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mercoledì, dicembre 28, 2011

COSA TI HA PORTATO BABBO NATALE?

Un leggìo fatto solo di un bastoncino e uno spago, due omini Maillard-clessidra che mi hanno fatto gioire assai anche solo perchè, come si dice, non me li aspettavo proprio.
E lo specchietto comprato  dai cinesi per guardare se gli orecchini che faccio per gli altri stanno dritti, e l'autobiografia dei Monty Python e i pennarelli colorati, pennini con l'inchiostro e la piuma e le cornicine colorate con dentro le foto di un matrimonio, come si fa in una famiglia senza "una specie di", ma mica c'è qualcuno che si sposa tutti gli anni, neh?. Un pop-up con la lucina per poterlo guardare al buio, dove fra il castello e la volpe c'è anche il gufo; e per completare gli animali, un mouse.  E una coperta bellissima, scozzese con le rose - non dalla stessa parte, ma molto inglisc ugualmente, e soprattutto lo sfondo delle rose è un bellissimo color prugna - contro il mio freddo perenne, ma quando neppure quella pare abbastanza, ecco intervenire il pile a salsiccia. Ma spero che non interverrà, a dire il vero.
Ah, che soddisfa la lista dei doni ricevuti, il mischiaggio delle cose piccole e di quelle grandi, delle idee demenziali (ma quelle più demenziali si tacciono prudentemente) e di quelle sagge. 
 
Un piacere da piccoli che è bello far rivivere ogni anno: io, ricordo, ho voluto per due anni di seguito la "cucina americana", cioè una cucina come ora abbiamo tutti, ma che allora strabiliava con i suoi pensili, il suo forno inserito, i suoi sportelli tutti attaccati. Nella cucina "vera", quella in cui mangiavamo tutti i giorni, c'erano ancora la credenza e il lavello di marmo, con la "macchina del gas" a quattro fuochi contro il muro e staccata dal resto. 
Finalmente arrivò per me, con la Befana dei parastatali - sì, lettori più giovani, andate a cercarvi la storia di quest'italietta fatta di gruppetti e gruppini, ognuno con i suoi privilegi, è divertente anche solo leggerne nomi e prerogative - la versione bambina della meraviglia ipermoderna, e io non sapevo cosa farne. Il mio amore per la cucina, nel senso di gastronomia, arrivò fino a mettere i chewing-gum - rigorosamente già masticati, come buttare via le "cicche", considerate genere di lusso pur nella versione già usata? - nei deliziosi cassettini mignon, con maniglina in proporzione, azzurri. E lì mi fermai.

Niente bucce, foglie, sassolini, biglietti o piccoli rami: tutto ciò che costituiva l'immaginario alimentare infantile mi era ignoto, e lo trascurai: come piccolissimi biscotti marziani, le mie palline di gomma indurivano nei cassetti miniaturizzati, quiete quiete.  
 

mercoledì, giugno 15, 2011

NUMERI E PERSONE


 
E così, abbiamo festeggiato, e con che gioia e sollievo. 
Se avete in mente l'allegro casino dei video dei festeggi romani, be', qui nella Città del Mugugno ci si è invece rallegrati in questo modo: in piazza, ma pochi per volta. Che alle 15 si lavora ancora, alle 16 qualcuno fa merenda, alle 17 forse arrivano tutti, alle 18 che gioia che gioia, alle 18.15 mi tocca di andare, alle 19 chi si fa l'aperitivo? 
Rigorosamente banditi strumenti e oggetti atti a produrre o amplificare rumore: c'è un furgoncino con le casse, ma la musica disturba il Festival di Poesia - che fa, a sua volta, musica per i fatti suoi dentro al palazzo. 
Un coro o due osano un canto, nessuno si unisce. 
Una ragazza urla "Abbiamo vinto, abbiamo vinto!", nessuno si unisce. 
Gira  focaccia in un cartoccio, un po' di sangria già finita alle 17, e non arriva altro.
Chi ha portato il pennarello per fare il proprio cartello ha dimenticato lo scotch e se lo appende sbilenco alla tracolla, così che si faccia fatica a leggerlo, non fosse mai che veniamo meno alla "giusta misura"; chi lancia timidi slogan presto s'azzittisce sotto le occhiate, partecipi ma mute, degli altri. 

Però ci si abbraccia, e si fotografa, e si ride e ci si congratula. E insomma alla fine va bene anche così, siam mica foresti con le loro usanze barbare e caciarose. 
E se ci fosse una nuvoletta dei pensieri come nei fumetti, su tutta la piazza campeggerebbe un gigantesco "Speriamo..." Speriamo che sia finita davvero, che il vento cambi sul serio, che sia solo la seconda vittoria su tante future, che non riescano a imbrogliare di nuovo le carte, che noi stessi o chi per noi non roviniamo tutto. Speriamo.

