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mercoledì, agosto 25, 2010

LETTURE SERALI ALLA ROCCA


ASTUZIA DEL CONTRABBANDIERE
Un macellaio genovese aveva escogitato un ingegnoso trucco per contrabbandare la carne. I dazieri di Genova da tempo vedevano entrare in città una lussuosa macchina pilotata da un autista in livrea. Dietro se ne stava un signore, sempre in abito grigio, con in testa un cappello floscio. Sulle gambe portava una leggera coperta. La frequenza dei viaggi mise in sospetto le guardie che un giorno fermarono l'auto. Un daziere tolse il cappello al signore immobile e scoprì che la testa era di plastica e che sotto l'abito si nascondeva mezzo vitello.

La Domenica del Corriere, 28 agosto 1960

giovedì, agosto 30, 2007

L'UNTORE

Leggere è una malattia. Ha connotati nobili, circondati da rispetto nonchè da diffidenza, ma è una malattia, un vizio. Non dissimile dal gioco d'azzardo o dalla sindrome di casanova, chè porta tal quale a dilapidare patrimoni: vero, che volendo, ci sono le biblioteche e il bookcrossing
ma chi ha contratto il morbo nella prima infanzia - e per quasi tutti i malati è così - vedrà queste due risorse come semplici aggiunte. perchè il vero costo dei libri non è quello dei volumi, che già non scherza, ma quello del posto in cui tenerli. anche se, diceva Umberto Eco, si può essere fortunati e incappare in quelle case tutte corridoio lungo e stretto che nessun altro vuole. Ma di solito non capita, i libri si spandono per tutta la casa e la casa istessa non basta mai, chè l'aumentare dell'età è direttamente proporzionale al numero dei libri. E neppure, chè i libri aumentano ben più in fretta degli anni.

La patologia però non viene riconosciuta e non ci sono sovvenzioni statali per i Grandi Lettori e neanche Pubblicità Progresso che incoraggino gli altri a non trattarli da diversi. Tocca perciò spesso giustificarsi, sopratutto in questo nostro paese in cui la carta stampata ha perso il suo ruolo principe con l'avvento dei sacchetti di plastica, chè altrettanto Grande del lettore è il diffuso pregiudizio che egli "se la tiri". Alla domanda incredula "ma li hai letti tutti?" che spesso segue il rendersi conto di quante sono le librerie in casa nostra, i primi tempi rispondevo ingenuamente di sì. Ora cincischio, la butto sul ridere, arrossisco e infine mi rifugio nella mezza verità: "Proprio tutti, no." Non ho letto i vocabolari, non ho letto tutti i gialli, non ho sconfinato se non sporadicamente negli altrui territori di caccia (canzonette, resistenza, autori sudamericani) e... ah, già, non ho letto neanche tutte le guide turistiche. Ma poi mi ricordo di un'argomentazione inoppugnabile:"E' il mio lavoro, sai." Che non è vero, c'è un sacco di gente che scrive e non legge, ma chi non scrive non lo sa. E se è per lavoro mi si perdona, se sei obbligata...
Così, spero che anche il limitatissimo numero di lettori del mio blog mi perdonerà se la mia malattia richiede un nuovo tributo, chè come tutti i virus anche quello della lettura spinge il suo portatore al contagio: chè, forte del successo dei Kurt presso la Talpa ho pensato di aggiungere in fondo ad ogni post le mie letture di quel momento. Senza infingimenti - se sto leggendo "La giovane mamma strafatta di coca alla conquista del miliardario" lo saprete, benchè non ci sia da vantarsene - e , quando si dà il caso, anche con l'indicazione "a chi può piacere", nella comune-ty o altrove. Dopotutto, c'è pieno di blog con la colonna sonora, io metto la colonna silenziosa. E se qualcuno vorrà chiedermi qualcosa di più sui libri che cito, sappia fin d'ora che avrà la riconoscenza eterna del virus.

Sto leggendo in questo momento:
"Storia naturale dei giganti" di Ermanno Cavazzoni, che può piacere a scientisti con il senso dell'ironia, ma anche agli appassionati di autori un po' fuori di testa, e a chi ama il fantastico. Insomma, merita.
"Come parlare di un libro senza averlo mai letto", di Pierre Bayard, che a dispetto del titolo è un saggio serio: sono solo al primo capitolo, in cui si dice una cosa che sembra ovvia ma ovvia non è.

lunedì, ottobre 16, 2006

EHI, NOI...


