lunedì, novembre 27, 2006

AH, MA DICIAMOLO, CHE SIAMO PIENI DI BUONE IDEE


e, acc, devo lavorare e non c'ho tempo per altro. e sono già nel panico perchè è dicembre, e per me dicembre, tra compleanni, anniversari e natali è un mese che dovrei solo fare cose che mi piacciono - lavoretti, idee, cibi, pacchetti, tutto un mese così. E invece no, e mi prende l'ansia di quando vuoi che le giornate durino almeno 57 ore. Ma siccome cosi non è, trascuro un po' questo blog cercando di togliermi tutto il mio daffare, però vi segnalo questo video di Chavez, anche per festeggiare la vittoria della sinistra in Ecuador. Chavez spiega l'introduzione della moneta locale alternativa e ve la riassumo sintetica se non avete voglia di seguire il suo spagnolo: i produttori sono obbligati a vendere parte della loro produzione alla "località" che gli dà in cambio moneta che ha valore solo entro confini ristretti prestabiliti. Questa moneta è a scadenza, accumularla non serve a nulla, e può essere impiegata per tutti beni di consumo, ma non per i beni durevoli - in modo che non ci si possano fare su speculazioni. La moneta alternativa è complementare a quella ufficiale, ma ha un ruolo importante nel rilanciare la piccola economia locale e renderla svincolata dal potere delle grandi aziende.
Anche in Europa ci sono già diversi tentativi in questo senso, su base locale o comunitaria, che funzionano, e l'idea è una delle elaborazioni teoriche il movimento no-global (per usare questa pessima definizione, ma non ce ne sono altre) sta andando accumulando e mettendo in pratica.

Ma guardate il video fino all'ultima parola di chavez: vi farà piacere sentire che qualcuno ancora la pronuncia.

COME LA EMA! (I COMMENTI A DOPO...)

You Are Lemon Meringue Pie

You're the perfect combo of sassy and sweet
Those who like you have well refined tastes

giovedì, novembre 23, 2006

NELLE VESTI DI ESPERTO

Be', con tutti quei neretti lì - che io non uso mai ma mentelocale sì e magari c'hanno ragione loro - non è che mi riconosca tanto, però insomma alla mia rubrica ci arrivate da qui:http://www.mentelocale.it/societa/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_16696.
Parla del Natale e del boicottaggio alla multinazionale che produce lo scottex: boicottaggio che è inutile predicare in questa comune-ty di gente saggia e squattrinata, che usa al massimo i sacchetti del pane riciclati.
Però potete aderire alla petizione, che ci è particolarmente gradita perchè questi gentili signori dichiaravano di rispettare rigorosi standard ambientali, e poi utilizzavano fibre proveniente dalle foreste canadesi. Quelle che ci hanno messo millenni per formarsi, che stanno valorosamente combattendo, sempre più sole, contro l'effetto- serra. Perchè il ragionamento che si fa sui tovaglioli e i fazzoletti di carta è che sono "più igienici": uuuuh, quant'è più sano vivere in questa bella caldazza umida buttando via una manciata di alberi e virus ogni volta che ci soffia il naso...
Insomma, aderite qui, va' :http://www.greenpeace.it/community/index.php?id_campagna=1&id_action=6&type=2

QUEL 62%

di narcisismo me lo devo pur meritare, no? e allora darò per buono che stiate tutti fremendo nell'attesa del mio progetto annunciato e commentato con favore, e non dirò che in realtà non merita tanta aspettativa, e neanche vi dirò cos'è, non ancora. Perchè è la una e mezza e ho finito adesso di lavorare alla mia rubrica, che cito qui sempre per il mio 62% e per dare qualcosa da leggere all'amicae., su mentelocale. essa si chiama, indovinate un po'? , "Speriamo in bio" ma non parla di cibo, il link non ce l'ho ancora ma lo trovate. Poi: se riuscissi a mettere le categorie metterei anche l'apposita Mia Martini, e cmq ci sto, e pure al concorso letterario, se ci riesco (bello!). Ci sto al trivial se non ci sono veti figlieschi, e invece venaus me l'aggio a guarda' che non ci ho avuto tempo. Ho risposto a tutto? Che so bene che eravate tutti lì a aspettare me, vero?
E, per favore, che qualcuno tiri su di morale il gabbiano, senza crociate e con molte coccole, non se può più di vederlo rimuginare. anche se è arrivato il suo turno, ahilei.

lunedì, novembre 20, 2006

PROPONIMENTI



che, come tutti i proponimenti, avranno le loro brave eccezioni. il primo è quello di scrivere colorato, che già mi piaceva con la pennastilo e quindi anche qui. il secondo è quello di non scrivere più delle cose su cui tutto il web si anima: ieri mi sono fatta un giretto tra i blog, tanto per vedere chè ormai la giornata lavorativa si era traviata da sè, e ho notato tre cose. La prima è che la comune-ty spicca, pur sullo stesso universale argomento (tipo la campagna di repubblica), per originalità e lucidità di pensiero divergente. La seconda è che, nonostante tutto, è bello che la rete scateni e liberi rifessioni che forse altrimenti non verrebbero neanche mai fatte. La terza è però una sensazione di inutilità, per quanto mi riguarda: e parlo solo per me, naturalmente. Io sulle discussioni sono picciona, ci casco sempre, anche alle cene dove mai bisognerebbe farle. e sul blog uguale, che lì per lì mi sembra importante dire la mia chè mi indigno e mi lascio trascinare. ma in fondo ho pensato che è un po' inutile: se ogni tanto mi leggo con molto piacere il divergentpensiero della comune-ty è più che abbastanza. e
casomai ci discuto a una cena :-) Il che non vuol dire zero attualità - per esempio, il Secret Santa di oggi mi piace, ancorchè molto americano - ma poi il tempo umano è limitato, e ci sono fin troppe altre cose di cui invece nessuno parla.
Per esempio, i libri: e belle assai sono le citazioni metabolizzate del gabbiano e dellanessie. e su questa cosa - dei libri, non delle citazioni - ci ho un progettino che potrebbe diventare randomicamente collettivo. Adesso mi aspetto un sacco di curiosità da parte della comune-ty, così finalmente magari mi decido a farlo invece di rotolarlo in giro per la mente e lasciarlo lì.

domenica, novembre 19, 2006

POI BASTA CON LE COSE PESE, NEH?


La Lilla è la signora che mi aiuta a fare i mestieri, come si dice dalle mie parti. Ha due figli, la più grande ha iniziato la scuola media. Abitano in un quartiere popolare, come tanti: non particolarmente degradato, con una sua "vita di quartiere" in cui il tasso di istruzione non è alto e spesso prevalgono invidie e pettegolezzi di paese, che ora si modellano sulle telenovelas e i giornali da parrucchiere. Ma, insomma, non è certo la banlieu dei Tg. Si parla con lei del caldo che fa, e che sarà sempre peggio. "Ma è vero che sta per finire il mondo?" La Lilla mi spiazza sempre con queste domande, quando non sa qualcosa lo chiede a me. Cerco di spiegarle molto sinteticamente il riscaldamento globale e la fine delle risorse enregetiche, e che è probabile ci aspetti un periodo di casino. "Ma cosa può succedere?" insiste. Le dico che in verità non lo sa nessuno di preciso, purtroppo. " Sai, perchè l'hanno detto a mia figlia che il mondo sta per finire. Lei si è spaventata moltissimo." Penso a un discorso fra ragazzini e già mi si stringe il cuore, a immaginare 'sti pischelli che parlano di fine del mondo. "A scuola, gliel'hanno detto, l'insegnante - aggiunge la Lilla. Questa non è considerata violenza, non finisce su You Tube: epperò quell'insegnante è un criminale, a togliere ogni prospettiva a esseri che stanno crescendo e affacciandosi alla vita. E allora mi chiedo: non c'è forse da meravigliarsi se la classe di questa bambina non ha rovesciato e dato fuoco a tutto, piuttosto che stupirsi se - se - qualcuno lo fa? In questo natale australiano, la mia generazione ritiene di aver davvero diritto di rimproverare la mancanza di rispetto ai ragazzi? Due scuri non fanno un chiaro, come dice il GGG, e non è buttando i banchi contro le finestre che si risolvono i problemi, certo. Ma che faccia di tolla ci vuole, mentre gli orsi vagano in giro e le balene si spiaggiano e gli alberi non hanno ancora perso le foglie e gli iceberg arrivano in nuova zelanda e le guerre continuano a essere guerre (ops, peccato, errore tecnico), a rimproverare ai ragazzi di essere senza speranze. Meno male che una buona parte di loro se ne fotte di queste polemiche da sepolcri imbiancati, e continua a sperare nonostante.

sabato, novembre 18, 2006

BLEAH!

Che il gabbiano abbia ragione o torto (e io penso abbia ragione), mi disgusta questo tipo di giornalismo. Con il culo fermo sulla sedia, i signori di Repubblica.it spulciano You Tube alla ricerca di qualunque cosa possa parere violenta - e certo che lo appare, credete che i ragazzi si divertano a filmarsi mentre sudano sul compito in classe o mentre aiutano un amico? qualcuno si ricorda che nell'adolescenza ciò che conta è essere tosti? Trovano le perle che abbiamo visto, le mettono on-line così da farle vedere a chiunque, compresi tutti quei ragazzi che mai li avrebbero scovati e che magari gli viene qualche idea, no? Indi scatenano, forti della loro moralità (e qui se ne potrebbero raccontare delle belle sulla vita morale e l'alto senso civico dei giornalisti, ma non ce n'è bisogno giacchè la fama della categoria è esattamente quella) un bel coro di forcaioli a cui plaudono dalle colonne on-line. Contro chi? Contro i ragazzi, of course. Avete mai visto una redazione? Ci sono tre ossessivo-compulsivi costretti a digrignare i denti perennemente, e intorno un casino e un'incuria che fa schifo, ma ai giornalisti piace. Ci vedono il segno del genio. Quella dei liceali, invece, è vandalismo. E allora vien da pensare che l'obiettivo sia raggiungere lo stupendo risultato degli Usa, dove gli sceriffi entrano in classe a mettere le manette ai bambini che si ribellano alla maestra - succede, per chi si fosse perso la notizia - e gli assistenti sociali o i medici scolastici imbottiscono di Prozac gli altri. Dove le carceri sono state privatizzate, i detenuti lavorano in fabbriche delle stesse aziende che hanno comprato le carceri e, to', guarda, la popolazione carceraria è aumentata a dismisura.
Ma il brutto è che questi idioti che montano 'ste campagne - e che evidentemente non hanno mai letto neppure "Cuore" e non si ricordano che per ogni Franti c'è come minimo sempre un buon Garrone - non hanno obiettivi, se non quello di aumentare gli introiti pubblicitari di un'azienda che non gli vuole neppure rinnovare il contratto.
Come dice Cipolla, lo stupido è uno che ti fa un danno senza guadagnarci niente. Loro sono davvero semplicemente e ferocemente stupidi: e, ben più degli adolescenti che espongono al pubblico furore, non afferrano le conseguenze delle loro azioni.. E a me mi viene un senso di schifo che, se non mi fosse costato lacrime e sangue, il mio tesserino dell'ordine dei giornalisti lo butterei nel cesso. Con tutte le cose intelligenti che bisognerebbe dire, prima che sia troppo tardi perfino per dirle...