Ma per l'intanto, anche se i festeggi sono mosci, lasciamoceli godere ancora un po'. Magari raccogliendo le storie del poi, quelle che rimarranno nella memoria colletiva e quelle che spariranno fra poco in virtù del loro stesso grande numero. Come quelle di chi ha accompagnato a votare un vicino disabile, la vecchietta del piano sopra, il vecchio zio non-vedente, un genitore svanito: contento e orgoglioso di contribuire così alla battaglia, e al tempo stesso mortificato di dover "usare" chi avrebbe fatto a meno di muoversi. 
O le storie dei timidi che di colpo si sono fatti audaci per convincere il negoziante, il passeggero dell'autobus, il terribile parente. O chi, alla risposta via sms "Chi cazzo sei per dirmi cosa devo fare?" all'invito ad andare a votare, ha risposto "Ma come, hai perso il mio numero? sono Giovanni!". E ci piace pensare che il tipo sia ancora lì a chiedersi quale Giovanni si sia rivelato uno sporco comunista, ma ancora di più ci piace pensare che abbia creduto che a invitarlo al voto fosse un suo collega di qualche bieco partito, pronto a saltare sul carro dei vincitori.
Perchè la creatività, la fantasia e il divertimento sono stati la chiave di volta della costruzione di questa opposizione che sembrava persa e annichilita, e che si è ritrovata: ma questo lo stanno già dicendo tutti.
Quello che non dicono è che, vicino ai fantasiosi e alle loro goduriose creazioni sul web, c'è stato un altro sacco di gente che si è mobilitata in sordina, senza troppo parere: come l'ufficio postale che si è adoperato perchè il certificato elettorale di una mia amica, spedito da casa il giorno prima, le arrivasse in tempo per votare.
Io ho pensato alla "zona grigia" della Resistenza, la definizione con cui una parte della storiografia pur di sinistra definisce il pezzo di popolazione che mantenne la propria indifferenza verso ciò che stava accadendo. La zona grigia fu per un certo periodo oggetto di accese discussioni in casa nostra, non chiedetemi perchè: e io, che sostenevo la masochistica parzialità delle definizione, dicevo che probabilmente molte persone avevano fatto piccole cose che non erano mai apparse da nessuna parte , altro che indifferenza. Gli uffici postali, gli accompagnatori, i condividi di facebook... chi li ricorderà domani? 
Dentro a una percentuale le storie non ci sono.

giovedì, marzo 31, 2011

SVENDESI

Ho fatto a meno di vedere lo show del nanomalefico. Vedere (pochissimi) video sul web invece che in TV ti permette di scegliere: di solito scelgo niente del tutto, ma oggi mi sono guardata Franceschini (voto 8, se anche evita di accodarsi a chi agita lo spettro dello violenza sessuale è meglio, neh? ma se tutto fa, gli passiamo anche questa) e Bersani (voto 6, sbaglia tutte le conclusioni, gli ha mai detto nessuno che sono incomprensibili?). 

Però lo schifo di quel buffone che va a parlare di ville e casinò mentre la gente muore sui barconi, no, non lo posso reggere. E credo che ci faccia vergogna, a noi tutti, che lui pensi di poter condire via - come si dice dalle mie parti, il significato è intuitivo  - la gente di Lampedusa in questo modo, facendo baluginare ancora una volta dollarones, lussi, promesse di notorietà.
Quella stessa gente che, per quello che se ne sa quassù, fino a oggi era stata ammirevole, evitando di riversare su altri poveracci una rabbia che pure sarebbe stata giusta perchè, come disse una donna del sud all'epoca della rabbia indirizzata contro i rom "noi qua stiamo già una chiavica, se ci vengono pure loro..." . 
Eppure no, la gente di Lampedusa ha anche fatto un monumento ai migranti, una grande porta aperta sul mare, e li ha aiutati sfidando leggi inique: e forse anche per questo, il governo di malfattori che abbiamo li ha puniti lasciando che sull'isola la situazione diventasse esplosiva, per gli abitanti e i rifugiati. Ma non meritano comunque di essere insultati con promesse di soldi facili, di arricchimento servile. 

Se il nano può farlo e lo fa, è perchè questa sciagurata nazione è risultata troppo spesso pronta a vendersi, a lasciarsi attrarre dal gatto e la volpe che promettono monete sotto l'albero, senza porsi problemi morali, come la vergognosissima farsa della finta terremotata in Tv ha dimostrato. 
E questo è quello che va facendo, con metodo e determinazione, questo governo che ormai non finge neanche più la democrazia, se non nei suoi discorsi piagnoni e rivendicativi: sta svendendo tutto, coscientemente. Il disegno di fare dell'Italia esattamente la chiavica dell'Europa è sempre più chiaro: le centrali nucleari che gli altri dismettono, i trasporti ferroviari distrutti e vilipesi  quando gli altri li potenziano, la cultura azzerata, il turismo riportato a quando eravamo così poveri, così ignoranti, così pittoreschi, che gli altri venivano a vederci. 
I giochi sono quasi fatti, non ci vuole ancora molto per trasformare il Bel Paese nel paradiso di finanziare e multinazionali, i "nuovi agrari" del nuovo millennio, che come allora sostengono il fascismo. Un fascismo in linea coi tempi che, come succede nelle strade dei centri storici svenduti, tiene il nome dei vecchi e onesti negozi e ci mette dentro l'orpellume firmato.
Ma perchè c'era solo il popolo viola fuori Monetcitorio? Perchè nessuno ha lanciato una mobilitazione immediata? Perchè il Pd pensa che possa bastare, ridicolmente, la voce e la protesta di due suoi esponenti, invece di quelle delle migliaia che sarebbero disposti a farla sentire? Dove sono le Fabbriche di Sel, le genti di Rifonda, dove sono i democratici sinceri? Cosa possiamo fare?

