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domenica, gennaio 08, 2012

ORTOMONDO

Tre piani sotto il mio appartamento, c'è quella che si chiama una "villetta": l'hanno comprata, pare, nell'autunno dell'anno scorso, dopo almeno un anno (io prima non la vedevo) di beata spensieratezza della villetta e dei suoi proprietari: ma poi, basta, i giorni leggeri sono finiti. Che la nuova famiglia  dai capelli biondi e dalle gonne chiare raccolte sul prato, ha riempito sempre più le superfici verticali di sbarre: piombi ai vetri, reti sulle ringhiere, griglie alle finestre, lance inclinate sul corrimano...





Sarà che cibo e aria aperta sono due piaceri che mi sono proibiti in questo periodo - mi sono prescritti, in verità, ma se solo riuscissi ad approfittarne, cosa che non è - ma questo filmato mi ha fatto schiattare di invidia. 

Andate a vederlo subito: purtroppo, tra You Tube a Firefox ultimamente c'è un rapporto teso  e non riesco più a postare direttamente i filmati, ma con un bel copiaincolla risolverete tutto velocemente, se non riuscite a vederlo per conto suo.
Troverete una dolce fricchettona di prammatica, con i piedini appena un po' storti dentro gli stivali di gomma, la giacchina lunga sopra il vestito leggero, e un verace cesto  pieno di verdura freschissima. Aiole e serrette erano altrettanto piene, fino a poco tempo fa, di ogni ben di dio vegetale: realizzate sul ciglio dellestrade, negli spiazzi prima riservati a sciocche rotonde sabbiose, sul retro degli edifici "di rappresentanza" , nei cortili, questi piccoli ed efficienti orti funzionano in base a un principio: "Se è di stagione è di tutti". 
Ora la stagione è finita, ma rimangono foto e video a testimoniare il bel raccolto fatto dagli abitanti di Tordmorden, New Yorkshire, la cittadina dove chi vuole mangiare verdura non ha che da raccoglierla. 
E' uno dei tantissimi esperimenti sociali di condivisione che si stanno diffondendo in questo periodo, secondo me particolamente interessante perchè riesce a coniugare in modo semplicissimo risparmio, soddisfazione, competenze e solidarietà. Ma anche perchè gli intervistati ripetono una frase già sentita in altri esperimenti di questo tipo: "Forse è arrvato il momento di smettere di chiedere allo Stato di pensare a noi" o, tradotto, "Forse è arrivato il momento di cominciare a pensare alla nostra autosufficienza." In senso collettivo, prima di tutto - occupando le fabbriche, chiedendo misure più giuste, intervenendo nella vita collettiva i vari modi: e fin qui c'eravamo - ma non solo. 

La dimensione individuale, quella in cui la solidarietà si esprime spesso superando timori e pudori, non è la meno importante. Apre infatti la dimensione del rapporto personale non mediato nè contaminato da diffidenza, chè anzi può fornire spunti e motivi per ricredersi sulla fondamentale onestà delle genti. E quand'anche la riprova fosse di segno opposto... be', capita senza dubbio anche in uno schema di vita più "normale", più attento alla propria difesa: che forse non merita lo stress di chiedersi ogni volta se questo tipo che ci sta venendo incontro sarà buono o cattivo, non vi pare?

giovedì, settembre 15, 2011

BILANCINO

La signora che ride ha portato quasi bene (lasciatemi la scaramanzia):
un po' di brutte notizie scongiurate
un'altra brutta notizia quasi scongiurata
una buona notizia, più una
una notizia gratificante
alcuni pareri incoraggianti
una piacevole giornata.
Da tempo non capitava, perciò posto un'altra signora simpatica - ma, anzi, direi che è la stessa o sua sorella: fate conto che sia la mia foto di oggi.

mercoledì, settembre 14, 2011

AUTOINCORAGGIAMENTO

che ne ho bisogno. ma l'utilizzo è libero, chi ne ha bisogno ne approfitti, neh?


sabato, luglio 16, 2011

DALL'ESTERO, INFINE

.. che in verità siamo già tornati, ma c'è ancora un sturielèt che mi va di contare.
E' la storia di una torre, anzi due. 
 Due torri mica tanto belle, niente a che vedere con dame e cavalieri: la prima sarà lì da un trenta-quarant'anni, nel quartiere industriale, ed era un silo per lo stoccaggio di qualcosa che non so più. 
Il quartiere industriale non è più tale, come ovunque nel mondo occidentale, e lo stanno trasformando a tutta velocità in un' ampia zona di servizi culturali, sociali e di divertimento: passando sotto un viadotto ferroviario trasformato in percorso sportivo che collega velocemente al centro, si arriva nell'ex-quartiere operaio, dove c'è un enorme parco con fontane-piscina per i bambini, e dove le strade hanno nomi di uomo, come altrove di fiori: Giuseppe, Heinrich, Gustav... Ora è abitato da immigrati, come del resto già ai tempi delle fabbriche, ma questa è un'altra storia. 
La storia della torre, invece, vede l'installazione sul vecchio silo ( che di vecchio non ha nulla e scintilla nel sole) di un lunghissimo pannello solare, in modo da sfruttare al meglio l'altezza dell'edificio. Per motivi che non ho ben capito, a chi sta realizzando le strutture per rinnovare il quartiere viene in mente che un'altra torre, uguale o più alta della prima, non ci starebbe male, sempre con i suoi pannellini solari. E quando dico "torri" non sto parlando di Empire eccetera, ma dell'equivalente di un grattacielo di venti piani, o giù di lì. 
Ma.
Un edificio crea ombra. Un edificio più alto crea più ombra. E in un Paese in cui i mesi invernali sono lunghi e grigi, l'ombra non è la benvenuta. Quindi, la gente che abita lì intorno si oppone alla costruzione della seconda torre: e se poi mi toglie il sole dal mio balconcino? e se poi al mattino non ho più neanche quel po' di luce?
Chi governa la città si guarda bene dal prendere per il culo queste persone, dal tacciarle di egoismo e dal lanciarsi in vaghe rassicurazioni: chiede invece al progettista della torre di calcolare l'impatto dell'ombra. E lui, precisino, si mette lì e calcola, ora per ora e stagione per stagione, quanta ombra farà la torre alle case circostanti. Terminato lo studio, gli oppositori lo ricevono, lo valutano e infine si esprimono sulla costruzione della torre, insieme a tutti gli altri, attraverso un referendum locale . Che, valutati per bene i pro e i contro, questa volta viene giudicata fattibile.
A questo punto forse è facile capire che l'Estero è la Svizzera - la città, Zurigo, che non è proprio una cittadina morta la cui amministrazione non ha nulla da fare. 
La Svizzera da noi non gode buona fama: in parte per come ha trattato gli immigrati quando gli immigrati eravamo noi ( e voglia il destino che gli immigrati di oggi non siano altrettanto rancorosi degli italiani, chè di sicuro ci stiamo comportando ben ben peggio degli svizzeri di allora), forse per altri fondati motivi. Ma, sicuramente, perchè gli svizzeri hanno fama presso i popoli latini di essere piatti, privi di fantasia, maniacali e ordinatini, così che non si può fare a meno, no?  di sbeffeggiarli o, nel migliore dei casi, compatirli. 
Vuoi mettere, infatti, come ci divertiamo un sacco di più noi, a prender botte da dieci anni dalla polizia contro la Tav, a galleggiare nella rumenta, a prenderci per il culo reciprocamente con i nostri governanti? Uhhh, ragazzi, non c'è paragone, suvvia.