venerdì, novembre 17, 2006

MANIFESTO


Le barche di lago - del mio lago - non hanno àncora. Hanno vele rettangolari, semplici come una tenda. Non serve altro, di giorno la breva soffia da sud e le spinge su verso l'alto del làc, al tramonto arriva da nord il tivàn e le riporta a casa. All'arrivo, si legano per un poco alla riva, un nodo lento e fermo che le streghe del lago possono sciogliere per volare in Africa con la barca, di notte. L'àncora che non c'è non si butta, il fondale è troppo profondo.
Quando soffia la tramontana, feroce e gelida, si chiama solo "vento". Se una barca di lago viene portata in un posto pieno di Vento, accetta anche l'àncora. Là fuori è mare, non ci sono rive e pontili, anche se ci sono le stesse streghe che fanno gli stessi voli, di notte. La barca sa che ha bisogno di un'ancora, la sua vela rettangolare la porterebbe lontano spinta dal Vento, senza mai potersi fermare a pensare, a riposare. Così l'ancora, pesante, salda, incostrata della sua ruggine e di alghe gentili e vischiose, è laggiù, con un tonfo sordo ha afferrato la sabbia: dall'alto le arriva il movimento. Fluttua la barca con la sua lunga catena forata, e chi può distinguere il movimento della barca da quello del mare? Vibrano gli anelli, si tendono e si rilassano, disegnano curve nell'acqua e si raddrizzano di colpo, pesci e meduse guizzano intorno.
La barca non è mai ferma: ha piegato la sua vela, il grande mare non è per sempre per tutti. Ciò che importa è la danza dell'acqua, i tramonti del cielo. Gli spruzzi che saltano a bordo, il giallo sole dell'inverno, saette nelle notte laggiù all'orizzonte, nere nubi di temporale. e pesci e colori e oggetti che galleggiando spariscono alla vista, e profumi aspri da riva. a bordo amici che cantano e piangono e sotto il sedile, ben al fresco, due birrette.
Legate l'una all'altra da un filo duttile e forte, l'ancora vive la sua vita da àncora, la barca da barca.
E poi ci sono i giorni che laggiù, proprio laggiù ! bisogna andare. e la barca prende a bordo l'àncora e al riparo della velatenda volano insieme sull'acqua, ferro e legno, memoria di bosco e memoria di fucina. e la barca accoglie il peso dell'àncora, e l'àncora scivola sulla levità della barca, e di schiuma in schiuma si va, incontro al grande mare. E poi si fermano, e l'àncora torna alla sua vita di àncora, e la barca di barca, legate da un filo duttile e forte. fino a che il grande mare chiamerà di nuovo.

mercoledì, novembre 15, 2006

AH, NESSIE, GUARDA UN PO' IL PRIMO!

Personality Disorder Test Results
Paranoid |||||| 26%
Schizoid |||||||||||| 50%
Schizotypal |||||||||||||||||| 74%
Antisocial |||||||||| 38%
Borderline |||||||||||| 46%
Histrionic |||||||||||| 42%
Narcissistic |||||||||||||| 58%
Avoidant |||||||||| 38%
Dependent |||||||||| 38%
Obsessive-Compulsive |||||||||||||||| 62%
Take Free Personality Disorder Test
personality tests by similarminds.com

UNA VOLTA LO SCANDALO...

si doveva soffocare a tutti i costi. Il signorino incintava la cameriera, la madre del signorino filava via la cameriera con il suo pancione e s-ciao. se necessario, il silenzio si pagava: quello delle amanti, della ragazze oneste intortate con la promessa di sposarle, degli amanti delle mogli bene, dei fidanzati inopportuni che era meglio sparissero... non erano loro a ricattare - se non mi dai i soldi metto il filmino hard su internet - ma i bravi borghesi a offrire denaro. purchè non si facesse scandalo. Buuuh, che morale del cazzo, si può fare purchè non si dica. Ci faceva schifo, a noi beat-generation, questa morale. E ci fa schifo ancora, se per esempio suggerisce che la vittima di una violenza debba tacere e non denunciare chi l'ha violentata.
Ma in certi casi abbiamo il dubbio che fosse comunque meglio di quella attuale. Perchè io, per rispondere al sacrosanto post dellanessie, davanti al caso della Supplente Porcona, mi sono chiesta: a parte lei, che dicono sia psicolabile e probabilmente lo è (a meno che fra un anno non esca un suo libro o un suo film, chè allora forse mica tanto) ma 'sti ragazzini come possono aver vissuto la cosa? Che io maschietto non sono, ma credo che a quell'età lì possa anche capitare di fare esperienze sessuali in situazioni un po' anomale, al riparo del gruppo: quando i giornali parlano di "branco" parlano proprio di quello, della paura che spinge a essere aggressivi (non che giustifichi, ovviamente).
E a questi qui gli capita una supplentina fuori di testa e immagino che, imbarazzo a parte che si vede perfino nelle interviste, non gli sembri vero. Ma tutto è interruptus sul più bello, e amen. L'imbarazzo cresce, ma dopotutto cosa stava succedendo? uno di loro stava facendo (o subendo consenziente) sesso, gli altri guardavano. La letteratura è piena di scene di questo genere, e una ragione ci sarà. Il posto è anomalo, è una scuola. Dove si presume che gli insegnanti siano "guide morali" per gli allievi e, come dire, a chiunque abbia un figlio in età scolare la pretesa appare eccessiva, visto appunto il livello degli insegnanti. però è giusta, in teoria.
allora, giusto allontanare l'insegnante che autorizza la schizofrenia fra amore e sesso, anche se è tutto da dimostrare che la visione giusta sia quella di mischiare le due cose. dopodic, silenzio. ai ragazzi si parla, si cerca di fargli capire che non è stata tanto bella cosa, non si drammatizza eccessivamente tanto più se non sono stati loro a pensarla. Invece no: se ne parla sui media, diventano famosi, i compagni gli si fanno intorno per sapere com'è andata veramente (e si può giurare che nel frattempo sarà diventata un'esperienza che neanche nel film più porno che c'è), li ammirano. i genitori si preoccupano della loro infanzia violata (a 14 anni, quando gli ormoni li farebbero ballare su un filo per un bacio), si avanza addirittura l'ipotesi che l'insegnante li abbia "corrotti" promettendo buoni voti (! incommentabile). E io mi chiedo: ma questi rgazzini, che vita sessuale avranno? Si aspetteranno che come una donna fa un'avance scattino i flash dei fotografi? Penseranno che è un comodo modo per diventare famosi e ammirati? Saranno terrorizzati da qualunque donna gli si avvicini? Si porteranno dietro per sempre l'impressione che il sesso sia comunque una fonte di guai, che le donne son tutte puttane, che sono stati davvero violati e corrotti? che il sesso è "cosa sporca", come si sosteneva un tempo, tanto da richiedere un lavaggio generale e pubblico delle coscienze. Forse nulla di tutto questo, d'accordo: ma se è vero che l'approccio al sesso, e soprattutto ai rapporti uomo-donna, è tema delicato, tutti quelli che hanno montato il caso mi sembrano assai più colpevoli della supplentina furbina o tontina.

martedì, novembre 14, 2006

AQUILONI


No, no, è sbagliata la metafora. Parlo di spettacoli, acquari e zuppe di pesce. Chè una zuppa di pesce la pensi, la prepari, la curi, la cuoci, la assaggi fino all'ultimo se sei un po' maniacale, e poi - glub - sparisce dentro a uno stomaco. e certo che è atto creativo pure quello, tanto più se ti viene in mente guardando un acquario con un bel cinismo, ma bisogna pur ammettere che c'è una creatività "alta" e una creatività "bassa".
Di quest'ultima la vita della comune-ty è piena, per necessità e per ingegno e per puro piacere. e probabilmente la vita della comune-ty è piena anche di creatività alta, solo che qualcuno decide che è il momento di osare e qualcuno non ancora, e un po' come in tutto ci diamo i turni anche qui. La distinzione fra la creatività alta e quella bassa ve la lascio fare a voi, che secondo me ognuno la sa di suo ed è anche un po' variabile nei suoi criteri; me ne sto sul fatto che c'è e che nessuno di noi si aspetterebbe la stessa reazione di fronte a un testo, una regia, una programma, un libro, un racconto.... e via di seguito, che di fronte a una zuppa di pesce.
Perciò, cambio metafora. E dichiaro che un risultato della creatività alta è un aquilone. Sì, d'accordo, mica è una metafora tanto originale, ma se la usano tutti è perchè è giusta. Perchè un aquilone lo costruisci, ci metti dentro tuoi colori o il tuo buio e poi puoi anche tenerlo in angolo della stanza e ogni tanto lo guardi e sospiri un po' a metà tra la gioia e la tristezza. Ma quando lo porti fuori, allora c'è solo un filo sottile tra te e lui. E capita anche che il vento ti strappi di mano il filo, a volte. O magari si mette a piovere, e i colori si sbavano un po'. Sono i rischi dell'aquilone. Ma tu l'hai portato fuori apposta perchè voli, e le ali sono sue. Un aquilone legato con un filo di ferro, che va solo dove tu vuoi che tu vada, non ha più niente a che fare, lo regaliamo alle guide turistiche per farsi vedere dai giapponesi ingruppati che sennò si perdono. E tenereun pochino il filo senza metterci i piedi sopra non è mica facile, nè mentre si costruisce l'aquilone - che sei lì sul poggiolo e flap, un vento di colpo te lo sta portando già via: lo tieni, mica è finito ancor, ma se lo stringi troppo lo rompi. e, to' guarda, il colpo di vento ti ha fatto vedere dove starebbe bene un bel rosso, chè bisogna anche sapere quando l'aquilone un pochino vuol farsi da sè - nè, soprattutto, quando lo lasci andare.
E allora, secondo me l'amicae. ha tenuto bene il filo del suo testo-aquilone. che non importa se non era proprio come l'avrebbe pensato lei, o se non era come se lo aspettava chi il testo l'aveva letto. Il testo c'era, funzionava, era lì sulla scena e la gente ghignava - che è molto, molto difficile far ghignare la gente, soprattutto con intelligenza. e l'amicae. in ultima fila, lo lasciava volare. sì, d'accordo, non c'era proprio quella bella tramontana che ti porta via, ma insomma volava. per conto suo, che è quello che bisogna avere il coraggio di lasciargli fare. e che è è quello che conta. io fosse per me nel prossimo ci metterei un po' più di senso ultimo, che una bella storia val la pena che scavi anche un po' di più, ma ci saranno altri aquiloni e questo non è il tema del post. magari ne parliamo alla beauty-farm :-)

POST PER L'AMICAE.