Scusate lo sfogo: in una giornata in cui il mio animo potrebbe e dovrebbe essere sollevato per i fatti miei, i fatti di tutti mi disgustano e non riesco a non raccontarvi la mia rabbia, che comprende quella di ieri. Con i manifesti della Moratti ovunque in giro, a Milano, il suo sorriso falso come le loro promesse in un dispendio di soldi che balza agli occhi, con i mendicanti che non stanno fermi ma elemosinano mentre camminano e perfino loro sono aggressivi, con il venditore di incensi con cui due fanno prima gli amiconi e poi, tirando fuori un tesserino:"Facci vedere i documenti, bastardo". 
Con la voce monotona che nelle stazioni annuncia ritardi di venti, quaranta minuti in treni che partono trenta chilometri più in là, e treni "soppressi" , che tu debba andare a lavorare oppure a Zurigo, e lo sai solo all'ultimo momento.  Con le facce tese e le scarpe scalcagnate di immigrati tristi, in giro da soli nelle zone più brutte di brutti paesi. Con la paura che anche qui, nell' "oasi felice" come la definiscono tutti tranne gli stessi genovesi, stiano arrivando, siano già arrivati, a imporre questo schifo di modo di vivere, dove la paura è l'alleato fedele dei padroni.
 

mercoledì, marzo 30, 2011

GITA SOCIALE (partecipanti due)




Gita a Milano. E già che si era lì si è tirato lungo fino a questo posto con la pretura fatta con la scatola delle costruzioni, dove ci aspettava da un po' la mostra di Giacometti.


E, ve lo dico subito, non è che sia proprio facile trovare robe in giro che ti lasciano lì come un allocco, a guardare intanto che stai zitto e non ti accorgi del tuo silenzio. Questa è così, e ti becca appena entrato. Solo dopo, dopo che ti sei riscosso dalla figura di donna che ti accoglie con i suoi spigoli e le sue zampe di ragno, ti accorgi che è bello tutto: le opere 
esposte, ovvio, ma gli schizzi e i quadretti, le frasi, l'autroritratto di Van Gogh copiato sul libro stesso che lo riproduce, le note sulle pagine di giornale. E l'allestimento ascetico, geometrico, bianco e grigio di luce e di specchi e di grandi foto, di ombre di scure figure allampanate, di visi che si vedono solo di profilo, di materia cruda - che sia metallo, colore o matita - che vien fuori in fili e bozzi, in protuberanze e sovrapposizioni, a formare guance e nasi, labbra e menti e capelli. 
Ammetto facilmente che mi sto lasciando trascinare dall'entusiasmo ma, credo, a ragione ragionissima: però non insisto più in una impossibile descrizione e mi limito a segnalare la mostra a tutti quelli che ci possono andare.  E a usare per i miei scopi perversi due frasi giacomettiane: la prima va benissimo per il mio blog, questa seconda dovrebbe stare dietro la scrivania, contro tutti  i perfezionismi - e anche le presunzioni.




Ma un viaggio, sia pur minimo, porta sempre un sacco di pensieri, osservazioni, impressioni, domande. Per esempio, perchè in metropolitana non ci sono odori (a dire il vero, c'è l'odore di assenza di odori, ma si va sul sofistico) ? una spiegazione ci sarà, ma non la so.
Più seriamente, avete notato che più le amministrazioni sono contro l'immigrazione e la povertà, più immigrati e poveri sembrano pericolosi e importuni? 
E, ancora : ai vertici di Trenitalia ci sono dei pazzi dichiarati? Dopo aver sentito, alla stazione di Milano, che "il treno eurostar per Zurigo oggi non presterà servizio" ne sono convinta: inutile precisare che l'annuncio era dato mezz'ora prima della prevista partenza, e non era certo l'unico di quel tipo.
Ma questi sono i trailer dei prossimi post, che la sveglia all'alba non fa bene alle elucubrazioni notturne.
E, a proposito: ho visto l'alba, ho visto l'alba... nonnò, non mi fregate. Ho avuto la conferma che fra alba e tramonto è il secondo che merita di essere visto, non c'è proprio gara: sappiatelo, amici gufi.

mercoledì, gennaio 19, 2011

EGGIA'

 Come i lettori di questo blog sicuramente sanno, è iniziata la campagna sui media a favore del nucleare, con interventi più o meno, ma soprattutto più, subdoli. 
Greenpeace risponde ironicamente. Chi è contro il nucleare riprenda questo video e lo faccia girare, chè questa è una delle cose che probabilmente non si fermeranno, ormai, con la semplice caduta del governo - ammesso che ci si arrivi.


http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/nucleare-il-contro-spot-di-greenpeace-usa-l-ironia/60087?video


martedì, gennaio 18, 2011

ADDIO, E GRAZIE PER TUTTO IL PESCE ?