lunedì, giugno 20, 2011

STUPIDITA' SENZA CONFINI

... che è un po' l'opposto di tutte quelle belle cose che ormai, per definirsi, si fanno chiamare Senza Frontiere, e ci sono i medici come gli insegnanti e come perfino gli ingegneri (vispi). 
La stupidità di solito invece le crea, le frontiere e i confini, ma al tempo stesso è sostanza gassosa capace di espandersi nei luoghi e nei modi più impensati. A volte può sembrare opinabile: io, ad esempio, ritengo che sia sommamente idiota portarsi d'abitudine un cane in borsa, declassandolo da animale a futile oggetto con il prestesto di non farlo stancare. D'altronde, trovo ancora più idiota le mamme (di solito minute e gracili, o obese e affaticate) che si caricano gli zaini scolastici dei figli, e se i figli sono due le mamme portano due zaini.
Ma, vabbe', la Stupidità regna sovrana un po' sempre, in fatto di educazione dei fanciulli, e non sparerò sulla croce rossa. 

Mi piace però segnalare questo post della brava Cristina Nadotti, blogger di Republikit che si occupa di animali & dintorni, perchè si tratta di una stupidità apparentemente innocua: chi si fa un piercing io credo possa pensare che anche il suo animale troverà gradevole l'esperienza, come pare abbiano fatto in molti. 
E io che non sono una fanatica animalista ("li ammazzerei tutti" - no  grazie: una bestia è una bestia e un uomo un uomo, se ammazzare il secondo fosse il modo giusto e sensato per salvare il primo dovremmo suicidarci tutti) mi imbufalisco appunto più per la mancanza di pensiero intelligente che per il "male" fatto allo sciagurato Pet.  
Se il suo padrone arriva al punto di fargli fare i piercing c'è da supporre che il torto maggiore che gli fa sia non tanto il piercing quanto il rifiuto della sua animalità e la costrizione in un universo di valori del tutto umani, senza rispetto per la diversità. Ma forse esagero e sopravvaluto, perchè chi nella gara di stupidità arriva secondo più probabilmente si comporterà un giorno in un modo e l'altro nell'altro, semplicemente per capriccio e convenienza, già. 
In ogni caso, e sperando che gli animalisti non vogliano linciare anche a me, ribadisco che la mia indignazione è più per l'uomo che si fa bestia che per la bestia costretta a essere uomo. 
Anche perchè il primo aspetto della questione fa danno anche quando teoricamente vuol essere "positivo": gira ad esempio sul web una lunga sequenza di fotografie in cui si vedono campesinos sudamericani raccogliere in grandi sacchi uova di testuggine. Le scritte (anonime, of course) che accompagnano le foto gridano "Vergogna in Costarica! Si rubano le uova delle tartarughe! E poi dicono che questa specie si sta estinguendo per il cambiamento climatico!" 

Il messaggio è un capolavoro, riesce a negare i danni fatti dal cambiamento del clima insinuando che tutto è colpa dei soliti bastardi, un po' come i baristi che non tengono puliti i bagni danno la colpa alla gente "che non si sa comportare". E ovviamente pare che il messaggio  sia falso come i molti suoi colleghi che viaggiano sul web: la raccolta delle uova è assolutamente autorizzata, dato che si raccolgono solo quelle da cui non nascerebbero comunque piccoli.
E, in ogni caso, la nostra presunzione occidentale mi fa ribollire il sangue: ben vengano programmi, aiuti e interventi per dare alle popolazioni locale alternative a tradizioni e necessità che oggi fanno a pugni con la conservazione della natura, ma additare alla vergogna della povera gente che scava a mani nude sulla spiaggia... ma quale amore per gli animali può giustificare un simile disprezzo per le persone?
Ma c'è anche un'altra versione della spiegazione della raccolta: la popolazione locale starebbe collaborando a un piano di un Parco Nazionale costaricano, spostando le uova da un luogo all'altro proprio per dare alle uova maggiori probabilità di schiudersi. Lo testimonia, fra l'altro, questo blogger che racconta per bene come stanno le cose.
Eppure nessuno  riprende la seconda versione, anche se la bufala gira da anni sul web ed è facile verificarla, e in questo caso la stupidità è anche masochista: cosa ci spinge a preferire il pensare che l'umanità sia bieca e cattiva, invece che buona e collaborativa?

lunedì, maggio 09, 2011

VERI (E IMPORTANTI) HUGS

Pic-nic di compleanno ai Parchi di Nervi, arricchito da molte nuove presenze, tra cui la Gallina (non abbiamo saputo resistere, già).
 Sole, buon cibo, moderato alcool e le scritte dei ragazzi che marinano la scuola (quella in cui andavo anch'io), come quella che non ho potuto fare a meno di immortalare, guardatela bene.
E anche per oggi, quindi, un post soprattutto fotografico: tempo verrà, forse, che si potrà riprendere a fare anche qualche discorso serio. 