Chè mi sono svegliata pensando che oggi avrei scritto un post per lei e il suo spettacolo - che rigorosamente non nomino qui :-) - e lei ne aveva scritto uno per me. Che quando dice "non so tu, ma io" ecco, anch'io, preciso preciso. E davvero è proprio bello sapere che da qualche parte, ma è ancor meglio perchè è qui vicino, c'è un'altra diversamentesquilibrata che mi capisce benissimo. E che un po' cerca di razionalizzare, ma mica tanto chè poi si rovina tutto a furia di ragionare. e che lei si sta leggendo Donne che pensano troppo e io un libro sui timidi e dentro ci scopro cose interessanti, perchè alla fin fine la serata Francamente Me Ne Infischio - ci sto! quando? - bisogna prenderla con una lunga rincorsa. E che se trova un qualche psicotico che ci paghi la beauty-farm in cambio dell'adorazione dei nostri piedi (che potrà ammirare mentre noi ci facciamo le chiacchiere sul bordo della piscina) io ci sto subito anche ai quindici giorni, o venti perfino. Ma che intanto sto già meglio, perchè mille dubbi e esitazioni hanno preceduto la pubblicazione del mio post, che era una specie di outing dato sì il mio ruolo nella comune-ty reale, e alla fine però mi sono detta che la Visione Monolitica delle madri, o sister, o dei nati prima come si diceva all'asilo della nessie, mica fa bene a nessuno. e che c'è gente che sbandiera ai mille venti tutti i cazzacci suoi urlando nel cellulare davanti ai figli, cognati, astanti, e che a me tutta questa Riservatezza Galattica mica mi ha portato gran frutti. Allora mi normalizzo un po', che c'è questa medusa immensa che è meglio se ogni tanto ne scrivo invece di farmi beccare dai virus. E poi mi leggo il post dell'amicae. e sto ancora un po' meglio, che tutto passa dal blues al jazz. e adesso le scrivo quello per lei, chè mica me ne sono dimenticata.
e allora stai lì, con la boule sullo stomaco che un qualche virus ti ha beccato e anche il tuo medico ti dice questi sintomi non hanno nulla di umano, sarà cimurro bovino. e cazzi tuoi che c'hai un medico col senso dell' iùmor, che ti tranquillizza e ti fa ridere anche se il mal di stomaco perdura. e poi ti suggerisce una vendetta bellissima, chè se è davvero uno stupido virus gli facciamo quello che noi ci stiamo facendo da soli, gli cambiamo l'habitat per rendergli la vita impossibile. E glielo cambiamo come? bevendo acqua e limone calda. Geniale, no? Ma poi ti dà anche i rimedi omeopatici che, giusto per far dispetto alla medicina normale, funzionano, e così ora sei qui sempre con la boule ma seduta. chè star di lì sul divano, con dylan che mugola nasale e due grattini sulla testa quando non deve girare la pagina dell'intellettualissimo Julia, la depressione diventava cosmica e due lacrimucce si affacciavano furtive ad onta della mia venerabile età. chè quando gli chiedi l'acqua calda col limone te la porta bollente, forse pensa che tu voglia metterla nella boule. e per la tua sigaretta della disperazione - peggio di così non posso stare, e naturalmente mica è vero - ti porge il portacenere di cristallo che poi andrà lavato e ingombrerà mezzo lavandino, chè pensarci prima che quando uno fuma ha bisogno il portacenere è un casino per un Vero Uomo Oberato di Preoccupazioni, e tornare di là in cucina dove c'è quello di plastica magari perde il filo. E quando si risiede sospira, ohiohiohi che vita dùra con la moglie che l'è malada. e va bene, va bene, ti fai l'autocritica. gliel'hai detto tu di lasciarti stare per un po'. e mica hai aggiunto la clausola in piccolo che quando uno sta male gli fa piacere se un altro si interessa e un pochino, giusto un pochino, partecipa. Ma egli è forse uno niomo, che prende tutto alla lettera? o un soldatino del furher, che lo sai che è cosa da non dirsi, ma sarebbe ancor più da non farsi. E quando ti alzi e te ne vai dal tuo divano di dolore è evidentemente arrivato a quando julia è sola nella stanza con la maniaca che fa a fette le vittime, perchè manco ti chiede se stai meglio, manco alza lo sguardo.
E in questa comune-ty in cui adesso tira forte aria di piantaggi e tristezze, io penso che a 14 anni non capivo perchè Clark Gable si scusasse con Rossella del suo "comportamento indecoroso" da ubriaco: o scemo, non vedi che sta canterellando? Ma è una delle poche scene veritiere del cinema sui rapporti uomo-donna: semplicemente, non ci arrivano a guardare, ad ascoltare. e manco sono tutti Clark Gable, per di più.
Vabbe', facciamo che questo virus picchia sull'umore, va'.

lunedì, novembre 13, 2006

DOPO BLAIR, IL PAPA


A poca distanza uno dall'altro, il liberista e guerrafondaio Tony Blair e il Difensore degli Embrioni Benedetto XIV si sono accorti che siamo nei casini.
Il primo, dopo aver contribuito a incendiare mezzo mondo per assicurarsi il petrolio che rimane, si è accorto che il suo mentore daboliù ha cannato tutte le previsioni, compresa (speriamo) quella di un dominio incontrastato sul mondo, e si è smarcato proprio sul tema dell'energia e dell'ambiente. Benvenuto, mr. Blair, peccato che il riscaldamento globale sarebbe stato un tantino minore senza tutti quegli arei mandati su e giù con bombe e soldati, senza i pozzi di petrolio incendiati, senza le enormi risorse sprecate in una guerra insensata. Che, evidentemente, non sta dando i risultati sperati neanche per gli accaparratori di petrolio, se si svegliano così all'improvviso gridando "allarme, allarme, c'è qualcosa che non quadra." Ma va'...???
Ma ora interviene anche il papa, e secondo Repubblica.it lo fa così. " (...) ha puntato il dito contro i comportamenti dell'Occidente ricco, e la struttura economica dell'economia mondiale "che destina le maggior parte delle risorse del pianeta a una minoranza della popolazione". Per risolvere il problema, ha concluso il Pontefice, "è necessario convertire il modello di sviluppo globale". Ma anche "ogni persona e ogni famiglia può e deve fare qualcosa per alleviare la fame nel mondo adottando uno stile di vita e di consumo compatibile con i criteri di giustizia"
Fine citazione. Bisognerebbe saperne di più anche sul resto del discorso, ma in ogni caso non si può dimenticare l'enorme "serbatoio di anime" costituito dai Paesi del Terzo Mondo (che ora non si sa più come chiamare, perchè "terzo mondo" non gli piace e hanno ragione, chiamamoli dunque "Paesi diversamente sviluppati"): ragion per cui, non è che proprio l'appello del papa sia disinteressato. Ma non si può negare che abbia comunque un valore, e si può sperare che induca qualcuno di più a ragionare: la signoravenenzia mia condomina, per esempio, chè la prossima volta che mi stuzzica ci sfodero il papa e voglio vedere come se la cava.
Certo che a noi, che ci sobbarchiamo i chili di carta e vetro da riciclo da più di un decennio, che compravamo bio quando tutti ci prendevano per il culo, che siamo stati davanti alle scuole a volantinare contro il nucleare e che eroi non siamo sicuro ma neanche ecologisti dell'ultima ora, ci fa un po' strano pensare a un papa che di punto in bianco si accorge dell'esistenza delle multinazionali: mica lo schifiamo come compagno di strada, e neanche ci aspettiamo di vederlo compilare i Bilanci di Giustizia (quanto per le scarpette, Santità? e cosa ne dice se invece di andar di qua e di là con l'areo facciamo un biglietto chilometrico? ), siamo comprensivi, suvvia.
Però, visto che ci esorta tutti a fare uno sforzo - parole sante, come si dice - sarebbe bello vedere cosa fa anche lui, no? Che in fondo, cazzo, ci ha tutto uno Stato, mica un appartamento: e lampadine a risparmio, riduttori di flusso, giardini curati solo con i prodotti bio, pranzi di lavoro altrettanto e, perchè no, il mercatino dell'usato per i vestiti dei preti, che tanto non van giù di moda. Non sarebbe più efficace di un discorso della domenica?

venerdì, novembre 10, 2006

NATALINPROPR


e vabbe' che non c'è bisogno di dirlo, in questa comune-ty di precari che più precari non si può, ma oggi sono andata all'Upim - più pessima di pria, ora che è di bel nuova - e col caldo che faceva c'era già tutta la roba di natale. e per una volta non mi ha fatto voglia, mi ha fatto un po' di tristezza. e così rilancio il mio vecchio pallino del natale autoprodotto, chè quest'anno è anche scelta politica, sicura di trovare un intelligente sostegno nell'amicae., i cui regali autoprodotti sono sempre stati un pregio. sì, lo so, ci vuol tempo, fantasia (un po'), pazienza, e anche preveggenza chè alcuni vanno preparati già da ora. ma oggi più che mai s'ha dda fa', e il perchè politico lo scrivo un'altra volta - anche se sono sicura che lo sapete già - perchè per stasera già troppo scrissi. sarà il mio tormentone natalizio.

DELL'OTTIMISMO


Che a questo ragionamento mi ci porta la nessie, con la sua nota sull'ottimismo mio e di KGgb di questo periodo postale, nel senso dei post.
Perchè vero che fra noi ci sono i giustamente ermetici - che poi nella comune-ty è tutto un gran chiedere "ma cos'è, cosa vuol dire, perchè ha scritto così, manno vedi quella frase lì, no, guarda quell'altra" , ma questo ognun di noi lo sa - ma me l'ermetismo mica mi è venuto mai tanto bene. E d'altro canto, un post non è la chiacchierata notturna con l'amica che viene da roma e non dorme per ascoltarti (o che tu non dormi ecc., sennò che amicizia sarebbe se non si stesse sulla giostrina quella maffa pedagogica della nessie?).
e così qui dico solo che uno dei più bei complimenti che mi siano stati fatti risale a un po' di anni fa, quando i raghi (due figlie e un brother), tornando dall'aver visto il disneyano Nemo mi hanno detto "Vai a vederlo, ci sei troppo tu!" E io sono andata, e c'era questa Dory svanita che saltava fra le meduse e si divertiva un mondo e io mi sono sentita proprio capita. Perchè invece a un sacco di gente sembro una pessimista tendenzialmente depressa con sfumature paranoidi - gente che mi vuol bene, peraltro, ma che vede di più quello che sembro - quello che dico, magari - di quello che sono.
Perchè è difficile, troppe volte, far capire che il proprio modo di fare le cose è buttarsi fra le meduse sapendo che si arriverà dall'altra parte, ma lo si può fare solo dopo che si è capito il problema. E troppo spesso questa ricerca di ragioni sembra una specie di lusso, una tappa inutile o magari una depressione cosmica.
Invece uno si rintana un po' dentro di sè, lascia che le mani e un pezzo di cervello facciano le cose che devono fare mentre un altro pezzo di cervello accumula dati, impressioni, sogni (anche quelli veri, un sacco di dritte mi vengono dal mio inconscio), ragionamenti, discussioni davanti allo specchio. A volte, per forza, c'è anche tristezza in tutto questo. A volte tutto quel lavoro lì prevede tappe di tristezza, a volte anche la conclusione può essere triste. ma triste non vuol dire pessimista, vuol dire solo che la soluzione sarà più difficile da trovare. Ma un soluzione c'è sempre, io credo. Se servono occhiali diversi per vederla, sto ferma un po' e usmo tutt'intorno, di solito arrivano. magari in un libro, magari in una sola frase. e si riparte, hop, un'altra medusa.
così adesso è un periodo così, e non so ancora se la tristezza è una tappa o una conclusione. ma sono contenta che sembro ottimista: perchè il primo senatore socialista u.s.a. sarà di sicuro un pirla ma è bello che ci sia, perchè lula ha vinto, perchè i maestri han bisogno lo stipendio, perchè le figlie sono come sono, perchè ci sono i pensieri sugli specchi e l'ombra, perchè gli amicici sono proprio belli e importanti, quelli della comune-ty e quelli che no. e allora, in questa stupida età di bilanci per forza (amicae., altro che orologio biologico...) io non posso perdere tutti questi pezzi del mondo e di me per una tristezza, neanche se fosse/sarà/sarebbesse/sarù una grande tristezza. devo cambiare un sacco di cose, forse, e un po' ci penso e un po' comincio a farlo e poi da una medusa si passerà a un'altra. anche se non è proprio facile come raccontarlo qui.