Ecco, anche oggi niente foto di passi e passeggiate, ma domani torna. 
Nell'intanto, mi aggiorno un po' su fatti e fatterelli, sempre più disgustantemente e incredulmente come direbbe Cetto La Qualunque - il quale è arrivato a sfondare perfino il mio isolamento televisivo. 
Ma, insomma almeno le vergognose vergogne del premier (no, non "nostro", che mio non è mai stato) hanno avuto il relativo vantaggio di farmi leggere un bell'articolo della grande Natalia Aspesi, che riesce a mettere un sorriso nella squallida vicenda.  Disgustantemente, ma sorriso. 
E, non bastasse, ho appurato che le norme che puniscono la sosfisticazione, adulterazione ecc. alimentare si sono salvate: per il rotto della cuffia, diceva l'articolo, ma insomma ci sono ancora. 
Ah, be', un sorriso e un sollievo... non male, no?  Ma poi sono arrivata su Facebook: dove, tra video sbeffeggianti e commenti alle note vicende, ce n'è anche una meno nota: ve la riporto da qui, a voi che non avete o anche avete il facciabuco ove tutto scorre:

"L’assessore alla cultura della provincia di Venezia, l’ex-missino-oggi-berlusconiano Speranzon, ha accolto il suggerimento di un suo collega di partito e intimerà alle biblioteche del veneziano di:
1) rimuovere dagli scaffali i libri di tutti gli autori che nel 2004 firmarono un appello dove si chiedeva la scarcerazione di Cesare Battisti;
2) rinunciare a organizzare iniziative con tali scrittori (vanno dichiarati “persone sgradite”, dice).
Il bibliotecario che non accetterà il diktat “se ne assumerà la responsabilità”.
Si allude forse al congelamento di fondi, al mancato patrocinio delle iniziative, al mobbing, a campagne stampa ostili?
La proposta ha avuto il plauso del COISP, un sindacato di polizia. Così il bibliotecario ci pensa due volte, prima di mettersi contro l’ente locale e le forze dell’ordine.
Una cricca di “sinceri democratici” si sta già muovendo per estendere la cosa a tutto il Veneto, ed è probabile che l’iniziativa venga emulata oltre i confini regionali."

Ci si chiede, come già altri prima di noi: Che fare? oltre a sperare che abbia ragione il taxista, sconfortantemente.

Ma senza, in verità, metterci su il cuore. Perchè, se avete voglia di guardare ancora un dato, andate a vedervi i commenti a questo articolo  di Rossanda su Fiat e dintorni. 
Se non ne avete voglia, ve lo riassumo così: Rossanda dice, prevedibilmente, che alla Fiat non abbiamo perso, nonostante i numeri. E' una tesi che si può sostenere, tanto più se conclude:
"Salutiamo con rispetto, noi che non riusciamo a fare granché, quel 46% di Cipputi che a Torino, dopo Pomigliano, permette di dire che non proprio tutto il paese è nella merda."
 Insomma, Rossanda scrive sul Manifesto, non sul Sole 24ore, no?
No: nei commenti uno su due le dà addosso, in un modo o nell'altro. Allora uno (io) pensa: ma mettici anche i soliti troll che scrivono per dare fastidio, mettici il consueto squilibrato che non manca mai... ma gli altri? Che non è che scrivono al Manifesto per dire "compagna Rossanda, evviva gli operai ma secondo me ti sbagli su questo e quest'altro..." No, scrivono per dire che c'ha ragione Marchionne, o almeno il 54%, o che comunque va rispettato, bandiera molla capitalismo trionferà. 
Mi chiedo: ma chi sono, ma perchè? Compagni che sbagliano? Margheriti residuali lasciati in secca sulle rive del Manifesto? Elettori di destra che non c'hanno un tubo da fare tutto il giorno?
Vien  da pensare, però, che siano tanti piccoli Fassini. Ed è l'ipotesi peggiore.

Soprattutto se ha ragione il guru degli oroscopi di sinistra, che per questa settimana prevede che ai Tori verrà fatto lo scherzetto di fargli passare sotto il naso qualcosa che non si aspettano mentre sono concentrati su qualcos'altro. Se il video in cui viene illustrato il borghezipensiero  è verace e veritiero, per esempio... mmmm, forse in Italia siamo nati tutti sotto il segno del Toro, eh?