ehi, la vita ci trita, comune-ty? letto il post della gigi, non-letto il non-post del brother, visti i video della deborinah influenzata e della streganocciola (me ipse) scazzata... le uniche che resistono sono l'incrollabile nessie e l'innamorata (ma c'è chi dice melensa, indovinate chi: "bello anche, ma quant'è melenso!??!" e poi la amicae. la picchia in privato), ma anche quest'ultima aveva ceduto il post(o) a uno che mangia delikatessen con contorno di maso-macho, e insomma, tirate il fiato chè il periodo è quasi finito, insomma mi sono chiesta: non è che i primi tempi abbiamo volato alto alto e adesso ci abbiamo paura che il nostro alto quotidiano ci freghi un cazzo agli altri?
Chè bassi, fra tutti, non stiamo mai, ma per esempio io volevo scrivere un post dal titolo "perchè il principe azzurro non è giallo?" e poi mi sono detta: ma va', 'ste cose mi piacciono solo a me, e non l'ho scritto no. Perchè un blog è senza regole, così uno ci ha paura di sbagliare, è la sindrome dei troppi post(eggi) che è quando nello sterminato parcheggio vuoto vai a finire esattamente a metà fra due, sulle righe blu. Allora forse le cose più contano le abbiamo dette subito, e ora non ci abbiamo voglia di narrare i nostri scazzi quotidiani, chè secondo noi un blog dovrebbe essere meglio, sennò tanto vale la chat o meglio ancora il silenzio.
Però è brutto, un po', perchè io clicco sui nomini nella barra dei preferiti e vedo sempre le stesse cose e mi chiedo ma cosa starà macinando il brother, e perchè Gg non scrive una cosa piccina come quella della lucertola? Chè è vero che la vita ti trita, ma è anche vero che non bisogna essere intelligenti per forza, chè allora è meglio provare a esserlo in qualcos'altro che magari c'ha pure il copyright, o le lodi di Stallman.
Così, chè già l'ho fatta troppo lunga, quello che mi vien da dire è rilassiamoci un po', ognuno scrive le sue cazzate e pazienza se agli altri frega un cazzo, il bello è dirle qua, metterle in comune. E magari anche lasciare un commento ogni tanto, anche solo una faccina, perchè non di solo pane vive l'uomo. E poi se invece è solo che la vita troppo ci trita va bene anche così. Ma scommetto che morite dalla voglia di sapere perchè il principe azzurro non è giallo, vero?

venerdì, settembre 22, 2006



... che la strega nocciola è brutta come la fame, però io spesso mi sono sentita così, che dico a un pippo qualsiasi - tutti prima o poi siamo increduli pippi, e c'è una lotta bellissima quando io faccio tutt'e due le parti, sia pippo che nocciola - be', insomma, gli dico "ma guarda lì, era un tubo per inaffiare il giardino e adesso è uno stupendo drago sputafuoco!". E pippo dice "uh, che caldo, oggi, l'estate è in anticipo" e si china per raccattare il cappello che l'alito del drago gli ha fatto cascare e quando si gira il drago è volato via. E lui guarda nocciola e pensa "povera vecchietta, assecondiamola." Perchè in genere non c'è tanta gente che ci crede, che da un tubo dell'acqua sia possibile far venire fuori un drago. Però a volte la vita è proprio così e se ai draghi non ci credi finisce che manco li vedi mai. Io mi sa che ne vedo fin troppi, e allora la gente, quella che mi vuol bene, pensa che sia il caso di tirarmi giù sulla terra. e sulla terra me ne capitano di tutti i colori: no, no, mica granchè, della strega nocciola non ci ho proprio l'età (quanti anni ha? milleduecento, mi pare) però ne ho abbastanza per non dover più lavorare nel call-center, nè dover salire sette piani di scale fino a una casa che ci piove dentro. Così non è che io di mio abbia un sacco di cose di raccontare, a me la mia vita mi pare normale e fin troppo quieta. Però in giro ci sono un sacco di cose che mi piacciono, ma mi piacciono proprio un sacco. In genere sono cose che il bello è proprio solo saperle: e neanche per tirarsela, chè tanto quando sarebbe il momento di farlo non mi vengono mai in mente e anche quando sì è meglio che taccia per non vedere le facce da povera-vecchietta-assecondiamola. Allora, quando io so una cosa di queste qui che è bello sapere chè è come un drago nella mente, mi viene voglia di raccontarla a tutti e così sul blog è più semplice. Che oltretutto quando i poi quella cosa lì me la dimentico - sempre - posso sempre andare a guardarmela sul mio blog, che è comodo.
E poi ci posto Della Distrazione & Dell'Atassia, che la prima cos'è lo sanno tutti e la seconda è quella che adesso mi ha fatto pensare di vuotare il portacenere nel cestino e invece come per magia dieci mozziconi e la relativa cenere si sono rovesciati in pieno sulla tastiera. Che è quella del mac, bianca e trasparente, che ti dice quanto fumi peggio di una radiografia ai polmoni, basta guardare quanta cenere si è infilata nei posti irraggiungibili. E siccome a me i distratti e gli atassici mi piacciono un sacco per solidarietà di classe, allora penso che sia confortante andare a vedere le disavventure quotidiane di uno di loro, io.
E poi, come tutti, ci metto quello che mi passa per la testa e fra i piedi. delmondoealtremeraviglie, insomma.