DUE SORRISI NOTTURNI


... uno per figlia. una perchè me la vedo tornare da teatro con la gonna: nel suo stile serio e sobrio, ma, perdio, è una gonna. e sembra non abbia mai portato altro, lei che fino a due mesi fa eran tutti lì a dire "ma dài, ma non puoi mica essere così poco femminile!" e anche a me lo dicevano, e io facevo il tifo per questa figlia in pantaloni che quando è il suo momento, e non prima, le cose le fa e le fa bene. e dimostra di far suo il mondo di fuori, quando è necessario, senza lasciare che il mondo si imponga a lei, senza adeguarsi piattamente o ribellarsi senza scopo. L'altra perchè aaahhh, questo festival me l'ha portata via, ahimè ahimè, ma mi posso anche prendere per il culo però mi è mancata, che era così in mezzo a tutti i suoi doppi tripli quadrupli stravolgimenti, che "vedi? cosa ci posso fare se le cose mi cadono addosso?" E adesso che si è fermata, mi ha chiamato tornando a casa e abbiamo fatto tutta la strada insieme col telefono, e recuperato un po' di chiacchere rimaste indietro: e questa figlia l'ho trovata bella saggia e bella tosta, chè io lo so che lo è ma non so mai quando lo sa lei. e sono stata contenta di non aver detto nulla e di lasciare che se ne accorgesse da sè, che ragionasse sulla propria esperienza e decidesse secondo la sua testa, anche se il suo cuore ne va un pochino di mezzo, ma ogni tanto nella vita capita così. e mi è piaciuto, ma tanto, il suo modo di non farsi troppo male, senza negare nulla. e allora due figlie così sono molto di più di un sorriso, o forse sono un sorriso che vale sempre, che fa tutta la strada con te.

giovedì, novembre 09, 2006

SORRISO


Ma sono tornati tutti! Be', quasi tutti, chè la gattadinah ancora latita, e anche il chimico del miele. Ma la schietta nessie, il poetico KGgb, i diversamente ermetici brother e amicae. Tutti lì, che io mi alzo all'alba del mezzogiorno e do un'occhiata e ancora in camicia da notte mi dico che solo un attimo e invece c'è un sacco da leggere, tutta la comune-ty che fa più bello il risveglio. e così sono ancora qui in camicia da notte e sorrido. Poi stasera torno anch'io e mi guardo meglio il pastore aggiunto e magari lascio qualche commento qua e là - nessie, cos'hai combinato che non te li posso più lasciare? - e ci metto qualcosa sul gufo e il suo ottimismo. che non è così vero, ma per il momento è tutto goduto dalla sconfitta di Bush, almeno. E dalla notizia incredibile che al Senato americano è entrato il primo socialista - sono in ritardo di un po', circa un secolo sano sano, ma insomma...

sabato, novembre 04, 2006

UN MAESTRO MOLTO MAGRO


ed ecco, del tutto imprevisto, che a tirarmi fuori dalle mie seleniche riflessioni arriva un bustone di Action Aid.
Dentro c'è il solito bollettino, ma c' è anche la foto di una bellissima bambina e, accanto, quella di un ragazzo sfigatissimo. magro, con un'aria da più sfigato da quello che è che ricorda quella della mia generazione negli anni '60, due occhi castagne e un sorriso un po' imbarazzato davanti all'obiettivo.
Si chiama Narayana e il cognome ve lo risparmio perchè sembra una stazione del Galles, e tutto il giorno fa il raccoglitore di bambini. Già dal mattino è alla stazione, li cerca mentre scendono dai treni, quando si tirano su da dove hanno dormito, quando chiedono l'elemosina. E, dopo averli avvicinati con mille cautele perchè non si spaventino e non scappino, li convince ad andare con lui, spesso con la promessa di un pasto.
E li porta nel centro di accoglienza di Azione Aiuto.
Pensavate tutto il contrario? Avete tirato un sospiro di sollievo? Anche quei bambini lì. Perchè non gli sembra vero di poter stare in un posto dove nessuno li picchia o li sfrutta, non gli sembra vero di poter mangiare e perfino studiare, di avere un posto asciutto, sicuro e sereno in cui vivere.
Non si sa quanti siano i bambini di strada in India, perchè molti neonati non vengono denunciati all'anagrafe, ma si pensa siano 11 milioni. Un quarto della popolazione italiana, sottolinea Action Aid. I centri di accoglienza aperti dall'organizzazione sono finora 8.
Narayana ha 21 anni: in un Paese in cui milioni di bambini lavorano in condizioni durissime fin da quando ne hanno 7, o 4, lui è pienamente un adulto. Ed è felice, ci dice nel depliant, di fare il suo lavoro. Settemila bambini, finora, sono stati salvati dalla strada e dalle sue ovvie conseguenze: chi può e vuole torna in famiglia, che viene aiutata a prendersene cura, chi non ha famiglia viene avviato a un lavoro attraverso l'istruzione e la formazione professionale.
Action Aid, che seguo nel suo lavoro da tanti anni, si è trasformata da organizzazione puramente assistenziale a organizzazione che interviene, a volte molto criticamente, con intelligenza per migliorare le condizioni di vita della gente in un'ottica che privilegia il raggiungimento dell'autonomia delle persone, delle famiglie, dei villaggi.
E l'India, nonostante si legga del suo boom economico, è un Paese in cui i poveri, i contadini, gli urbanizzati, sono massacrati dalle multinazionali: e massacrati è, nel loro caso, un termine anche fisico. Ci sono racconti di Vandana Shiva, un'ecologista indiana autorevole e capace di intuizioni geniali e a volte anche poetiche, su quello che hanno fatto e fanno le multinazionali nel suo paese che mettono i brividi. I bambini raccolti da Action Aid sono una delle conseguenze di questo tipo di politica e di sfruttamento senza limiti.
E allora, certo, ci vogliono soldi: e lo so che è una menata, e che non possiamo sentirci responsabili per tutto il mondo, ecchecazzo anche noi siamo sempre lì a litigare con il bancomat (e vince sempre lui, per di più). Ma ci vogliono 100 euro per dare un mese di stipendio a un insegnante del centro di accoglienza. La cifra si commenta da sola, e sarà che c'è già il mio post sul Messico dove gli insegnanti invece li hanno ammazzati, sarà che nella comune-ty la vocazione didattico-pedagogica è forte, sarà che quello sfigato di Narayana mi pare che abbia diritto a un po' di soddisfazione anche lui, chè lui i bambini li prende e li porta lì ma poi lì c'è anche un maestro, che bello. Sarà che mi fido di Action Aid perchè so che i pazzi ci sono, e sono ben di più di quel che sembra. Sarà che mi fido perchè di qualcuno ci si deve pur fidare e di loro ne ho letto tanto da fonti diverse, e sempre bene.
Sarà che ogni volta penso che solo per caso sono nata qui e non là. Sarà che ho il cuore tenero, ma insomma io rilancio l'appello alla comune-ty: li mettiamo insieme 'sti 100 euri? Che se li mettiamo insieme a ognuno viene poco, ma per il maestro è sempre tanto. e se poi per caso al maestro ci paghiamo due mesi ancora meglio, ma uno è già qualcosa.
Così, la Nessie finisce il festival martedì, e io la delego d'autorità a raccogliere i vostri contributi, se ci saranno: perchè lei vi vede di più e perchè io non avrei il coraggio di ricordarvelo, e magari lei sì. Voi mettete: se ne mancano li aggiungo io fino ad arrivare a 100, sennò ci metto la mia parte in proporzione. Se volete, aderite nei commenti qui sotto. Se non volete, nessuno se la prende salvo il maestro.

Ah, ovviamente la foto non viene dall'India: è stata scattata nei primi anni del '900 negli Stati Uniti, da Lewi W. Hine. come dire, un secolo fa non bastava neppure nascere qui. Tutta la serie di foto, una più bella dell'altra, la trovate su:http://www.historyplace.com/unitedstates/childlabor/

venerdì, novembre 03, 2006

E ALLORA FACCIAMO...


... a chi non scrive e perchè, che dopo la giornata di internazionalismo anch'io ho latitato. che un par di giorni non è molto, forse, ma per una grafomane è già parecchio.
e allora potrei dire dello shopping con Gg - che, udite udite, si comprò vestiti da donna! moderatamente, s'intende, e ancora non ha finito, però.
o potrei dire che il lavoro in fase di progetto porta via più tempo ed energie di quando c'è, e in più non si guadagna un cazzo, altro che bancomat silente.
o potrei dire di scazzi perduranti, ma con ciò mi indigno lo stesso per i due ceffoni della debo chè quelli non si danno e non si accettano, mai. e da nessuno.
o potrei dire, per passare a cose liete, di due amiche che non sentivo da mesi e che nel giro di due giorni si fanno entrambe vive con un sms. e al momento sono rifinite nel nulla, ma è bello lo stesso.
o potrei dire del blog ad personam con l'amica triz, che ormai quasi tutte le sere ci scriviamo.
e potrei dire anche un sacco di altre cose, che sono quelle che fanno la vita anche quando ci sembra che la giornata sia volata via senza nulla di interessante dentro, e non è mai vero.
ma la verità è che non scrivo perchè mi sono persa in rilfessioni sugli specchi. sugli specchi e l'ombra. sul perdere la propria ombra, sullo scappare dalla propria ombra, sull'uscire dallo specchio e poi? chi c'è dentro lo specchio? sul guardare lo specchio quando tu non ci sei dentro, sul vedere il mondo rovesciato, sullo specchio diviso in due ante che se non sono perfettamente allineate ti fa nano, o monco, o bassissimo, o picassiano - ore ci passavo, da bambina.
Ma se dicessi queste cose il mio blog finirebbe per assomigliare a quello dell'amicae. , e senza neanche il miele dentro. perciò mi astengo, per il momento. ma presto torno.

lunedì, ottobre 30, 2006

PESSIM0 2


e perdonatemi questa giornata internazionalista. non conosco abbastanza la situazione messicana per commentare tutti i fatti o il loro complesso: ma i morti (quelli che si sanno) sembrano 16, tra cui un giornalista, l'ennesimo di questo periodo buio del mondo. E non che sia più importante, se non simbolicamente, degli altri 15.
E allora posso capire che si sia determinata una situazione tipica da America Latina, dove il potere è ancora putroppo strapotere e manda i cecchini paramilitari per le strade ancor prima di mandare l'esercito. e che in qualche modo questa situazione la sentiamo lontana perchè, almeno finora, qui da noi i cecchini non li ha usati nessuno. e voglio anche concedere che da lontano le cose possano sembrare più semplici di come sono in realtà, che la rivolta potesse comprendere elementi di "provocazione",anche se questo non giustifica nulla e tantomeno i morti. Mi sforzo, insomma, di pensare che da una parte non ci fossero solo "buoni" anche se dall'altra parte c'erano sicuramente i "cattivi", e il termine è penosamente blando. E non voglio neppure attribuire eccessivo significato al fatto che Vicente Fox, presidente del Messico, viene definito "il miglior alleato degli Usa in America Latina" e che è stato presidente anche del gruppo Coca-Cola.
Ma a voi non fa impressione che la repressione si sia scatenata contro gli insegnanti? 70.000 insegnanti, in sciopero da 160 giorni per chiedere aumenti di salario. piuttosto che riconoscerglieli, hanno sparato e massacrato. Ferocemente simbolico, no?