lunedì, gennaio 17, 2011

VOX TAXI VOX DEI


 Con una macchina e tre patenti, ogni tanto qui da noi si prende il taxi. Questo è l'antefatto.
Ed è stato così che una tarda sera di queste, tornando dal centro, ci è capitato per la seconda volta il Lenny Bruce dei taxisti. La sua vis comica è assolutamente grandiosa: con pesantissimo accento dell'entroterra ( i foresti si immaginino un genovese ancor più strascicato e cadenzato), inframmezzato da schiocchi con lingua e simulate esitazioni - "mbeeeeehh", con la "e"  stretta - dà dell'imbecille all'umanità intera, senza scomporsi nè inveire. " Dixan che ciove, mbeeeh...  Ma, io sto in campagna e non me ne importa (schiocco) , però nella mia ignoransa basta alsare un po' il naso, no? Che se c'è nuvole che son spesse mezzo metro... cosa vuoi che ciove, scemmu? Diverso è quando le nubi sono spesse, mbeeeh, dieci metri, per dire. Allora (schiocco) allora può anche darsi che venga a piovere." "Che c'è scritto, sui tabelloni, mbeeh, c'è scritto: dopo il sorpasso rientra sulla destra, come se io non lo sapevo, scemmu di scemmi." Scuote appena la testa nella sua tristezza filosofica, e ci ricorda (chè la complicata storia ce l'ha già raccontata la volta scorsa, e c'entravano un'ascia e una cantina) che lui "figuriamoci, sono anni che tra fratello e parenti vado avanti indietro dal Tribunale, dov'è il problema, per me?"
Facciamo tutta la strada dentro la Rocca ridendo di gusto. Non alle sue spalle, sia chiaro, ma perchè è uno straordinario interprete della genovesità più testarda ("Mi ha telefonato mia moglie che ci stava mettendo le mani addosso. Sono corso subito, e poi lì dal giudice mi han detto cosa avevo fatto. Perchè, mbeeeh... se lei vede uno che ci mette le mani in faccia a sua moglie, ci dice ciao bello daghene un po' anche per me? Io non credo, no?). Meglio del cinema, e più economico.

Questa sera, invece, era il turno di un ragazzotto vispo e dinamico che, saputo il mestiere dell'uomobarbuto. ha detto tutto gioviale e soddisfatto:" Ma pensi, che la Repubblica è stato l'unico giornale che leggevo!" Quel passato, un capolavoro.

E, infine, la profezia del taxista: con gli italiani, dice, non si sa mai. Anche Craxi, c'era ancora gente che lo votava e che ci credeva: poi gli han tirato le monetine e da un momento all'altro è finito. Anche il mascelluto, uguale: chi non stava in montagna mica lo sapeva che ormai era bell'e che fritto. E quindi, ecco, non si sa mai...

Avesse ragione, gli pago una corsa a vuoto.

Per la foto vi dovete accontentare di una dei giorni scorsi, perchè oggi è stata giornata di saldi. Però anche oggi c'era il sole, quindi baro solo un pochino.


venerdì, gennaio 14, 2011

IL LEGITTIMO TRAMONTO


Siamo di fronte a un dilemma. Se esco, faccio foto. Se faccio foto, esco. Se esco e faccio foto, mi piace postarne almeno una. Se scarico e valuto le foto per decidere quale postare... be', ecco, adesso per esempio sono le undici passate. 

Ma il tramonto era così bello che si mangia perfino la notizia del legittimo impedimento semi-affossato,
senza che ci si debba sentire in colpa.
Che poi, diciamolo: ormai prende lo strizzone di stomaco solo a guardare i titoli dei giornali, per non parlare di quando ci si trova davanti la faccia del nano malefico. Allora, non so voi, ma io evito ancor più di pria e la considero legittima difesa:  e se per caso c'è una buona notizia - buona per noi - stento a crederci, nè mi aiuta a capire la caratteristica ambiguità del giornalismo italiano quando si tratta di gioire se il re è nudo. Sarebbe bello e semplice, ormai, se invece di tanti discorsi si desse - nel titolo, in fondo al pezzo, dove sembra più carino e immediato - il punteggio: noi 1-nanomalefico 0.  Non fosse mai che il linguaggio calcistico ottiene come risultato una qual certa partecipazione di chi finora se n'è fottuto... perchè noi, sia detto con possibilità di smentita come va sempre a finire, avremmo proprio bisogno di un cambioturno, neh?


venerdì, dicembre 17, 2010

DECEMBER MORE


Come le donne nelle più bieche opinioni maschiliste, questo blog più è trascurato più mi dà soddisfazioni. Nel senso di numero di visite, chè se devo aspettare i commenti... neh?
Ma sta di fatto che sulla macumba si è impastata l'influenza, sull'influenza i compleanni, sui compleanni lo shopping di natale, sullo shopping... 
Come in quella fiaba dove la vecchietta maligna sbaglia il desiderio e tutto le si appiccica sul naso, così dicembre è sempre stato un mese in cui ogni cosa va a finire a ridosso di un'altra, senza il tempo di tirare il fiato. Sotto l'albero c'è solo la metà dei pacchettini, solo la metà degli amici è stata avvisata che, come sempre, anche questo natale casa nostra sarà aperta a chiunque voglia arrivare, solo la metà degli armadi di cui avevo previsto la riorganizzazione è stato riordinato, neanche la metà delle idee è stata realizzata, e via di seguito. 

E quest'anno è anche l'anniversario numero 30 del matrimonio con l'uomo barbuto. Impressionante. Anche perchè, non ci fossero stati altri motivi, il festeggiare l'anniversario ogni anno subito prima di natale sarebbe potuto bastare come motivo di divorzio. E invece.

