Così diceva il nonno dello gnomodemivida allo zio dello stesso, quando si incontravano: e da lì cominciavano a parlare in ungherese. Non si sa, quindi, se i wiz erano gli stessi che oggi racconta Moni Ovadia, o più probabilmente aneddotti e storielle di vita vissuta e arguzia tradizionale.
Io, peccato per voi lettori, non ce l'ho uno nuovo wiz, ma appunto solo uno di quelli di Moni Ovadia: però mi serve di raccontarvelo, e perdonate se glisso sulla pronuncia yiddish e se cito a memoria, senza copiare.
C'è dunque quest'uomo poverissimo, il solito Moishele, che con moglie e una pletora di figli abita in una miserabile stamberga dove non c'è posto per nulla - e non sarebbe un problema, dato che non hanno nulla - ma soprattutto per nessuno: vivono tutti ammassati, tentando tuttavia di mantenere un certo decoro. Ma un giorno, il suocero muore: e dove può andare la suocera, rimasta sola, se non in casa della figlia? Tutti si stringono per fare posto alla suocera, e altrettanto succede quando il destino vuole che debbano accoglire anche una nipote rimasta orfana.
La casa scoppia, non ci sono nè sedie nè letti per tutti, e quando tutti sono dentro casa alcuni devono stare in piedi, che neppure sul pavimento ci sarebbe posto se volessero sedersi.
Moishele, disperato, si rivolge al rabbino:"Cosa devo fare, o rabbino? Non è più una casa, quella, non ci possiamo più stare in quelle condizioni!" "Compra una capra" consiglia molto serio il rabbino. "Una capra??? E dove io metto una capra??? Sei impazzito, rabbino? " " Tu dà retta, tu porta a casa la capra e presto mi ringrazierai. "
Il pover'uomo si rassegna e compra una capra: molto magra, ma pur sempre capra, che occupa il suo spazio in mezzo alla stanza principale e spinge pure se qualcuno le sta troppo addosso. Dopo un mese di quella vita, l'uomo torna dal rabbino, quasi piangendo:"Rabbino, dimmelo tu cosa devo fare... io ho comprato la capra, la capra vive con noi, ma noi non viviamo più. Non solo lei occupa spazio, ma puzza e mangia tutto, anche le tovaglia del sabato, quella miscredente! Rabbino, rabbino, come posso vivere così?" "Hai ragione, sai - riflette il rabbino - dovresti prorprio vendere quella capra... " L'uomo non se lo fa dire due volte, corre a casa, acchiappa la capra e la porta al mercato, vendendola ovviamente per pochissimo purchè subito.Dopo un paio di mesi, l'uomo e il rabbino si incontrano: "Ohi, Moisehle! Come va?" chiede il rabbino.
"Rabbinuccio mio, che stupendo consiglio mi hai dato: da quando non c'è più la capra, sapessi come stiamo bene a casa.... Ah, che spazio, come stiamo tutti belli larghi...! Grazie, rabbino, davvero grazie!"
Ecco, anch'io oggi sono riuscita a cacciar via la capra, e non mi par vero di stare così bene...