A SINISTRA SI VINCE


dopo essere stato dato per perdente da tutta la stampa mondiale - sulla base dei soliti sondaggi - che peraltro non gli aveva risparmiato critiche spesso ispirate dalle campagne che i suoi avversari (leggi la destra, e ancora una volta non erano estranei gli Usa, a quanto pareva) hanno condotto con ogni mezzo, Lula ha vinto di nuovo. E ha superato il 60% dei consensi, che non è poco. Pare ci sia riuscito, dice oggi la stessa stampa, con una più decisa politica di sinistra: promettendo "sviluppo" senza stare tanto a badare alle regole internazionali (cioè senza appiattirsi su una politica economica che non prevede soluzioni diverse da quelle sancite dalle multinazionali, per semplificare moltissimo le cose), e schierandosi decisamente contro le privatizzazioni. Queste ultime sono viste, non a caso, come il fumo negli occhi in quasi tutta l'America latina, dove i governi hanno svenduto ogni cosa alle multinazionali, costringendo la gente a svenarsi se, ad esempio, voleva l'acqua potabile. Lula ha promesso di dire basta a questo svendere le condizioni elementari della vita, e ha vinto, portando a casa anche i voti dei terribili "ceti medi", quelli che brontolano su tutto. Qualcuno lo capirà anche da noi, prima o poi?

giovedì, ottobre 26, 2006

ACC... DOVE HO MESSO LE LUCERTOLE ?



mezza comune-ty latita, chi perso nella rete e chi nei meandri della scienza, e tutti schiacciati dal peso di compiti ingrati. meno me e l'amicae., che i compiti li abbiamo sempre fatti la notte prima degli esami, figuriamoci adesso che manco gli esami ce li abbiamo più. ma, insomma, non sembra il momento di giochini e palette e introspezione, ok,ok, come non detto. Tanto più che si avvicina halloween, e devo ancora trovare le ricette per vincere la gara di filtri magici. Mannaggia, ho rovesciato il sangue di drago sulla tastiera...

mercoledì, ottobre 25, 2006

ALZATE LE PALETTE


Originalità, indipendenza, accettazione del rischio, energia, curiosità, attrazione per la complessità e le novità, apertura mentale.
In un libro che mi devo ancora comprare e quindi leggere, pare che siano questa le caratteristiche che contraddistinguono la mente creativa. Secondo la recensione pubblicata su L'Almanacco della Scienza on-line, l'autore dimostra "come la predisposizione creativa per manifestarsi abbia bisogno di stimoli adeguati e di un ambiente appropriato che ne favorisca l’esercizio assiduo. La creatività dunque è un dono, ma è anche, sottolinea l’autore, il risultato di un impegno costante e dell’applicazione di strategie mirate tra le quali rientrano l’individuazione degli scopi, lo sviluppo di un atteggiamento esplorativo sin dall’infanzia, l’incentivazione delle capacità metacognitive, la produzione di analogie e metafore, la capacità di selezionare l’informazione."

Anche solo queste poche righe - e quando avrò letto il libro ne dirò di più, se merita come penso - sono foriere di intelligenti riflessioni: perchè questa comune-ty è senza dubbio fatta da menti creative e ognuno ha il suo punto di forza come il suo tallone d'achille, tra le condizioni indicate come essenziali. me mi toccano, p. es., quelle sull'ambiente, lo spazio e gli stimoli, e credo non solo a me, ma per altri possono essere più importanti altri aspetti.

Però si può fare anche un giochino nella comune-ty, forse meno scemo di quello che sembra: posto che ognuno di noi ha queste qualità, quali sono i punti di forza e quali i talloni di achille di ognuno? Pagelline, pagelline! Alzate le palette, dice il mago Zurlì, che dopotutto è un mio collega (oddioo..).
Si può fare per persona o per qualità, ma le qualità da considerare sono:
Originalità,
indipendenza,
accettazione del rischio,
energia,
curiosità,
attrazione per la complessità e le novità,
apertura mentale,
l’individuazione degli scopi,
l’incentivazione delle capacità metacognitive (capacità del soggetto di pensare ai propri affetti e processi di pensiero, cioè la capacità riflessiva del Sé: questa è la definizione più comprensibile)
la produzione di analogie e metafore,
la capacità di selezionare l’informazione.

Troppo incasinato? Vabbe', ognuno può farlo a modo suo. io, p.es. comincio a dare più di 10 (lo so, non ci ho la paletta, ma vale) alla nessie in energia, sapendo che nessuno potrà smentirmi: ma è tanto per cominciare.
Perchè tutto ciò? Bah, per rispondere all'amicae. deviando completamente il suo corso di pensiero, perchè anche noi siamo il mondo degli altri: e a me affascina sempre il come-sembra, che a volte dà dritte importanti sul come-è.


“Come nasce un’idea”, Albero Oliverio, psicobiologo dell’Istituto di neurologia del Cnr di Roma.
Rizzoli (www.rizzoli.it)
Pagine 160
€ 16,50

GRUPPO AIUTO-AIUTO IPOCONDRIACI


E' la terza volta, dico la terza da quando c'è il blog, che rovescio il portacenere sulla tastiera. prima, in cinque anni alla stessa postazione, non era mai capitato. un superstizioso direbbe che il blog mi porta sfiga, un freudiano che ci ho i miei problemi a scrivere per diletto invece di guadagnarmi il pane e la salsa di soia, uno statistico troverebbe lo studio interessante, un posturologo ci avrebbe di sicuro da ridire. Ma noi, amici ipocondiriaci, preferiamo senza dubbio la spiegazione più razionale: mi starà mica venendo il parkinson???

E BRAVO TOM WAITS...


... che sta diventando uno dei miei pochissimissimi miti musicali: del resto, non c'è nessun altro capace di farmi ridere con canzoni di cui non capisco le parole. Ma non per questo è bravo, ma perchè ha scritto una canzone per la pace: racconta uno dei tanti attentati in M.O., uno vero. Trovate tutto sul sito di peacereporter, che linko qui a fianco se ci riesco: fateci un salto e quando vi capita leggete anche il resto. Chè quelli di peacereporter sono ottimi ragazzi, e ottimi giornalisti.

no, non reussita, a volte questo blogger.com fa impazzire, non ha preso neanche le modifiche che gli ho dato oggi. cmq, tom waits e il resto lo trovate qui
www.peacereporter.net

martedì, ottobre 24, 2006

NAPOLI TORNA A SPLENDERE

NASCE A NAPOLI LIBRERIA INEDITI PER ASPIRANTI SCRITTORI
In una antica rimessa per carrozze del centro storico di Napoli sta per nascere la "Libreria degli inediti" per gli aspiranti scrittori. Bastera' infatti far pervenire entro il 30 ottobre all'associazione che la gestisce ("Il Pozzo e il Pendolo", che nel capoluogo partenopeo organizza serate all'insegna del 'giallo' mettendo in scena noir d'autore che coinvolgono gli spettatori) tre copie di un proprio manoscritto, con veste grafica a propria cura e corredate da scheda per la catalogazione, per avere un posto tra gli scaffali allestiti nel 280 metri quadrati del negozio.
I libri saranno anche posti in vendita al prezzo di 2,50 euro l'uno; il ricavato sara' investito in iniziative teatrali, ma se un libro supera la decima copia venduta, il 50% del prezzo sara' diviso con l'autore. Quanto ai diritti d'autore, Annamaria Russo e Ciro Sabatino, anima dell'associazione, consigliano di depositare il proprio manoscritto alla Siae prima dell'invio, anche se per una eventuale causa di plagio potrebbe bastare l'attestazione della data di spedizione del materiale.
(da Repubblica)

Quando si dice il genio partenopeo... certo che se penso agli inediti che ho letto io, 2,50 sono troppi per 9 di loro su 10, ma appunto lì sta il genio, che per finanziare le iniziative teatrali alla fine glieli dai lo stesso. ma, mi chiedo, come fai a venderne 10 copie se gliene mandi tre? che uno possa contare che lo chiedano altri 8 (urca, che operazione matematica) in base al passaparola è la dimostrazione migliore e più napoletana di come questi conoscano bene il narcisismo degli autori.

lunedì, ottobre 23, 2006

UN INVERNO BIDONARO

mi dichiaro truffata.
dalla finestra guardavo questo bel tempo piovoso, sentivo il vento entrare. avrei dovuto accorgermi che non faceva proprio freddo, ma dopo un po' che stai alla scrivania il freddo ti viene lo stesso, se non hai l'odioso sole di agosto a surriscaldarti. quando è stato il momento di uscire, mi sono attrezzata: jeans negli stivali che tutto sopportano, magliettina elastica, golfino di lana e giacchina d'autunno. come ho messo piede in cortile mi ha investito una zaffata di vento caldo, groan. ma ero in ritardo, non potevo tornare a cambiarmi. ho proseguito eroicamente e sentendomi sempre più esquimese nel deserto, ho camminato e camminato. sognavo un'oasi di ghiaccio, un marciapiede milanese che ti fa i piedi blu in tre minuti tre, perfino un po' di tramontana a tagliarmi le orecchie. Qualsiasi cosa, ma non lo scirocco caldo: che solo a dirlo fa venire in mente brodi densi che ti circondano, movimenti pesanti e tutto fuori posto, chè la birra non ti fa più piacere come quando c'è il sole ma le caldarroste orrore. e poi l'amicae. dice che lo scirocco fa diventare nervosi. sfido, dico io.