 
Perciò, ecco, la macumba che non ha raggiunto il suo obiettivo, la crisi che si fa finta non esista (da Coin sono in vendita orribili pupazzi ghignanti che dicono "E basta con 'sta crisi!": un regalo geniale, vero? ), le camionette incendiate e il provocatore con la pala - fifone, del resto: avete notato che fa tutti i gesti ma non colpisce nessuno e se ne sta a prudente distanza? -  ve li lascio tutti, almeno per qualche giorno, e me ne vado.
Torno praticamente subito, purtroppo, a sfracellarmi i marroni in questo assurdissimo Paese, ma l'intervallo servirà a ricordarmi che c'è gente al mondo che non viene convocata dall'Ufficio Imposte per un errore di due centesimi a credito. Sì, avete letto bene: è stata scoperta questa stratosferica differenza di due centesimi a nostro favore nel conteggio fatto dall'Ufficio stesso, ragione per cui è stata aperta un'altra pratica sulla stessa vicenda. Pratica che, lo so già,  potrà perseguitarci fin oltre la morte, accumulando debito pubblico sui nostri due centesimi che volentieri doneremmo, perfino allo Stato. 
Ma non ci penserò, in questi giorni, così da poter tornare con la letizia nel cuore e l'allegria nell'animo, come natale comanda. 
Statemi bene.

martedì, novembre 16, 2010

IL RELATIVO


Si parla dell'Italia, e si parla ovviamente del nanomalefico, con un ospite arrivato da Israele. Convinto, dal canto suo, che non ci sia nulla di peggio della corruzione che esiste oggi, più a livello politico che finanziario, nel suo Paese. Nel dir così vede le nostre facce scettiche, ma sorride mentre noi commentiamo che quanto a corruzione nessuno può batterci,  hai visto che figure di merda ci fa fare il gerontonano nel mondo?

Uff, storie, ribatte lui in un buffo ma efficace italiano: a voi sembra che il vostro capo di stato sia il peggio del peggio, ma non è così. "Noi abbiamo pezzettino di telegiornale con notizie osè dal mondo, berlusconi ha angolo tutto suo, lì, tutti i giorni. Forse vero che in Europa lui è peggio di tutti altri, però questo è concetto relativo. Nel mondo c'è peggio... tanti Paesi di Africa, per esempio."

Non lo dice per confortarci. Anzi, c'è una qual certa soddisfazione nel rimetterci al nostro posto, come se noi, in mancanza di meglio, ci potessimo vantare del negativo: anche nelle storiazze del pornogoverno, anche nel ridicolo... be', è importante ricordarsi che ormai la scala è una sola per tutto il mondo, dice.

E' bellissimo raccogliere i pareri degli stranieri sull'Italia, come già ebbi occasione di dire...

lunedì, novembre 08, 2010

PENSIERO IMMEDIATO



 Il treno delle scorie radioattive dalla Francia alla Germania è passato, com'era prevedibile, nonostante le affollate proteste degli ambientalisti e  gli scontri con la polizia. Mi sono guardata il filmato, guardatelo anche voi se non l'avete ancora visto, chè già l'aspetto del carico non si può dire tranquillizzi. 

E un'osservazione sulla politica a favore del nucleare qui da noi sorge spontanea: ma ve li immaginate, questi treni in giro per la rete ferroviaria italiana? quella che viene bloccata da una mareggiata e dalle frane, quella che non controlla se stanno cedendo bulloni o binari, quella che sopprime i treni e fa casino con gli scambi? Quella dell'incidente di Viareggio?

Perchè si fa in fretta a sostenere belle posizioni teoriche, ma soprattutto in questo Paese la pratica è poi tutta un'altra storia...

lunedì, marzo 08, 2010

COME POTEVAMO NOI CANTARE?


E' una tristissima giornata della donna, questa. Triste per le donne come per gli uomini, dopo il colpo di mano del governo e la debolissima reazione dell'opposizione, che non sa neppure raccogliere la pesante, e tanta, indignazione che si raccoglie sul web. Facebook invece delle sezioni, i gruppi che si formano subito, i commenti che parlano di "schifo" e di "nausea", ma anche e soprattutto del non poterne più. E neanche così il Pd, putroppo ancora l'unico che potrebbe raccogliere voci e sentimenti e trasformarle in persone ed azioni, è capace di muoversi con tempestività, con decisione. C'è il popolo viola in piazza, non le bandiere del Pd. E anche se sono certa che molto del popolo viola l'anima ce l'ha ancora rossa, non è tranquillizzante sapere che l'opposizione più visibile è affidata a Di Pietro.