Almeno una cosa, però, va segnalata, ed è questo strepitoso salvataggio in mare effettuato al largo di Lampedusa dagli uomini della Guardia Costiera, finanzieri e volontari: non solo perchè sono state salvate più di 500 persone arrivate già stremate in vista dell'isola, ma soprattutto perchè le hanno salvate abbracciandole. Proprio così raccontano, di una catena umana che man mano metteva in salvo i profughi spaventati e  poteva farlo solo dopo che, con un abbraccio e parole tranquillizzanti,  riusciva a sconfiggere il panico. 
E' uno dei racconti più belli di questi ultimi tempi e, questo sì, meriterebbe di essere diffuso nel mondo, per riscattarci almeno un po'.

domenica, aprile 10, 2011

UNA TRANQUILLA SERATA DI SINISTRA


Abbiamo posteggiato davanti alla sezione del PD e, incredibile a dirsi, ne usciva gente da una riunione. Ci si conosceva, ovviamente, e si è subito intavolato un bello scambio di convenevoli itinerante, chi si rallegrava per il boom di tesseramenti dell'A.N.P.I. e chi per la manifestazione "quella delle donne, diciamo", chi deprecava  la mancanza di un soggetto politico che raccolga e convogli la protesta e chi per delicatezza non faceva notare che, insomma, quel soggetto poltico potrebbe e dovrebbe essere proprio il PD, neh? Avremo fatto un cento metri, forse duecento: ed ecco che dai convenevoli si era già passati a un dibattito, educato ma bel vivace, su Togliatti e il compromesso storico. E, com'è buona norma delle sinistra e degli ebrei, ad andare avanti avremmo scoperto che su quattro persone, quattro erano le tesi sostenute. Per fortuna, eravamo arrivati al Circolo Fratello Maggiore del Circolo dell'Anima, e là ci siamo accomodati sulle ultime battute dell'iniziativa sul Referendum dell'Acqua Pubblica, facendo poi scorta di apposite spilline, di volantini e di una bandiera da utilizzare nel prossimo futuro. La cena di sottoscrzione ci ha visto commentare la Grande Festona di Sinistra che si tiene in quel di Piadena, dove alcuni dei commesali erano appena stati, e poi ognuno ha tirato fuori le sue robe da barattare. Lo scambio era libero, il baratto generale: ma con una tipa molto simpatica abbiamo contrattato strenuamente non so più cosa, che sennò ci si diverte meno. Da lì al Circolo dell'Anima, dove si festeggiavano compleanni e si suonava. Un luogo comune sulla gente di sinistra vuole che siano tutti seriosi e "incapaci di divertirsi": io mi sono fatta un sacco di ghigne, in una serata così, senza bisogno di sentirmi idiota e senza svegliarmi con i postumi - nonostante i vinelli dei circoli, che sono niente male.  Ed, essendo che l'autoironia di solito non ci manca, mi diverto anche a ripensarci e a raccontarvelo.

martedì, aprile 05, 2011

I NUOVI DEI

 A proposito di dei, il non più lettore anonimo Tommi mi  consiglia una new entry dell'Olimpo, di cui avevo già sentito parlare ma che non conoscevo in tutte le sue precise teorizzazioni (o forse dovrei dire rivelazioni, trattandosi di materia di fede, chissà).  
Siccome vi so pigri per seguire un link, vi copincollo le basi della teologia, e vi consiglio a mia volta di andare su Wiki a sapere il resto, perchè merita.
Questo Mostro di Spaghetti Volante è in effetti un dio molto simpatico, e la vicinanza del lungomare con le facoltà scientifiche potrebbe agevolare il dovuto culto, giaggià. Mi scoccia un po' rinunciare a un dio bel nuovo, ma forse non riuscirei a essere arguta e fantasiosa quanto Henderson, il "profeta" del Pastafarianesimo - così si chiama la religione del FSM (Flying Spaghetti Monster) - o, comunque, non dopo che l'ha già fatto lui, quindi forse tanto vale.
Però, però...devo ammettere che mi attirava anche il Culto del cargo , potenzialmente dotato anche di un'iconografia piuttosto facile visto che si tratta di adorare i carichi di beni che possono giungere dal mare o dal cielo, mediante navi, aerei e paracadute.  
Ci starebbe bene anche l'Adorazione dell'Iceberg, da condursi ballando e fumando ultimi sigari mentre continuiamo a inabissarci, ma sinceramente non fa tanto ridere.


 Da Wikipedia:
Il Pastafarianesimo possiede i propri comandamenti (condimenti), dettati dal Mostro di Spaghetti Volante al Capitano Pirata Mosey durante il vagare di quest'ultimo sul Monte Sugo. Noti come gli otto “IO PREFERIREI DAVVERO CHE TU EVITASSI”, vennero poi denominati "comandamenti" dal Capitano e "condimenti" dai pirati della sua ciurma. In realtà, sembrerebbe che i comandamenti fossero in origine dieci ma, nel fare ritorno dal monte, il Capitano Mosey perse due tavole. Quest'evento parrebbe essere alla base della debole moralità dei Pastafariani.
 Gli Otto "Io Preferirei Davvero Che Tu Evitassi"
(Maiuscole e censura come da testo originale)

Io preferirei davvero che tu evitassi di comportarti come un asino bigotto "più-santo-di te" quando descrivi la mia spaghettosa bontà. Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema! Dico davvero, non sono mica così vanitoso. E poi non stiamo parlando di loro, quindi non cambiare argomento!

Io preferirei davvero che tu evitassi di usare la Mia esistenza come motivo per opprimere, sottomettere, punire, sventrare, e/o, lo sai, essere meschino con gli altri. Io non richiedo sacrifici, e la purezza è adatta all'acqua potabile, non alle persone.

Io preferirei davvero che tu evitassi di giudicare le persone per come appaiono, o per come si vestono, o per come camminano, o, comunque, di giocare sporco, va bene? Ah, e ficcati questo nella tua testa dura: donna = persona. Uomo = persona. Tizio noioso = Tizio noioso. Nessuno è meglio di un altro, a meno che non stiamo parlando di moda e, mi spiace, ma ho dato questo dono alle donne e a qualche uomo che capisce la differenza fra magenta e fucsia.

Io preferirei davvero che tu evitassi di assumere comportamenti che offendano te stesso, o il tuo partner consenziente, maggiorenne e mentalmente maturo. Per chiunque avesse qualcosa da obiettare, penso che l’espressione corretta sia "Andate a farvi f******", a meno che tale espressione non sia ritenuta troppo offensiva. Nel qual caso possono spegnere La TV e andare a farsi una passeggiata, tanto per cambiare.

Io preferirei davvero che tu evitassi di sfidare, a stomaco vuoto, le idee odiose, bigotte e misogine degli altri. Mangia, e solo dopo prenditela con gli s******.