10 QUALUNQUISTI E UN FASCISTA FANNO 11 FASCISTI (Don Milani)


E allora sì, lo ammetto, ho ceduto e sono andata sul blog di beppegrillo. per vedere una cosa molto carina che mi ha fatto lanessie, ma nel cercarla ho dovuto giocoforza leggere qua e là. ed era la giornata giusta, chè tanto più nervoso di così era difficile che mi venisse, e invece ilbeppegrillo ci è riuscito.
Che è da quando sono stata deportata a genova - che poi, tutto sommato, in confronti a tanti altri posti negli ultimi anni questa città si sta un po' riscattando perfino a miei occhi - che odio il mugugno. Ma non tutto, non sempre. Quando i marinai rinunciavano a una parte della paga per poter esercitare il "diritto di mugugno" - vera o falsa che sia questa storia, è bella - facevano una buona cosa, che forse oggi molti giornalisti dovrebbero imitare, introducendo l'opzione nelle rivendicazioni contrattuali, p. es.
Ma il mugugno spocchioso di chi sta seduto in fondo all'autobus e brontola contro l'autista perchè fa "sentire le curve" nella strada su per i Camaldoli, quello no, non l'ho mai sopportato. Il mugugno di chi sa sempre tutto e saprebbe fare sempre meglio degli altri: saprebbe guidare l'autobus, rifare la strada, mettere il semaforo, il vigile, la vecchietta al posto giusto e non a quello sbagliato dove sono ora, saprebbe rimettere in piedi l'alitalia, la telecom e la fiat in un colpo solo, curare gli ammalati come si deve, decidere chi paga cosa e chi no, chi deve sparire e chi rimanere, chi è bravo e chi è cattivo... alt, questo no. Perchè per definizione sono tutti "cattivi": tutti quelli che non si uniscono al mugugno, almeno. Perchè la tesi di grillo è che, "...tanto, sono tutti uguali". Dov'è che l'ho già sentita?
E allora vai con la condanna della caccia al capriolo, e fin lì passi chè un buon comico deve sapere quando appellarsi ai sentiment(alism)i della gente, ma vai anche con la condanna immediata di Pecoraro Scanio, che si immagina troppo occupato in altre cose, il cuorduro. E quando la risposta di Pecoraro c'è, e dice sto facendo qualcosa, guarda che l'ho fatto o tu che parli senza sapere (non glielo dice, perfino lui è più signore), il beppegrillo la pubblica sotto senza un commento, una parola di minima scusa, una datazione, un mormorio di "non lo sapevo...." e siamo tutti autorizzati a pensare che senza il beppegrillo il pecorarosacanio mai si sarebbe mosso.
Come Nostradamus, un paio su dieci il beppegrillo le azzecca: e chi non ne sarebbe capace, sparando a zero su tutto? Dice: l'avevo detto, della parmalat. Certo, l'aveva detto, così come dice tutto quello che possiamo pensare anche noi, comuni persone di buon senso che mai hanno comprato un'azione parmalat o un bond argentino. non solo perchè non ci abbiamo i soldi per farlo, ma perchè da che mondo e mondo esistono le persone che ragionano e quelle che no. Vero che queste ultime sembrano diventare più numerose ogni giorno che passa - e il numero di commenti sul blog di grillo ne è la dimostrazione - ma vero anche che non può bastare la capacità di vedere il lato negativo delle cose per essere dichiarati dei geni. Perchè se anche fosse vero che tutto sta andando a ferro e fuoco, è utile uno che continua a gridare "al fuoco al fuoco!" e alimenta il panico, o sono più utili quelli che si mettono insieme e si passano in catena i secchi d'acqua?
Dice: ma parla bene, dice tante cose giuste. non a caso, lo si diceva anche di Almirante, il ri-fondatore del partito fascista in Italia (si potrà ancora dire, che il MSI era un partito fascista?) Ma parlare bene non è poi così difficile, no? Provateci anche voi: prendete un articolo qualsiasi e commentatelo, cercando di capire dove sta la fregatura per noi pecoroni. Sono sicura che la trovate, vera o falsa che sia. Se riesci a farlo con cento, presto sarai un genio anche tu. La vita è piena di fregature, è un calcolo statistico.
Più difficile, molto pù difficile, è individuare le cose che vanno bene in mezzo a quelle che vanno male. Ancora più difficile è cercare di aumentarle. Ancora, ancora più difficile è incoraggiare la gente, invece di autorizzarla a piangersi addosso, sempre. Ma non dobbiamo avere timori: già ora abbondano i commentisti che implorano ilbeppegrillo, armato delbeppegrilloprofondopensiero, di fondare un partito, di mettersi alla guida degli scontenti che si credono intelligenti. E quando lui dal balcone ci arringherà con quella sua vocetta chioccia... uuuh, quanto ridere ci faremo. Finalmente liberati dallo scontento, chè un comico, si sa, porta allegria.

sabato, ottobre 21, 2006

FERMATE IL MONDO VOGLIO SCENDERE


Molti pensano che l’intero business sia davvero esagerato, ma le amanti di Hello Kitty risponderanno che ogni idea è una chicca in più imperdibile per ogni fashion girl. Se dunque Gucci è too much per voi forse Hello Kitty soddisferà tutte le padroncine di cuccioli appassionate della micetta rosa. Neiman Marcus propone in esclusiva nel suo shop un pull in cachemire per gatti e cani di piccola taglia, naturalmente in pink e con la regina delle gattine in cristalli rosa bianchi e neri. Tre misure, cento dollari e una piccola percentuale di lycra per garantire il fit perfetto. Non è delizioso?



questo commento-segnalazione è ospitato su un fantastico blog, che non cito per non fargli pubblicità neanche negativa, davvero utilissimo ai più. Dove c'è anche un'analogo soffietto per analoghi prodotti (il guinzaglio, la borsina, ma anche il fularetto per regalare a ogni cane una faccia da perpetua) Gucci: e il post si conclude con la saggia e profonda riflessione che forse i cani, però,non li apprezzano molto, meglio comprarsi un borsa per sè.
Sì, lo so, è facile e scontato scandalizzarsi, prima di tutto per la stupidità (il "fit perfetto"!!!!!). ma possiamo almeno sbizzarrirci a pensare cosa faremmo all'autrice del blog e ai padroni dei cani: io propongo i turni di pulizia al canile, da eseguirsi indossando rigorosamente solo capi firmati. ma so che qualcuno di voi sarà più fantasioso...

giovedì, ottobre 19, 2006

mercoledì, ottobre 18, 2006

PESSIMO


... e come tante altre notizie pessime, passa quasi inosservata, tanto "è dall'altra parte del mondo". ma riguarda tutti, anche chi non ha intenzione di fare un viaggio negli Stati Uniti. Chi poi ce l'ha, è meglio legga con ancora più attenzione questo comunicato:



Stephanie Westbrook
U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome
info@peaceandjustice.it
http://www.peaceandjustice.it
Cell. 333 11 03 510


==========================================
Avviso per i viaggiatori diretti verso gli Stati Uniti


Per noi cittadini statunitensi, il giorno 17 ottobre 2006 verrà
ricordato come un giorno nero nella storia del nostro paese, il giorno
in cui il presidente George W. Bush ha firmato il Military Commissions
Act of 2006. Questa nuova legge, autorizzata dal Congresso (altro
giorno nero ...), conferisce poteri senza precedenti al presidente per
imprigionare chiunque egli dovesse ritenere un "combattente nemico
illegale" e processarlo attraverso commissioni militari.


In conseguenza di questa legge, ci si chiede se il Ministero degli
Esteri italiano ha in programma di diramare un avviso per i cittadini
italiani che intendono recarsi negli Stati Uniti. Tale avviso dovrebbe
spiegare che la nuova legge lascia al presidente decidere, secondo una
definizione vaga ed ambigua, chi è un "combattente nemico illegale".
Questa definizione comprende non solo chi si è impegnato in atti
ostili contro gli Stati Uniti o i suoi co-belligeranti, ma anche chi
intenzionalmente e materialmente sostiene tali ostilità. Le prove al
riguardo non devono essere rese pubbliche.


L'avviso dovrebbe sottolineare che i cittadini non statunitensi
definiti come "combattenti nemici illegali" potrebbero essere
arrestati, anche senza capi d'accusa, e imprigionati a tempo
indeterminato. La nuova legge, infatti, elimina il diritto all'habeas
corpus, ossia il diritto di contestare i motivi della propria
detenzione davanti a un tribunale civile.


Secondo i termini di questa legge, se e quando il detenuto viene
processato ciò sarà attraverso una commissione militare istituita dal
Ministro della Difesa o da altro ufficiale militare e sarà composta di
giudici e avvocati militari. Il detenuto non godrà delle protezioni
legali riconosciute come fondamentali nei paesi civili. Può non essere
informato delle prove contro di sé e sono ammissibili anche le prove
ottenute con metodi ritenuti equivalenti alla tortura. Le "tecniche di
interrogatorio" applicabili verranno decise da Bush e non saranno rese
pubbliche. Inoltre, la possibilità di ricorrere in appello è stata
quasi del tutto eliminata, e gli appelli che si basano sulle
Convenzioni di Ginevra veranno respinti.


Infine, l'avviso dovrebbe ricordare ai viaggiatori che nel gennaio del
2006 la Kellogg, Brown & Root, filiale del gruppo Halliburton, ha
vinto un contratto per 385 milioni di dollari per costruire negli
Stati Uniti centri di detenzione, le cui località non sono state
rivelate, da utlizzare, come si legge in un comunicato stampa della
KBR, per "lo sviluppo rapido di nuovi programmi".


Stephanie Westbrook
Statunitensi per la pace e la giustizia - Roma

IL PRINCIPE AZZURRO DELLA NESSIE :-)




Acquista un Picasso e lo buca. Il dipinto "Le Reve" (The dream) di Picasso, è stato comprato qualche settimana fa da Steve Wynn, un miliardario, proprietario di diversi casino e hotel di Las Vegas per la cifra di 139 milioni di dollari. Ma Wynn ha presto trasformato il suo sogno nel peggiori degli incubi: ha, per errore, appoggiato un gomito sulla tela provocando un buco, danneggiando seriamente il quadro.

martedì, ottobre 17, 2006

E, A GRANDE RICHIESTA...


... sì, la storia del principe azzurro. Che poi lui c'entra di straforo, perchè la storia è la storia dei colori, che è bellissima. che noi per dire che uno dice un'assurdità, diciamo "see, come se mi raccontassi che il cielo è verde e il prato è blu", ma mica è sempre stato così. e allora a me mi piacciono molto tutte le cose che ti ricordano che non c'è niente di assoluto e di atemporale, e questa è una di quelle.
La racconta un tipo che si chiama Michel Pastoreau, che queste cose se le va a cercare, studiare e approfondire e poi le spiega benissimo che tu ti diverti a leggerle, e già che c'è litiga con gli altri storici e tira frecciatine. E così ho saputo, e ve la faccio breve breve, che nel Medioevo i colori non erano mica quelli che vediamo noi.
Perchè per loro i colori erano due cose, luminosità e sostanza, e si classificavano così, mica in base allo spettro perchè non lo conoscevano ancora. Invece sapevano benissimo che, p.es. , una tintura di qualità su un supporto pregiato (una bella stoffa, un buon legno, ma loro coloravano davvero tutto, compreso l'avorio e i metalli) era un Colore Vero, per così dire, mentre una roba tinta in fretta sul camiciotto da contadino di canapa non era lo stesso Vero Colore. Perchè uno era brillante e catturava la luce, l'altro era sbiadito e tendente al grigiastro: così non gli veniva in mente di dire che tutt' e due erano blu, anche se noi adesso lo diremmo. Perchè quello di poco pregio era "lo scuro", una classificazione che ancora oggi va bene per Kggb, e comprendeva senza distinzioni un po' di tutto., perchè anche il nero era difficile da ottenere che fosse vero nero (ancora oggi, del resto, provate col Superiride..) Il viola, per esempio, era un sotto-nero, non un colore a sè: e infatti ancora adesso la Chiesa cattolica ce l'ha come colore di penitenza, associato al lutto, e mi ricordo che la mia mamma ancora negli anni '60 lo definiva un colore da mezzo-lutto. Che era come dire quando una era stufa di vestirsi solo di nero perchè già un bel po' era passato, ma mica voleva far la figura di quella che se ne frega.
E, nello stesso ordine di idee, l'oro nel Medioevo non era solo quel simbolo di ricchezza con cui oggi lo identifichiamo, ma un "bianco più bianco", perchè risplendeva, e il giallo era un quasi-bianco. e l'arancione un rosso, e il blu slavato tnato poteva anche essere un giallo o un verde. Il paradiso dei daltonici.
Ma, insomma, io andrei avanti per ore, invece arrivo al blu. Che prima del Medioevo praticamente non esisteva: avete mai visto roba romana blu? Per loro era roba da Barbari, e nel "catalogo scientifico" in vigore fino al 1600 il blu non c'è per niente. Nel Medioevo è prima di tutto considerato una specie di rosso. perciò un colore caldo (a volte il più caldo di tutti) e come per il rosso le tinture in blu (quello Vero) sono particolarmente costose. Verso il 1200 comincia perciò a spopolare tra chi se lo può permettere e in breve diventa un colore ricercatissimo: tanto che ci sono apposite leggi (puntualmente ignorate) che vietano di usare il blu a quelli che non dovrebbero essere ricchi abbastanza (ma lo sono, come le cortigiane) e anche ai ricchi stessi quando la città pensa che si debbano far-sacrifici-altrimenti-non-ce-tiriamo-fuori-più. Naturalmente, anche queste stesse leggi concorrono a dar prestigio al blu e quando la corona di Francia decide di farne il suo colore, associandolo nel blasone ai famosi gigli, diventa anche un colore regale, anzi il colore regale per eccellenza. E spodesta così il rosso, che da sempre colore dai connotati simbolici ambigui, diventa il colore della sovversione, ma questo è ancora un altro discorso.
Perciò il Principe delle favole, il Principe per eccellenza, non poteva che essere azzurro. Però, con accostamento logico azzardato, a me sembra significativo che il Principe azzurro sia stato creato a partire da un colore che non esisteva, no?