Inutile proseguire, inutile sottolineare come questo clima, queste forme di autoritarismo sempre più smaccate, questo contagio che si allarga a macchia d'olio partendo dall'alto di quella trista malattia che è la supremazia del più forte, questa tracotanza che anche nei modi non si preoccupa di nascondere il disprezzo per l'Altro - qualunque Altro sia - non sia certo un clima in cui si può festeggiare la Giornata della Donna.
Si può, è evidente, partecipare a quelle penose volgarizzazioni commerciali che sono gli spettacoli di spogliarello maschile - ma di chi partecipa a queste cose è meglio non parlare, neh? - e si può magari anche essere contente della solita Cena-Finalmente-Tra-Donne (una all'anno, stica!).
Ma se venisse la tentazione di essere allegre davvero, di pensare che dopotutto...però... in fondo... ecco, si può sempre farsi venire in mente il video che trovate
qui.
Non abbiate timore a guardarlo, è comico. Per i francesi.

venerdì, gennaio 29, 2010

MIGRANTI


L'ennesima malefatta di Silvio il flagello diddio è la deregulation sulla caccia. Vien fatto notare, non bastasse la previsione di strage di animali, che si potrà sparare in agosto, quando per boschi e prati ci sono anche villeggianti, specie umana finora protetta.
Ma forse non è un caso che il provvedimento liberalizzi la caccia nel periodo delle migrazioni, che qualcuno glielo dica che non si tratta di un replay di Rosarno che tanto gli è piaciuto...
Nell'intanto, sostenete e diffondete l'appello delle 100 associazioni, va'.

CACCIA, “BERLUSCONI, FERMA LA STRAGE”.
Appello di 100 associazioni da tutta Italia al Presidente del Consiglio
“Cancellare l’articolo 38 dalla Legge Comunitaria. E’ un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il via libera ad nuovo assalto agli animali”.

“Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca
l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo
ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia”.
E’ l’appello urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche,
culturali, sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono
stamattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato
della Legge Comunitaria.
Una valanga di adesioni che non si ferma.
“L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della
stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i
già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di
cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani
che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.
Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il
divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci
contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo?
Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione
venatoria.
E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una
riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.
Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in
particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando
questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni
ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la
natura, la tranquillità dei cittadini”.

Segue elenco associazioni

venerdì, gennaio 08, 2010

E GLI ALTRI?


Dove va il bambino 31%? E nelle classi dove gli italiani non raggiungono il 70% - perchè non sono nei quartieri di pertinenza, e magari neanche un po' più in là - cosa si fa, li si noleggia? o si fanno classi piccolissime, così che sette bambini italiani possano diventare un bel 70%?
Oddio, magari la ministra li ha già previsti questi casi, nella sua mente razionalissima, e sono io che non so le risposte, sicuramente geniali. Ma me le guardo dopo che ho finito di vomitare, neh?

giovedì, ottobre 08, 2009

PASSERA', 'A NUTTATA?


Giornatona, ieri, chè in fondo mica ci speravamo nella bocciatura del Lodo. E la notizia, saputa questa volta davvero in tempo reale poichè in molti si era lì ad aspettarla in vivolive, è stata accolta da entusiasmi, nonchè da un certo panico quando si è saputo che palazzo grazioli e palazzo chigi erano presidiati da poliziotti e blindati che non facevano passare nessuno, neanche i pedoni.
Ma se mi state leggendo, per ora l'allarme si è tradotto in uno sfogo - ormai sempre più dissennato, sempre meno sotto il controllo dei freni inibitori - dell'uomomalato contro i giudici di sinistra e il presidente della repubblica pure, che ce l'hanno tutti con me.

Ma ormai queste cose si sanno tutte e piace scriverle qui solo a futura memoria, del momento in cui... in cui accadde/accadrà cosa? si dice Fini con l'appoggio di D'Alema: 'a nuttata non vuole proprio passare, allora.
Però possiamo aspettare ancora qualche puntata di questa telenovela che ormai è diventata la politica italiana, sicuri che ci darà emozioni e batticuori con inconsueti effetti speciali. Reparti speciali, invece, speriamo no, anche se emozioni e batticuori sarebbero ancor più.

Nel frattempo, un'altra bella notizia è arrivata dai tribunali, e precisamente da quello di Agrigento, come scrive il Manifesto: "Assolti con formula piena, perché il fatto non costituisce reato. Non è reato, cioè, salvare vite umane in mare. Per fortuna. Si conclude così dopo cinque anni la vicenda della Cap Anamur, la nave appartenente all’omonima associazione tedesca che nel 2004 trasse in salvo in acque internazionali 37 migranti che si trovavano su un gommone in avaria."
Fra una battuta e l'altra sul lodo mancato, andatevi magari a leggere il pezzo sulla vicenda, che racconta un'altra storia tutta italiana.

sabato, settembre 19, 2009

FARSA O REALITY ?


Una mattina, questa, mi sono svegliata e il primo titolo di republikit è bastato a farmi spavento: Brunetta: "Sinistra parassitaria, vada a morire ammazzata"
Non per la sua faccia nella foto accanto, che già fa piuttosto orrore
Non per l' eleganza dell'esternazione

Non per l'idiozia di collocare a sinistra le rendite parassitarie
Non per la menzogna secondo cui il governo attuale ha appunto l'obiettivo di colpire questo tipo di rendite
Non per l'assurdità secondo cui la sinistra avrebbe dovuto "esserci" mentre il governo gestiva la crisi di cui non ha mai ammesso l'esistenza.
Non per la presunzione e l'inconsistenza di voler vedere una sinistra "perbene" e una "per male" (????)

Ma per quell'accenno, delirante e tuttavia diretto, a un colpo di stato.