Io preferirei davvero che tu evitassi di erigere chiese/templi/moschee/santuari multimilionari in onore della mia spaghettosa bontà, perché tali soldi potrebbero essere meglio spesi per (fai la tua scelta):
Sconfiggere la povertà
Curare le malattie
Vivere in pace, amare con passione, e ridurre il prezzo delle pay-Tv. Posso anche essere un essere onnisciente dai carboidrati complessi, ma apprezzo le cose semplici della vita. Dovrei saperlo, No? Io SONO il Creatore!

Io preferirei davvero che tu evitassi di andare in giro raccontando alla gente che ti ho parlato. Non sei mica così importante. Finiscila! E poi ti ho detto di amare il tuo prossimo, mi capisci o no?

Io preferirei davvero che tu evitassi di fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te se sei uno che apprezza, ehm, cose che fanno largo uso di pelle/lubrificanti/Las Vegas. Se anche l'altra persona le apprezza (purché si rispetti il quarto punto), allora dateci dentro, fatevi foto, e, per l'amor di Mike, indossate un preservativo! In tutta onestà, è un pezzo di gomma. Se non avessi voluto che fosse piacevole farlo, avrei aggiunto delle spine, o qualcos'altro.

domenica, gennaio 23, 2011

DIAVOLERIE MODERNE


Io credo che se a tutti i congegni elettrici ed elettronici e aggiungessero un bandierina che automaticamente schizza su per avvisare quando non c'è più vita lì dentro, l'umanità sarebbe più rilassata.  
Va bene, mi avete sgamato subito, lo so: la macchina fotografica era di nuovo scarica, lo ammetto. E me ne sono accorta solo quando ho cercato di accenderla per una bellissima installazione di canniccio e sedile marcio di sdraio , giù alla solita spiaggetta. C'erano anche una vela rossa sul mare, un affascinante tubo arrugginito, un grande e bianco tronco spolpato dalle onde, un groviglio di fili verdi e blu che facevano finta di essere i fiori dei rametti portati a riva, le prime gemme ancora tutte chiuse sulla peonia, tanti coriandoli grossi e tondi che rotolavano sulla loro unica dimensione, in mulinelli frenetici e allegri. E poi c'erano cani e bambini, e ragazzi con il mare come unica compagnia, un libro o la musica a servire da giustificazione per quello starsene lì da soli, la domenica; e donne - donne con pelliccia, donne con amiche, donne con bimbi, donne con cani, donne con scarpe da ginnastica - perchè i maschietti, forse, hanno sempre la partita a far da concorrente al sole.  E frasi e dialoghi e risate e diatribe in questa giornata che pur nel gelo - e quanto fa freddo, neh?  - annuncia la primavera. 
Una batteria carica non avrebbe catturato tutto questo, lo so, in fondo si tratta sempre di una stupida macchina. Ma, insisto, metteteci una bandierina, dài.

lunedì, aprile 05, 2010

COME HO TRASCORSO LE VACANZE PASQUALI


Eh, sì, ci voleva forse la pasqua, tre giorni di vero uikènd ancorchè un po' piovosi, perchè riuscissi a togliermi l'assillo delle cose da fare e mi guardassi un po' in giro. In tre giorni ci siamo così messi in tasca: una
mangiata di crostacei e molluschi di fronte al sottomarino (marò, quanto è grande) che avevamo visto passare davanti alla nostra finestra, un giro sotto la pioggia a cercare legni sulla spiaggia, un "Isole mai trovate" sorprendente per quanto è una bella mostra, una "Ragazze di fabbrica" commovente per le cose che racconta, due belllissimi macinini per la nostra collezione, un giro sotto il sole a raccogliere legni sulla spiaggia, questa volta fra la gente in costume, e a fotografare gli alberi del viale.
Tacerò sulla serata gastronomica: un po' di sensi di colpa (per gli allevamenti e la pesca: quali saranno, e di che, e cosa rovineranno? ) e un po' di pudore copriranno la mia soddisfazione di essere tornata a mangiare prodotti marini dopo circa vent'anni.

E di "Isole mai trovate" è difficile dire qualunque cosa, come sempre capita quando l'oggetto è l'arte contemporanea: che io, da profanissima, trovo spesso divertente e bella, ma ancor di più stimolante per il cervello, come un peperoncino mentale fatto di immagini e suggestioni. Stracci e sassi e barche, sabbia e ventilatori, imbuti verso l'ignoto e specchi del mare nel mio cuore, salmoni virtuali infilzati da giavellotti veri e ombre di draghi e bambole: ma non sono affascinanti solo le opere, è l'intera mostra ad essere ben costruita. E rimane aperta, il venerdì, fino alle 21.

Se le Isole stuzzicano la mente, "Ragazze di fabbrica" scalda il cuore: testimonianze,
su video e pannelli, delle donne che lavorarono nella fabbriche e negli uffici del Ponente cittadino, quando le fabbriche c'erano. Cuffiette per i capelli a incartare caramelle, fette di patata sugli occhi dopo il turno alla saldatura, suore come sorveglianti: ma anche canzoni, gare di moto (ma il fidanzato si oppose, una sola donna in mezzo a tutti quegli uomini, e non se ne fece niente), volantini nella borsa durante la Resistenza, scioperi insieme alle tute blu.
Cinquanta e più anni che sfilano nelle parole e nelle smorfie di quei visi che, invecchiati, si stenta a riconoscere nelle forto d'epoca scattare sui posti di lavoro: ma val la pena di seguire tutto, di leggere e ascoltare con attenzione. E varrebbe la pena, assolutamente, di portare le ragazze più giovani, quelle che neppure se l'immaginano, un mondo così, che invece è appena dietro l'angolo.


Altro giro altro regalo, sulla spiaggia la mareggiata aveva accumulato montagnole di alghe e rifiuti oltre a un sacco di legnetti ben levigati che mi serviranno sicuramente per qualcosa: c'era anche un ciocco, appena annerito da un falò a cui era scampato, ancora incrostato di licheni e impregnato d'acqua di mare e di pioggia. Ora è sul balcone, l'uomo barbuto lo ha portato fin qua e siamo stati fermati da un ragazzino, in bici sotto la pioggia, che ci ha chiesto "ma cos'è?" senza farsi nessun problema, tanta era la meraviglia.


