scelta come un'altra, una strada fra le tante, e non l'obbligo morale di opporsi alla barbarie più nera.
Vorrei vivere in un Paese in cui non si possono assumere cinquecento persone con metodi clientelari, nè offendere gli avversari politici in base al loro aspetto fisico, nè pretendere ringraziamenti per aver costruito una casa a un terremotato, nè sottrarsi ai processi, nè falsare leggi e regole, nè... ok, avete capito.
Magari pensate che quel Paese non c'è. Neanch'io sono sicura che ce ne sia uno che assomma queste piccole virtù, tutte insieme.
Ma a noi ci tocca quello che assomma la mancanza di tutte queste virtù, più la mancanza di altre ancora, e quante.
E solo a pensare a quel sorriso di denti falsi (no, non lo troverete sul mio blog, giammai) dopo le elezioni, mi viene male. Mi vien da dirvi che, piuttosto che niente, vi
abbraccerei anche se votaste Casini (ma attenti a non fare confusione, che il Signor Banderuola sta un po' di qua e un po' di là)
Poi mi riscuoto: no, non vi abbraccerei.
Ma un mezzo sorriso potrei farvelo: non importa se i gatti sono bianchi o neri, l'importante è che prendano i topi.
Caro presidente, timoniere di un tempo che fu, a volte è proprio vero. Purtroppo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l'isola che non c'è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

Riconoscibilmente anonimo ha detto...

Mi piacerebbe un mondo, il tuo Paese, neh? Da queste parti però sembra che il vento stia girando ancora più dalla parte sbagliata. Sperem...

lastreganocciola ha detto...

R.A.@: appunto, neh?... (oggi, mercoledì)

lastreganocciola ha detto...

Ma, anonimo che sei davvero anonimo@: grazie.