LA SNOTIZIA


perchè a voi non sembra magnifico che lo Staccapanni di Rodari sia diventato un oggetto vero, proprio come l'aveva pensato lui (be', quasi...) ? a me sì, così lo copio nel mio piccolo, ed ecco la Snotizia di oggi

le scarpette di dorothy nel film del mago di oz sono state vendute a 165.000 dollari. conosco qualcuno che forse ce li avrebbe spesi, ad averli :-) ma la snotizia risale al 1988 e quindi entra di diritto nella categoria: infatti la pubblichiamo io e la settimana enigmistica.

assemblea, assemblea. e un po' di autocoscienza


ecco che così, di prima mattina, praticamente all'alba, mi prendo una bella strigliata affettuosa dall'amicae., che già non sarebbe d'accordo sul concetto di alba e forse neanche su quello di strigliata. però a me mi fa piacere considerarla anche così, perchè:
puntoprimo, mi piace discutere
puntosecondo, mi piace pensare a quello che faccio/facciamo
puntoterzo, l'amicae. ci ha ragione e mi ha beccato sul non-detto ancor più che sul detto.
Sul detto: ecco sì, questa cosa che uno un po' si sente responsabile perchè siamo comune-ty oltre che community è vera e fors'anche inevitabile (sì, che noi siamo i geniacci del web, ma mi sa che tutti cominciano il loro blog avendo gli amici come lettori, immagino) e l'amicae. la centra meglio di quello che avevo fatto io.
ma è proprio ciò che volevo dire sul sentirsi in obbligo di essere intelligenti, chè il narcisismo nella comune-ty è alto e atipico, perchè un po' siamo narcisisti anche sugli altri della comune-ty stessa, con un bel paradosso psicologico. però l'amicae. allarga il punto alla responsabilità morale, e ci ha ragione anche qui, e forse soprattutto io la sento un po' di più. ma non è questo che mi frena, in verità, come si vedrà sul non-detto. Però sulla responsabilità morale, direi che si può prendere per buono il punto di partenza della scatola della fantasia e allora, p. es., KGgb legge un sacco di libri che non sono un bell'incitamento morale (Pesce, ad esempio :-) ) e quindi perchè preoccuparsi? e poi la risposta più bella l'ha data lei nel suo post di oggi. Che esso stesso post (anzi, due) di oggi del Kggb sono una (ris)post(a) alla mia provocazione epperò mi ha allargato il cuore leggerli, perchè Kggb racconta proprio bene e facendolo mi dà ragione che non bisogna essere eccelsi, bastano le cose piccine di ogni giorno, anche se lei me lo zampetta mettendoci dentro perfino lo spezzatino :-) Però il velcro di Dante è bellissimo da ghigni e l'Ignoto Sputatore pone addirittura il problema della Responsabilità Morale nei confronti della collettività, 'sti cazzi!
E, ultimo sul detto, per quanto io sia felice davvero quando vedo nuovi post della comune-ty, dichiaro a chiare lettere che il mio post non era un invito o un'insistenza per una frequentazione e un impegno più assidui, chè anzi era un invito alla leggerezza e i tempi ognuno se li vede da sè.
Sul non-detto: che la scrittura è bastarda, anche quella di un blog, e ti vengono sempre fuori quelle cose che tu credi ben nascoste. e così me mi vien fuori un tipico problema di chi scrive/non scrive, che è il problema del non gliene frega niente a nessuno. Chè lì sono in buona compagnia, perchè almeno due scrittrici si sono tolte da questo problema scrivendo libri che uno si intitola "Ma chi ti credi di essere?" e l'altra "Sei qualcuno?", come dire che-ti-sei-messa-in-testa-che-a-qualuno-gli-frega-dei-cazzi-tuoi? E nei diari Susan Sontag scrive che bisogna essere innamorati di se stessi per poter scrivere e forse a me questo mi manca oppure ce l'ho troppo, mai capito. E la cosa bellissima dei blog è che questa roba si supera d'un salto, oplà, ma io ero riuscita a caderci dentro lo stesso. Perchè insomma io forse in più ci ho anche la deformazione professionale che "e la notizia? dov'è la notizia, eh?" : e così penso che accoglierò senza dubbio l'invito dell'amicae. a non fare anche il mestiere di lettore. e vi cuccherete le mie non-notizie deliranti. chè anzi ne faccio un rubrica e spero diventi collettiva come il sorriso.

lunedì, ottobre 16, 2006

EHI, NOI...


ehi, la vita ci trita, comune-ty? letto il post della gigi, non-letto il non-post del brother, visti i video della deborinah influenzata e della streganocciola (me ipse) scazzata... le uniche che resistono sono l'incrollabile nessie e l'innamorata (ma c'è chi dice melensa, indovinate chi: "bello anche, ma quant'è melenso!??!" e poi la amicae. la picchia in privato), ma anche quest'ultima aveva ceduto il post(o) a uno che mangia delikatessen con contorno di maso-macho, e insomma, tirate il fiato chè il periodo è quasi finito, insomma mi sono chiesta: non è che i primi tempi abbiamo volato alto alto e adesso ci abbiamo paura che il nostro alto quotidiano ci freghi un cazzo agli altri?
Chè bassi, fra tutti, non stiamo mai, ma per esempio io volevo scrivere un post dal titolo "perchè il principe azzurro non è giallo?" e poi mi sono detta: ma va', 'ste cose mi piacciono solo a me, e non l'ho scritto no. Perchè un blog è senza regole, così uno ci ha paura di sbagliare, è la sindrome dei troppi post(eggi) che è quando nello sterminato parcheggio vuoto vai a finire esattamente a metà fra due, sulle righe blu. Allora forse le cose più contano le abbiamo dette subito, e ora non ci abbiamo voglia di narrare i nostri scazzi quotidiani, chè secondo noi un blog dovrebbe essere meglio, sennò tanto vale la chat o meglio ancora il silenzio.
Però è brutto, un po', perchè io clicco sui nomini nella barra dei preferiti e vedo sempre le stesse cose e mi chiedo ma cosa starà macinando il brother, e perchè Gg non scrive una cosa piccina come quella della lucertola? Chè è vero che la vita ti trita, ma è anche vero che non bisogna essere intelligenti per forza, chè allora è meglio provare a esserlo in qualcos'altro che magari c'ha pure il copyright, o le lodi di Stallman.
Così, chè già l'ho fatta troppo lunga, quello che mi vien da dire è rilassiamoci un po', ognuno scrive le sue cazzate e pazienza se agli altri frega un cazzo, il bello è dirle qua, metterle in comune. E magari anche lasciare un commento ogni tanto, anche solo una faccina, perchè non di solo pane vive l'uomo. E poi se invece è solo che la vita troppo ci trita va bene anche così. Ma scommetto che morite dalla voglia di sapere perchè il principe azzurro non è giallo, vero?

il sorriso minimo/massimo...

... è una bella chiacchierata con la mia figlia, che ci avevo proprio voglia di farla, e i suoi dubbi e i suoi progetti e quanto è tenera specie sulla sorella e anche sul fratello, e le mille cose che rimangono fuori lo stesso dopo tre (quattro?) ore che ci parliamo. e che non alziamo i toni, chè il mio e il suo caratterino spesso scintillano, ma questa volta no. e io, mica per quello ma per tutto, la sento grande ed è proprio bello, avere una figlia grande.

venerdì, ottobre 13, 2006

GIORNI UN PO' COSì,

giorni di nervia - come urlò nessie nella notte, in risposta all'esortazione di dormire stretta al suo orsacchiotto:" La Trudi ha la nerviaaa!" - epperciò l'è mèi tase', come dicono dalla mie parti. quindi metto dei video che mi sono piaciuti assai, due cortissimi e due un po' meno: se siete in ufficio, ricordatevi di abbassare il sonoro. E grazie al blog del Gufo Corridore, dove ne ho trovati 3 su 4.

LUNGO, MA MERITA

mi fanno impazzire, chè sono geniali. ma pensate cosa dev'essere vivere con il tipo che li fa... brrrrr!

TEEEEENERO...

MOLTO PRATICO...