Oggi, invece, in mezzo alla folla a vari stadi di svestimento - chi senza le sole calze, chi anche senza i calzoni, tutti avevano tolto il maglione, molti la camicia, parecchi erano in costume, una sola in topless - campeggiava un enorme tronco, anche lui portato dal mare. Intorno, come a un ospite scomodo,
si era formato il vuoto. Finchè è arrivato un uomo un po' grasso, un po' anziano, un po' sfigato. E si è seduto sul tronco, le gambe che quasi non arrivavano a toccare la spiaggia. E' rimasto lì e la gente lo ha osservato per un po', poi si è distratta. Quando abbiamo guardato di nuovo, si era sdraiato lungo lungo sul tronco, furbo lui, e forse dormiva, invidiato da tutti quelli che sentivano i sassi sotto la schiena.

Infine, insieme ai macinini - bellissimi, ora però devo aspettare l'amicodelcuore che mi faccia i buchi per appendere quello da parete - c'era un apprecchio piccolo, a manovella, in un astuccio di pelle. Era datato 1855, e serviva - così recitava un bigliettino scitto in bella grafia - per la cura di Mesmer , una teoria che fece da preludio all'ipnosi e suscitò infinite discussioni. Non so bene a cosa potesse servire l'apparecchietto - evidentemente una versione da viaggio o casalinga di qualche strumento più grande - ma è sempre curioso vedere dal vero qualcosa di cui si è solo letto nei romanzi.


Ah, e poi ho anche finito di leggere "X", il romanzo che dà ragione a noi paranoidi
della Rete.
Ma, ammettiamolo, il resoconto criptato del mio uikènd di pasqua sarebbe troppo anche per i miei quattro, tutti anonimi, lettori.

venerdì, febbraio 05, 2010

SANTA CATERINA VALE PER LA "S"?


Il primo Partitone Regressivo è appena terminato, dando così il via ai Giovedì Giocosi , organizzati dal Cavalier Sisini del Circolo dell'Anima - oui, c'est moi.
Il partitone aveva un nome ufficiale rubato ad Umberto Eco, Vertigine delle Liste, ed era poi un estremamente regressivo Fiorifruttaecose. So che morite tutti dalla voglia di sapere le categorie, estratte a sorte fra quelle proposte, e quindi eccole: Pezzi di motore - poi tramutato in "pezzi di macchina per manifesta e generale ignoranza - Attrezzi di cucina, Donne nella Storia, Coppie Famose, Si porta in chiesa. Cosa siamo riusciti a scrivere, fra tutti, invece non lo dico che è meglio. Il mese prossimo, cioè il primo giovedì di marzo si ripeterà il tutto, ma con un altro gioco.
E domani, invece, me mi tocca il dentista. Urgh

giovedì, febbraio 04, 2010

STRINGERE LA MANO AL TRISTO MIETITORE


L'ho letto ieri, l'articolo. E ho continuato a pensarci.
L'Alzheimer di Terry Pratchett - e se fra voi tre lettori c'è chi non conosce Terry Pratchett dovrebbe proprio, ma proprio rimediare - è una di quelle ingiustizie così palesi da tirarsi dietro tutti i luoghi comuni sulle "beffe del destino" e via di seguito. Terry Pratchett è un genio. Uno dei pochi della letteratura contemporanea, uno dei pochissimi se è vero, come è vero, che è molto più difficile far ridere che muovere ad ogni altro sentimento. E lui, nei suoi romanzi del Mondo Disco e dei grandiosi Niomi dell'Emporio riesce a far ridere e a muovere a parecchi altri sentimenti.
Gli hanno diagnosticato la malattia tre anni fa: lui ne ha dato annuncio pubblico e ha donato una somma enorme alla ricerca, dichiarando che l'unica cosa che poteva sperare - come chiunque nelle stesse condizioni - era di sopravvivere finchè non riusciranno a scoprire una cura. Oggi è ancora in grado di ragionare lucidamente, ma ha notevoli problemi con la memoria e altre funzioni, tanto che per esempio non riesce più ad autografare i suoi libri.
Chiamato dalla BBC a tenere la Dimbleby Lecture alla tv (una sorta di conferenza tenuta da un personaggio autorevole, non più di uno all'anno), Pratchett ha parlato dell'eutanasia, o dolce morte.
"Se la nonna va al tribunale e picchia col suo bastone da passeggio sul tavolo e dice:
guardi, ne ho avuto abbastanza di questa dannata malattia e vorrei morire, grazie mille giovanotto, non vedo perché chiunque dovrebbe impedirlo", aveva già detto l'autore inglese in un'altra occasione, e oggi ha formalizzato il concetto sostenendo la necessità di creare appositi tribunali "non aggressivi". Il titolo che Pratchett ha scelto per la sua Lecture era "Stringere la mano alla morte", per delineare esattamente uan sorta di patto pacificatore: una figura giuridica e un medico specializzato in malatte incurabili dovrebbero, secondo la proposta, ascoltare il malato insieme ad amici e parenti, valutando sia la ragionevolezza della richiesta che l'assenza di influenze esterne, per dare quindi il via ad una sorta di nulla-osta che comprenderebbe l'aiuto medico per realizzare la volontà del malato.
Una proposta, come si vede, di assoluto buon senso, che Pratchett ha evidentemente voluto fare e far conoscere finchè è in grado di sostenerla; parlando della popria malattia, ha detto infatti:""Non è una bella cosa e non voglio esserci fino alla fine... non credo che sia la morte a preoccupare particolarmente la gente, è la sofferenza che precede la morte a farlo." Già.
E' difficile, in effetti, immapginare Terry Pratchett terrorizzato da Morte, uno dei personaggi più riusciti e "simpatici" dei suoi libri, ma la sofferenza, l'assenza, la perdita di dignità... be', qualche rara pagina angosciosa degli stessi libri dimostra che Pratchett, come ogni scrittore, riesce a immaginare bene il deserto interiore che produce e le sue conseguenze sugli altri.
C'è da sperare, se non altro per la grande popolarità e stima che Terry Pratchett si è conquistato soprattutto in patria, che qualcuno gli di ascolto, e che siano sempre di più gli Stati in cui è possibile scegliere la propria morte così come si sceglie la propria vita.

