giovedì, marzo 19, 2009

DI SCRITTURA E ALTRE MERAVIGLIE


L'amicae. si chiede cosa vuol dire rotondo, scitturalmente parlando, e intanto fa i suoi bravi esercizi di creatività, con il molo e i pennarelli.
Allora, ecco, io della scrittura ne ho fatto un mestiere: questo non vuol dire affatto che io ne capisca, però per forza qualcosa in proposito mi è venuto in mente.
Per cominciare,
rotondo secondo me è un po' come il gusto del vino: tenuto conto che non capisco nulla neanche di vini, direi che è qualcosa che ti riempie con soddisfazione il gusto, che ti fa sentire appagato.
Nel post dell'amicae., la scrittura rotonda è contrapposta al periodare breve: non credo che siano necessariamente in opposizione, ma certo con le frasi brevi è più difficile far sentire appagato chi legge, e forse anche chi scrive.
Il periodare breve, che oggi va per la maggiore, ha un sacco di vantaggi: è incisivo, veloce, si scrive e si segue più facilmente, si presta con molta più elasticità a "cambiamenti di stile" anche all'interno dello stesso brano (una frase descrittiva di sette parole non forma un contrasto stridente con una successiva in tono colloquiale, mentre due analoghi periodi più lunghi e complessi vanno accostati con prudenza decisamente maggiore) e, non ultimo, è più adeguato al ritmo della vita qual è oggi. O, meglio, a quello che vogliono farci credere sia il ritmo "giusto" della vita, e questo è tutto un altro discorso: ma le cose "lente" sono considerate, ormai per definizione, brutte e pesanti. Con qualche eccezione tipo Sting, forse, ma insomma.


La scrittura, in verità, non è - non dovrebbe mai essere - veloce: si può scrivere di getto e fortunato chi riesce a farlo bene, ma la rifinitura deve comunque essere minuziosa, precisa, "lenta". Le parole hanno bisogno di tempo per sembrare, a chi le scrive, qualcosa da leggere: e di nuovo viene spontaneo il paragone con il vino, che deve farsi e poi star quieto sennò fatto non è.
Per questo sono belli i blog che non richiedono correzioni, ripensamenti, rifiniture: hanno tolto la scrittura dal regno del "dev'essere" e l'hanno portata nel qui e ora.
Ma, attenzione, i blog non sono Scrittura: possono essere esercizi, documenti, forme espressive anche stupende. Possono essere racconti, così come lo erano un tempo le fiabe e le ballate dei cantastorie: ma quando si vuole tradurli in un libro (che è la forma che ancora diamo alla Parola Scritta, quella vera, anche se è un e-book) bisogna mettersi lì e lavorare di lima. Provate a leggere un blog, uno qualsiasi, tutto di seguito, come se fosse un libro: dopo un po' la noia mortale vi assalirà.
Allora, ecco: nei blog, proprio perchè non sono libro, il periodare breve ci sta bene, così come ci sta bene un giusto turpiloquio, le frasi monche, quelle gergali, i dialoghi surreali. Nessuno di questi è necessario, ma tutti contribuiscono a fare del blog, appunto, un blog: non solo nei contenuti ma anche e soprattutto nella forma, che secondo me è bellissima, nuova e stimolante.
E produce risultati strabilianti di cui la comune-ty è un esempio bellissimo, con il suo ventaglio di stili molto diversi fra loro e ognuno efficacissimo.
Però, si è detto, la Scrittura può, deve, essere altro. L'italiano, in particolare, non si esprime al suo meglio nella frasi brevi: è una bellissima lingua se usata in tutto quel suo contorcersi fra subordinate, coordinate e secondarie in genere che ne rendono così ardua l'analisi logica alle medie. Forse dico una scemenza chè mai ci ho pensato prima d'ora, ma neppure i dialetti italiani si esprimono per frasi brevi: basta pensare a com'è articolato, e ricco, un discorso in napoletano, una descrizione in lombardo, un insulto in veneto. I liguri, forse, fanno eccezione: ma, appunto, confermano.
Però non è solo questione di nazionalità, di radici, ovviamente: sono tanti gli scrittori che hanno un periodare ricco (non solo
Mailer che ignorava l'esistenza del punto così come di ogni altro limite) e, anzi, sono la maggior parte. Un periodare più lungo, un ritmo più disteso di per sè non fanno una scrittura rotonda, ma certo ci provano già con più credibilità di un insieme di frasi a singhiozzo. Che sarà difficile possano rotolare con piacere sulla lingua, lasciandosi assaporare, pronte a un ripiglio di gusto se appena si fa caso a quel sapore secondario, adatte a lasciarsi dietro quel retrogusto particolare... salvo che tutto ciò succede nel cervello e non nel palato.
E poi, ancora, bisognerebbe distinguere tra lo Scrivere e il Narrare, ad esempio, e provare a capire quale delle due cose si ha più voglia di fare: distinzione un po' capziosa, forse, ma che con la scrittura rotonda ha a che fare, chè essa cambia anche a seconda del ruolo. Ma lasciamolo per un'altra volta, va'.


4 commenti:

e. ha detto...

Strega, se un genio, ho capito! Ho capito...!
E ho capito anche delle altre cose, cristosanto, non posso scrivere qui. Hai ragione.
(Qui sono in ufficio, per la cronaca)
Lampadine e lampadine che mi si accendono nel cervello sul mio modo di scrivere e di vivere, in generale.
Vedrai la storia della mattonella, ah se la vedrai.
E anche ti sei meritata una menzione d'onore nel mio elenco degli angeli che aiutano la mia creatività. Tuo-angelo-senza-ritorno!
Grazie, grazie!!!!!

lastreganocciola ha detto...

urgh, che lusingazione :-)))! aspetto con ansia la storia della mattonella.

amber ha detto...

ho capito! è come quando la maestra di canto mi chiede se so riconoscere qual è la mia vera voce, ecco. e la scrittura funziona allo stesso modo. questa qui non è la mia. e non è neanche quella dei temi a scuola, che io per un sacco di tempo ho pensato ci fosse solo quella. grazie, strega, potrei partire proprio da qui, potrebbe essere più salutare che l'ortica :D

lastreganocciola ha detto...

be', sarebbe davvero bello, compagnamber, che tu riuscissi a farlo. che il brutto della scuola è proprio l'insegnarti le cose come se fossero le uniche possibili (vale anche per la matematica, mi dicono, figurati per la scrittura) . Ma se per "questa qui" intendi anche quella che usi sul blog, sono d'accordo che non è la tua, ma sta' attenta a non buttare il bambino insieme all'acqua sporca. Che ogni volta che ti leggo penso che sei brava - e puoi migliorare anche perchè hai diciott'anni, ricordatelo ogni tanto :-)