... e si è guadagnato tutta l'ammirazione di Gg

FARFALLA AL CONTRARIO

mercoledì, ottobre 11, 2006


sono assente giustificata. nel senso che c'avevo un occhio così. infingardo anche, perchè mica si vedeva tanto che era un occhio così, però faceva male anche di più. e allora ero qui davanti al mac con la benda sull'occhio e ci scrivevo ai miei amici di lavoro - che ci scrivevo di lavoro ma sono amici - cose tipo corpo-di-mille-bombarde, intanto che le vipere che ho allevato in seno mi prendevano per il culo con le battute riservate ai non-vedenti. ma noi non-vedenti ci abbiamo molto senso dell'umorismo, anche se un po' meno di quando siamo vedenti. e tutto ciò per dire che ancora l'occhio si meriterebbe la benda, ma lo tengo a bada con potenti antidolorifici perchè anche con le assenze giustificate mica si può tirar troppo la corda, e ben lo sa Gg che finora - ecczionale! galattico! - non ne ha fatta ancora una. Così stasse deliro un po' liberamente, tanto per dimostrare che viva sono ancor anche in virtuale, tutto lì. Perchè il brutto del dolore fisico non è tanto il dolore, ma il cervello che ti va in pappa. Ma intanto che ero assente virtuale:
la mia amica pallotta mi ha dedicato un po' del suo tempo per gli amici, il tempo si è dilatato e si sono fatte le cinque - di notte, certo. e poi, dopo una pausa, anche le cinque del pomeriggio
così ho visto il pescator dei pesci, che sulla barca vendeva pesci rossi. il suo amico della barca prendeva i peggiori - che gli astanti gli avrebbero comunque pagato a peso d'oro - e li dava ai gatti per farli stare lontani dalla barca.
Due tedeschi, che il papà avrebbe sconvolto più di un'amica di blog ma cmq era col figlio ottenne, tutti e due appena usciti dall'acqua come il più classico degli dei greci e il suo piccolo clone, guardavano i pesci e la scena. E io mi aspettavo di vedere i vestiti delle donne allungarsi e spuntare i parsole e i grembiulini delle cameriere di "questi italiani così pittoreschi". chè eravamo a boccadasse sulla spiaggetta e anche l'ambiente mica è cambiato molto.
E mi sono ricordata che quando ero piccola i pescator dei pesci c'erano sempre a quinto. e mia mamma mai li comprava, chè veniva dal lago, lei, e sul lago i pesci sono roba che mangiano i laghè, mica i cittadini. massimo li mangiano in una gita sul lago, insieme con la polenta.
ma i pèsc del lac mica sono rossi. credo. e tutto quel rosso palpitante sulla barca azzurra e la stadera e il pescatore magro e asciutto e cotto dal sole e a gambe larghe anche quando la barca è ferma sui ciottoli era bello da vedere.
per sentirsi dentro una cartolina sfocata, nei nostri vestiti sbagliati.

venerdì, ottobre 06, 2006

il mio sorriso minimo



e in tanti anni mai mi era successo, che chi è bravo in matematica - non io - può fare il calcolo delle probabilità o qualcosa così. perchè mi stavo lavando i denti e con la coda dell'occhio ho visto qualcosa di piccolissimo che volava vicino alla mia spalla. Una farfallina, ho pensato, e invece era una bolla di sapone. anzi, di dentrificio. ma piiiiccola. e lo so che è stupido perchè una bolla lo è per definizione, ma perfetta: che così piccola faceva più impressione che lo fosse. Ha volato in giro per un po', poi non so dove è andata, ma non mi piace pensare che sia scoppiata. per me è volata via il mattino dopo, appena qualcuno ha aperto la finestra.

giovedì, ottobre 05, 2006

IL TEMPO DEGLI AMICI



ci sono periodi della vita che proprio non ce l'hai, il tempo degli amici. continui ad averli, gli amici, ma il tempo no. io e la mia amica pallotta ci chiamavamo anche dieci volte, prima di riuscire a stare al telefono più di tre minuti: no, ora sto mettendo a letto la piccola, ti spiace se ti chiamo dopo, che ora sto aiutando la grande a fare i compiti? uuuhh, adesso proprio non ce la faccio, devo accompagnarle a un festa di compleanno... e poi ridevamo tutt'e due, perchè facevamo a turno e il momento mai era quello buono. e quei momenti lì galleggi sull'amicizia e ogni tanto, invece di farti un bel sonno che ti ci vorrebbe, stai lì sul tavolo della cucina a scrivere una lunga lettera per recuperare, o addirittura con la pila vicino alla figlia che non si addormenta e allora tanto vale usarlo questo tempo della notte che è così bello, anche se poi la lettera rimane a metà e finisce che la spedisci così che sennò mai la finirai. Poi quel tempo lì passa e uno immagina che di tempo ne avrà un sacco e in fondo è vero, salvo che la vita si complica assai e non si capisce neanche perchè, riesci appena a girare l'occhio che ecco che c'hai i calabroni nelle tapparelle, la macchina che fa rumore di elicottero, gli occhiali da cambiare e il bianco da dare in cucina e poi in più c'è sempre il lavoro. che per fortuna, però ci vuole il suo tempo. epperò ora il tempo degli amici ce l'hai, che una birretta ci sta senza che ci voglia la baby-sitter (che poi tante volte da queste parti era il baby-sitter, e qui rendo omaggio agli esponenti maschili della categoria) e tutto è più semplice. anche così, però, l'accoppiata lavoro-casini a volte ti trita e gli amici rimangono un po' indietro. mica tutti, ma non c'è un ordine di importanza, che una banda di amici segue le benedette leggi caos e qualcuno ce la fai a sentirlo, scrivergli, parlargli e qualcuno no. e allora oggi, dopo il lavoro e i casini, mi sono presa il tempo degli amici. perchè che era bello avere amici l'ho sempre saputo ma mai come adesso, e allora prima il dovere sì, ma fino a un certo punto chè sennò ti mangia tutta la vita. e così ho scritto a quelli che erano rimasti fuori e poi il tempo è finito e mi sono accorta che me mancano ancora due, che ci scrivo stanotte o domani, anche se la mia amica pallotta mi viene a trovare settimana prossima con un lungo viaggio e faremo notte con le chiacchiere. che lei, poverina, è un'allodola e gli occhi le si chiudono. perchè poi quello che voglo dire di tutto ciò è che sempe gli amici sono una fortuna se ce li hai, però mica solo le cose sono fatte di fortuna, bisogna che ci metti del tuo. e allora quando proprio non si può non si può, ma a me mi fanno tristezza quelli della mia età che solo televisione e buongiornosignoracomesta, chè ormai non sono più capaci di altro. magari mica per colpa loro, giusto perchè gli hanno insegnato che "non sta bene" andare a farsi una birretta o che bisogna sempre far vedere al mondo che sei un persona seria: che questo non dovrebbe c'entrare con gli amici e invece sì, perchè se metti sempre su la maschera che amici puoi avere? e così io adesso anche nel lavoro non faccio più finta di essere una persona seria, chè tanto mai ho imparato come si fa, e anche lì ci ho degli amici che uno ci ho scritto oggi, per esempio. e allora, alla fine sono tutta contenta che mi sono presa questo tempo importante.
a proposito, amici che state qui, io c'ho voglia di andare al bowling, senza fretta una domenica sulle cinque p.es. Chi ci sta?

martedì, ottobre 03, 2006

MA ALLORA SERVE


Oddio, non che sia stata un forma di lotta velocissima, e ancora bisogna vedere come finisce. Però qualcosa ha raggiunto, e ci sentiamo un po' meno idealisti del cavolo. leggete qui:

Dopo 3 anni e 2 mesi di boicottaggio internazionale, la Coca-Cola Company accetta di trattare con Sinaltrainal, il sindacato colombiano che l’ha accusata di essere responsabile di una feroce strategia antisindacale, attuata con la complicità degli squadroni della morte dei paramilitari e che ha portato dal 1990 ad oggi all’assassinio di 8 sindacalisti e a 179 gravi violazioni dei diritti umani
In questi giorni – afferma la REBOC - è in corso a New York una serrata trattativa tra Coca-Cola e Sinaltrainal, che ha già portato alla firma di un pre-accordo, secondo quanto riportato dal comunicato del sindacato colombiano’.
se volete saperne di più, qui c'è tutto:
http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/index.html


E, a proposito, il boicottaggio della Lidl è stato (purtroppo) ripreso da Grillo - dicono in rete, io non l'ho visto chè grillo lo odio - ma che sia per lui o no, la voce si sta diffondendo. bene, bene.

lunedì, ottobre 02, 2006

COMPAGNI, SERRATE I CORDONI.


Oggi è venuta qui la signoravenezia. quella che il giorno che abbiamo traslocato qui è riuscita a fare un bello scazzo immediato, indovinate con chi?, bravi, con la nessie. ma c'aveva ragione la nessie. quella che ha mandato mille lettere al consiglio di circoscrizione per fare togliere il verde di cui a tre blog fa, lei come altri ma lei. lei che però, una notte che i caloriferi bollivano a mille e l'ho chiamata per dire "oh, ma non è che saltiamo per aria?" si è incazzata perchè dormiva già da due ore, ma poi si è ripigliata e ha detto "no, lei ha ragione chè sono consigliera e mi tocca". E che ci ha giurato eterna amicizia perchè il giorno del funerale di mia madre abbiamo lo stesso lasciato entrare i tipi a controllare i tubi che le stavano allagando la casa, quando altra gente del palazzo con cui lei si dà del tu le aveva messo ogni sorta di futili zeppe. E allora io con la signoravenezia ci parlo, perchè anche i destri come lei quando cercano di ragionare e di essere equanimi, per un'ora li reggo. E a volte mi piacerebbe che anche fra noi ci fossero più di questi rompiballe convinti dei propri diritti. E la signoravenezia mi ha stuzzicato sull'indulto, sulla finanziara, sull'immigrazione e altri argomenti consmili, e ho risposto a colpo su colpo. E lei ha dovuto darmi ragione quando le ho detto che gli immigrati lavorano in condizioni che nessun italiano sopporterebbe più ("dovrebbero far entrare solo quelli che hanno già un contratto di lavoro" "ma chi glielo fa, un contratto? lei glielo farebbe?" "no", ha risposto ed è rimasta perplessa perchè ha capito che stava dicendo una cosa sciocca) e quando le ho fatto notare che le carceri italiane sono un luogo degli orrori dove nessuno merita di stare, e lei era di nuovo d'accordo e allora l'indulto l'ha visto da un altro punto di vista. Anche se anche a me non mi è piaciuto tutto dell'indulto. Non credo che sia andata via di qui convinta della bontà del socialismo, però ha fatto bene anche a me difendere il governo Prodi. Non perchè mi piaccia particolarmente, ma perchè a volte è necessario rendersi conto dell'abisso che separa i nostri sogni dalla realtà. E mai dirò che non vale la pena di battersi per i sogni o che bisogna accontentarsi, però ci sono momenti che la sinistra vuol proprio male a se stessa. Per esempio, sono due i nostri amici "sinistri" (be', rosellini pallidi, ma insomma) che ci hanno segnalato, divertiti, un orrido sms che sta girando e che elenca non so più quali malefatte di prodi per poi concludere "...e adesso non vi sentite un po' cogloni?" Io spero che quegli amici lì non abbiano capito, ma anche non capire è grave. Perchè ci siamo dimenticati troppo in fretta che, per quante porcate possa fare Prodi, le loro erano peggio. Almeno per ora. E allora che senso ha dargli addosso su tutto? O l'avevamo scambiato per Lenin? O pensavamo che desse all'Italia una svolta antiliberista, che già Lula per quel poco che ha fatto ci sta finendo sotto? Ecco, allora io mi incazzo che la sinistra non sia capace di fare il ragionamento che i forzitalioti e la loro banda hanno fatto per quattro lunghissimi anni: diamogli una chance. E soffriamo come cani quando fa qualche porcheria, chè ne farà per così, ma se alla fine il risultato complessivo sarà "un po' meglio", se i colsenter faranno diecimila contratti invece di zero, se si respirerà un'aria di "si può fare" invece che i gas dell'arroganza, se io pagherò più tasse perchè ne paghi un po' meno la mia amicapallotta... be', mi sembra che ci si possa stare. Continuando a chiedere il meglio ancora, ma senza fare il gioco di chi vuol tornare al peggio: chè a volte un po' di realismo non guasta, e le signorevenezia sono fin troppo pronte a credere alle soluzioni miracolose di chi arriva e promette di salvare ancora una volta la patria. Ci sono volte che bisogna giocare in difesa, ma giocare bisogna.

domenica, ottobre 01, 2006

sorriso intecontinentale



è domenica e allora magari qualcuno rischia di perderseli, questi peluches veri, ma sarebbe un peccato, perciò li metto qui. sono nati in Cina, nove tutti insieme.