Anche se in Italia, è ovvio, forse se ne potrà parlare nel 3000...

mercoledì, ottobre 14, 2009

I GIORNI CANTATI


Ed ecco che, tornando, avevo la testa piena di idee da blog, chè un post sulla serata sembrava essenziale, imperdibile. per dire che mi dispiaceva non ci fosse nessuno della comune-ty, ormai quasi sempre spersa in attività diverse e che invece si sarebbe divertita e fors'anche un po' emozionata.
Un post per dire che l'iniziativa era bella, la cena buonissima, la compagnia carina - anche un'altra quasiamica forseritrovata, che bello - e l'organizzazione eccellente, ma la cosa più bella di tutte era forse la grande cucina della SMS (Società di Mutuo Soccorso) di Isoverde piena di donne anziane che si riposavano un po', soddisfatte del loro lavoro. E ne avevano tutte le ragioni, che perfino io con tutte le mie sfighe alimentari ho mangiato bene. E no, non erano gli "angeli della cucina", chè i maschietti - sindaco di Isoverde compreso - servivano a tavola, e non era uno scherzo. I piatti - veri, non di plastica - erano a bagno nella vasca: domani li laviamo, non ti preoccupare.
Insomma, questa idea di ospitare "I giorni cantati", il gruppo erede del Duo di Piadena, nonchè di Sergio e Mario Lodi (sì, quello di "Cipì" ) si è rivelata fantastica. Le voci erano importanti e belle, le canzoni altrettanto - una era addirittura ignota al KGgB! - e ci sono stati momenti di vera commozione, oltre a momenti di vero, vero casino, soprattutto durante la cena e le canzoni del coro genovese.
Che comunque sono state belle anche loro, anche se per noi un po' più note. Purtroppo, KGgB a parte, l'età media era la mia: ciò ha consentito dei divertenti revivals, ma è un peccato e forse un difetto, se non proprio una colpa. Come se, convinti già in partenza che si tratti di "cose muffa", ci vergognassimo un po' di coinvolgere qualcun altro che potrebbe criticarle o annoiarsi.
O come, peggio ancora, se quasi preferissimo essere sempre gli stessi, "così ci si diverte di più".
Ora, è vero che un pubblico meno attento e partecipe avrebbe forse tolto qualcosa alla bellezza di tutta la serata, ma è anche vero che, come ha poi chiosato il KGgB "ci sono posti che ti ridanno fiducia nella sinistra", e per "posti" intendeva l'insieme. Dai piatti nella vasca da bagno agli amarcord autoironici, dall'applausone alle cuoche
al vino autoprodotto con Lenin sull'etichetta, dal Che sulla parete alla sincera curiosità del Micio, figura mitica che ogni anno organizza nella sua cascina una festona con mille e più persone. Di sinistra.

sabato, maggio 16, 2009

TUTTI SULL'AVENTINO?


Cena al barrio alto di sinistra, iersera. Non di sinistrissima, ma anche.
Persone colte, informate, fino a ieri attive in politica e nella vita sociale, alcune di loro da sempre.
Su sette, due astensionisti: nel gruppo, persone che è impossibile sospettare di qualunquismo ma sostengono che tanto "i partiti sono tutti uguali" e persone molto ben informate su un sacco di cose ma che confondono le due liste a sinistra del Pd, ed attribuiscono ad entrambe la caduta degli ultimi governi di centrosinistra. La parte femminile della serata sostiene il dovere di votare, ma non c'è verso di smuovere gli astensionisti dalle loro posizioni.


Anche fuori di lì, le elezioni europee sono ancora viste come un surplus, una bagarre piuttosto inutile: è dall'Europa,
invece, che ormai passano le leggi e buona parte delle comunque scarse risorse economiche a cui i cittadini possono accedere. E' in Europa che si decidono questioni fondamentali come tutte quelle sull'ambiente e sui diritti umani, è nel Parlamento Europeo lo spazio per occuparsi di questioni un pochino più "alte" - come la pena di morte, il commercio delle armi, i diritti delle donne e dei bambini, la tutela delle minoranze - che non sempre sono seguite da provvedimenti intelligenti e coraggiosi, ma quanto meno vengono affrontate e a volte si riverberano sull'opinione pubblica.
Dall'Europa, infine, si spera che possa arrivare anche una minima tutela contro le ormai fin troppo evidenti azioni ed intenzioni antidemocratiche di questo governo: non è detto nè che arrivi nè che, nel caso, sia utile. Ma rinunciare a priori sembra un po' demenziale, no?


Io, poi, non sono brava a fare campagna elettorale: non credo che questa democrazia sia "la Democrazia" e capisco il disgusto e lo scoramento, anche se non ne condivido la conclusione.
Ma mi sembra folle non vedere che il disegno della compagine governativa e le sue scelte ormai senza più pudore nè freno richiedono di utilizzare ogni arma che abbiamo a disposizione, per spuntata che sia.
Il pezzo di Paolo Hutter che riporto qui sotto, dal Manifesto on-line, dice di "litigare aspramente" con chi non vota, perchè l'Italia non ha mai corso tanto quanto adesso il rischio di un regime assolutista. Paolo Hutter era in Cile all'epoca del golpe e finì nello stadio di Santiago: come dire, un parere di chi qualcosa ne sa.

Io, dico la verità, di litigare aspramente non me la sento: però spero che i miei amici capiscano che se qualcuno ti schiaccia la mano fino a farti urlare il rimedio non può essere quello di tagliarsi la testa onde interrompere le connessioni nervose.


Paolo Hutter
 
Elezioni europee: astenersi ha senso?
Bisogna sempre cercare di capire e spiegare ma ci sono atteggiamenti da contrastare apertamente, ponendo una questione morale, o moralista se preferite. E’ quello che associazioni e singoli cercano di fare da anni contro la complicità, l’omertà o l’indifferenza rispetto alla mafia. Oggi, e soprattutto nei prossimi giorni, il tema è il disimpegno il qualunquismo l’astensionismo in campo politico-elettorale da parte delle persone colte o comunque abbastanza scolarizzate da capire i problemi. Se non riusciremo a portare rappresentanti nel Parlamento Europeo lo dovremo non al minoritarismo delle nostre illuminate posizioni, ma alla mancata partecipazione alla campagna elettorale, fin addirittura all’astensionismo, di chi pure queste posizioni condivide. Non discuto in astratto dell’astensionismo, che in certi casi – referendum 21 giugno – può essere addirittura opportuno.