Ora, si sa che il golpe è la paranoia -fondata - della nostra generazione.
Ma è un fatto che quando un golpe c'è stato, è sempre stato giustificato con la necessità di opporsi a un colpo di stato della sinistra.
E finchè il pazzo è uno, per quanto primo fra tutti, uno rimane. Quando diventano due a delirare... mah, è ancora il caso di considerarlo cabaret?
Un minimo conforto, che non basta ad allontanare le paranoie, ma quanto meno fa sperare, sono i commenti allo stesso articolo sul Corriere.it. Non li ho letti tutti 237, quanti sono finora, ma fino a dove sono arrivata non ce n'è neppure uno favorevole al
secondonano.
Basterà?

lunedì, settembre 07, 2009

LA RICREAZIONE E' FINITA


Lo so, lo so, che almeno a qualcuno dei miei lettori la Svizzera ci piace poco o niente. Ma io ne sono appena tornata, dopo una settimana sul lago di Thun, e il benvenuto me l'han dato le fiamme e i Canadair, che non smettono neanche ora.
Come si può immaginare anche dalle foto di alberi postate in questo blog, gli incendi del nostro già ben scarso verde mi intristiscono e mi rendono furente, come se non bastasse il delirio quotidiano di sua maestà Uomomalato I.

Che allora uno non pensa solo alla piscina calda au bord du lac, chè si sa le vacanze sono vacanze e presto finiscono: ma, checchè se ne dica, pensa anche ai prati senza eternit e cemento e roghi, alle strade senza cacche, agli autobus senza gradini troppo alti, alle case senza sbarre e senza antifurto, alle bici senza lucchetti, ai negozi senza saracinesche, ai conti senza imbrogli.
O al parco - bellissimo, curato, secolare - che non disdegna di mettere a bilancio i 5 franchi del sacchetto di pigne (senza orpelli, un sacchetto di plastica pieno di pigne e bona l'è) raccolte dal giardiniere e vendute come decorazioni o per il camino. O alla strada lungo il lago senza traffico, e quindi senza costosi e odiosi raccordi e raddoppi, anche di sabato e domenica. O ai ragazzi che si buttano nel fiume dai ponti della città, senza urla o schiamazzi, semplicemente divertendosi a tuffarsi nella corrente, per poi uscire più in giù e camminare sui marciapiedi (gelidi, che la giornata non è bella) in costume e piedi nudi. Così come a piedi nudi è un tipo strano ai grandi magazzini che va su e giù per le scale mobili: ma non dà fastidio a nessuno e nessuno gli dice niente. E nessuno si scandalizza, del resto, dei bambini che dormono su un sottile materassino steso sul selciato: la loro mamma ha allestito un piccolo stand di roba usata, nel mercatino più onesto e carino del mondo, e loro si adattano. Più vispi i bambini di fronte, che si sono inventati la pesca a sorpresa. Ancora più vivace, però, è la gentilissima signora che ci spiega tutto del Museo dell' Orologio (sissì, c'è davvero!) e racconta, con una grande cura nel tradurre correttamente il suo tedesco solo per noi, che quando lei era piccola nelle stazioni c'erano carillon che sembravano teatri di burattini e si animavano con dieci centesimi. Ma oggi, depreca, con questo vandalismo non è più possibile... Vien voglia di portarla in una qualsiasi stazione italiana e vedere se ha ancora voglia di deprecare.

Perchè, certo, i diversi equivalenti italiani di tutto ciò sarebbero stati più divertiti e divertenti, forse più creativi, sicuramente più disordinati, e imprevedibili e casinisti e furbi. Oddio, può essere una consolazione anche questa. O no?

venerdì, luglio 24, 2009

ENNESIMA MALEFATTA DEL NANO




La vignetta è di Disegni per la Lipu, la trovate anche su facciabuco con l'invito a diffonderla il più possibile; la notizia è una proposta di legge vergognosa, talmente vergognosa da indurre - pare - chi se l'era così furbamente inventata (il senatore Orsi, appunto) a una retromarcia. Fra i testimonial contro c'è anche gente che non ci piace, ma forse proprio loro sono il segnale di quanto fosse becera - e non è detto che le modifiche la rendano accettabile - l'ennesima pensata della banda del buco.

giovedì, giugno 04, 2009

EGGIA'


"Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercita in effetti il benchè minimo potere. E' sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare non sono quelle tipiche del leader: la sua fondamentale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione, scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sia in grado di provocare il furore della gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l'attenzione della gente dal potere stesso."

Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti, 1979.

Se pensate sia solo un romanzo di fantascienza, guardate un po' qui cosa passa 'ntanto che noi si guarda i vizi privati delle pubbliche virtù.

venerdì, maggio 22, 2009

PER ORA


Se per caso a qualcuno venisse un dubbio sulle ultime, vergognose vicende, le cose stanno così:

(...) per quanto riguarda la scuola, la legislazione in vigore prevede all’art 45, comma 1, del Testo Unico sull'immigrazione, senza lasciare spazio a dubbi, che “i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. L’iscrizione dei minori stranieri nelle scuote italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva”. E al comma 2 specifica che “l’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado”


Tanto per saperlo, vi capitasse mai di discuterne, neh?