martedì, aprile 29, 2008

E SE...


... una volta tanto lo costruissimo noi, un muro? Ci chiudiamo dentro qui, quatti quatti, senza dir niente a nessuno.
Ci chiudiamo dentro anche con la Marta, che d'ora in poi fare gli schizzinosi diventa più difficile e nell'isolamento sarà più facile per l'amicae. darle qualche consiglio in fatto di camicie e capelli. Ci chiudiamo dentro anche con chi, qui, ha votato lega: che la maggior parte, qui, sono confusi nella mente e mica poco, ma forse con un bel muro intorno riusciamo a salvarli dal peggio.
All'inizio, sì, all'inizio magari possiamo chiuderci dentro con tutti quanti, facciamo che siamo zeneizi e basta, nè sampdoriani nè rifonda, così ci cascano tutti: mugugnando, ma ci cascano. Chè se qualcosa dà fastidio ai genovesi sono i foresti, si sa. Qualcuno che ci piace, gli amicici nostri di provata fede, li facciamo entrare di straforo e ci organizziamo così, magari con qualche sortita ogni tanto, ma discreta, senza dirlo a nessuno.
E poi, pian piano, quando i zeneizi si saranno abituati - e non ci vorrà molto, la chiusura ce l'hanno nel dna - casualmente qualcuno rotolerà fuori dal muro: il genialebeppegrillo, per dire uno degli artefici nascosti di questo gran successone politico. Il cardinaldellavergogna, per dirne un altro idem.
E scommetto che se ci mettiamo in casa della nessie con ognuno un
bigliettino quella ventina di nomi ciascuno li tiriamo fuori, anche senza volersi far trascinare dalle questioni personali chè poi un pansa non ci abbia da dire fra cinquant'anni. Eh, sì, anche noi i nostri guai ce li abbiamo, neh? Ma con un bel muro, tutto bello sforacchiato di feritoie, ecco che i nostri guai potrebbero scivolare fuori discretamente, senza troppo rumore, magari durante un concerto così se il guaio strilla nessuno lo sente.
E voglio vedere chi riuscirebbe a rientrare, a farsi aprire la porta dalla famosa ospitalità genovese.

Ecco, ognuno può immaginarsi il particolare che gli piace di più: gli sberleffi dall'alto delle mura, la porticina segreta per accogliere i fuoriusciti romani, i tunnel nascosti di comunicazione con i resistenti di altre città... E noi dentro che pensiamo alle aiuole, a trasformare il Carmine in Montmartre, che cantiamo Bella ciao al ponte monumentale, che compriamo gli aromi arabi nella più vecchia drogheria dei vicoli. La Stalingrado d'Italia: un po' acciaccata anche lei, già, ma - come dicono quelli che i muri gli piacciono - con un bel muro si limitano i danni, no?

4 commenti:

lanessie ha detto...

vedevo e prevedevo...

http://ilblogdellanessie.blogspot.com/2008/01/il-giardino-segreto-io-oggi-vorrei.html

Anonimo ha detto...

"Io preferisco farmi sbranare dai fascisti che farmi
chiudere a genova, con tutta che l'amo, questa città.
E' già piccola così, figurati se facciamo il muro.
E piangere, e chiedere ai fascisti di non lasciarmi
sola coi genovesi :-))))))))))))))))))"
amicae.

lastreganocciola ha detto...

ecco, il punto era proprio questo, amicae., l'aver portato me ad aver voglia di chiudermi in questa città. il pd non sa cos'ha sulla coscienza.

lanessie ha detto...

lo sa lo sa, il pd, che cos'ha sulla coscienza. Non scommetto un centesimo sulla loro innocenza