Nel concreto delle elezioni europee ed amministrative di questo giugno 2009 in Italia l’astensionismo di sinistra è però una grave scelta di crumiraggio, soggettivamente autolesionista e
oggettivamente complice delle peggiori politiche populistiche e neo reazionarie, mentre il nostro paese vive per la prima volta nel dopoguerra il rischio di un regime.
Nel rapporto diretto con amici e conoscenti non ci dovrebbe essere tolleranza verso questa scelta.
Per almeno tre motivi: Innanzitutto si farebbero mancare nel Parlamento Europeo le voci e le iniziative di chi davvero è riuscito a difendere ambiente e diritti sociali e civili in questi anni. Se certi atti, o non atti, del governo e delle regioni italiane sono stati costretti a fare i conti con direttive e norme europee, dalla gestione dei migranti a quelle delle grandi opere o dei rifiuti, lo si deve all’attività dei vari Frassoni Fava Musacchio e pochi altri. Se non ci credete informatevi, prima di dire che “tanto non serve a niente”.
In secondo luogo, la cosa più evidente. Se col contributo
dell’astensionismo di sinistra Berlusconi e Lega risultano premiati alle elezioni europee si consolida il nuovo regime italiano. E’ una scelta di cui dovreste rispondere in futuro, per decine di anni. (cfr la lettera del 19 enne Giacomo Ulivi condannato a morte della resistenza.).
In terzo luogo si snobba una vera libertà di scelta per poi trovarsi in futuro di fronte a scelte ridotte e obbligate. Le elezioni europee per un verso, quelle amministrative per un altro offrono all’elettore una vasta libertà di scelta. Si può scegliere la lista (tra molte) e si posson scegliere i candidati (alle europee) o il candidato (alle amministrative). Come è possibile che non troviate nessuno che vi rappresenti? Se viceversa intendete protestare perché c’è troppa scelta e le due sinistre non si sono unite in una sola lista (come anche io avrei voluto) scegliete strade efficaci. Il vostro astensionismo sarebbe indistinguibile da quello qualunquista o settario. E’ chiaro che oggi in Italia abbiamo un problema con un grande elettorato popolare che non è risolvibile con appelli etici.
Ma con alcune centinaia di migliaia di persone informate colte e di sinistra che non stanno facendo campagna elettorale o che addirittura si accingono a non votare – ivi compresi quelli che non intendono fare il piccolo sforzo di tornare a casa per votare – occorre litigare, e aspramente.

giovedì, novembre 27, 2008

MANIMAN...


E va bene, lasciatemela raccontare. Non vi sembri vanagloria, chè se posso essere un pochino giustamente orgogliosa del riconoscimento, il contesto è abbastanza assurdo da farlo passare in secondo piano.
Perchè io, lui, l'ho sempre difeso. Non l'ho sempre letto - ma non leggo sempre nessuno che scriva sui giornali, anzi - ma solo poche volte ho trovato sbagliato ciò che scrive. In mezzo a una spiccata aria di commiserazione, ero sempre l'unica a sostenere che è giustissimo occuparsi, e indignarsi quando è il caso, delle suonerie becere e fastidiose dei cellulari, della buona educazione dei funzionari pubblici, della mala educazione di conversazioni intime urlate ai quattro venti. O dei semafori che non funzionano come dovrebbero, o degli uffici in cui si sprecano stupidamente soldi pubblici e via andare di questo passo. Quasi tutti mi facevano notare, increduli e derisori quel tanto, che ci sono problemi più seri di cui occuparsi. Come no? Ma se c'è qualcuno che si occupa anche di questi non mi pare insensato, chè la vita quotidiana da poco non è.

Così, forse per una gratitudine che ha seguito misteriose vie, il commento di PieroOttone, incontrato sulle csale dall'uomobarbuto e da lui ragguagliato sul motivo della propria espressione bastonata, è stato il seguente: " Tua moglie me la ricovdo, è una che scrive bene. E , sì, c'è un'alta incidenza di questa malattia fra i giovnalisti che scrivono bene. E, pvopvio per quello, c' è un dio apposta per lovo."
Non credo al dio di Ottone come a nessun altro, ma se proprio mi venisse la tentazione di contare su qualcuno, un dio della buona scrittura non sarebbe male, no?

martedì, novembre 18, 2008

FANGO DA FONTE FANGOSA


Pomeriggio in autogestione nella scuola del KGgB, un bravo prof di inglese si occupa, a nostro vantaggio, di poesia e ribellione. Mi piacerebbe intervenire, qua e là, ma questa voce più che rauca mi penalizza, e non posso aggiungere neppure un paio di nanetti di quelli che piacciono a me. Ma, com'è ovvio, sono lì soprattutto per ascoltare e quindi non me la prendo più tanto, è già bello sentir parlare di poeti e di storia, di miserie e rivolte, in modo informale e appassionato come piace a me.
E, così senza tanto parere, il prof butta lì "England in 1819" di Percy Bysshe Shelley - peraltro sottolineando che la scrisse quando era, più o meno in esilio, in Italia: chè in patria avrebbe avuto i suoi guai.
S
e è già bella l'invettiva contro il re e la sua genìa, è il pezzo centrale che colpisce: anche a voi ricorda qualcosa?

An old, mad, blind, despised, and dying king,--
Princes, the dregs of their dull race, who flow
Through public scorn,--mud from a muddy spring,--
Rulers who neither see, nor feel, nor know,
But leech-like to their fainting country cling,
Till they drop, blind in blood, without a blow,--
A people starved and stabbed in the untilled field,--
An army, which liberticide and prey
Makes as a two-edged sword to all who wield,--
Golden and sanguine laws which tempt and slay;
Religion Christless, Godless--a book sealed;
A Senate,--Time's worst statute unrepealed,--
Are graves, from which a glorious Phantom may
Burst, to illumine our tempestous day.



se qualcuno vuole aggiungere una traduzione, gliene sarò grata: io ho controllato quella scelta oggi in autogestione con l'unica onlain e le ho trovate parzialmente diverse. il senso non cambia e quella sul web non mi sembra azzeccata - oltre a mancare degli ultimi versi - ma non so così bene l'inglese da sbilanciarmi e sono andata in palla. qualcuno rimedia?

Due giorni dopo, eccola arrivata da kiri, la trovate anche nei commenti ma è più comodo leggerla qui. grazie, kiri!

Un re vecchio, pazzo, cieco, disprezzato, morente
Principi, la feccia della loro razza ottusa, che fuggono
Nel pubblico ludibrio – fango dalla loro fonte fangosa
Governanti che non vedono, non sentono, non sanno
Ma si aggrappano come sanguisughe al loro paese esangue
Finché cadono, accecati nel sangue, senza un colpo
Un popolo affamato e ferito in un campo lasciato incolto
Un esercito, che uccide la libertà e devasta
È come una spada affilata per coloro che la brandiscono
Leggi dorate e sanguinose che tentano e uccidono
Religione senza Cristo, senza Dio – un libro sigillato
Un Senato –il peggiore irrevocato statuto del mondo –
Sono tombe, da cui un glorioso fantasma potrebbe
Esplodere, per illuminare il nostro giorno tempestoso

martedì, novembre 04, 2008

SUBLIMINALE



Sembra un banale reportage fotografico, ma è probabilmente una campagna di trenitalia per farvi pensare, o pendolari incontentabili, a quanto potreste stare peggio, neh?

giovedì, agosto 14, 2008

MI RACCOMANDO



Sarà che quest'anno gufi e civette spuntano di qua e di là e quindi non posso esimermi, ma la mostra “Wildlife photographer of the Year”, che è in corso qui da noi al Museo di Storia Naturale fino al 24/8 è uno dei piaceri dell'esistenza ogni volta che la allestiscono, perciò la segnalo.
Chè vederla senza dubbio è una delle cose migliori che si possano fare nella città vuota: ma non spreco altre parole, che qualcuna delle foto, rubata dalla rete, dice meglio.

In genere, i commenti non aggiungono molto alle foto, ma per la foca leopardo qui sotto, che ha in bocca il pinguino, il fotografo racconta che si era innamorata di lui. E gli portava, giorno dopo giorno, le sue prede, esattamente come fanno i gatti.
La prossima tappa della mostra sarà a Lucca, poi non so.



mercoledì, agosto 13, 2008

DIVERGENTI CORAGGIOSI


Temo che la mia simpatia per la Svizzera, nonostante, sia ormai nota: ma mi pare che questa notizia - che a molti sfuggirà come da destino delle notizie estive - meriti segnalazione e commento. Riassumendo molto, il succo è che ricercatori svizzeri hanno dato il via qualche mese fa a studi che si propongono di trovare e verificare un "utilizzo buono" degli allucinogeni, LSd in testa ma anche ecstasy. Il che significa un utilizzo terapeutico: pare che l'acido lisergico abbia già dato buoni risultati nel trattamento di cefalee a grappolo (orribili cose), depressioni, disturbi ossessivi-compulsivi.

A questo punto tocca precisare che non sono affatto un sostenitore degli acidi e altre robacce chimiche per "uso ricreativo": da sempre, so farmi orribili trip(s) per conto mio, senza correre il rischio di aggiungerne qualcuno in più. Immagino peraltro che buttar giù un acido per farsi passare il mal di testa non sia quello che raccomandano i ricercatori svizzeri: ma, su questo tema come su altri, credo la demonizzazione di abitudini e sostanze aggiunga solo fascino perverso a molte cose stupide da fare e da provare.
E fa parte della demonizzazione, e di una morale paurosa e codina, che in tutto il mondo siano state finora sospese le ricerche "serie" sulle sostanze psicotrope: ben venga quindi l'utilizzo terapeutico della cannabis e gli altri, eventuali, dell'LSD. Senza dimenticare che il suo scopritore e sperimentatore - scientifico, ripeto, e non da dilettante - Albert Hoffmann, è morto a 102 anni e qualcosa magari vuol dire.

Sperimentazioni mediche con l'LSD erano già iniziate, con qualche successo, e furono sospese quando ci fu la grande svolta moralista, partita dagli USA, che condannò tutte le "droghe" in blocco e non si preoccupò di distinguerne i possibili utilizzi, dosaggi, modi di assunzione. Esiste anche un filmetto americano, mi pare con Cary Grant, i cui momenti clou sono due o tre sedute di psicoterapia con assunzione di acido, una sperimentazione che fu fatta realmente (anni '50, direi) anche sui "pazienti comuni", come la protagonista del film. L'LSD però non viene mai nominato, nonostante sia il, punto centrale della vicenda: che sostanza sia, quella che "libera" la protagonista, non viene detto mai, almeno nella versione italiana.


Quello che mi preme sottolineare più di tutto, però, è come gli studi svizzeri siano indirizzati, fra l'altro, ad alleviare i sintomi dei malati terminali, e il loro passaggio verso la fine della vita: in questo caso pare che proprio il potere allucinogeno della sostanza sia un aiuto prezioso per chi deve comunque affrontare scenari ignoti ed angosciosi.
Da un Paese in cui la sofferenza viene esaltata e prolungata il più possibile in omaggio al cattolicesimo e al conformismo, lasciatemi applaudire i ricercatori svizzeri.

martedì, luglio 29, 2008

SI TORNA


Che mi piaceva di fare una bella recensionciona, tanto il concerto è stato grande e l'uomo ancor più, nella sua gentilezza e bravura.
Ma forse sarebbe stata inutile, chè le emozioni non si possono raccontare e il resto sarebbe stato colore. Dalla pessima organizzazione dei biglietti, che ha fatto rumoreggiare il pubblico metà fuori e metà dentro fino alla terza canzone, a questa band che si avvia decisamente alla terza età con mani e fiati da virtuosi, facce patibolari e giacca e cravatta completata da vari gradi e modi di sformare un borsalino.

E a questo punto, però, non si riesce a non raccontare di come lui, Leonard Cohen, costruisca tutto attorno al proprio, di borsalino: che si toglie per ringraziare, per cantare in ginocchio, per portarselo sul cuore, scoprendo la testa bianca con gesti da antico aristrocratico.

Accenna qualche movimento di danza con quella rigidità tutta ebraica in cui le gambe paiono disarticolate, ma nel suo caso l'ebraismo è passato attraverso il buddismo e il buddismo attraverso l'autoironia, e si vede.
Una ventina d'anni fa, a Milano, non ancora il mito di oggi, la sua presenza sul palco era severa, la coscienza di sè visibile. Se sia stato il prendersi cura del suo maestro Roshi o
semplicemente lo scorrere del tempo ad ammorbidire questo "grande del '900" come lo ha definito l'amica Triz, non so: ma l'impressione che dà è quella di voler sfuggire per primo al proprio mito. Come già diceva moltissimi anni fa, dopotutto "in Canada, un poeta è qualcuno che si invita in tivù per far ridere". Ora sembra aver compiuto il giro attorno a quella frase, e sembra provare a guardarsi da solo in quella luce, pur sapendo che lui l'ha smentita del tutto.
Ecco, forse fin qui si può raccontare, ma oltre... come rendere l'effetto dal vivo della canzone multiorgasmica fra i canti sacri, Hallelujah, o la tenerezza del gioco di sguardi con la vocalist di sempre, Sharon Robinson, o come piglia al cuore la "solita" Suzanne?

Impossibile, già. Contentatevi delle foto impressioniste.